DE PROFUNDIS

Milioni in consulenze per fare chissà che, cause perse e posti di lavoro pure.  Non ne va bene una ma ci siamo abituati. Basta rassegnarsi e prendere la vita come viene, magari intonando un de profundis e confidando nella benevolenza della stampa, per cui quanto succede è segno di un destino avverso. Che poi un professionista balli dal suo posto di lavoro, indicato al pubblico ludibrio e poi riabilitato e poi, immagino, di nuovo all’indice  non è che , anche quello, un fatto inevitabile. Non si pensi a qualche responsabilità, figuriamoci.

Così come, l’appello di Enrico Rossi a Matteoli, perchè non commissari il porto. Addirittura. Ma se l’unica posizione assunta per davvero dal ministro di Berlusconi era ed è che vanno bene tutti, tranne Piccini,  l’appello sfonda una porta aperta, anzi di più. Segno  che avevamo visto giusto molto tempo fa. nche questa la forza del destino. Un destino , spiazzato solo dalla luce accesa sulla vicenda dal onsiglio Comunale.  Altrimenti cronisti finti miopi e quelli biliosi, così come i politici con lo stiletto in tasca avrebbero descritto la vicenda come un racconto di Dickens. Il cattivo c’è, si sa, ma vince il lieto fine ed una pacca sulle spalle a Roberto, che ci volete fare. Una persona per bene, ma si rassegni alla ragion di stato e di partito. I maggiordomi  li abbiamo smascherati.  Le doppie verità di un partito che un pò ci è ed un pò ci fa, pure. Almeno questo, la dignità di un uomo e la verità dei fatti e non è poco.

Ma il segno del destino più sorprendente, allegramente accompagnato sulla cronaca, è quello della scomparsa dichiarata del grande basket a Livorno. Era un fiore all’occhiello, uno di quei successi da mettere in bacheca.  Almeno adesso, intorno al palasport,  si possono collocare i circhi equestri ed i parcheggi annessi. Una volta servivano per gli appassionati livornesi, di uno sport che era un vanto della città. Oggi , ogni tanto, serviranno per vedere i clown. Che volete, è un segno del destino.

4 risposte a DE PROFUNDIS

  1. Mario scrive:

    E’un immagine nitida quella del palasport,e zona riqualificata circostante oramai adibita a spazio per circhi,con tanto di tigri ammaestrate e clown professionisti;anche questo è il segno di un disfacimento continuo di tutto cio’ che di bello eravamo abituati ad avere,e vivere con entusiasmo in Livorno.Bravi tutti,ed un bravo particolare anche a Kutufa’ per il “tenetevi” il milione ai consulenti esterni.Mancava personale in Provincia.Mala tempora currunt.

  2. Gabriele scrive:

    Aggiungerei anche adibita a spazio per accampamenti abusivi di nomadi…. e guarda caso quando ci sono questi accampamenti…aumentano i furti in città… che strane coincidenze…..

  3. St. John scrive:

    >a spazio per accampamenti abusivi di nomadi…

    io mi preoccuperei, e parecchio, degli stanziali :-) capaci di fare danni alla loro città di quelli che lasciano il segno per generazioni. E te lo dice uno che il pegno, in termini di bici rubate alla stazione, lo lascia inevitabilmente almeno ogni sei mesi.

    signori, tutte le volte che leggo il Tirreno da fuori Livorno, peggio ancora se sono all’estero, la crudezza della situazione della nostra città mi si rivela senza mediazioni ambientali.
    Leggo dei tagli, abbondantemente annunciati, all’ATL. Una classe dirigente che sa solo tagliare, e poi sulla mobilità urbana pubblica (che è una risorsa economica, produce ricchezza non solo biglietti scroccati dai ragazzi), è da struggino.
    Una classe dirigente che, da tempo immemore, sa solo dire “ci sono tagli dallo stato centrale quindi taglio” è un rassemblement di improbabili. E dopo i tagli tutti al ristorante, come da tradizione.
    Una classe dirigente che dalla metà degli anni ’80, da quando entrò in crisi l’asse porto-partecipazioni statali, non è stata in grado di creare un nuovo modello di sviluppo. Sono dell’idea che quando verrà presentato il conto a questi sarà sempre troppo tardi e troppo poco. Ma l’importante è che l’oste sia quello giusto. Ossia la popolazione livornese. Perchè se l’oste veste altri panni è la fine di questa città

  4. Concordo con St.john, pensando ai milioni in consulenze, ai totem ed altre cose
    in libertà , mentre si licenzia in atl. Che poi si vada in comune a chiedere aiuto sui contratti della provincia e’ altercanti comica. Prima che tutti vadano a cena insieme, per dar la colpa a Berlusconi, che di colpe ne ha, ma quando fa comodo, per cui su Matteoli meglio andarci morbidi per trattare qualcosa da qualche parte.
    Che decida il popolo e volti pagina, mi sembra un buon auspicio, a partire alle politiche prossime venture.

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