Francamente non mi sarei aspettato che il mio amico cronista si meravigliasse del perchè il comitato, non invitato nonostante pubbliche e reiterate sollecitazioni, non si sia presentato al dibattito sul nuovo ospedale.
Se si voleva un confronto era semplice semplice, bastava mettere insieme a discuterne il sindaco ed un esponente del comitato, con un moderatore, o una cosa simile. Si usa così. E che i microfoni fossero aperti e girassero in mezzo alle sedie che abbiamo visto piene di molti e degnissimi simpatizzanti pd, non credo rappresenti nè una soluzione dignitosa, nè una novità eccezionale.
I confronti sono un’altra cosa. Anche nelle feste di partito. Ma come fa il cronista che di dibattiti alle feste dell’unità ne ha visti migliaia a non capire che è stata una cosa diversa. Una legittima e prevedibile difesa di una scelta, con argomenti che abbiamo ascoltato molte volte e che certo sono rispettabili e comprensibili. Una difesa che avrebbe avuto tutto un altro significato permettendo un normale confronto. E gli argomenti sono molti, al di là di quelli che leggiamo . Tanto è vero che non si mette, nel referendum, in discussione la decisione di fare un nuovo ospedale, ma una localizzazione che appare sbagliata sotto molti profili. Quindi in nessun modo un referendum per un No, ma per un Si al nuovo Ospedale, discutendo e verificando meglio, dove e come. Di questo, a leggere la cronaca, che circonda tre foto che mostrano gli stessi spettatori, anche molti cari e vecchi amici, foto reiterate sotto diverse angolature, non vi è traccia.
Va bene così, lo avevamo scritto nei giorni scorsi, non mancheranno occasioni per un confronto vero e paritario, visto che il pd questo non lo ha proposto. Niente di male.
Meraviglia la meraviglia, questo sì, tra una foto e l’altra.
Qualche giorno fa parlavamo della delicatezza di un referendum che mette a confronto cittadini comuni e appena appena organizzati, con apparati di partito al confronto giganteschi ed amministrazioni ( comune, asl ) attrezzatissime. Ma è una cosa mai vista a Livorno e non solo, vi sembra poco.
La partita decisiva per una par condicio sostanziale, in queste condizioni, è in gran parte nel come la stampa cittadina tratterà la vicenda. Non ci sono leggi o norme, c’è la regola di una etica del giornalismo sulla quale molti discutono ed in modo stimolante.
Ebbene, le ragioni degli assenti, come dei più piccoli, come di quelli che vengono da lontano e non hanno tutte le carte in regola, sono semplici da raccogliere. Non ci sono ostacoli particolari, in genere. Ecco , piuttosto che finire per meravigliarsi con discutibile ingenuità, forse basterebbe chiedere, fare una telefonata. Continuo a battermi perchè ciò avvenga. In qualche caso avviene, in altri no. Speriamo che si trovi un giusto equilibrio.
Anche per spiegare al vecchio caposala utilizzatore del microfono aperto, conosciuto nella sezione sanità tantissimi anni fa, che nessuno vuole un vecchio ospedale al posto di quello nuovo, ma il problema è un altro e che la decisione di accettare il referendum non è stata un a gentile concessione di nessuno, ma un diritto esercitato da quasi settemila cittadini a norma di statuto.
Poi rimane la legittima difesa di una scelta fatta e le ragioni degli altri.
Al cronista che si meraviglia regalerò un poster degli anni 80, in cui in Piazza della Repubblica organizzammo una grande tenda a sostegno della l.180 e dei diritti di chi ne ha pochi, si intitolava appunto ” Le ragioni degli altri”. Anche allora si parlava di ospedali, ma di quelli psichiatrici da abbattere. Ma i muri da abbattere, a volte, sono quelli che non si vedono. E sono i più insidiosi, perchè ce li abbiamo dentro di noi.
Ciascuno la vede come vuole,comunque molto bene ha fatto il Comitato a non partecipare.La totale mancanza di filtro critico in alcuni cronisti (fatta la doverosa eccezione dell’ultimo Guarducci,chiamato forzosamente a moderare,ma che cosa?)impedisce ovviamente di comprendere e diffondere (tanto meno razionalizzare)le ragioni di questo dissenso.Il problema non sta tanto nel mancato invito,quanto nell’impostazione generale di questo incontro e della Festa Pd nel suo complesso.(difficile digerire un termine del genere,mentre la città crolla in tutte le sue componenti).L’intervento di quel tal Lenzi,il solito Masaniello a contratto messo li’ per delegittimare il referendum,è significativo di un gioco di squadra vecchio come il cucco.Un Sindaco decisionista,eppure crepuscolare,che spacca il ghiaccio affermando incredibilmente “non ci sto a chi vuole ridurre Livorno a una città per vecchi”sovrapponendo vertenze territoriali cosi’ diverse tra di loro solo per strappare applausi malinconici senza contraddittorio.Una funzionaria regionale messa li’ dal potere politico che afferma cose gravissime (mazzette negli ambulatori) solo per il gusto di legittimare la sua fama di tagliatrice di teste.Ma dove siamo.Vedo se non altro che anche nel Pd (leggo dal Corriere di Livorno,che pure affida ad una giovane dirigente del partito-tale Fallani- le cronache della kermesse,incredibile)comincia a levarsi qualche voce critica contro la gestione folle della Calamai.Il tentativo è ormai chiaro.Quello di far fallire la consultazione.Di delegittimare il referendum.Di accreditare la tesi molto pedagogica (e tipicamente cosimiana)che i referendari sono persone perbene che sbagliano.
non credo che Livorno sia a questo punto, quello cioè di avere una perenne rappresentazione di sè fornita dalla casa madre, senza alcun sussulto critico.
La rappresentazione dei referendari, brava gente, come quelli del no a fronte di una coraggiosa forza politica, che si legittima con la politica del fare e non con quelli che perdono tempo a domandarsi chi, come e quando, è davvero surreale.
Se non sbaglio la politica del fare è già stata usata come strumento da altri. Che poi ci siano quasi 7000 erranti, in attesa di essere riportati sulla retta via, può anche essere. Ma gli argomenti usati e messi in risalto dal Tirreno, per delegittimare il referendum, dal caposala pensionato, usati senza contraddittorio alcuno, sono davvero poca cosa. Sarò fissato, ma io credo che la prova referendaria sia innanzi tutto una prova per la nostra stampa cittadina. Non credo che aiutino nessuno, in questo modo, nemmeno i già tutelatissimi esponenti del partito in festa.
>L’intervento di quel tal Lenzi,il solito Masaniello a contratto
non so se questo Lenzi sia stato messo a contratto, mi mancano gli elementi per dirlo. Però so che di Lenzi, e a gratis, se ne trovano.
Sono tra quelli che del referendum parlerà a bocce ferme. Che veda come il fumo negli occhi l’operazione di Montenero mi sembra evidente. Come il fatto che non andrei mai ad un referendum con i punti espressi oggi sul Tirreno. E nemmeno con quel linguaggio e con quelle modalità di azione (mi fermo a questo).
Questo non significa che c’è volontà di fare il grillo parlante. L’esito del referendum, comunque vada, sarà un interessante banco di prova per capire il futuro della politica a Livorno. Si tratta di entrare in questa dimensione. Ognuno dalle proprie posizioni.
ps. Ratlc. E’ l’acronimo di Rotti a tutte le cialtronerie. Ha assonanza con Rotfl, l’acronimo che si usa in rete per indicare che ci si sta spanciando dalle risate, ed è il suo per indicare l’IDV livornese. Con un vicesindaco che appoggia il sindaco sulla vicenda Limoncino e uno-due consiglieri che appoggiano invece la protesta. Così al sindaco raccontano che sono lì per controllare la protesta mentre ai manifestanti che sono in grado di condizionare il sindaco. All’ultimo momento utile si butteranno dove penseranno convenga di più (un’idea me la sono fatta già). Il nuovo che avanza insomma..
caro st. john, le strategie referendarie sono una questione che certamente dovrà, da chi è interessato a rendere la consultazione un momento importante di vera partecipazione,essere approfondita.
Io non sono in condizioni, nè voglio di dare consigli. Tuttavia ritengo che comunque la si veda, che il referendum si svolga correttamente e metta i cittadini nelle condizioni di poter esercitare consapevolmente il loro diritto di voto, sia nell’interesse di tutti.
Le ragioni di tutti, per un voto di tutti, consapevole. A me questo sembra cruciale. Altrimenti vince chi se ne va al mare, od in montagna, a seconda del periodo. Ed a perdere non sarebbero certo le persone per bene del comitato. Intanto basterebbe partire da qui. Il resto viene di conseguenza. A bocce ferme, come dici.
quanto al ruolo dei consiglieri Idv, o troppo furbi o troppo fessacchiotti, come li descrivi, non so valutare. Avremo modo di capire bene come stanno le cose nel prossimo Consiglio , al più tardi. Certo è che il cerchiobottismo che tu ipotizzi sarebbe troppo evidente, per reggere.