La nuova frontiera della Provincia, sul Limoncino, è quella dello stress test. Ovvero , se si capisce l’evoluzione in lingua inglese, sottoporre l’autorizzazione già data anni fa con tutti i crismi sulla cava, ad un nuovo esame di tecnici di alto livello e di un altro posto, che verifichino se i loro colleghi che li hanno preceduti per l’autorizzazione, avevano fatto i conti con la pioggia battente e simili eventualità imprevedibili. Ora va bene tutto, ma mi sembra che a questo punto si dovrebbe fare un test del genere un pò a tutta la politica livornese. Quella di chi autorizza, ma senza problemi e senza stress e poi dopo un pò ci ripensa, questa volta sotto forte stress - quello dei comitati, dei lavoratori imbelviti, di consiglieri che non ci capiscono più niente , di una maggioranza ed una opposizione che si mescolano in modo piuttosto hard, un pò su tutto.
Sarei curioso di vedere l’esito dello stress test al limoncino, ma suppongo che occorreranno, visto l’andazzo, tempi molto, ma molto lunghi. Non dobbiamo mica stressare ulteriormente i nostri eroi. Così intanto capiamo se la procura ci risolve i problemi, una volta per tutte, e se le indagini interne sul proprio operato e quello dei propri tecnici avranno ottenuto qualche risultato di tipo sado-maso.
Oggi non parlo del porto, ma ne parleremo molto poi, visto che sembra che a Livorno si cominci oggi ad affrontare i problemi, ma quella storia è troppo seria e lasciamola da parte.
Intanto, rimanendo al Limoncino, lo stress test vero è quello che viene propinato ai livornesi, che alla fine di questa storia, immagino, manderanno qualcuno a farsi fare un test da qualche altra parte, magari dal mio amico psichiatra triestino. Uno bravo davvero. Noi di questi stress al buon senso ed alla intelligenza dei livornesi, per davvero, non ne possiamo più.
Io credo che ci siano alcune priorità attualmente su cui la città intera dovrebbe discutere:1)il ruolo della città 2)l’emergenza lavoro 3) il porto.
Parto dall’ultima,preso atto che la città ha accettato per lo più supinamente l’esproprio, le emergenze sono almeno tre, DARSENA EUROPA, ESCAVO URGENTISSIMO, COLLEGAMENTI SU FERRO URGENTISSIMI, su questi 3 punti c’è da combattere e fare sistema, altrimenti si chiude!
L’emergenza lavoro, legata al porto ma non solo,legata fortissimanete ad una via stradale veloce per firenze ed il nord, legata sopratutto alla necessita dell’ALTA VELOCITà A LIVORNO, riguarda la capacità di attrarre insediamenti produttivi che non siano solo call center o componentistica ma che puntino sui saperi, la tecnologia e le rinnovabili. La città deve quindi riqualificarsi NECESSARIAMENTE, pechè un centro, una venezia e un lungomare riqualificati, vivi e “attraenti” vogliono dire attività commerciali,flusso di persone e posti di lavoro. Blocchiamo con ogni mezzoil degrado che da p della repubblica è giunto in via grande lato nord, recuperiamo la socialità, la vivibilità e il decoro dei portici, facciamo in modo che il Comune si accorga che LARGO DUOMO non può restare così, una terra di nessuno che nemmeno a Bengasi…
Il ruolo di Livorno infine, chi governa ci spieghi( se ha ancora voglia di governare) se la nostra ha l’ambizione di essere ancora una grande città del tirreno,o se dobbiamo rassegnarci a prostrarci sempre e comunque a genova, firenze e “pisa” col cappello in mano.
una pagina assai attuale, anche oggi, anzi di più dopo la lettura della stampa
ciano dice cose assai giuste. Si tratta di non perdere altro tempo. Pensate a cosa sarebbe Via Grande con una Porta a Mare/ Porto Turistico finalmente attivata. Ma intanto i porti turistici si avviano a Cecina… Ma non credo che al momento il buon Gallanti abbia idea di cosa si stia discutendo
Nella vicenda Limoncino spiace dirlo ma si è toccato il fondo.Lo ha toccato Cosimi che i frontisti delle colline livornesi hanno diligentemente votato in attesa di chissà che cosa (forse la regolarizzazione urbanistica degli abusi edilizi?),salvo poi ora rivolgersi a Madama Amadio per una improbabile jacquerie de noartri(di fronte alla prospettiva della discarica) o delegare la soluzione del problema alla magistratura livornese,la piu’ kafkiana del mondo.Il fondo lo ha toccato Kutufà con le sue giravolte e quel giocare sempre di rimessa che non fa onore alla sua funzione.Lo ha per l’ennesima volta toccato il Pd,con quel suo giocare costantemente di sponda fra i fedeli alla linea e i sedicenti puri(i bindiani) che,relazioni alla mano,sembrano cascare sempre dalle nuvole di fronte a palesi inadempienze istituzionali o furbate strumentali da iter autorizzativo (dov’erano?).Lo hanno toccato i fratelli poveri dell’alleanza di centro sinistra,apprezzabili nelle intenzioni,ma dorotei nel comportamento politico.E’ cosi che Vendola e Di Pietro preparano il post Berlusconi?Il fondo lo ha toccato anche il Pdl,in parte amico e sostenitore del rais delle cave Bellabarba,in parte sobillatore di sommosse popolari.Con questo ceto politico non si va lontano.
Dott. Lamberti, parlando concretamente, se la maggioranza non è in grado di pesare per quanto riguarda l’arrivo di ferrovie veloci al porto, l’escavo e i fondi per la darsena europa, credo che si debba aprire un dibattito aperto a tutti per fare capire ai livornesi cosa è in gioco. Stesso discorso sulla questione lavoro, la necessità di difendere quello che c’è ma anche di abbandonare l’ossessiva ricerca di call center o componentistica per guardare ad un industriale avanzato e tecnologico. Sulla riqualificazione della città, la necessità di recuperare al decoro e alla vita p repubblica, via grande, largo duomo, il centro tutto e il lungomare-porta a mare comrpesa-ci giochiamo veramente un pezzo di futuro. Dott. Lamberti,partiamo da quello che c’è, dalle sensate proposte sul traffico dell’idv e dalle proposte di tramonti sui locali, sosteniamo queste posizioni e RILANCIAMO sulla necessità del porto turistico e del PIANO DELLA COSTA..Su questi punti aggreghiamo chi ci stà, cittadini, operatori del commercio, associazioni, chiunque voglia dare il suo contributo, ma muoviamoci, il rischio è l’apatia, il disimpegno, il degrado finale.