Buona fine anno e buon principio .

dicembre 31, 2010

 

LA REDAZIONE

Calamai : con il primario Spinelli ha perso soldi (pubblici) ,e credibiltà(personale). E chi paga ora ?

Con lo scarica barile con la Regione ,  sul futuro indefinito dell’urbanistica cittadina, cerca milioni in cambio di patrimonio pubblico da vendere senza sapere per farci cosa e scopre il grande vuoto sui progetti territoriali inesistenti .

Kutufà : autorevole esponente della squadra anti Piccini , supporter di Matteoli per l’obiettivo dichiarato ed unico del ministro di Berlusconi , licenzia (anche all’ATL..) che sembra pagato , sperpera milioni di euro pubblici e dulcis in fundo …. costretto a copiare la letterina del Comune sul ricorso , ironia della sorte.

Fenomeni .


SPRECHI E SCHIAFFI

dicembre 30, 2010

Tiziana Battimmo, che è una persona seria, continua a sostenere che reagire a Matteoli e sostenere Piccini rappresenta una reazione ad uno schiaffo alla città. Giusta e sacrosanta. Una posizione coerente con un voto espresso dal Consiglio Comunale. Certo non la pensa così il PDL, che sostiene Matteoli e le sue scelte. Coerenti anche loro, lo hanno detto sempre e poi sono del partito del ministro. Il problema sono gli altri, che di quel partito non sono, almeno fanno finta. Ma ci torneremo.

Oggi vediamo  una intera pagina a colori, con foto e sorrisi, di pubblicità della ASL, o meglio di informazione. Peccato che non si spenda una parola sulla vicenda Spinelli, che non sarà finita , ma qualche riflessione dovrebbe pur farla fare. Uno schiaffo anche quello e di quelli pesanti. Forse dovuto o forse no, come un giudice sostiene. Lo stesso filone di pensiero, ormai dilagante. Gli schiaffi si tirano da li può tirare, se poi ci azzeccano hanno fatto bene,se lo tirano a vanvera e fuori luogo, che volete che sia, il segno del destino.

Peccato che quegli schiaffi, oltre che colpire duro, siano dati a spese del contribuente.  E magari quei soldi si potevano spendere meglio, come le consulenze milionarie ed i soldi che mancano per l’occupazione. Eppoi, come scrivevo nella mia lettera irrisa dal Tirreno, se si vince vabbè, se si perde non perde mai nessuno, tranne quelli decisi dal destino. Nessuno paga, anzi pago io, come diceva il Totò citato , a sproposito, dall’anonimo e coraggioso cronista. Questa volta calza.

Forse non sarà di moda, oggi a Livorno, prendere le parti degli schiaffeggiati, la coerente Bartimmo a parte.Ora valgono  gli spot e le pagine pagate, con qualche maggiordomo sempre in sella. così va il mondo. Se ne è accorto anni fa anche Berlusconi e non gli è andata male.


DE PROFUNDIS

dicembre 29, 2010

Milioni in consulenze per fare chissà che, cause perse e posti di lavoro pure.  Non ne va bene una ma ci siamo abituati. Basta rassegnarsi e prendere la vita come viene, magari intonando un de profundis e confidando nella benevolenza della stampa, per cui quanto succede è segno di un destino avverso. Che poi un professionista balli dal suo posto di lavoro, indicato al pubblico ludibrio e poi riabilitato e poi, immagino, di nuovo all’indice  non è che , anche quello, un fatto inevitabile. Non si pensi a qualche responsabilità, figuriamoci.

Così come, l’appello di Enrico Rossi a Matteoli, perchè non commissari il porto. Addirittura. Ma se l’unica posizione assunta per davvero dal ministro di Berlusconi era ed è che vanno bene tutti, tranne Piccini,  l’appello sfonda una porta aperta, anzi di più. Segno  che avevamo visto giusto molto tempo fa. nche questa la forza del destino. Un destino , spiazzato solo dalla luce accesa sulla vicenda dal onsiglio Comunale.  Altrimenti cronisti finti miopi e quelli biliosi, così come i politici con lo stiletto in tasca avrebbero descritto la vicenda come un racconto di Dickens. Il cattivo c’è, si sa, ma vince il lieto fine ed una pacca sulle spalle a Roberto, che ci volete fare. Una persona per bene, ma si rassegni alla ragion di stato e di partito. I maggiordomi  li abbiamo smascherati.  Le doppie verità di un partito che un pò ci è ed un pò ci fa, pure. Almeno questo, la dignità di un uomo e la verità dei fatti e non è poco.

Ma il segno del destino più sorprendente, allegramente accompagnato sulla cronaca, è quello della scomparsa dichiarata del grande basket a Livorno. Era un fiore all’occhiello, uno di quei successi da mettere in bacheca.  Almeno adesso, intorno al palasport,  si possono collocare i circhi equestri ed i parcheggi annessi. Una volta servivano per gli appassionati livornesi, di uno sport che era un vanto della città. Oggi , ogni tanto, serviranno per vedere i clown. Che volete, è un segno del destino.


MISERIA E NOBILTA’ SECONDO IL TIRRENO AI TEMPI DEI RICORSI E DEI MAGGIORDOMI

dicembre 28, 2010

Oggi il nostro blog e’ sotto accusa. Il Tirreno non ha apprezzato. La nostra redazione ha usato termini che non dico Grillo, ma anche nelle riunioni degli scout si usano correntemente. Per non dire sulla stampa di tutti i tipi. Lo fa perché non condivide, come qualche blogger, lo stralunato giudizio sulla vicenda portuale, data già per finita ai danni di Piccini ed in più in barba a presunti accordi che Matteoli avrebbe avuto con me.
Troppa veemenza, dice l’anonimo cronista, ed in più per non abbassare il tiro, dopo la lezione di bon ton, mi da’ pure del menagramo. Una finezza , con una citazione napoletana che rimette le cose a posto, ognuno ha le sue radici e non può sfuggire al catalogo dei luoghi comuni , la Padania insegna.
Ma non cambia la sostanza del problema, guai a mettere in chiaro chi sono i maggiordomi al servizio di Matteoli, chi i pugnalatori alla schiena di Piccini, chi quelli che stanno preparandosi al doposcuola per l’ambita successione.
Ci pensa Nardi, nell’articolo a seguire, con il controricorso, ricordando che la Provincia il suo ricorso non lo ha fatto e che quello del Comune non e’ un ricorso vero.
Ma il cronista non ci fa gran caso, non capisce che non era il giudizio, ma gli argomenti usati e le allusioni ambigue a farmi indignare.
Preferisce prenrsela con il blog e con la mia mancata censura a qualche epigono di Grillo.
Totò era un’altra storia, amici del Tirreno, fatevelo dire. Ed i pernacchi non li faceva a caso, li rivolgeva a quelli che andavano in carrozza, tronfi e beati guardando i poveracci. A Livorno non manca il materiale, vanno in carrozza tutti i giorni, basta leggere il giornale.

di seguito la mia  ” letterina “

«Vi ricordate la storiella in cui l’avvocato, alle prese con le cause del suo cliente, ne usciva sempre bene, qui vinciamo, gli diceva nella buona sorte, qui perdi tu e solo tu, nella cattiva.
 La pagella di fine anno del Tirreno mi sembra ispirata, nei miei confronti, alla stessa scuola di pensiero. Fermiamoci al porto, che è una storia seria ed ancora tutta da giocare: aspettiamo il Tar, e magari anche un postino, evocato a sorpresa in attesa del giudizio del tribunale. Ebbene sarebbe una mia sconfitta personale la mancata, finora, riconferma di Piccini. Addirittura un mio ko, prima del tempo. Peggio, un tradimento di Matteoli nei miei confronti. Affermazione inaspettata ed assai ardita, oltre che palesemente senza fondamento. Io e Matteoli di questo non abbiamo mai parlato e gli interlocutori del ministro, veri o aspiranti tali, sono stati e sono ben altri. Per tornare all’avvocato della storiella, come si fa a proporre il paradosso per cui se Piccini ce la fa vincono tutti e nel caso opposto perdo solo io. A perdere sarebbe una città che ha già detto la sua nelle assemblee elettive che la rappresentano. Ma la partita non è finita. Per il referendum sull’Ospedale la musica non cambia, i tanti voti contro e le firme raccolte, sono un successo, concordo, da apprezzare e per esse il Comitato e la brava portavoce. Ma le astensioni, tante, sarebbero un insuccesso da intestare al sottoscritto e così sia. Si capisce poco»


QUARTO POTERE

dicembre 27, 2010

 

LA REDAZIONE

Oggi  c’è da rimanere allibiti a leggere il Tirreno di Livorno .

Vince Piccini,Cosimi e Filippi , esce sconfitto Lamberti ‘tradito’ da Matteoli.(???!!!)

Vince la Pritoni per aver portato 28 mila persone a votere al referendum … esce sconfitto Lamberti (artefice del primo referendum nella storia della città) perchè l’astensione è tutta sua.

Verità violentate e consegnate al popolo come il vero Potere ha deciso .

La prendo con ironia , andate a cagare .

 


NO COMMENT

dicembre 25, 2010

Authority,il Tar sospende la procedura di nomina . Niente seconda terna

Il presidente del Tar ha sospeso il procedimento di nomina del presidente dell’Autorità Portuale, in attesa dell’udienza in cui il tribunale amministrativo discuterà il ricorso di Roberto Piccini Il presidente del Tar ha sospeso il procedimento di nomina del presidente dell’Autorità Portuale, in attesa dell’udienza in cui il tribunale amministrativo discuterà il ricorso di Roberto Piccini, presidente uscente: udienza che è stata fissata per il 12 gennaio. La decisione è stata presa stamani a mezzogiorno.
Un punto a favore di Piccini nella guerra legale che lo contrappone al ministro. La conseguenza della sospensione cautelare monocratica decisa oggi è che non potrà essere presentata la seconda terna chiesta dal ministro in sostituzione di quella da lui bocciata. Erano stati i legali di Piccini a chiedere al Tar un pronunciamento d’urgenza, nel caso in cui l’udienza non fosse stata fissata prima del 6 gennaio

Authority, niente ricorso al Tar ma una richiesta formale al ministro di motivare il “no” a Piccini

Non un ricorso al Tar, ma una diffida-richiesta al ministro dei Trasporti per chiedere le motivazioni per le quali ha respinto la terna di candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale di Livorno. E’ la scelta del sindaco di Livorno Alessandro Cosimi dopo che il ministro Altero Matteoli ha rispedito al mittente i tre nomi proposti da Comuni (Livorno e Capraia), Provincia, Camera di Commercio e Regione: Roberto Piccini (attuale presidente della Port Authority), Roberto Nardi (presidente della Camera di Commercio) e Piero Nocchi (assessore provinciale allo Sviluppo). Piccini, peraltro, è sostenuto da tutti gli enti locali ad eccezione della Camera di Commercio.

il TIRRENO


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