| ” Referendum, un errore politico fatto da brave persone “ |
| Il sindaco difende il progetto e avverte: «L’alternativa è contrattare l’acquisto……. |
| di MICHELA BERTI — LIVORNO — «IL REFERENDUM? E’ un errore di valutazione politica fatto da persone per bene». Il sindaco Alessandro Cosimi ripete questa frase più volte alla festa del Partito Democratico quando, durante uno degli incontri-dibattito, si parla della nuova sanità. Un tema di grande interesse soprattutto in una società, come la nostra, che sta invecchiando. Ma è sulla realizazione del nuovo ospedale a Montenero che si accendono i riflettori. «Se non c’è un nuovo ospedale a Livorno — dice il primo citadino — non ci può essere nemmeno una nuova sanità. E’ un mosaico, quello che dobbiamo comporre e tutte le tessere devono andare al loro posto». E quanto sta accadendo in città, con un comitato che ha avuto la forza di raccogliere 6145 firme per indire un referendum abrogativo, è il segnale di un rapporto tra gli amministratori e i cittadini che a volte si trasforma in un braccio di ferro. «Io non avevo mai visto fare una cosa del genere — ammette il sindaco — perché noi abbiamo proposto un nuovo ospedale e abbiamo preso i finanziamenti. Poi sono stati analizzati i problemi della viabilità ma sono stati trovati finanziamenti anche per risolvere i nodi del traffico in quella zona. Allora dove è il problema?» Ogni volta si presenta una difficoltà e quando arriva la soluzione ecco che l’asticella viene alzata di nuovo. «Finanziamenti, tra l’altro — dice Cosimi — che stanno dentro documenti firmati. Non sono chiacchere». ECCO CHE SPUNTA la provocazione. «E’ un’operazione politica quella che si cerca di fare con il referendum, un approccio di vecchio stampo secondo il quale non si parte mai fino a che la programmazione politica non risove tutti i problemi». E ci sono esempi che il sindaco Cosimi non vede l’ora di ricordare: «Pensiamo agli anni ’80 e a Villa Corridi. Quando un gruppo di cittadini disse ‘no’ alla realizzazione di un blocco sanitario che Sinport avrebbe fatto chiavi in mano». Ora invece il comitato contrario al nuovo ospedale a Montenero tira in ballo il piano regolatore senza il quale, tuonano i referendari, non si può fare una pianificazione. «Ma a Montenero non si costruisce — dice il sindaco — e la realizzazione del complesso ospedaliero sui terreni di proprietà del Comune sarebbe un’altra garanzia. Anche perché, sia chiaro, l’alternativa è quella di andare a contrattare il prezzo di acquisto di altri terreni, cosa che io non voglio fare». Terreni che, per inciso, sono di proprietà della Coop ed allora sì, che ne vedremo delle belle! Ma, come ricorda Cosimi, a Livorno ci sono tre adagi che vanno di moda: «Si stava meglio quando si stava peggio, Meglio disoccupato sugli scogli piatti che ingegnere a Milano, Stai tranquillo che qualcuno ha degli interessi…» E il sindaco, a queste provocazioni, non ci sta. «IL PENNELLO per disegnare la città resta nelle mani del consiglio comunale che è sovrano». Sovrano lo è stato anche sul progetto del nuovo ospedale ma l’affondo del comitato è la spina nel fianco della maggioranza di centrosinistra che ha detto «sì» al nuovo progetto. «Ed ora — aggiunge il primo cittadino — il comitato va a chiedere i soldi ai partiti per fare la consultazione popolare? Non lo so se queste persone sanno cosa si sta rischiando, perché quello che poteva essere discusso rischia di trasformarsi in un muro contro muro». Ma ormai la macchina si è messa in moto. E mentre il Partito Democratico non perde occasione per sottolineare il valore di questa scelta, i livornesi che hanno firmato per il referendum stanno cercando soldi per sostenere la prova. |
Stai tranquillo che qualcuno ha degli interessi..
C’hai azzeccato . Bravo . Lo sanno tutti .
E poi … su via , arrivare a dare dello SCEMO a chi appoggia il referendum è troppo davvero.
Quindi saremmo tutti dei COGLIONI !? brave persone ma coglioni ?!?!
Mettiamola così, noi per il Referendum siamo dei coglioni , voi del PD siete dei COGLIONAZZI .
Per me si può fare anche a seggiolate , vedrai qualche dentiera la faccio cadere.
« Il suo è culo, la mia è classe, caro il mio coglionazzo! »
(Cavalier Diego Catellani a Fantozzi)
Ma Cosimi si rende conto di quello che ha vomitato ?
>un approccio di vecchio stampo secondo il quale non si parte mai fino a che la programmazione politica non risove tutti i problemi
AHAHAHAHAHAHA!! detto da un sindaco è il massimo. Della serie “ma io cosa ci sto a fare”. Un sindaco è un elemento di mediazione tra politica e amministrazione. Se si sposta troppo sulla politica non risolve alcun problema immediato, se si sposta troppo sull’amministrazione la città che governa non ha futuro.
Fossi in lui firmerei a questo punto la prefazione di qualche libro sulla “politica del fare” di Berlusconi. Magari dando un’occhiata al fatto che Silvio in quindici anni non ha combinato nulla. Salvo le leggi utili a sé stesso e all’azienda di famiglia, la patente a punti, lo scudo fiscale e la tessera del tifoso. Più si agisce in nome della cultura del fare meno si fa.
Mai sentite tante cazzate, false e tendenziose, tutte insieme. Davvero. E senza contraddittorio.
Ma è vero: c’è senz’altro qualcuno che ci guadagnerà.
L’alternativa è, ma era, contrattare. Lo avete fatto per gli affaracci vostri e per gli amici di club, pote(va)te farlo a maggior ragione per un interesse pubblico.
Numerosi sono gli esempi di “contrattazione” ad interesse dei compagni di merende. Terme, basket, Odeon e Nuovo Centro per primi.
Dov’è quindi il problema?
Chist’ è proprio scemo!
P.s. : quali soldi? Dove sono il 100% dei fondi necessari per iniziare le opere pubbliche? Dove sono le fideiussioni degli acquirenti i volumi ASL? Dive sono i fondi per la viabilità
? Ma davvero. Non a chiacchiere. Vogliamo vedere le delibere della Cassa Depositi e Prestiti o quelle della Corte dei Conti o quelle ministeriali. Vogliamo vedere le fideiussioni dei privati ed i piani di finanziamento delle opere. Il resto sono solo chiacchiere. O meglio: stronzate. E s…. sono coloro che affrontano questa cosa in questo modo.
Vergognatevi di fronte ai vostri figli. Sr già non sono degradati come voi. Pulci.
LA NAZIONE
“NE AVEVO visti in passato dibattiti alla Festa dell’Unità negli anni in cui il Partito Comunista affrontava tesi e questioni con la forza delle idee. Erano i tempi in cui la propaganda, legittima, si coniugava con il confronto ad esempio con il mondo cattolico e sempre con la capacità di sostenere le proprie opinioni dando voce anche ad altre tesi, magari per controbatterle con la forza del pensiero di sinistra e dei numeri. Ho visto invece recentemente un dibattito alla festa del Partito Democratico, incapace di dare respiro alla legittima opposizione di chi si riconosce in posizioni ed idee diverse. Il tema era quello sulla Società della Salute. Quest’ultima rappresenta l’avvio di uno strumento di integrazione tra i servizi Sociali e Sanitari sul territorio che potrebbe davvero inaugurare una stagione di innovazione sui temi della prevenzione e la possibilità di realizzare un sistema di organizzazione dei servizi tale da interpretare i bisogni complessi dei cittadini in ordine alla propria salute ed al benessere sociale. L’occasione era importante anche alla luce di una attesa e avvenuta nomina del direttore della Società della salute che avrebbe certo potuto delineare idee e contenuti di questo nuovo e forse straordinario strumento di organizzazione dei servizi Sociosanitari. Il dibattito si è trasformato in un univoco comizio sulla bontà della scelta di un nuovo ospedale a Montenero. Niente di male fare propaganda, ad una festa del partito di maggioranza, alle scelte del governo della città. Quello che continua a non esserci è la capacità di riconoscere nelle regole che ci siamo dati tutti, attraverso il Consiglio Comunale, l’assemblea cittadina, che consente appunto ai cittadini di opporsi ad una scelta della Giunta attraverso un referendum.
SE IL REFERENDUM c’è, bisogna avere l’umiltà e l’attenzion di rispettare le regole del contraddittorio, evitando azioni di forza bruta che rischiano alla fine di esacerbare un tema, quello della realizzazione di un nuovo ospedale, che può trovare nel confronto tra le posizioni dei referendari e quelli della maggioranza motivo di crescita per la città intera. Perché, come afferma il Sindaco, le ‘brave persone’ del comitato per il referendum, possono fare un danno alla città? Non è forse un referendum sempre una risorsa per la democrazia? Meglio sarebbe insomma, da parte della maggioranza, sfoderare logiche di confronto delle idee ed usare la forza di queste evitando dibattiti impoveriti così privi di interlocutori e di contraddittorio.
*Confronto per Livorno GIOVANNI DE PEPPO “
In sostanza, De Peppo ha detto:
chist’è proprie scem’!
Sottoscrivo in pieno gli interventi precedenti.
Da una parte si stabilisce con forza un nesso, in realtà pretestuoso, fra nuova sanità e nuovo ospedale, quasi che non si potesse ripensare la sanità sul territorio senza spostare il vecchio nosocomio. Falsissimo! Dall’altra si arriva a negare, e questo è veramente il colmo per un’operazione di tale portata che non riguarda solo la costruzione di un ospedale in diverso sito ma la liberazione di enormi aree nel centro cittadino, ogni nesso con la necessità di uno strumento urbanistico generale.
Caro Santo, nonostante non sia in tenera età, ero troppo giovane per poter serbare un ricordo diretto, non mitizzato, dell’operato e dello stile dei sindaci che definisci “politici” ma anche condividendo la parabola discendente da te descritta, ti posso assicurare (lo fece già Lamberti tempo fa) che sindaci che chiaramente collocheremmo, in quella prospettiva, fra i cd “amministratori”, una stronzata del genere non l’avrebbero mai detta. Prima si discute e si sceglie la destinazione di aree così vitali poi si sposta un piccolo aggeggino come l’ospedale.
“Ma a Montenero non si costruisce!” dice il sindaco, che bisogno c’è del piano regolatore? Anzi la realizzazione del nosocomio su proprietà comunale sarebbe un’altra garanzia!
Garanzia rispetto a che cosa? A che i ceti parassitari e famelici che popolano Banditella e dintorni non abbattano nottetempo il Pascoli e Villa Serena e poi, soccorsi dalla reazione internazionale, non esproprino il Comune e diano il via alla costruzione di lussuose villette, con vergognose e plutocratiche piscine borghesi, al loro posto???
Quello a cui un piano strutturale dovrebbe rispondere, Signor Sindaco, non è che cosa volete costruire a Montenero, poiché è l’unica cosa chiara, ma intanto come sistemiamo, a tal fine, tutto il comparto intorno e innanzitutto cosa facciamo di tutte le altre aree pubbliche che si liberano o che dismettiamo proprio per sostenere questa folle scelta. Ed è proprio questa la ragione per cui non si vuole alcuno strumento di pianificazione territoriale perché anche il più scafato urbanista avrebbe difficoltà a motivare tale gigantesca mole di vendite che, fuori da ogni disegno, avrà come unico, affannato, scopo quello del massimo incasso per finanziare l’inutile opera. Un piano regolatore totalmente “a la carte”, persino in Italia, si trova difficilmente chi possa firmarlo.
Ma il “sindaco del fare” (?!?!?) ha dalla sua la Storia. Ve lo ricordate a metà degli anni 80 quel gruppo di cittadini che si oppose “alla realizzazione di un blocco sanitario che Sinport avrebbe fatto chiavi in mano” a Villa Corridi?
Io no! Mi ricordo tutt’altra vicenda e un feroce dibattito dentro il Pci. Però, che bello! Negli anni 80, il monolitico Pci si lasciò frenare, rispetto ad un’iniziativa così vantaggiosa, da un gruppo di cittadini manco tanto organizzati, senza raccolta di firme o manifestazioni pubbliche o cortei e qui non si invitano neppure a discutere delle “brave persone” che hanno manifestato di avere già un cospicuo seguito. Niente male per il sedicente partito democratico.
Danilo è una sentenza sugli aspetti finanziari. Io avrei da aggiungere qualcosa, ma ci sarà tempo.