Un continuo arretramento.Livorno conta ancora qualcosa?

gennaio 31, 2011

da il Tirreno

Dopo l’Authority, le infrastrutture. Ma Livorno conta ancora qualcosa?

Abbiamo letto, a proposito della nomina del commissario per il porto, concertata al di là degli obblighi e delle consuetudini, di una forte sintonia tra le nostre istituzioni regionali e locali ed il ministro Matteoli. Un fatto positivo, se si trattasse solo di un commissariamento, assai meno se quel tavolo fosse servito già a decidere la presidenza della Autorithy. Lo vedremo presto.
 Ma quello che francamente meraviglia è come, in queste recenti ed intense occasioni di accordi interistituzionali, che riguardavano il nostro territorio, a partire dalla gestione della principale delle sue infrastrutture, non si sia fatta finalmente chiarezza ed acquisiti impegni definitivi sul Lotto Zero. Mica una cosa qualsiasi e meno rilevante di altri analoghi assunti in provincia e non solo.
 Intorno a quella previsione, infatti, si è costruito un progetto di città che, ovviamente, parte dalle previsioni infrastrutturali di accesso da sud a Livorno. Aree dove insiste anche la scelta del nuovo ospedale, a proposito della quale il Lotto Zero, annessi e connessi, è stato molto spesso citato per la sua rilevanza dalle stesse istituzioni locali e regionali.
 Mi sembra allora che questo tema non possa essere considerato marginale, oppure comodamente relegato alla lunga serie di orgogliosi appelli e fiere proteste, che lasciano il tempo che trovano senza alcuna conseguenza concreta.
 Nei prossimi giorni la giunta regionale sarà a Livorno, ci aspettiamo parole chiare e risolutive. A meno che, come dice lo stesso sindaco, il problema non sia proprio la nostra città, da qualsiasi parte la si veda.

Gianfranco Lamberti

“Erano previste opere
per 400 milioni di euro
 Non si può certo dimenticare che appena due anni fa erano previste per Livorno, nell’ambito della realizazzione della Tirrenica, opere per un totale di quasi 400 milioni di euro. Per chi non ha buona memoria, consigliamo di andare a riguardarsi cosa diceva l’ “Atto aggiuntivo all’intesa generale quadro tra Governo e Regione Toscana” firmato nel 2009.
 A pagina 155, nel capitolo intitolato “completamento Corridoio Tirrenico Autostrada Rosignano-Civitavecchia”, era scritto che «l’importo complessivo dell’opera è pari a 3.556,6 milioni di euro, comprendenti 231,5 milioni di euro per la realizzazione del Lotto 0 Maraccone-Chioma». inserito nella Tirrenica. Poi c’era il capitolo delle compensazioni. L’accordo tra Governo e Regione destinava alle opere riferite al “Lotto Zero Maroccone -Chioma” e alla realizzazione della “S.S. 398 – penetrazione porto di Piombino” complessivi 231,2 milioni di euro.
Un contiunuo arretramento
Gli enti locali reagiranno?
 Di quei 231,2 milioni, 148 erano destinati a Livorno (a titolo di compensazione per la mancata realizzazione della seconda canna della galleria Maroccone-Chioma), mentre il resto sarebbe andato a Piombino (bretella per il porto). Se si sommano i 231,5 milioni di euro per il Lotto Zero e i 148 per le opere connesse il totale era di 379,5 milioni di euro… Oggi invece Livorno si trova costretta a rinunciare al Lotto Zero e nella condizione di dover accettare 50 milioni di euro per le opere connesse.
 Un ridimensionamento notevole, che penalizzerà Livorno a livello infrastrutturale. Le istituzioni locali riusciranno a far sentire la propria voce con la Regione e il Governo e a far rispettare gli accordi sottoscritti ormai da tempo? Chissà…”
Alessandro Guarducci


Sat cancella il Lotto Zero, il sindaco insorge «A Piombino i soldi li hanno dati». E il Comitato (Pritoni) chiede alla Marson : “fuori da una pianificazione urbanisica organica”. Quindi ? AVEVAMO RAGIONE ?!

gennaio 30, 2011

dal Tirreno

Sull’ospedale ci aspettiamo atti concreti

Leggiamo che nell’ambito di un dibattito, rispondendo a una domanda sul nuovo ospedale di Livorno, l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson esprime dubbi sulle scelte fatte “fuori da una pianificazione urbanisica organica”.
Sono le stesse preoccupazioni che abbiamo sempre espresso, fino dal dicembre 2009, e che hanno condiviso con noi, e con altri gruppi che insieme a noi hanno dato vita al referendum, ben 21mila livornesi. Vorremmo chiedere al nostro assessore regionale come pensa concretamente di dare seguito a questi suoi dubbi, visto che la Regione della cui giunta fa parte, è uno dei firmatari dell’Accordo di programma che prevede la costruzione del nuovo ospedale a Montenero basso, appunto fuori da una pianificazione urbanistica organica.
Altre preoccupazioni espresse nei mesi scorsi sul nuovo ospedale a Montenero basso riguardavano il promesso potenziamento del trasporto pubblico; i tagli e lo sciopero di venerdì scorso anche in questo caso ci fanno capire che forse queste preoccupazioni meritavano più attenzione. Sicuramente i tagli al trasporto pubblico dipendono dal governo centrale, che ne trasferisce le conseguenze a livello locale. Ma erano davvero imprevedibili in questi tempi di crisi?
E poi la trasparenza. L’unica parziale ammissione di Asl e amministrazione Comunale sui temi espressi durante la campagna referendaria è stata la comunicazione forse non del tutto efficace con i cittadini, ed è stata promessa trasparenza sul tema dell’ospedale, e più in generale una maggiore partecipazione.
E allora perchè di nuovo ospedale non si parla più? Se il bando per l’ospedale era pronto, perchè non è stato pubblicato il 29 Novembre, visto che il Referendum non aveva raggiunto il quorum e quindi nulla era cambiato rispetto a Maggio?
L’ammiraglio Rosati, comandante dell’Accademia Navale, accusa in modo generico i comitati di bloccare tutto, e ci chiede di avere fiducia nei nostri rappresentanti. Nel nostro caso non si tratta di fiducia o meno nei nostri rappresentanti, ma di amore per la nostra città.
Si prospetta adesso l’occasione della revisione del Piano strutturale, che secondo noi non va persa sia dal punto di vista del coinvolgimento e della partecipazione, sia dal punto di vista dei contenuti, includendo ad esempio le preoccupazioni nostre e dell’assessore regionale. In questo senso ci aspettiamo risposte e atti concreti da chi ci rappresenta, e non richieste di fiducia cieca in nome del fatto di essere stati eletti dal popolo.
Francesca Pritoni Portavoce del Comitato Promotore del Referendum sull’Ospedale di Livorno


Marson , la marziana portavoce di Matteoli .

gennaio 29, 2011

La  Redazione

Se la cantano e se la suonano . NON ESISTE  IL CONFRONTO  , IL DIBATTITO , LA PRESENZA DI QUALCUNO CHE POSSA CRITICARE CHI GOVERNA .

Dopo Bettini( e i manuali universitari sui piani di mobilità..) , la Bernardo ( Pensiamo in Grande ..), condito tutto dall’assessore TUTTOLOGA MARSON che quando parla di PORTO continua a fare la marziana , e pure superficiale . Patetico  poi il leggerissimo dubbio sul Nuovo Ospedale , ora , oggi , MA NON IERI .E poi parla di Porto da ripensare … chi glielo ha scritto , MATTEOLI ?!!!

Quando la cultura diventa il palcoscenico solo di chi governa , la cultura non serve a niente .

Livorno sta scoppiando , scioperi , licenziamenti , negozi falliti , un Porto violentato dal un ministro di destra , ma non per chi governa e chi ci vende libri ma non cultura .

 

“UN PORTO DA RIPENSARE”      dal Tirreno   ASSESSORE MARSON

LIVORNO. Democrazia, partecipazione, governo del territorio: su questi temi si è incentrato il dibattito “Città flessibili: quale politica urbana nel mondo post-globale?” al quale ha partecipato anche l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson.
Un momento di riflessione voluto e organizzato dall’associazione Caffè della Scienza Badaloni, fondazione Maurizio Caponi, fondazione Cassa di Risparmi e istituto Nazionale Bioarchitettura.
«Strumenti chiave per la salvaguardia del territorio sono sicuramente le varianti strutturali – ha detto l’assessore Marson – ma per quanto riguarda il patrimonio delle Colline livornesi servirebbe un approfondimento conoscitivo per comprendere meglio quali siano gli spazi da poter usare, quali quelli da lasciare integri».
Approfondimento che, parola di assessore, verrà fatto al più presto. Stop alla cementificazione sulla costa: più o meno questo il monito che l’assessore regionale ha lanciato fin dai primi giorni del suo mandato.
«Mi riferivo in modo particolare a quelle località turistiche che hanno visto una attività edilizia spropositata».
E Livorno? «Il problema di questa città – ha detto l’assessore – è di una razionalizzazione delle ipotesi che riguardano la riqualificazione degli spazi portuali. È necessario che vi sia un’idea complessiva di riassetto urbani del quale il porto potrà essere la facciata».
Infine due parole sul nuovo ospedale di Livorno, che sorgerà nella zona del Pascoli a Montenero Basso. «Devo dire che le scelte dei nuovi ospedali in generale non sono avvenute all’interno di una pianificazione urbanistica organica – ha dichiarato l’assessore regionale – pertanto quando le scelte escono dalle procedure si rischia di perdere la percezione degli effetti successivi».
Durante il dibattito poi numerosi interventi. «Sono rimasto colpito dalla forte identità di questa città», a prendere la parola per primo è stato Corrado Poli, autore del libro «Città flessibili: una rivoluzione nel governo urbano».
Ampio spazio è stato dedicato al tema della partecipazione e l’assessore comunale di Livorno Paola Bernardo ha portato ad esempio l’esperienza partecipativa del Cisternino 2020 e di “Pensiamo in grande”.
Poi il tema della salvaguardia del territorio e l’assessore Bernardo ha ricordato le parole del sindaco Cosimi: «In questa città è finita l’espansione edilizia. Parleremo solo di recupero di edifici già esistenti». L’ultima variante è quella che riguarda Coteto e Fiorentina in cui è prevista la costruzione di nuove abitazioni.
Ad introdurre il concetto di bio-architettura il professor Erminio Redelli presidente dell’istituto nazionale: «Costruire per l’uomo impone anche la considerazione delle relazioni e di ciò che sta intorno affinché vi sia un’integrazione. L’architettura – ha concluso – non è autorizzata a cancellare l’identità culturale di un luogo». A portare il proprio contributo anche l’assessore al comune di Rosignano Marittimo Margherita Pia e Leonardo Bertelli (osservatorio trasformazioni urbane).



Qualcuno informi YARI E DI ROCCA che la SEZIONE CON PIU’ ISCRITTI (PORTO) NON VUOLE GALLANTI . VOI CHI VOLETE ?

gennaio 28, 2011
La sezione porto del Pd
«Il commissario non deve stare nella terna»

LIVORNO. «Non comprendiamo e non condividiamo l’atteggiamento assunto dal sindaco, dal presidente della Provincia, dal presidente della Regione che, nel momento in cui il Tar stava pronunciandosi, dando poi ragione ai ricorrenti, sono addivenute ad un accordo sul commissariamento dell’Autorità Portuale». Così recita il documento approvato dal circolo economia marittima del Pd. «Riteniamo inammissibile un percorso che veda la trasformazione del Commissario in Presidente: Gallanti non deve occupare una casella della terna». Il circolo chiede al partito «di assumere una posizione chiara e condivisa che tenga conto del lavoro svolto fino ad oggi». «Al direttivo – spiega il segretario Camici – i segretari del Pd non c’erano perchè non erano invitati» Tirreno

di Gianfranco Lamberti

Non siamo a Napoli, dove hanno dovuto ricorrere al commissario per risolvere i loro problemi. Ma anche qui si passa da un commissario, addirittura nominato da Matteoli, dopo concertazione, ma sempre nominato dal ministro di Berlusconi.

Non credo proporranno Orlando a sindaco di Napoli, ma troveranno una soluzione di sintesi, se gli riesce, che sia una espressione della città.

Mutatis mutandis per l’Autorità Portuale di Livorno dovrebbe succedere la stessa cosa.

Se la politica livornese ha ancora un pò di senso.

Tra l’altro lo stesso sindaco ha detto papale papale che il tavolo è sgombro.

Eppoi la sezione porto ha una qualche competenza.


Dirigenti Comune&Provincia A PRESCINDERE DAI RISULTATI , RICCHI – FELICI e PREMIATI .

gennaio 28, 2011

 

LA   REDAZIONE

Tanto a Livorno se le cose vanno male E’ SEMPRE E SOLO COLPA DI BERLUSCONI .

Se non si scandalizza la città sulle cifre dei Dirigenti Statali , noi che possiamo dire , BRAVI  , A PRESCINDRE DAI RISULTATI , OVVIAMENTE .

Boia dè …..


Pd Sezione Porto dice Piccini e chiede a Di Rocca , De Filicaia , Cosimi e Kutufà da che parte stanno . E IL PIANO DELLA MOBILITA’ DOV’E’ ?

gennaio 27, 2011

La Redazione

Sezione Porto del Pd ha uno scatto d’orgoglio e dignità. Chiede a Di Rocca e De Filicaia ma anche a Cosimi e Kutufà se stanno dalla parte del ministro Matteoli oppure dalla parte della città e della sua storia di sinistra .

Senza se senza ma .

Sulla questione ATL sorvoliamo sulla nota di De Filicaia , ma poniamo una semplice domanda :

QUAL’E’ IL PIANO DELLA MOBILITA’ URBANA ?!

Caro Yari , chiedilo a Fontana e Bettini . Dare la colpa a Berlusconi è troppo semplice . E’ una parte del problema .

Distinguiti , fai il giovane , non il vecchio uomo d’apparato che chiede ai sudditi votanti silenzio , rassegnazione e il voto quando serve .

Dalla parte di Piccini , del Porto ai livornesi , e dalla parte della Sezione Porto .

di GL

In commissione per discutere di questioni sociosanitarie, partendo dai massimi sistemi. Al di la’ di argomentazioni più o meno condivisibili , si rischia di parlare sempre di prospettive e non di cosa fare e cosa si sta facendo. Vedremo e riparleremo, certo e’ che sembra quella vecchia canzone, il cui ritornello era “ma che colpa abbiamo noi? “, ripetuto costantemente e provocatorio neiconfronti degli anziani che non davano spazio ai giovani, all’epoca del 68. Qui invece diventa un mito dello scaricabarile.

Ma non si puo’ farlo sempre e su tutto. E spesso non riesce. “


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