LA PICCOLA FIAMMIFERAIA CHE NON SI ASSUME RESPONSABILITA’

 

Di Gianfranco Lamberti   LA NAZIONE

 ’ A Milano è aperto un piccolo e suggestivo museo, oggi agli onori della cronaca del Corriere della Sera, si chiama Archivio Saffa e raccoglie una collezione di tutti i modelli di scatole di fiammiferi e cerini, prodotti dalla omonima fabbrica, fondata nel 1871. Una iniziativa di successo legata al fatto che,  affermano gli organizzatori, ormai nessuno usa più cerini e fiammiferi. Sarà, ma qui a Livorno non si direbbe proprio, basta pensare alla cava del  Limoncino, per la quale si sta assistendo ad un gioco del cerino acceso di livello epocale, roba da veri giocolieri.

Il rilascio della concessione da parte della amministrazione provinciale, si suppone sia avvenuto con tutti i crismi della regolarità. Eppure,  una volta che un gruppo di cittadini hanno chiesto  chiarimenti e garanzie, per l’ambiente e per la loro salute, così come le stesse garanzie hanno chiesto impresa e lavoratori perché si onorasse la concessione ottenuta secondo le norme vigenti, si è aperta una  sarabanda di iniziative , una specie di concorso di idee per mettere quel cerino acceso nelle mani di qualcun altro.

Dal Procuratore della Repubblica  al CNR,  dalle altre amministrazioni   fino allo stesso Prefetto. Ma, come se non bastasse, alla fine si è arrivati ad una performance incredibile. In questa specie di masochista gioco dell’oca , si è arrivati a rimettere il cerino nelle mani di se stessi , con l’avvio di una procedura disciplinare sul responsabile del procedimento, che , alla fin fine non è altro che la stessa amministrazione concedente.

Arrivati a questo punto le nostre piccole fiammiferaie faranno bene a smetterla, assumendosi per intero le proprie responsabilità, attivando tutto quanto è necessario e doveroso, in modo rigoroso e verificabile, ma senza scuse o rinvii indefiniti,  evitando soprattutto di mettere in contrapposizione cittadini e lavoratori, la cosa peggiore possibile. Roba da museo degli orrori, altro che di fiammiferi. ‘

8 risposte a LA PICCOLA FIAMMIFERAIA CHE NON SI ASSUME RESPONSABILITA’

  1. henry brubaker scrive:

    Nella vicenda Limoncino spiace dirlo ma si è toccato il fondo.Lo ha toccato Cosimi che i frontisti delle colline livornesi hanno diligentemente votato in attesa di chissà che cosa (forse la regolarizzazione urbanistica degli abusi edilizi?),salvo poi ora rivolgersi a Madama Amadio per una improbabile jacquerie de noartri(di fronte alla prospettiva della discarica) o delegare la soluzione del problema alla magistratura livornese,la piu’ kafkiana del mondo.Il fondo lo ha toccato Kutufà con le sue giravolte e quel giocare sempre di rimessa che non fa onore alla sua funzione.Lo ha per l’ennesima volta toccato il Pd,con quel suo giocare costantemente di sponda fra i fedeli alla linea e i sedicenti puri(i bindiani) che,relazioni alla mano,sembrano cascare sempre dalle nuvole di fronte a palesi inadempienze istituzionali o furbate strumentali da iter autorizzativo (dov’erano?).Lo hanno toccato i fratelli poveri dell’alleanza di centro sinistra,apprezzabili nelle intenzioni,ma dorotei nel comportamento politico.E’ cosi che Vendola e Di Pietro preparano il post Berlusconi?Il fondo lo ha toccato anche il Pdl,in parte amico e sostenitore del rais delle cave Bellabarba,in parte sobillatore di sommosse popolari.Con questo ceto politico non si va lontano.

  2. Kinto scrive:

    L’aspetto piu’ sconcertante
    come scrive il Dott.Lamberti e’ quello di mettere in aspra contrapposizione cittadini
    ed imprenditore-lavoratori che e’ bene ricordarlo sono cittadini anche loro con eguali diritti.
    Ed in mancanza di responsabilita’ della politica ” con la P maiuscola”,
    si fa solo baruffa ed ammoina.
    L affare Limoncino e’ complicato
    e se Kutufa’ rilascia interviste quasi scocciato e sibillino nei contenuti si va poco lontano.
    Non parla perche’ capitano d industria privata,
    ma perche’ rappresentante e responsabile pubblico,
    dunque e’ bene che lasci perdere i modi da priore di una propria religione e parrocchia,
    e cominci a dare risposte esaustive come richieste dal ruolo che ricopre.
    Revoca della concessione stress test e fiammiferi che lo stesso Kutufa’ non perde tempo di mettere nelle mani del sindaco, ed ora,
    visto che e’ il suo modo di operare
    niente di meno che al Prefetto.
    Aspettiamo che passi lo stesso cerino anche nelle mani di Napolitano,e che speri in una risoluzione diplomatica in stile libico.
    i fatti sono questi e fosse per me la Provincia,ente inutile e dispendioso
    la chiuderei a tripla mandata,con tutti dentro.
    non si scordi l altro grande risultato di Kutufa’ ovvero di aver speso 400.000 euro per i terminali cercalavoro,
    che ci piacerebbe capire quanti lavori ha trovato a fronte dello sperpero pubblico.
    Non resta che attendere il prossimo Consiglio Comunale che si preannuncia molto significativo sulla vicenda Limoncino e nei rapporti tra i due Palazzi dirimpettai.
    Saluti

  3. gianfrancolamberti scrive:

    Dice bene kinto. Ci manca solo Napolitano. Una roba ormai tragicomica

  4. Mario scrive:

    “Gli stressati siamo noi”,questa è la realtà;continuo infine a chiedermi,perchè Kutufà sia stato designato per la Provincia,quali bravure ha mai dimostrato di possedere prima,e durante,cioè oggi,questo alto ufficio.mah?capiremo anche questo un giorno.

  5. St. John scrive:

    Signori,

    credevo di aver capito male, complice il lunedi’ mattina, il Tirreno di oggi. Invece l’ho capito benissimo. Centrosinistra, comune e provincia sono sprofondati in una cava. Dalle parti del Limoncino. Resteranno avvinghiati li’ dentro per un bel po’. Il tempo di non fare quello che deve essere fatto. A questo punto la preoccupazione deve essere saper svegliare i livornesi. Compito non facile ma essenziale

  6. Alonso scrive:

    Due uomini soli contro tutti . Kutufà e Bufalini .

    LO scontro tra Comune e Provincia a questo livello non si era mai visto in città .

    Kutufà per me è allucinante e senza pudore .

    Compie gesti contro tutto e tutti e non si assume una , ma dico una , responsabilità .

    E se lo stress test dice picche , lui che fa , annulla tutto ? Ok. Poi però chi paga i MILIONI di euro che Bellabarba otterrà vincendo la causa ?

    Lui personalmente oppure NOI tutti con tasse in più ? Noi tutti .

    Vergogna .

    Santo , è il PD dentro una cava .

    Da una parte Bufalini , Kutufà , dall’altra , tutti .

    Autorità Portuale con il tradimento a Piccini e l’inciucio con Matteoli più l’affaire Limoncino sono glim ultimi danni , in ordine di tempo , del PD targato Ruggeri , Di Rocca e Bufalini .

    Questo super trio , che oggi mette nel mirino pure il sindaco , sono il peggio che i vecchi Ds potevano tirar fuori . Ci aggiungi il peggio della Margherita , Kutufà , ed ecco il Pd di oggi .

    Matteoli fa il padrone del Porto , un Presidente della Provincia che denuncia se stesso , i suoi tecnici ed espone l’Ente al rischio di fallimento (se Bellabarba querela ..) .

    Grazie a questa gente , alla loro credibilità , gente che ha fatto del Bunga Bunga un principio di vita (Silvio ..) continua a vincere le elezioni e a governare il paese .

    E a Livorno la gente ha iniziato a rompersi i c°°°°°° i di queste schifezze .

    Andate a lavorare , e che vi duri .

  7. Ciano scrive:

    Per favore,qualcuno dica a questi improvvisatori di fermarsi!Ormai siamo alla lotta tra bande, non esistono evidentemente più partiti nè idee ma piuttosto bassi personalismi che portano ad una guerra assurda tra cittadini e lavoratori.Ma il compito delle istituzioni non dovrebbe essere quello della composizione degli interessi a fini collettivi?Ma dove sono i sindacati, si prestano a questo gioco?
    Comunque non vorrei che per denunciare giustamente la stoltezza della prov, si dimenticasse che il sindaco che ha ben maggiori e più incisivi poteri ha lasciato questa città letteralmente a pezzi!e la domanda è questa e sorge spontanea: il sindaco ha ancora voglia e forza per governare e tenere assieme quello che resta della sua maggioranza?

  8. Gianfranco Lamberti scrive:

    C’è un problema complessivo di classe drigente a Livorno, questo è evidente.
    Qualcosa va avanti, molto non si muove e si impantana.
    In un contesto nazionale che è deprimente a dir poco.
    Se leggiamo la bella intervisa fatta da Guarducci, che riesce a far capire verso quale incartamento si sta avvitando una vicenda tutto sommato non troppo complicata come quella del Limoncino, con concessioni prima date dopo anni di istruttoria e poi , forse, revocate, come se si trattasse di una partita a biliardo, mi dite chi potrà continuare ad avere fiducia in una prospettiva solida. Ci vorrebbe una specie di fase costituente anche a Livorno, senza rendite di posizione ed orticelli. Al solito. Ma le rendite sono sempre più resistenti, quanto più i momenti sono difficili ed i margini si restringono.

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