«La delibera va ridiscussa». E W i 20000 SI !!! Siamo tanti. e solo all’inizio ! ASTENUTI e a chi festeggia

 

da il Tirreno

Il voto di 28.000 persone non si puo’ ignorare

«Nelle condizioni date è un risultato molto importante, perché quasi 30mila livornesi hanno espresso il loro volere». Esordisce così Gianfranco Lamberti, esponente di Confronto per Livorno che nelle scorse settimane aveva impostato la sua presa di posizione a favore del referendum sulla partecipazione dei cittadini alla consultazione. «L’astensionismo c’è – dice ancora Lamberti – e va valutato anche nell’ottica secondo cui il Pd aveva fatto un’ampia campagna per chiamare i cittadini al voto, come del resto noi con i mezzi che avevamo». Un astensionismo record che secondo Lamberti ha le sue spiegazioni: «tenuto conto delle condizioni di oggettiva difficoltà in cui è stata gestita la partita bisogna ammettere che si tratta di un risultato importante. C’è stata una oggettiva carenza di informazione, e lo dico senza voler fare nessuna accusa di malafede. Fatto sta che, come risulta anche da u sondaggio che abbiamo eseguito nei giorni scorsi, risultava che buona parte della popolazione non sapesse neanche di questa consultazione». Detto questo Lamberti sottolinea come «chi si è astenuto con l’intenzione di dare un senso al proprio astensionismo è di sicuro una percentuale minima di cittadini».
 Lamberti ci tiene anche a sottolineare che quasi il 74 per cento dei votanti si è espresso a sfavore del progetto per il nuovo ospedale a Montenero. «Una percentuale a cui vanno aggiunte – dice ancora – anche le persone che non erano informate». La percentuale dei sì, secondo Lamberti, è un dato che l’amministrazione dovrà valutare con grande attenzione.
 «Consegno questi dati – conclude – nelle mani del sindaco e del Pd. Il primo cittadino ha detto che qualunque fosse stato l’esito del referendum avrebbe portato comunque in consiglio comunale la delibera, per riparlarne. Ora mi aspetto che questo venga fatto, nell’ottica di una revisione urbanistica globale».

23 risposte a «La delibera va ridiscussa». E W i 20000 SI !!! Siamo tanti. e solo all’inizio ! ASTENUTI e a chi festeggia

  1. Adam scrive:

    Circa 21000 SI. Circa 7000 NO. Circa 110.000 persone che neanche ci hanno pensato ad andare a votare.
    Il diabolico meccanismo del referendum per cui ha ragione chi approfitta della superficialità e della distrazione altrui. Anche i malati rimasti a letto hanno come dato la loro preferenza per il NO. Tutto questo è uno schifo, per l’Italia, ovvio, che assimila i meccanismi di voto alle astensioni. E che definisce per forza un quorum minimo di partecipazione premiando chi se ne frega invece di premiare chi si impegna.
    Questo è il risultato, che ognuno interpreterà come vittoria mentre è un tremendo fallimento sia per l’amministrazione che per i promotori. Gli schieramenti in gioco non hanno assicurato neanche i voti dei propri elettori. Al SI mancano almeno 10000 voti, a guardare le forze di PDL, CpL, RC, Verdi e centri sociali.
    Del No non parlo. Quando una città si fonda sul comunismo più becero e triviale, la mangiatoia della politica, le generazioni successive crescono amorfe e prive di cerebro. Il risultato è che questa città è stata, è e sarà, sempre amministrata da una piccolissima elite affaristica, massonica e ignorante come capre sarde, e il popolo accetterà fideisticamente tutto, solo perchè settanta anni prima il nonno era stato partigiano.
    Questa è la mia analisi molto, molto parziale ma non vado molto lontano dalla realtà. Vivo in questa dimensione, oltre che nell’Universo, e vedo bene le cose che mi circondano.
    Con questo, ho terminato il mio compito qui, ringrazio della cordiale sopportazione e vi auguro una coscienza del “sé” che apra le menti e le converta all’Amore. Ovviamente parlo di chi ha un cervello per capire. Gli altri hanno già detto NO.

  2. Kinto scrive:

    Peccato per l’affluenza che poteva essere di gran lunga maggiore;
    resta il fatto che quasi 30.000 livornesi
    hanno colto la democratica occasione
    ed in 21.000 hanno chiaramente espresso la loro contarietà all ospedale a montenero.
    Al di la’ delle fantasiose analisi di Viti
    ad esempio,
    che riesce con certezza scientifica
    ad interpretare
    ed annegare nell entusiasmo
    per l 80 % di astenuti.
    “e’ chiaro che all 80% della popolazione vanno bene le scelte fatte”,cui fa eco la Calami”la gente e’ con noi”.
    scusate ma quale gente ?
    come s interpreta un inazione ?
    quali sono gli alchemici elementi che certificano le intenzioni di chi non vota?
    gli unici dati da interpretare sono i voti espressi,il resto non c’e’.
    In questo contesto oltre queste marziane scene di giubilo,
    Cosimi ha avuto commenti seri ed istituzionali,
    cui speriamo facciano seguito i fatti.
    Il commento si allungherebbe e di molto se commentassi ogni singolo commento sentito anche ieri sera a Telegranducato da esponenti della maggioranza,
    ma credo lascino davvero il tempo che trovano.
    Infine ho trovato ottimo l editoriale di Lazzeri sul Tirreno,e se e’ vero che il Pd alle regionali di un anno fa ebbe
    31.000 voti,
    il suo nuovo segretario e’ stato eletto con dei miseri 1.700 voti,
    un badali’ ai 21.000 livornesi che hanno espresso parere negativo
    sarebbe una follia umana e politica.
    I numeri sono questi,molto freddi,
    e rinnovo i complimenti al Comitato per averci dato questa occasione di voto,
    con tutti i limiti anche tecnici che ovviamente portava con se.
    Speriamo cominci una nuova fase nella quale i cittadini riescano a partecipare,
    ed almeno ad essere informati e bene sul progetto ospedaliero.
    saluti

  3. Mario scrive:

    Quando a vincere è l’astensione,chi sale su questo carro pensando che sia quello del vincitore,a mio parere dovrebbe essere bandito dai pubblici uffici.Ventimila SI non sono affatto pochi,ed ancor di più rapportando i numeri al contesto livornese, come fanno Lazzeri e Kinto.Provo sincera,ed umana pena,per le moltissime persone che non hanno trovato tempo,e motivazioni per esprimersi in questo referendum,su di un’opera che stravolgerà i bilanci,il territorio e quant’altro di Livorno per i prossimi 30 anni.Bravi,ed un bravo speciale agli abitanti dei quartieri Nord dove l’affluenza è stata la piu’ bassa,poco più del 10%.Concludo mettendo in risalto, che se è vero come ha detto ierisera il sig.Romboli,che nel programma di mandato di Cosimi 2009,non c’e’ menzione circa l’Ospedale nuovo,e men che meno,ovviamente circa la sua ubicazione,andrei piano,molto piano nel trarre conclusioni certificanti,e mandatorie.Poteva vincere la partecipazione,hanno vinto gli astenuti per la gioia di vecchie cariatidi,e di tutti coloro che come gli struzzi o strunzi,preferiscono mettere la testa sotto la sabbia,piuttosto che apporre una croce democratica su di una scheda referendaria.

  4. st.john scrive:

    AAHAHAHAH,

    ma guarda te il caso oggi titolo, e locandina, del Tirreno e dichiarazioni del sindaco coincidevano :)
    Esilarante la Calamai: “la gente è con noi”. E’ come se uscissi di casa e dicessi “lo volete il comunismo?” nessuno mi rispondese.. e allora dicessi “la gente è con me, vuole il comunismo”.
    Esilaranti i Cosimi (Alessandro e Lorenzo) più qualche altro figurante minore.
    Ve la anticipo io la battuta più esilarante. Quando il progetto si impantanerà e la colpa sarà data ai professionisti della partecipazione che hanno rallentato la BCC, la gioiosa macchina da guerra Bernabò-Cosimi-Calamai :)
    Se poi uno, en passant, fosse interessato anche a capire la città in cui vive..non sarebbe male si attrezzasse ad analizzare le cause di tanta antensione..a parte i minorenni e i migranti che hanno affollato i seggi contribuendo al voto :))) anzi se non c’erano loro il quorum si abbassava :)
    Io, per chi ha buona memoria, ve lo scrissi un anno fa. A Figline, tessuto comunitario comunque più compatto di quello livornese, 31%. A Livorno era chiaro si andava sotto. Ma tra i promotori molti lo sapevano benissimo. Poi c’è chi sa accendere il cerino per lasciarlo in mano ad altri e chi lo riceve si scotta..lo dico sempre..la politica non è per improvvisi :)

  5. GhinoDiTacco scrive:

    le reazioni al voto del referendum da parte della nomenclatura e del partito dei nominati “PD”(significativa la presenza nei dibattiti di Alfio Baldi UN NOMINATO A VITA),non fa che sottolineare l’impotenza di chi si sente forte e che come il sindaco parla di KO.
    ancora una volta non ha capito una cippa.
    Renzi al di la di chi lo apprezza o meno ha sbaragliato ogni previsione dopo il referendum sulla tranvia VOLANDO ALTO, questi invece pensano terra terra…che vi duriiiiii

  6. Re Sole scrive:

    Delegare alle interpretazioni del non voto,e garantire cosi’ ad un’infausta azione di governo, corroborata percio’ e solo da risibili sillogismi,è stato davvero poco nobile da parte di molti livornesi.In questo senso godere del non voto,ingrossare il collo come i cobra di fronte a questo,tralasciando i 20.000 livornesi,è un insulto all’intelligenza,ed accresce il vuoto pneumatico che ahimè esiste,e trova spesso spazio,in molti concittadinei cervelli.

  7. Gabriele scrive:

    Quoto Adam al 100%.
    Ieri sera in alcune sezioni PD si sono svolti indegni festeggiamenti, i cui prodromi potevano scorgersi sulla faccia di Baldi che, a Granducato, non riusciva proprio a trattenere il sorriso.
    Contento lui…

  8. gianfranco lamberti scrive:

    Sono in Consiglio, un dibattito assai interessante, il referendum non puo’ essere cancellato a partire dai 20000. Mi riservo di commentare al meglio. Ma se si capisce che bisogna stare al concreto degli interessi cittadini. Porto, Piano Strutturale etc

  9. Alonso scrive:

    O pecoroni !!

    Sappiamo tutti che c’è stata la campagna ufficiosa per l’astensionismo da parte del PD , o redioli !

    20 000 MILA SONO UN ESERCITO CONTRO LA RISERVA INDIANA CHIAMATA PD DI LIVORNO .

    Poi Viti e Calmai che sostengono il silenzio assenso è roba da ….

    A proposito , ieri a Granducato hovisto per un nano secondo il SENATORE DELLA REPUBBLICA Filippi Marco ….oibò che pena … vabbè che si deve travestì da uomo del popolo per il popolo.. (20000 eurI al mese ..) ma ieri sembrava travestito da turista albanese di periferia in giro a zonzo per la capitale , Tirana .

    Vabbè che manca la sostanza , ma almeno le forme …
    Chi gli duri …. MA ANCHE NO ..

  10. gabriele scrive:

    quattro ospedali regionali da costruire per una somma oltre 650 milioni di euro…. Se si aggiunge quello di Livorno, la spese lievita a oltre 900 milioni di euro…. Gestione asl di Massa, buco di oltre 200 milioni di euro. La corte costituzionale dichiara illegittime le società della salute vero carrozzone di potere al servizio del pd. In altre regioni la magistratura avrebbe indagato i vertici asl e politici della regione ( ricordate quello che è accaduto all’ ex governatore della regione abruzzo
    Del Turco colpevole solo di essere ex craxiano….???? ). Da noi niente di tutto queste, mentre è chiaro che la sanità toscana è un coacervo di interessi affaristici immobiliari con sfondo naturalmente clientelare e con evidenti infiltrazioni malavitose…. In un paese normale ripeto, magistratura e governo avrebbero già messo alle strette il governatore Rossi e soci che dovrebbero anzi devono rispondere del loro operato…. Il referendum è una battaglia persa…. non una guerra… e le forze sane della Toscana dovrebbero sollecitare una campagna di opinione e di mobilitazione contro uno spreco di oltre un miliardo di euro… spacciati per spese sanitarie…mentre si tratta solo di affarismo allo stato pure con evidenti connivenze malavitose….

  11. st. john scrive:

    >Poi Viti e Calmai che sostengono il silenzio assenso è roba da …. filippi

    figurati se non sono d’accordo.
    Farei una seria riflessione su come è stato possibile dare l’opportunità a questa gente di trasformare il piombo in oro.
    Mi riferisco al piombo di chi non ha votato perchè non aveva un’idea di nulla..trasformato nell’oro (in tutti i sensi) dell’assenso ai progetti di Calamai, Filippi, Viti & C. Un’alchimia politica alla livornese, triglie alla Paracelso verrebbe da dire.

    Primo: chi ha contribuito all’allargamento del quorum ha delle responsabilità politiche serie.
    Non dico che c’è malafede ma un calcolo sbagliato.
    Si è così sovradeterminato il valore del quorum e lo
    si è allargato nominalmente.

    Secondo: visto il valore di fatto politicamente consultivo del referendum si è lasciata l’astensione a chi non aspettava che di appropriarsene. E qui la triade Bernabò-Cosimi-Calamai ha agito in libertà piena e concertata. Praterie vergini da colonizzare in tutta tranquillità.

    Siamo arrivati al risultato che conta ed è determinante il comportamento di chi non sapeva neanche che ieri si votava :)) via, ripercorriamo il film degli ultimi mesi e con questo finale possiamo dire che è un film comico.
    E mi fermo alla forma. Quanto ai contenuti, lasciamo perdere è odioso sparare alla ambulanze già sforacchiate :)

  12. Lizaveta scrive:

    Non posso che sottolineare le parole di Gabriele: un’assurdità …900 milioni di euro…

    Da chi verranno appianati i futuri buchi di bilancio regionale?
    Le imprese piccole e medie che si vedranno lievitare IRES ed IRAP a dismisura (federalismo tributario bada bene) e chiuderanno, di conseguenza, tutti a raffica con l’ormai noto “tutti a casa?”
    Ahimé, che amministratori.
    Ci vorrebbero picche e forconi puntati direttamente là dove non batte il sole per dar loro un po’ di bruciore alle terga ormai.
    Ma addavenì…

  13. Delfina Ferres scrive:

    Dio mi perdoni, sopravvengono circostanze nelle quali dubito della bontà degli intensi studi hegeliani del sindaco Cosimi.

    Studi che i biografi più accreditati ritengono che il Nostro abbia fortissimamente voluto in età giovanile, e che da sempre, pare, ne orientino l’azione politica.

    Una questione all’ordine del giorno: il referendum sull’ospedale ai piedi della sacra collina.

    Una specificità: il quorum.

    Vorrei sommessamente suggerire che il quorum non può e non deve essere dirimente laddove il referendum sia semplicemente consultivo.

    In tal caso occorre solo valutare la significatività della consultazione, ovvero se il campione può ben prestarsi a riprodurre gli umori della città.

    Mettere insieme proprietà consultiva e quorum porta con se perverse illogicità nel processo ermeneutico.

    Altra cosa è l’atto amministrativo dell’abrogazione, che a ragione deve essere regolato da condizioni e vincoli. Una delibera è abrogata se viene espressa almeno la metà dei voti potenziali.

    Ma la consultazione! È la semplice richiesta di un giudizio, del quale tener conto se ad emergere è un orientamento chiaro!

    Dio mi perdoni, ma ritengo che Georg Wilhelm Friedrich Hegel in alcune occasioni si esprimerebbe alquanto diversamente dal sindaco Cosimi.

  14. Il voto può essere letto in tanti modi, come sempre. L’unica cosa che non si può fare e’ cestinarlo oppure costruirsi cose inesistenti. Io sarei già contento se si parlasse e presto del nuovo piano strutturale, così i nodi verranno tutti in evidenza e non ci potranno essere equivoci. Io continuo con la seduta consiliare, passando al bilancio. Numeri

  15. st. john scrive:

    >ritengo che Georg Wilhelm Friedrich Hegel in alcune occasioni si esprimerebbe alquanto diversamente dal sindaco Cosimi

    il passaggio dall’hegelopiccista all’hegelopiddino sicuramente mantiene i tratti di continuità di una furiosa lotta al comunismo.
    Non pretendo che questo pensiero lo si capisca nella fase Pci, quella di un defunto socialismo da caserma che era riuscito persino ad inventarsi la positività del capitalismo come modernizzazione, ma perlomeno in quella crepuscolare del Pd.
    Ma c’è una continuità che va apprezzata davvero a fondo. Quella che potremo chiamare “scambiare la realtà per i propri desideri e i desideri per la realtà”. Nell’hegelopiddino Cosimi, così come nella fase giovanile hegelopiccista, prima si pensa che la realtà esista per confermare la bontà dei propri desideri. E’ il momento in cui ogni movimento del reale viene concepito come legittimazione hic et nunc delle proprie ragioni. Infine arriva la fase dei desideri che vengono scambiati per la realtà: ogni progetto è legge e ogni sogno è dogma.
    Nel berlinguerismo maturo la prima fase era rappresentata dalla necessità dei sacrifici. La realtà esisteva per confermare i desideri di sacrificio e morigeratezza delle masse operaie (non era vero ma che importava). La seconda consisteva nella spirale berlingueriano-morotea fatta di desiderio mistico di unità nazionale. Ha distrutto un paese, i suoi eredi hanno perso tutte le elezioni, ma la sedicente bellezza di questo desiderio affascina anche i peraltro accecati contemporanei.
    Nel Cosimi maturo la realtà esiste per confermare una serie di gare di appalto. Nel desiderio di creare sic et simpliciter dei profitti senza troppo rumore. Più modestamente finirà per distrugggere una città. A differenza del berlinguerismo non lascerà però rimpianti e nemmeno memoria.

    “e la cenere nella cenere e l’anima nel nulla” (Ecclesiaste 12,6)

  16. Danilo Verticelli scrive:

    Egregi, torno a scrivere solo in questa occasione. Ogni tanto ho buttato l’occhio qua e là e ho notato presenze e arrivi di tutto rispetto, non ero necessario e meglio così. Ho pensato ad altro. Tralascio i motivi che sono sia di opportunità politica che di esigenza di pulizia mentale rispetto al contingente.
    Naturalmente ho fatto il mio per il referendum, donando l’immagine del manifesto e seguendo un solo confronto, quella ridicolo della Camera di Commercio, in cui si è visto e sentito il peggio che potesse uscire dalla bocca del sindaco, dalla bocca di “un” sindaco. Anche uno qualsiasi. Preso a caso.
    E andando a votare. Cosa questa che ho deciso solo venerdì, quando le trombe stonate della Magistratura hanno finalmente reagito alla consorteria trasversale che per mesi aveva relegato questo referendum, in tutto e per tutto abrogativo, a referendum consultivo. Per nulla d’accordo con l’interpretazione allargata e benevola sia dell’amministrazione sia di Lamberti che, mi permetto come amico di parlargli così continuando a stimarlo, non doveva assolutamente accettarlo, perlomeno di fronte all’opinione pubblica e perlomeno come “opinione” personale; una interpretazione che non era affatto nè scontata né ovvia. Tant’è che la magistratura stessa ha deciso di contraddirsi tre volte prima di arrivare alla decisione sbagliata per la Verità, ma giusta per il potere regnante.
    Abbiamo fatto nel 2009 campagna elettorale contro queste persone, contro Cosimi, contro i consorzi di muratori e impresari promossi ad assessori e consiglieri (paganti), contro le lobby di avvocati e bancari e di avvocati bancari, contro questo modo di fare e amministrare degno del peggior paesello casertano, e senza offesa per Caserta.
    Chi ci ha dato il voto ce lo ha dato per questi motivi, non per trovare aperture e diplomatiche convergenze su qualcosa, tantomeno su Cosimi.
    Tantomeno. O tantomai.
    Lo so che la politica si fa così e infatti io appartengo ad altro popolo, che non è delle libertà, ma libero.
    Credo che non sia più il tempo né per compromessi, né per diplomazie. Finalmente wikileaks svela al mondo le cose delle elite, finalmente cadono i falsi volti di coloro che regnando pensano di poter fare qualsiasi cosa giocando con le persone come con i pupi siciliani. E questo è solo l’inizio un benvenuto 11 settembre della diplomazia, arte astratta quanto inutile. La verità rende liberi e se non rende liberi almeno rende dignitosi. E la verità è dire sempre e solo ciò che si pensa a coloro di cui si pensa.
    La verità vuole, adesso esige, che le persone dimostrino cosa vogliono e cosa intendono fare, senza che questo ingeneri confusione, senza che passino subdoli pensieri appoggiati dall’ignoranza, se non altro dei fatti reali.
    Questa verità al momento non esiste. Nessuno capisce più chi sta con chi e perchè. E’ necessario tornare agli schieramenti, alle trincee. E’ necessario tornare, in questa città regressa e depressa, alle bandiere, ai “fucili”. Di fronte a questa melma oleosa che copre di un colore solo tutto ciò che incontra, la gente, questa cosa populista che chiamamo sovente “la gente”, reagisce con superficiale indifferenza mettendo nel calderone tutti indistintamente. Non importa se il referendum ha unito Bartimmo con Taradash, Lamberti con Santo, verdi, tatuati e residenti del quartiere chic, tutti insieme appassionatamente. Non importa.
    Leggo chi cita le capre sarde e sono costretto a citarlo: questa città vuota e spenta come le zucche vuote dopo Halloween, questa città ignorante come un talebano delle campagne afghane, questa città che dorme, abituata al niente ed al lento scorrere di ciò che usualmente viene chiamato “tempo”. Questa città morta e, nonostante il sindaco per lavoro analizzi i cadaveri, mai soggetta ad una anamnesi della sua morte, impossibile d’altronde, visto che è priva di organi interni come il cadavere del povero viareggino morto a Nizza. Questa città mummificata da anni, che non riesce a produrre neanche vermi e larve, ma rimane stretta nelle fasce di un governo di pochi, di piccoli, di pochi e piccoli, e di mignatte che succhiano alla città per ingolfarsi e crescere. Nei loro ambienti, nelle loro cariche, nel Sistema che genera denaro, potere. La bella vita la chiamerebbe Virzì. Questa città di capre erranti senza pastori e senza pascolo, capre stanche senza latte e stremate, questa città non pensa più, non parla, non sa, non vota, non chiede e quando chiede si zittisce di fronte al primo kapo che promette il nulla vestito del qualcosa. I kapo “di ciccia”.
    Questa città non poteva andare a votare, non poteva che dimostrarsi ciò che è: il nulla.
    E nulla potevano aspettarsi in cambio coloro che hanno opposto delle normalissime ragioni, elemntari quanto le scuole in cui alcuni di noi hanno votato, alle ragioni inesistenti e fuorvianti di chi vuole fare l’ospedale là. Ragioni impossibili a difendersi se non in modo ignorante o prezzolato. Non so se il sindaco abbia votato, bisognerebbe appurarlo.
    Sarebbe divertente se il custode dell’etica e della prassi, il custode della democrazia e del diritto amministrativi, non abbia per primo partecipato a quello strumento che dovrebbe invece essere portato ad esempio come massima espressione di democrazia e libertà. Così come il 75% degli aventi diritto (e dovere?). Quando la democrazia non è più un dovere?
    Tutto ciò è ridicolo, buffo.
    L’Uomo è indietro, molto indietro. Non è un problema di quorum, mai si sarebbe raggiunto, è un problema di società malata, malata di una malattia che non è curabile né in Viale Alfieri, né a Montenero. Forse più su, per chi ci crede.
    L’analisi di Senza Soste è perfetta. Ma devo evidenziare lo spunto di Delfina, cui mi associo per averlo pensato anche io stamane.
    Un referendum in cui si chiede un consiglio, una indicazione, per quale motivo deve avere un quorum?
    Mi congedo, stavolta definitivamente davvero, perchè avverto una sensazione di dittatura che mi nausea quanto leggere le cronache, vedere le facce brutte e ineleganti, capire come giornale, amministrazione e banche costituiscano un tutt’uno che decide le sorti di 140.000 persone senza che esse si accorgano minimamente di essere giornalmente scippate del proprio se stesso.
    Questa città, adesso, non ha bisogno di parole. E per chi vuole resistere, dietro le barricate, non bastano le parole. Non bastano più le sole parole.
    Io mi ritiro ai fatti miei. Sono anticomunista viscerale. Ma questo è ciò che lascio a tutti voi.
    Ciao

  17. Ciano scrive:

    hanno fatto di tutto per non informare i cittadini sul merito della questione e sul referendum, hanno boicottato qualsiasi confronto e possibilità di pubblico dibattito, si sono mossi per la creazione di un’astensione di massa,.certo che poi i contrari al nuovo ospedale ci hanno messo del loro innalzando il quorum, spostando la questione dai contenuti ad una mera opportunità logistica,sporcandosi poco le mani a parlare degli interessi privati interessati-molto interessati-che avrebbero gozzovigliato. un comitato contro l’ospedale doveva avere dalla sua l’apporto dei lavoratori sanità-non troppo cercato..-dei residenti dei quartieri interessati e avrebbe dovuto cercare di speigare le proprie ragioni nei quartieri popolari nord, assolutamente ignorati. 20 mila no sono comunque un dato da non disperdere, dovranno diventare 20 mila e 30 mila manifestanti contro le ruspe poi vediamo se si continua ad ignorare!

  18. animalabronica scrive:

    Caro Danilo mi erano mancati i tuoi commenti ed avevo intuito il motivo della tua assenza, anche a me non è piaciuto il volemese bene degli ultimi mesi. Ho seguito l’”affaire” ospedale su altri blog, facebook, soltanto gli ultimi giorni su una finestra su livorno. Ci sono interventi eccezionali, peccato però che la testa non abbia mantenuto la barra dritta.
    A presto
    Susi

  19. henry brubaker scrive:

    Buona sera,sono appena tornato dagli States dove dirigo un carcere molto liberal.Ieri sera ho dato un’occhiata a emittente Granducato e visto un bel signore con maglione nero giro collo minimalista prenderesela con i “professionisti della partecipazione”E poi certo senatore Filippi con scarpette da tennis affermare che “da questa sera siamo tutti piu’ deboli”.Poi è intervenuta certa Calamai che ha detto “via agli appalti” e il commentatore che molto servilmente annuiva.Ma che succede,eppure da voi non ci dovrebbe essere Berlusconi,quello delle feste con le escort che sembra il delegato di Putin.

  20. Gianfranco Lamberti scrive:

    Leggo solo ora. Alcuni interventi molto interessanti. Anche senza soste fa riflessioni significative.
    Quanto al senso di questa lunga battaglia referendaria, credo che sia stata una esperienza eccezionale proprio perché e’ riuscita a salvaguardare la sensibilità e la cultura anche politica di ciascuno.
    Piuttosto che tentare di dare una maglietta, abbiamo creato una occasione ed ogni occasione vissuta con coerenza, senza avere la pretesa di insegnarla a nessuno, può essere un punto di partenza e non di arrivo. Dal mio punto di vista la politica non può esse solo testimonianza, e nemmeno esercizi filosofici. Insomma si deve cercare di cambiare le cose, e sono convinto che abbiamo fatto più di quanto fosse immaginabile all’inizio. Molto di più. Contro un conformismo deprimente, su questo siamo tutti d’accordo

  21. Lizaveta scrive:

    Beh, lasciatemi esprimere un rammarico per il saluto di Danilo (di cui,in qualche modo, avevo “compreso” attraverso mie sensazioni l’assenza) che non mi permetterà più di apprezzare le lucide e chiarissime sue analisi del “contingente”.

    Ciao :)

  22. Confido nell’interesse di Danilo. Il nostro interesse per le sue idee e’ sempre costante. Facendo tesoro della pluralità delle opinioni, per modificare una situazione che e’ pesante per tutti e per contrastare la quale siamo quotidianamente impegnati.

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