Già chiarita la questione della residenza , dov’è il problema ? Non sono mica bunga bunga o posteggi gratis !

La Redazione

Detto tutto nel titolo.
Già chiarita la questione della residenza, e allora qual’é il problema?!
Non sono posteggi gratis, chiaro pure questo.
E Matteoli é pur sempre il Ministro che si indigna per la campagna mediatica contro Berlusconi per cose (inutili ) tipo il ‘ bunga bunga’ .

Ecco , appunto.

Kinto
30/10/2010 at 10:35 am
Effettivamente appena letta la locandina del Tirreno
mi aspettavo di leggere che Piccini avesse fatto chissa’ che cosa,
che avesse sequestrato un pulman di suore,
chiedendo il riscatto al Vaticano magari.
I punti sono stati chiariti
e comunque si tratta di un rimborso spese di minima entita’
per la residenza.
Strano che venga tirata fuori con tanta grandezza la notizia,
e stupisce la tempistica.ma guarda un po’.
Comunque mi sembra di ben poca rilevanza l intera vicenda.
anche e non solo in tempi di bunga bunga appunto.

8 risposte a Già chiarita la questione della residenza , dov’è il problema ? Non sono mica bunga bunga o posteggi gratis !

  1. Mario scrive:

    D’accordo con la redazione,e Kinto.Se le sorti del porto di livorno,saranno decise in base a queste inezie,sarebbe la rovina per la città;Che poi le sorti del Porto siano decise,e condizionate dagli esposti,e i giudizi politici di BENITO Gragnoli,sarebbe ancora più insopportabile.Ma chi e’ questo Benito?

  2. Re Sole scrive:

    “Una porcata ad orologeria”,con un Benito come Chef.Mi sembra quasi più seria ,la vicenda del Bunga bunga.Siamo seri,e che si chiuda la partita dell’Autorità Portuale,il prima possibile,con l’auspicabile conferma di Piccini.Buon week end.

  3. Ho letto delle spiegazioni date da Roberto Piccini al magistrato, che chiariscono una vicenda aperta da una denuncia politica, ad orologeria e che appare chiarita con molta facilita’. Naturalmente ci siono quelli che la utilizzeranno, lo vedremo subito, oltre locandine di cui molti si sono indignati, ma io non ho visto, poiché non le mettono on line. Piccini non era obbligato a dormire ogni sera dove aveva la sua residenza. Una stupidaggine. Molto meno capire chi ne farà un uso strumentale. Un esercizio istruttivo, a partire da subito, con la lista dei maggiordomi aperta in attesa di nuove iscrizioni, facendO salve le locandine. Dell’uso di questa vicenda ne parlavano, giornalisti e non, agli angoli di strada da tempo. Piccini ha giocato d’anticipo, in modo esemplare. Ma potremo capire subito il ruolo che si sono prefissi i maggiordomi dietro le porte socchiuse. In un paese tormentato da case a Montecarlo e bunga bunga, sarebbe davvero comico che nel centrdestra si usassero argomenti come questi. Non ci posso credere. Credo , da tempo e molto, nei presunti sostenitori appartenenti ad altri schieramenti, cui le denunce di Benito Gragnoli possono essere utili. Far decidere questioni di questo rilievo al buon Benito, aprirebbe una pagina che nemmeno chi tante ne ha viste ha immaginato possibile. Ma basta aspettare un poco e capiremo . Nel frattempo, conviene tenere vivo il senso delle istituzioni e la loro autonomia. Qui, dove sono adesso, vanno difese dalla camorra e da personaggi contro cui si battono persone che hanno coraggio e capacita’, come il mio amico Vincenzo De Luca. A Livorno, lo scenario e’ assai diverso, per fortUna. Ma non cambia il significato del ruolo delle istituzioni e della loro autonomia. Quelli che siano gli attori in campo, sul palco o dietro le quinte.

  4. st.john scrive:

    boia, l’avete già assolto :)
    o non dite sempre che bisogna lasciar lavorare la magistratura :)?
    La questione dell’avviso, e di questo specifico avviso, era il segreto di pulcinella, per chi frequenta i teatrini della politica, da qualche giorno.
    Anticiparla in qualche modo probabilmente avrebbe amplificato l’effetto mediatico dell’avviso. Però la sponsorship di Piccini, quella che conta, sapeva eccome.
    Effetto mediatico che comunque conterà nelle scelte di Matteoli assieme al fatto che il governo è agli sgoccioli. E qui se le scelte le farà Matteoli, prima che non possa farle più come ministro, sicuramente saranno fatte nell’ottica del dopo. Anche perchè, finito il lodo Consolo (che ha sospeso il processo al ministro), anche Altero dovrà confrontarsi con i giudici della repubblica. E con un futuro da “politico” che può anche rivelarsi incerto. Meglio, se possibile, capitalizzare nelle scelte dell’oggi.

    ps. oggi ottimo Livorno

  5. Effetto mediatico a lungo atteso, nella speranza che possa avere un ruolo. Come si vede la situazione e’ esattamente opposta a quella che descrive St. John, ossia evitare una condanna preliminare, tutta politica e con obiettivi facili da capire, per chi sa di porto o conosce chi sa di porto, come auspicato esplicitamente dalla iniziativa di Benito Gragnoli, mirata ad incidere su di una scelta istituzionale che deve avere la sua autonomia. St. John potrà agevolmente verificare chi si iscriverà al corteo aperto dal buon Gragnoli, ma che vede molti volenterrosi in azione. Io invece mi ancoro al dibattito democratico e trasparente di un consiglio comunale e Parlo degli aspetti politico istituzionali ed indagatori ad orologeria, che non possono non essere colti, non solo da chi e’ un osservatore attento della politica livornese. Quanto a cosa farà Matteoli, da alcuni mesi si sta interpellando il volo degli uccelli, cercando di trovare la soluzione e, ma non e’ certo il caso di St. John, con speranze nemmeno tanto recondite, ben oltre Benito. Mi sembra uno scenario da manuale, di convergenze turandosi il naso. Vedremo facilmente chi si mette in processione. Basta aspettare qualche ora. E buon Livorno, naturalmente.

  6. st.john scrive:

    vedi Lamberti,
    Siccome il contesto in cui è maturato questo avviso di garanzia non ti sfugge di certo evitiamo i preamboli, e anche i ragionamenti che su un blog possono essere solo cifrati. Tra l’altro, detta proprio a naso, questa della residenza è una bagatella, c’è chi sperava altro, ma (mettiamola così) non sono affatto convinto che l’attuale presidente della Port Authority sia l’immacolata concezione. Sta nella natura di questa carica a meno di non vivere su Plutone.
    Il cuore del problema è però un altro: nonostante gli appelli, le prese di posizione, le alleanze sfugge sempre di più alla città tutta questa importanza della nomina di Piccini. Certo non sfugge agli addetti ai lavori, in qualsiasi senso si schierino, ma alla città si. Quanto al contesto del porto non è il pianeta Pandora dove, per calarsi tra gli indigeni, c’è bisogno di indossare un altro corpo. Se uno si impegna a capirlo, ed ha la giusta dose di curiosità, fa anche presto. Siamo nel 2010 ed il mondo è, se si vuole, mooolto trasparente. Sono finiti i tempi del Sor Italo, persona intelligente per carità, e della abile gestione discrezionale delle informazioni strategiche.
    E’ che, parto dal personale, occuparsi del porto fa sbadigliare. Uno aspetta solo che le reti di potere presenti si sfibrino per poterci intervenire davvero. Solite famiglie, soliti problemi strutturali, solite occasioni perse, solita lontananza dalla città nonostante i proclami. La questione emersa oggi, dell’uso massiccio dell’interinale (molto più vasto di quanto fatto intuire dal Tirreno), rende il porto più vicino e più lontano da Livorno. Più vicino in quanto a pratiche d’assunzione più lontano come punto di riferimento e di valore.
    E a Livorno siamo di fronte ad una classe dirigente che in pochi giorni ad inizio mese ha perso il lotto zero, con conseguenti finanziamenti per la viabilità dell’ospedale, e si ritrova Piccini congelato e che non ha neanche un rapporto vero con la sua città.
    Ma si sa..la città che interessa è un’altra. E finchè quella conterà il gioco autoreferenziale delle nomime, con relativi scontri, potrà andare avanti.

  7. Zorro scrive:

    ….. condivido St.John……

  8. Possiamo anche parlar d’altro, ma mi raccontano di una locandina sparata ieri dal giornale più letto, che non credo dimostri un disinteresse al porto ed a chi lo guida. Nemmeno da quelli che si immaginano di vivere sulle Dolomiti . Che poi il lotto zero lo abbia perso la classe politica livornese, oppure sia stato fatto sparire dal tavolo, anche questa non la lascerei tra le cose che tanto chi se ne frega. Le compensazioni promesse dai governi agli abitanti delle zone interessate da discariche e termovalorizzatori, e perse per strada, portano a manifestazioni popolari ed annizero. A Livorno finisce in un bada li, magari perché esce dagli schemi rassicuranti, anche nelle sconfitte. Per dare alla città una scossa bisogna uscire dagli schemi rassicuranti. Che questo possa accadere con un commissariamento sul porto, utile ad uscire dalla autorefrenzialita cittadina, concedendo la scelta non ad un consiglio eletto ma al ministro, segue una logica che mi sfugge. Ho vissuto agevoli stagioni di nomine , in cui si discuteva di contenuti, più che di alchimie e giustizia sollecitata ad orologeria. Appunto quello che bisognerebbe fare. Il conflitto va bene, ma alla luce del sole , nei luoghi della democrazia, ed allora serve a tutti. Altrimenti sono coltelli nell’ombra, che servono solo, quelli si, a pochi.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.