
La Redazione
Giorgio Kutufa’ e Bufalini (Pd) hanno gettato nel caos più totale la Provincia di Livorno .
Funzionari provinciali sotto inchiesta , perchè solo ora si scopre come si chiamano e cosa fanno , il lavoro di una commissione portato in procura, , attacco a Cosimi (pensi a costruire le strade al Limoncino !) , gestione degli alleati , IDV e SEL , stile padrone e schiavetti (tanto alla fine ubbidiscono tutti …) .
Kutufà , che si avvale della facoltà di non rispondere sul ‘Caso Garufo ’ , è scandaloso, visto che invoca la trasparenza e la collaborazione con la procura quasi ogni giorno, quando si parla di altri.
Ecco un’altra pietra miliare dell’ ACCOPPIATA PD KUTUFA’-BUFALINI .
PRESSAPPOCHISMO INCOERENZA E SCARICABARILE.
di Gianfranco Lamberti
” Certo fa un pò pensare questa storia di amministratori che un giorno vanno in Procura ad ( auto )denunciare chissà quale reato ed il giorno dopo, quando vengono chiamati a spiegare loro cosa fanno su casi delicati, non ci vanno e si avvalgono della facoltà di non rispondere. Si vede che il percorso verso la procura funziona a giorni alterni.
Ovviamente non si discute se un amministratore ha o meno commesso reati.
Non ci compete e rispettiamo tutti, anzi riteniamo che siano persone per bene e non da ora.
Quello che si discute è l’aspetto politico di comportamenti un pò naif, che hanno come unico denominatore, come dice Beppe Batini sulla Nazione, il gioco del cerino acceso da lasciare nelle mani di qualcun altro.
La dimostrazione? Si accusano propri dipendenti di omessa vigilanza eppoi si omette di vigilare sulle principali attività dell’ente, quando ci compete. Cioè sempre.
Una situazione incartata e schizofrenica.
Vedremo, adesso, se il bravo assessore Nebbiai troverà nel bilancio del comune i soldi per la strada per il Limoncino, come indicato perentoriamente dai suoi colleghi del palazzo di fronte.
Eccolo, siamo sempre lì, il nuovo cerino acceso. Come avremmo fatto senza il nostro cerino acceso quotidiano.
In fondo a Livorno abbiamo trovato una nuova attività, in questi tempi di scarsa occupazione, magari non troppo innovativa ma sicura e di buon prospettive.
Quelli che spostano i cerini. “
Certo fa un pò pensare questa storia di amministratori che un giorno vanno in Procura ad ( auto )denunciare chissà quale reato ed il giorno dopo, quando vengono chiamati a spiegare loro cosa fanno su casi delicati, non ci vanno e si avvalgono della facoltà di non rispondere. Si vede che il percorso verso la procura funziona a giorni alterni. Ovviamente non si discute se un amministratore ha o meno commesso reati. Non ci compete e rispettiamo tutti, anzi riteniamo che siano persone per bene e non da ora. Quello che si discute è l’aspetto politico di comportamenti un pò naif, che hanno come unico denominatore, come dice Beppe Batini sulla Nazione, il gioco del cerino acceso da lasciare nelle mani di qualcun altro. La dimostrazione? Si accusano propri dipendenti di omessa vigilanza eppoi si omette di vigilare sulle principali attività dell’ente, quando ci compete. Cioè sempre.
Una situazione incartata e schizofrenica.
Vedremo, adesso, se il bravo assessore Nebbiai troverà nel bilancio del comune i soldi per la strada per il Limoncino, come indicato perentoriamente dai suoi colleghi del palazzo di fronte.
Eccolo, siamo sempre lì, il nuovo cerino acceso. Come avremmo fatto senza il nostro cerino acceso quotidiano.
In fondo a Livorno abbiamo trovato una nuova attività, in questi tempi di scarsa occupazione, magari non troppo innovativa ma sicura e di buon prospettive. Quelli che spostano i cerini.
Kutufà che si appella al Quinto Emendamento americano,sembra un personaggio penombroso uscito da un libro di Grisham;e,ad onor del vero anche Sharon Stone se ne avvalse nell’interrogatorio in Basic Instint; ma anche la risposta a Cosimi”pensi a fare la strada”è uno sgarbo politico non indifferente.Il teatrino degli orrori continua.
E’ si vero che il gioco del cerino e’ molto in voga,
nella classifica ha oramai superato anche lo scaricabarile,
pero’ piu’ che un cerino si rimpallano delle vere e proprie torce.
Come dice Mario che in tutto questo contesto a dir poco nebuloso,
tra indagini interne
indagini della procura
facolta’ di non rispondere,
che Kutufa’ abbia anche la ghigna di trattare a pesci in faccia il Comune e Cosimi quasi fosse un dipendente dell ANAS,
non fa altro che gettare altra benzina sulla torcia.
menomale che c’e’ chi pensa che vada tutto bene,
che le azioni di governo siano lineari con i programmi
e con “il fare e fare bene”.
Concordo con l avv.Batini che la parola Dimissioni,
sia una definizione che giace morta nel Dizionario,
ma insieme a quella parola ne giacciono anche altre
pudore,dignità e responsabilità.
Saluti
Come al solito Kutufà non brilla per il suo ardimento, dopo aver sacricato su di lui la responsabilità del primo “straniero2 alla guida della Autorità Portuale di Livorno – è stato l’unico a proporre Gallanti – adesso si accolla tutte le responsabilità della discarica del Limoncino. Sono stati eloquenti gli interventi di Bufalini, che ha iniziato il suo discorso chiedendo “SCUSA” e poi quello di Kutufà che ha detto “ci siamo sbagliati”. Tutto ciò dimostra due cose: la prima è che l’attuale classe dirigente non è tale, in quanto continua imperterrita a compiere errori madornali, e lo ammette fornendone le scuse, la seconda che la maggioranza non è coesa sui programmi ma solo ed unicamente sulla spartizione delle poltrone (si è compattata solo nel momento in cui Kutufà ha minacciato il ritiro delle deleghe ai due assessori dell’IDV).
Kutufà sta concludendo il suo mandato nel peggiore dei modi, si crede il tedoforo, ma non si rende conto che invece di portare la fiaccola con il sacro fuoco, sta correndo con il cerino, che in queste due vicende gli ha messo in mano Cosimi!!!!
Spettacolo desolante, è evidente che si sono fatte delle valutazioni errate, chi sono i responsabili materiali di queste valutazioni? Quali sono state le scelte politiche che ne sono derivate e chi ne è responsabile? Come si pensa di rispondere alle legittime richieste dellla cittadinanza che non vuole che la propria città diventi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la pattumiera di mezza Toscana? Su questo devono rispondere in Provincia e su questo dovrebbe battere un colpo anche l’Amministrazione comunale..
Il sindaco di Arezzo, pd anche lui, ha minacciato fuoco e fiamme se chiuderà ad Arezzo la facoltà di lettere, denunciando come Arezzo, città e prov più popolosa della toscana sud, non possa essere solo un’appendice al servizio di Siena in quell’area. Vorremmo che anche a Palazzo Civico si avesse il coraggio di fare e dire altrettanto, si avesse il coraggio di far pesare la città a Roma, a Firenze,in Provincia e nei comuni intorno. Manca del tutto questto coraggio, manca questa autorevolezza, manca l’orgoglio e la voglia di rappresentare comunque e nonostante tutto una grande città.
LA MERAVIGLIA E’ DI CHI SI MERAVIGLIA…
Di che meravigliarci rispetto allo sfascio di questa città, quando la classe “dirigente” è quella che è (putroppo prevale il buonismo opportunista nei giudizi che si esprimono).
Un presidente della provincia noto solo per accaparrare posti di potere (come da tradizione democristiana) “prevalentemente economici” anni in fiditoscana e altri incarichi lo dimostrano, un capogruppo del PD, semianalfabeta e opportunista parcheggiatore che filosofeggia le strategie più buie
Tralascio gli amministratori comunali che fanno pari con la provincia.
Non da meno l’opposizione “frufru” della Vaccaro, e il “gregge di pecore” dei partiti minori che al solo abbaiare del “cane pastore” rientrano nel gregge
Di che ci si meraviglia se questo quadro di insieme lo dobbiamo solo a noi stessi, ognuno ha il governo che si merita.
BERLUSCONI DOCET
Stamattina discutevo con un autorevole sindacalista, in piazza civica. Se lo stress test, ultima trovata per fare qualche nuova analisi del suolo e sottosuolo va bene ok, e se va male come faranno a sottrassi all’accusa di non averlo fatto prima di rilasciare una concessione? Ma se la concessione e’ stata rilasciata regolarmente , ovvero in grado di dare tutte le garanzie, non avevano previsto che poteva pure piovere? E se tutto questo succede, chi paga questa roba al Limoncino? Ha allargato le braccia un po’ disperato ed un po’ rassegnato. Quasi come quelli del pdl che fanno finta di credere alla storiella della nipote di Mubarak.