
Di Gianfranco Lamberti LA NAZIONE
’ A Milano è aperto un piccolo e suggestivo museo, oggi agli onori della cronaca del Corriere della Sera, si chiama Archivio Saffa e raccoglie una collezione di tutti i modelli di scatole di fiammiferi e cerini, prodotti dalla omonima fabbrica, fondata nel 1871. Una iniziativa di successo legata al fatto che, affermano gli organizzatori, ormai nessuno usa più cerini e fiammiferi. Sarà, ma qui a Livorno non si direbbe proprio, basta pensare alla cava del Limoncino, per la quale si sta assistendo ad un gioco del cerino acceso di livello epocale, roba da veri giocolieri.
Il rilascio della concessione da parte della amministrazione provinciale, si suppone sia avvenuto con tutti i crismi della regolarità. Eppure, una volta che un gruppo di cittadini hanno chiesto chiarimenti e garanzie, per l’ambiente e per la loro salute, così come le stesse garanzie hanno chiesto impresa e lavoratori perché si onorasse la concessione ottenuta secondo le norme vigenti, si è aperta una sarabanda di iniziative , una specie di concorso di idee per mettere quel cerino acceso nelle mani di qualcun altro.
Dal Procuratore della Repubblica al CNR, dalle altre amministrazioni fino allo stesso Prefetto. Ma, come se non bastasse, alla fine si è arrivati ad una performance incredibile. In questa specie di masochista gioco dell’oca , si è arrivati a rimettere il cerino nelle mani di se stessi , con l’avvio di una procedura disciplinare sul responsabile del procedimento, che , alla fin fine non è altro che la stessa amministrazione concedente.
Arrivati a questo punto le nostre piccole fiammiferaie faranno bene a smetterla, assumendosi per intero le proprie responsabilità, attivando tutto quanto è necessario e doveroso, in modo rigoroso e verificabile, ma senza scuse o rinvii indefiniti, evitando soprattutto di mettere in contrapposizione cittadini e lavoratori, la cosa peggiore possibile. Roba da museo degli orrori, altro che di fiammiferi. ‘
Pubblicato da Gianfranco Lamberti 



