‘ Livorno ha bisogno come il pane di uscire da logiche di mera conservazione ‘

 

GLamberti

 ’ Il risultato di Milano e Napoli, soprattutto Napoli, dimostra che la voglia di cambiare, laddove i problemi sono rimasti irrisolti, alla fine travolge le logiche di conservazione.
Livorno ha bisogno come il pane di uscire da logiche di mera conservazione, di apparati e di burocrazie di tutti i tipi.

Naturalmente ogni città ha la sua storia, e quella di Livorno non e’ quella di Napoli, ma aprire rapidamente una nuova fase politica e’ urgente, non si può certo pensare di stare tre anni nell’attesa che arrivi la prossima campagna elettorale.

Occorre sfidare quelli che hanno a cuore davvero la città, e non solo se stessi ed il proprio partito garante delle proprie carriere, a confrontarsi sul serio con i problemi che ci sono davvero,e si evidenziano ogni giorno di più. ‘

7 risposte a ‘ Livorno ha bisogno come il pane di uscire da logiche di mera conservazione ‘

  1. Danilo Verticelli scrive:

    Chiedo scusa per la rinnovata ed episodica intromissione ma il post mi riporta a quanto già scritto in un social network cui sono iscritto, ovvero:
    “Cambia Milano, cambia Napoli, cambia mezza Italia ma Livorno rimane immobile feudo della stessa cricca da sessant’anni”
    Sappiamo bene di che cricca si tratta: poteri “occulti” legati a fratellanze, poteri molto meno occulti legati a famiglie, poteri ancora meno occulti legati a semplici scambi tra sopravvivenza e voti.
    Livorno nacque sotto una cattiva stella e sulla base dei calcoli esoterici di occultisti appassionati di cabala e di pratiche alchemiche. Il risultato che ne è conseguito è sotto gli occhi di tutti. La cappa negativa che opprime la città, preda di “energie” oscure è evidente. Livorno è il prossimo baluardo da abbattere, baluardo di pari intensità delle città che abbiamo sotto gli occhi in questi giorni, nonchè delle nazioni che stanno dicendo no a tale sistema.
    Basta con i poteri occulti.
    Grazie

  2. andrea romano scrive:

    La splendida vittoria di Pisapia a Milano ed il vero e proprio trionfo di De Magistris a Napoli hanno segnato la fine politica del berlusconismo, ma hanno anche distrutto ogni ipotesi di un centro-sinistra disegnato sulla falsariga della destra, simile nei programmi e negli atteggiamenti, che avrebbe dovuto conquistare il successo sottraendo i cosiddetti voti “moderati” agli avversari.
    In realtà, i cittadini chiedevano altro, e finalmente l’hanno ottenuto: poter scegliere i candidati con le primarie e senza l’intermediazione delle segreterie di partito, avere a disposizione nuove personalità non compromesse col vecchio sistema di potere, affidarsi a programmi coraggiosi e innovativi.
    Speriamo che questa vittoria faccia capire finalmente ai leader del centro-sinistra, nazionali e locali, che non si vince copiando malamente Berlusconi, ma facendo l’esatto contrario di ciò che fa lui: democrazia diretta, anche all’interno dei partiti, anzichè accentramento carismatico, difesa degli interessi generali anzichè di quelli personali, di casta o di lobby industriale.
    Ora completiamo il lavoro andando a votare quattro SI’ al referendum, spalancando del tutto le porte a questa nuova stagione politica.

    Andrea Romano – Italia dei Valori

  3. st. john scrive:

    >ma Livorno rimane immobile feudo della stessa cricca da sessant’anni”

    caro Danilo,

    il segreto dell’immobilità di Livorno sta tutto nel dare la parvenza di movimento. Premesso che considero la giornata di oggi positiva per questo paese, guardiamo ai fatti di casa nostra. Ora è tutta una sbornia di centrosinistra plurale. Dalle nostre parti si proverà a tradurlo come sempre. Con l’immutabilità del PD (come per altre sigle prima di oggi) e il restyling delle alleanze. Ma quando passerà la sbornia resterà la più evidente delle realtà. Ovvero che solo una cruda opzione zero al ceto politico locale ha un futuro. Nelle stesse pieghe dei partiti satellite al PD locale si nasconde inquietudine rispetto alla situazione locale. Ti parlo di gente giovane e motivata. E’ anche possibile che il generale crisi una volta tanto lavori nella direzione giusta.

  4. GHINODITACCO scrive:

    SE FOSSI…….
    Se fossi Milanese, andrei in piazza a festeggiare Pisapia che è un galantuomo;
    Se fossi Napoletano un De Magistris sinceramente non lo festeggerei;
    Se fossi Livornese non capirei cosa hanno da festeggiare stasera in piazza della Repubblica :-(
    MENO MALE CHE SONO ANTIGNANESE…………

  5. Io credo che , comunque sia, dopo ieri non si potrà rinchiudere le decisioni in una stanzetta di partito. Almeno questo, st. john e ghinodi tacco potranno risconoscerlo.
    Ed in questo Romano coglie nel segno.
    Forse è poco, ma per Livorno sarebbe una cosa di grandissima importanza, vista la inconsistenza della opposizione di centrodestra e quindi una situazione stabile, anzi statica e stagnante in modo micidiale. A parte qualche colpo di tosse qui e là. Ma sempre con uno strapuntino pronto a coprire il malessere.

  6. st. john scrive:

    infinite sono le strade del mitico rinnovamento nella continuità ;-)
    ma dal PD livornese non c’è decrescita dolce. Preferirei anche io esistesse un percorso guidato e protetto di devoluzione dei poteri PD a Livorno. Ci si potrebbe concentrare subito sui problemi della città, quelli veri.
    Ma non ho mai visto mollare, specie in periodo di crisi, il potere per sereno avvicendamento.

  7. Questo, caro St. john, non lo credo nemmeno io. Di dolce ci sarà assai poco, ma almeno si può delimitare un campo di gioco e le regole di quel campo. Poi ognuno darà il vino che ha, ma almeno dovrebbe farlo alla luce del sole, in un confronto comprensibile anche a quelli che non ne possono più.
    Uscire allo scoperto e far uscire allao scoperto tutti, può essere una piccola ma devastante novità.
    Ma vedo che qualcuno incomincia a farlo. Potrebbe essere l’inizio di quella devoluzione di cui parli. Potrebbe, se non ora quando?

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