Devo dire, dalla lettura on line sotto i templi di Paestum , del Tirreno, ed anche della Nazione, traggo spunti assai suggestivi.
Leggo articoli di grande interesse, di classe.
Si vede che la scadenza di ferragosto porta ispirazione ai nostri amici cronisti. Davvero una bella lettura, sotto l’ombrellone e consumando la chiavetta Tim. Ho comprato, in uno dei caseifici più prestigiosi d’Italia, mozzarelle e yogurt da mito, come i templi.
Francamente dovrei portarne un assaggio a tutti i cronisti, in segno di amicizia, anche se spesso critica e tosta come si conviene, senza salamelecchi.
Difficile scegliere da dove cominciare, porto, via grande, pd, idv, tutta roba interessante.
Ma vi sembrerà strano. Il pezzo top, almeno visto da qui, è la intemerata di alcuni consiglieri comunali contro il razzismo. Grande, mi viene da dire leggendo il titolo, e pensando alla Lega stando nel profondo sud. Quello di Gomorra, ma anche di Napolitano e Saviane. Un tema importante, come quello delle carceri, giustamente all’attenzione della cronaca nazionale e non solo del nostro consiglio comunale.
Ma poi leggo che il razzismo a cui si fa riferimento è quello dei livornesi contro i pisani, roba da stropicciarsi gli occhi, a pochi passi da una sterminata pianura di pomodori, con tanti extracomunitari a raccoglierli, sotto un sole cocente, ferragosto o non ferragosto.
Eccolo il vero razzismo da combattere, quello di Pisa M… . Non l’avrei mai detto, dopo che un mio vecchio amico ortopedico, purtroppo somparso,. tornava a Livorno e mi raccontava contento di aver scritto di nascosto, a capo Nord , la mitica espressione.
Una unica soddisfazione, anche qui hanno venature razziste, non ci crederete ( ma ho i testimoni, Gianfranco sì, ma non Fini ), in uno svincolo della Salerno Reggio ho intravisto la scritta incriminata. Anche al Sud ci sono razzisti e di che razza. Li segnaleremo ai consiglieri livornesi preoccupati.
Naturalmente si fa un pò di ironia, per quel che ci riesce, ma con una mozzarella fresca , sotto i templi è già un grande sforzo!
La verità è che è solo questione di vaìni, i pisani hanno offerto di più e si sono presi i bar.
Tutto il resto è fuffa!
buona mozzarella..
eggià. auguri a tutti i lettori di ferragosto, domani parliamo un pò degli articoli di oggi. le mozzarelle erano proprio buone.
Leggo con ritardo dal pezzo di De Majo:..ma Lamberti non “molla” sulla questione del basket.Perchè mai Lamberti dovrebbe “mollare” su una questione cosi’ articolata e rilevante per le casse pubbliche,forse per meritare piu’attenzione in ambito portuale o ospedaliero?Quelle domande ormai sono “nel vento”,difficile mollarle li’ solo per una zuppa di pesce (cito De Majo) alla Festa del Pd.
…e dovrebbero essere, ma i giornalisti, a non mollare. Il mio intervento di oggi nell’altro post è appunto dedicato (anche ma non solo) ai “veri giornalisti”…ed ai veri uomini.
dice bene pda. Che io molli o non molli, sono questioni aperte e che riguardano un sacco di soldi di cui una parte soldi pubblici. Continuo a sostenere che sia per prima la stessa amministrazione ad avere tutto l’interesse a fare chiarezza. Eppoi quel comitato di raccolta fondi è una cosa un pò così. Tutta da spiegare. Ripeto, spiegazioni su come e perchè e da chi si raccolgono i soldi che il comitato deve alla opinione pubblica, alla amministrazione e non so a quanti altri, singoli ed associati. Si può far finta di niente, ma non troppo a lungo, sarebbe davvero incomprensibile e rischioso. Nè qualcuno mi ha chiesto di mollare, sul fronte politico, ci mancherebbe altro. Lo stesso interesse mostrato dall’Unità alla questione è un buon segnale che prima o poi le risposte alle domande dovranno arrivare. Meglio prima che poi. ferragosto permettendo.
Per il resto è una nuova fase politica, con tutta evidenza. A Roma come a Livorno. Può darsi che se ne stia accorgendo anche il pd livornese. Vedremo. Certo che se andremo presto a votare, sarà difficile baloccarsi ancora a lungo con equilibri interni di stile correntizio. Una atmosfera da morte a Venezia, magari scommettendo sull’assenteismo ( alle politiche, come al referendum ). Speriamo, per Livorno, in qualcosa di meglio, che scommettere sull’astensione.
Più che Morte a Venezia, citerei anche Anonimo Veneziano.
La colonna sonora delle decisioni maturate in questi anni: anonime.
Ciao Gianfranco,
riguardo alle accuse di razzismo rivolte sia a te che a me, ti lascio qui sotto la lettera che ho mandato ai giornali in risposta. Un caro saluto e a presto
Lorenzo Del Lucchese
Apprendo con dispiacere e stupore di alcune posizioni forti prese da alcuni miei colleghi consiglieri riguardo al tema, tanto discusso in questi giorni, della gestione del bar dello stadio.
In questo periodo così delicato, io per primo, pur avendo seguito la vicenda fin dall’inizio, avevo cercato di evitare di alzare i toni dello scontro, consapevole del fatto che finire a discutere in questi termini non avrebbe aiutato nessuno.
Visti gli sviluppi, credo sia necessario fare alcune precisazioni, anche per chiarire fino in fondo la mia posizione.
Troppo spesso ho sentito esprimersi colleghi consiglieri sulla legittimità o meno del percorso utilizzato per costruire il famoso bando per la gestione dei bar dello stadio. Personalmente ritengo che sia assolutamente inopportuno, dato che, per stabilire la legalità o meno di certe scelte, ci sono giudici e avvocati, certamente assai più qualificati del sottoscritto e probabilmente anche di molti altri consiglieri.
Un altro punto che è stato oggetto di discussione è stata la provenienza territoriale del vincitore della gara d’appalto. E’ bene essere chiari: figurarsi se nel 2010, nell’ambito del mercato, si possono fare distinguo tra pisani e livornesi. Siamo in un contesto di globalizzazione tale per cui sarebbe davvero miope non comprendere neanche questo tipo di dinamiche.
Quello che più volte avevo cercato di esprimere era semplicemente la preoccupazione per cui le persone che lavorano in questa struttura da decenni, venivano messe fuori della porta in un attimo. E soprattutto, aspetto che ritengo ancor più importante, all’interno del bando per la gestione, non veniva dato praticamente peso alcuno all’esperienza acquisita in strutture commerciali all’interno di impianti sportivi. La gestione di un bar in uno stadio (dove ricordo arrivano ogni domenica migliaia di ultras in trasferta, con tutte le problematiche che questo comporta…) non è minimamente paragonabile alla gestione di un bar in città o in qualsiasi altra zona.
In sintesi, io non contesto assolutamente l’illegalità dell’atto, ma, come giustamente mi ricordano i miei “saggi” colleghi nella lettera che richiamavo, in qualità di rappresentante politico eletto dai cittadini, esprimo il mio modesto punto di vista sulla questione, legittimamente diverso da quello di altri colleghi di maggioranza e opposizione.
Consentitemi, infine, un ultimo appello affinché vengano abbandonati certi toni e termini nel dibattito politico. Faccio questo appello semplicemente come giovane che si è affacciato da poco alla politica, verso chi sicuramente è più “saggio” di me e capisce perfettamente come e meglio di me, vista anche la provenienza politica, che le accuse di razzismo sono molto pesanti, oltre che fuori luogo nel caso specifico.
Lorenzo Del Lucchese
Consigliere Comunale Italia dei Valori
Grande Lorenzo. anzi se rileggi il nostro appello al sindaco, peraltro discusso nella conferenza dei capigruppo e capito nel suo significato da tutti i presenti, non trovi una parola che contesti la legittimità degli atti e nemmeno un cenno alla etnia dei partecipanti. Ovviamente.
Abbiamo invocato buon senso e rispetto di una tradizione, che significa anche valutare il lavoro svolto per tanti anni e con nessuna contestazione, nel modo giusto. Il sindaco si è impegnato a prendere in mano la questione e ritornare nella conferenza dei capigruppo successiva con tutti gli elementi a disposizione, in particolare in presenza di una contestazione sull’esito della gara, di cui aveva avuto formale preannuncio. Lo ricorderanno tutti.
Che si butti questa questione sulla lotta al razzismo fa davvero ridere.
So che ieri c’è stata una partita del Livorno. Non ho idea come sia andata la vicenda bar. Immagino che abbia prevalso il buon senso.
x Danilo. La colonna sonora di anonimo veneziano è troppo bella, mi sembra una scelta assai generosa per commentare le questioni di cui parliamo. Ma va bene comunque.
>a gestione di un bar in uno stadio (dove ricordo arrivano ogni domenica migliaia di ultras in trasferta, con tutte le problematiche che questo comporta…)
letto di gusto questo trafiletto di fantascienza, o vintage anni ’90 a scelta, in questi casi capirci qualcosa di dinamiche di ordine pubblico attorno al calcio non farebbe male :-)
Eppure è uscita una antologia interessante su questi temi, segnalata dal Corriere della Sera e recensita con un’intera pagina persino dal Riformista, prodotta da undici autori (tipo squadra di calcio). Ben sei sono livornesi, segno che in città sapere serio su questi temi si produce. La presentazione del testo è avvenuta alla Gaia Scienza con un’ottima introduzione di Fabrizio Pucci. Non c’era uno straccio di politico. E i risultati si vedono. Quando si tratta di mettere le mani sulla realtà ci si affida a frasi fatte, e non ad analisi, e si finisce immancabilmente per fare danni.
E non a caso escono fuori gli improvvisi che parlano di razzismo, giusto per esacerbare gli animi, ma solo perchè ci si aggrappa alla formula di un’accusa che si pensa funzioni. Sui giornali e tra la gente.
Quanto alla vicenda del bar dello stadio spero serva a capire che ci sono delle specificità culturali che non possono essere scalfite dalla logica degli appalti.
Ma questa è sempre una cosa che gli apprendisti stregoni delle privatizzazioni capiscono sempre troppo tardi..e quando la capiscono cercano di farla pagare agli altri.
I Bar, ieri sera, erano ancora in mano ai vecchi gestori.
“Per mandarmi via di quì devan venì con la ruspa”
Poche parole ma molto chiare!!
st.john sei un libro stampato. mi dispiace essermi perso quello presentato sul tema alla Gaia Scienza. Francamente a volte cadono le braccia. Ormai abbiamo una certa età ed abbiamo incominciato a leggere di calcio con Gianni Brera, all’epoca del Guerin Sportivo, pensa un pò.
E quella del razzismo dei livornesi contro i pisani mi è sembrata una roba da non credere. Devo recuperare il libro che tu citi. Mi domando ai tempi del derby livornese di basket, la lingua batte dove il dente duole ma andremmo fuori tema, chi erano i razzisti.
Eggià un tema da farci un seminario.
Per non parlare della missione, cui ho partecipato, della tifoseria con la bandana a san siro. Chiaramente una missione razzista, contro il povero Berlusca.
Naturalmente capisco cosa vuol dire Aldo. Io credo manderanno una ruspa razzista, oppure chissà.
Se vogliamo parlare di cose serie, per seguire Aldo, dovremmo anche capire come hanno fatto quella gara, soprattutto come abbiano valutato generazioni di gestione dell’esercizio in questione, annessi e connessi. Vedremo.
…ma perchè, l’ordine pubblico lo gestisce il barista?
ce lo vedo il barista allo stadio:
-mi dai due ponci e una busta di seme?
-dé un attimo che c’ho da mazzola’ du’ ultrasse…
Pisa Merda. Non vi dico dove , ma ho appena scritto questa sacra frase su di un muro lontano dalla mia Livorno.
A bene , dè !!
Da lontano ho letto un sacco di cose , e mi sono divertito come poche volte.
A partire da quella buffonata della pedonalizzazione di Via Grande, dove la più scarsa e scazzona assessora mai vista in città , Mrs. Bernardo Show , è riuscita a prendere x il culo decine e decine di livornesi .
Accompagnata poi dal più abile paraculo teatrale del Sel , Mr. Giannini , è stata la sceneggiata più divertente dell’estate labronica. No .. Ed invece no. Il Magnifici 5 , i Cugini di Campagna del Consiglio Comunale livornese , i 5 consiglieri più … Più e basta , hanno fatto una figura da pellai sportivi che l’oscar della sgrondata estiva gli è stata consegnata d’obbligo.
Poverini peró… Non sanno di calcio .. Non sanno di tradizioni sportive … Non sanno cos’è una fede sportiva , non conoscono il rispetto di tutto quello che ho appena elencato.
Per il Livorno presi da giovane delle gratuite quanto vigliacche manganellate .. , ho pianto tanto troppo a Perugia .. , in un’altra città , con la maglia di Igor mi sono arrivati calci e birrate in faccia ( ma non me l’hanno tolto l’amaranto di dosso!), poi ho pianto e tantissimo al gol di Protti a Treviso , ho sognato in tutte le promozioni fino alla A . Ebbi pure l’onore e il turbamento di giocare contro gli amaranto in Eccellenza , ma le gioie che può darti l’essere tifoso del Livorno sono emozioni che solo chi le prova puó capirlo.
Ecco per questo , vi ripeto , cari Cugini di Campagna , Pisa Merda ieri , oggi e dopodomani.
Voi il rispetto per le tradizioni non lo conoscete, ma Voi siete quelli che per mandare a casa un nemico politico sareste pronti a vendere anima e fede, e vi alleate con un fascista come Fini.
E chi vi scrive non è un violento , non è un esaltato , non è uno stupido bifolco..è solo un tifoso del Livorno che a casa sua un pisano non lo vuole.
Ma questo Voi non lo potete capire e sono orgoglioso di essere definito da voi razzista , vuol dire dire che siamo diversi .
No all’integrazione razziale con i Pisani !!!
Boia che razzista che sono … Lo ero anche al tempo della Pl con la Libertas … Mai libertassino !
Ma voi non potete capire … !! Ahahahah
Pisa Merda .
Ci tengo a precisare che la frase che è oggetto di tanta discussione, l’ho scritta semplicemente per far capire l’importanza e la specificità che ha gestire un bar in quel contesto. Gli stessi gestori dicevano che hanno lechiavi di tutti i cancelli dello stadio e sono co-responsabili di quello che succede là dentro. E’ chiaro che l’ordine pubblico non lo deve davvero gestire un barista.
Sulla passione che ci accomuna per il Livorno credo non ci sia da discutere, visto che, nonostante sia abbastanza giovane, di soddisfazioni con il Livorno me ne sono già tolte tante, per fortuna!!
Un saluto a tutti…
Lorenzo
copiaincollo da un botta e risposta sul forum di alèlivorno. Credo faccia capire bene la situazione
“E’ stato messo a bando un luogo che era la storia della città, come il bar di tribuna più quelli degli altri settori fra cui quelli che la famiglia Bonaccorsi gestisce da 55 anni.
sul bar di tribuna è una vergogna, sia perchè è luogo di aggregazione storico sia perchè ha un valore quasi museale. Rappresenta la storia e la memoria che in questo mondo volto solo al Dio profitto sono beni incommensurabili.
Ma io ci metto nell’ingiustizia anche il rispetto verso chi come la famiglia Bonaccorsi è lì da 55 anni, molti dei quali passati con stadio mezzo vuoto e campionati da depressione. Senza contare che anche il bar di gradinata ad esempio ha il suo arredamento “storico”.
Ora che viene il signor Marameo cosa ci mette al muro, le foto dei barrocci in regalo cor tirreno?
Parliamoci chiaro. Qui nessuno pensa che i Bonaccorsi avessero il diritto eterno di gestire i bar. Ma un’amministrazione intelligente bastava che li convocasse, li spiegasse cosa non andava, li imponesse dei cambiamenti o quantomeno preparasse un bando in cui chi c’è da 55 anni partisse un poino più avanti. Invece niente di tutto ciò è stato fatto. anzi, un sono stati nemmeno avvertiti e tutta l’operazione è stata fatta per levasseli di ‘ulo. sembra che nei punteggi di merito chi ha gestito i bar dello stadio per 55 anni abbia preso gli stessi punti di chi gestiva un chiosco di seme fori del campo del Bientina (su questo attendo conferma perchè non ho i documenti per confermarlo).
Insomma, è stata un’operazione fatta male che poi è stata ritirata e poi riproposta quasi uguale in barba a chi protestava.
un’operazione fatta da gente o ignarante (del significato simbolico di quel bar e della sua funzione) o poco intelligente (ce n’è a ciuffate in Comune) o in malafede (ce n’è a ciuffate anche di quelle).
spero che vi siate resi conto con chi avete a che fare. il documento poi scritto da Pd e sinistra e libertà vi dà anche il polso politico di chi ci governa. e meno male il pdl è stato zitto sennò chiedeva l’intervento dell’esercito contro i terroristi del bar stadio che scrivono sui muri”
C’è poco da aggiungere. Ci sarebbe tanto ma è meglio soprassedere. L’articolo di cui si parla l’ho letto adesso visto che sono rientrato oggi a Livorno. Non cito l’articolo di cui si parla. Bagnare il ritorno a casa motivando, e nel dettaglio, l’epiteto di cialtroni agli estensori del documento non è carino.
Pisa Merda
AH BENE DE’ !!
Fatemi capire ,qual è il problema.L’apertura pomeridiana del bar dello Stadio?Visto che Livorno è la città degli accordi sotto banco (il basket lo ha clamorosamente dimostrato)le parti non potrebbero convenire per un adeguamento consensuale del contratto d’appalto?Tenete conto che quello non sarebbe l’unico punto vendita dell’esercente cascinese a Livorno.Come d’altra parte conosco piu’ di un eserciente livornese che conduce felicemente la propria attività sotto la Torre.
Lorenzo, si scherzava dai. Avranno anche le chiavi dei cancelli, ma alla prima zuffa non ce li vedo proprio lì nel mezzo…
Corresponsabili…uhm…e di che?
Sto per assentarmi. Vado a respirare aria postcomunista in quel di Ljubljana. Pare che siano molto più avanti di noi.
Chissà che qualche decennio di comunismo non ci avrebbe favorito nella successiva voglia di rinascere e tornare alla gioia…
Vabbè.
Francamente i bandi di gara tagliati su misura di qualcuno che ha solo quelle caratteristiche mi ricordano tanto i concorsi universitari e quelli fatti in comune, pardon, nei comuni, per assumere gli interni e gli esterni graditi ai politici.
Si decida: se il bar è storico, se ne dichiarino le peculiarità e su quella base si faccia un bando. Se è storico il gestore, si analizzi la gestione in tutti questi anni e si disegni un bando su quella posizione. Se sono storiche le fotografie, si paghi l’affitto delle stesse al gestore e si faccia un bando neutro.
Ma insomma, se si tratta di trovare un posto di lavoro a qualcuno solo perchè è lì da tanti anni, di posti ce ne sono. Anche alla presidenza AAMPS, tanto che differenza fa tra ponci e mutui?
Vorrei sapere cosa ne pensano tutti i lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro sulla base delle regole di mercato, del fatto che ci siano posti di lavoro parapubblici appaltatati da sempre alle stesse figure. Tutto qui.
Nulla contro quel gestore che certamente fa il proprio lavoro oltre che con professionalità anche con passione. Ma non credo che l’usucapione del posto di lavoro sia riconosicuta dalla legge. Per cui, avrebbero dovuto svegliarsi prima, magari trenta anni fa, e mettere il gestore nelle condizioni di programmare.
La piscina di via Allende sarà gestita da una società di Brescia.
Chissà che l’acqua non sia più calda e le docce funzionanti?
Chissà….
>E’ chiaro che l’ordine pubblico non lo deve davvero gestire un barista
capisco che siamo nel 2010, che sei un dipietrista e quindi poco avvezzo alla realtà che si consuma al di fuori delle aule di tribunale,ovvero la sua porzione di gran lunga maggiore. Comprendo che stai in un partito che fa della regressione vernacolare, nell’elogio della legalità da parte di Tonino, il proprio brand. Che fai parte di una maggioranza che sta disintegrando Livorno and so on.
Sono tutti ostacoli a capire e non te ne faccio neanche una colpa. Anche io ho i miei e ci vivo con consapevolezza e senza complessi. L’importante è impegnarsi per superarli.
Quello che serve a Livorno è una visione di ogni problema ben al di fuori di un linguaggio fatto di legalità, appalti, procedure, etica, legalità. So che sembra lunare ma è l’unica dimensione concreta dell’amministrazione.
Il linguaggio procedurale coglie, e anche qui solo parzialmente, la realtà degli atti amministrativi. E con un linguaggio difettoso, convinto solo della legittimità della propria forma, non si governa si fa solo casino. Infatti a Livorno domina il casino.
leggo Danilo e st. john dopo aver scritto l’articolo. Ma tutto sommato non sono andato fuori contesto.
>Fatemi capire ,qual è il problema.L’apertura pomeridiana del bar dello Stadio?
anche ma è solo un aspetto del problema. Bisogna rendersi conto che nel capire il problema qualche sforzo di comprensione ci deve essere. Di solito si guarda al calcio come problema di ordine pubblico, di costo degli abbonamenti tv o come fenomeno di banale stordimento da parte di una massa di persone di identità più o meno debole.
C’è anche tutto questo, ampiamente rimarcato nella pubblicistica di genere, ma il fenomeno è (molto) più vasto.
Il calcio è una connessione culturale, fa legame sociale, veicola codici, linguaggi e comportamenti. “Tiene” assieme le persone in qualcosa che è più dello sport in sè e dei danni materiali che a volte provoca.
La questione del bar dello stadio riguarda la tenuta complessiva di questa cultura a Livorno. Che produce un tessuto di solidarietà microfisica che produce un argine molto concreto dei momenti invisibili, decisivo per la vita di molte persone (e invisibile dal consiglio comunale che ha rotto i rapporti con la città da anni).
Cultura che deve essere salvaguardata attraverso interventi che non si incaponiscono sulle regole della gara d’appalto ma riguardano complessivamente il rapporto tra lo stadio e questo genere di cultura. Capisco che per un dipietrista la parola cultura debba essere qualcosa che ha un significato solo se lo dice un perito di tribunale, per uno del PD..che ha un segretario nazionale che non va al di là dell’immaginario da salumiere..è qualcosa che non si vende all’Ipercoop e non genera grandi profitti negli appalti e quindi non ha senso..però è con questo genere di interventi complessivi che si aiuta un territorio a metabolizzare la crisi.
Con poca spesa e molta intelligenza la questione dello stadio potrebbe essere rovesciata di segno. Ma che te lo dico a fare :-) l’assessore allo sport si occupa più di banche e l’assessore alla cultura..nemmeno se gli fai un trapianto invasivo di neuroni si porta su questi problemi.
Ma non gli dura molto sicuramente non moltissimo.
Tutto condivisibile.
Qualche appunto riflessivo sul fatto che il calcio sia “una connessione culturale che veicola codici e linguaggi e comportamenti”.
Ovvero, lo è come conseguenza del fatto che riempie un vuoto spirituale ed etico, parlo in termini generali senza riferirmi né a religioni né a codici di valori sedimentati, che dovrebbe avere ben altri valori di un’aggregazione dietro un simbolo o una “storia”.
La famiglia, come la patria, come la città, come la religione, come appunto una squadra, rappresentato di fatto il vero oppio, non dei popoli, ma dei singoli individui, allontanandoli dalla riflessione necessario ad ognuno di essi, di noi, per capire chi siamo dentro e la realtà del nostro esistere.
In assenza di qualsiasi capacità autoriflessiva, gli individui, i giovani per la loro maggiore fragilità, si aggregano per trovare nel gruppo, nell’identità comune, nello slogan, ciò che non sono più in grado di trovare da sempre, da secoli o da millenni.
Quale cultura genera il senso di appartenenza?
La stessa cultura che divide.
L’etimologia di “diavolo” è dall’etimo greco “dia-bolein” che significa “lanciarsi attraverso per separare”, cioè agire per dividere.
Senza entrare nel merito dell’opportunità o meno dell’esistenza del concetto di divisione, si andrebbe troppo lontano, rimane il fatto che l’aggregazione intorno ad un concetto “identificativo di una qualità” corrisponde pari pari ad una divisione, ad una separazione.
Mi aggrego intorno a una idea politica o religiosa quindi mi divido da coloro che non la pensano come me.
Concetto “diqabolico”, ovviamente in senso lato e molto diluito. Per chi vi crede.
La solidarietà è altro. E la cultura dell’Uomo, ancora ben altro. Oltre ogni possibile previsione….
Capisco St John,e fai bene a entrare nell’analisi.Personalmente (ma non conto nulla e non sono affatto dipietrista,Di Pietro deve ancora spiegarci come funziona il suo Partito) sarei favorevolissimo ad un accordo transattivo,qualora ci fossero le condizioni per farlo.Anche perchè ,riconosco di essere ripetitivo,dopo la cuccagna del basket l’accordo extra convenzionale dei Tre Ponti e l’incredibile inaugurazione dell’Acquario credo che realisticamente nessuno possa fare la faccia dura li’ dentro.Piuttosto,voi oppositori di frontiera cercate di essere piu’ presenti su questi aspetti.Siete fondamentali per la causa post ritornista e post tredicista.
Nell’elenco,ovviamente,dimenticavo i razzi di effetto Venezia.
Capisco perfettamente le battute e figurarsi se me la prendo (anzi se trovo qualcuno con cui confrontarmi, tanto meglio!!).
Quello che cercavo di dire è che probabilmente stiamo più o meno (ognuno col proprio punto di vista..) sostenendo lo stesso concetto di fondo. Nella lettera uscita sui giornali (o meglio sul Corriere di Livorno, perchè il Tirreno lasciamo stare…) volevo proprio specificare che a me del rispetto delle procedure di legge mi interessa il giusto. Quello a cui tengo è le sorti del bar e delle persone che ci lavorano dentro. Tutto qui. In fondo ho cercato di far capire ai compagni di pd e sel che, forse, sarebbe il caso che prima di scrivere certe cose ci pensassero un pò meglio. Spero di avervi fatto capire il senso del mio intervento.
Per quanto riguarda l’importanza del rispetto delle leggi e le successive riflessioni a riguardo non credo che sia la sede più consona!!
Un saluto a tutti e buona giornata…
Lorenzo
P.S. tanto per esser chiari, rimane sempre valido Pisa M., se ci tolgono anche questo, finisce il mondo!!;-)
Finirà il mondo, caro Lorenzo, finirà…
E siccome sei anche consigliere comunale, non vorrei che adesso venisse fuori un articolone su qualche notiziario nazionale circa un “consigliere comunale di Livorno che afferma Pisa Merda sul blog dell’ex sindaco”….
eheheh beata gioventù
Mons.Alberto Ablondi è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Livorno,(Tel.0586 223111).
siamo tutti vicini a Mons. Ablondi, tra l’altro socio onorario della nostra associazione e persona straordinaria.
>voi oppositori di frontiera cercate di essere piu’ presenti su questi aspetti.Siete fondamentali per la causa post ritornista e post tredicista.
sui temi da scegliere si impone sempre una certa selezione.
E’ evidente che Livorno non può andare avanti in questo modo. Così, statistiche alla mano, ha dieci anni di vita. Basta leggersi il rapporto Irpet di cui parlavo prima delle ferie interpretando gli eufemismi, le metafore usate con discrezione, i concetti usati con molto tatto. Fa bene anche mettere a fuoco i dogmi con i quali viene composto lo scenario complessivo da parte dell’Irpet. Si rimanda tutto ad un modello di competività per le esportazioni del modello toscano, il cui beneficio per la vita dei territori è tutto da dimostrare, che è messo in dubbio proprio dal sistema globale in cui cerca di restare. Ma qui ci vorrebbe più di qualche battuta o di qualche convegno cerimoniale o di qualche frettolosa dichiarazione alle conferenze stampa. Con troppa sicurezza, e questa visione vale tanto più per Livorno, l’Irpet applica il concetto di distruzione creatrice (che la sua sessantina d’anni li porta eccome) per il sistema delle imprese. Per cui la ricchezza viene dalla innovazione tecnologica ma quest’ultima può avvenire solo da una dolorosa elezione naturale delle imprese. Il ciclo di distruzione e selezione delle imprese, che comporta uno choc nel tessuto sociale di un territorio, è ideologicamente visto come l’unico in grado di produrre innovazione tecnologica e quindi ricchezza. In un fideismo nelle capacità dell’impresa degno di quello affidato alla siderurgia nei piani quinquennali di Stalin. Vaglielo a spiegare a questi che, ad esempio, Internet (che è stata innovazione tecnologica e ha prodotto ricchezza) non è nata entro questo ciclo dell’impresa. E nemmeno sotto dettatura dei militari come scrivono certe ricostruzioni frettolosamente prese per buone. Questo per dire che o Livorno si cala entro una visione nuova o tra 10 anni avremo il secondo mandato Di Rocca, un territorio disintegrato, con una bomba sociale prossima all’esplosione, senza risorse umane (saranno scappati tutti quelli in grado di farlo), con il ciclo dell’immobiliare e dello speculativo bancario sull’orlo dell’esaurimento. Sul porto non mi esprimo, non me ne sono mai occupato, ma non mi stupirei se tra dieci anni qualcuno sarà costretto a riscoprire antichi legami con il Pc cinese. In Grecia per prendere finanziamenti sul bilancio statale dai cinesi, a prezzi non a strozzo, hanno dato il via libera a Pechino per l’acquisto di ampie porzioni del porto di Salonicco. Tra dieci anni basterà comprarsi qualche obbligazione del comune, frutto del ciclo immobiliare e speculativo mobiliare, per fare la voce grossa al porto.
Per uscire da questo scenario è evidente che non basta mandarli tutti a casa, anzi accompagnarceli e chiuderli a chiave.
Le due parole chiave per il futuro di questa città sono: spostamento del baricentro dell’importanza economica degli assessorati (dal mattone all’immateriale, dal bancario all’industriale) devoluzione dei poteri del sindaco (perchè è la società che deve produrre ricchezza, e in forme inedite, e senza potere nessuno produce ricchezza. La riforma dei poteri dei sindaci, con conseguente verticalizzazione del potere, ha infatto prodotto forme di speculazione immobiliare-finanziaria diffuse e letali anche in Lombardia).
In quest’ottica si capisce che un assessorato alla cultura ha una funzione economica centrale, deve produrre ricchezza e tessuto sociale, si coordina con l’istruzione e la rete scolastica. Deve, e può, produrre più ricchezza dell’assessorato all’urbanistica (certo in un’ottica di ricchezza concreta ma diversa dall’attuale che produce povertà). Lo sport ha una funzione di costruzione di legame sociale: da quella costruzione passa tutta una microfisica di creazione di ricchezza e innovazione che manco ci si immagina.
E’ chiaro che il balzo in avanti nella creazione di ricchezza con questi metodi rende la figura del sindaco accentratore di poteri obsoleta, superata ed economicamente improduttiva. Per far decollare settori depressi chi opera deve avere potere, coinvolgere pezzi di società dandogli potere (e non soldi perchè ce ne sono pochi infatti il modello attuale funziona solo se ci sono i soldi. In caso di crisi si blocca). Il sindaco deve avere funzioni di rappresentanza, di garanzia formale delle procedure, moral suasion a palla e potere politico meno di zero.
Qualche giurista ben preparato, non certo i servi del potere che abitano dalle nostre parti, potrà trovare il modo di svuotare con intelligenza e dall’interno la legislazione corrente. Certo ci vorrebbe anche qualche forzatura ma è tutta salute.
Livorno non è ancora pronta per queste innovazioni. Che non sono indolori, i cambiamenti politici non sono mai dolci. Che presuppungono uno Tsunami su forze politiche e personaggi attualmente presenti a palazzo civico. Ma ora è ancora la fase in cui ci si attacca ai feticci. La speranza nella mitica ripresa, dell’imprenditore che investe, del differimento delle contraddizioni, della convinzione del sindaco onesto che mette tutto a posto and so on.
Ma date retta a un bischero. La soluzione livornese è solo asiatica. O lo Tsunami o la speranza che qualcuno nel Guangdong abbia bisogno o voglia di comprarsi un pezzo di Italia.
Standing ovation.Bravo St John.Mentre leggevo le tue note pensavo nell’ordine al patto di ferro Cagliata Raugei sul Porto,alla Festa del Pd alla Rotonda cronicamente orfana dello Chalet e al nuovo acquisto del Livorno Iori,proveniente dal Chievo.Sullo sfondo,come diceva un amico,Cosimi.Un film virato seppia,visto ormai tante volte.Agli amici Lamberti e Cannito(che stimo di fama)la raccomandazione di non farsi omologare dal tritarcarne del pesce fresco davanti al mare con il simbolo del Pd in buona evidenza.Bypassare le dinamiche dello scenario politico livornese (dove ormai impazza il Sig.Cagliata,per venire all’analisi di St John) con una gran chiamata a raccolta contro “Bellucconi” è una cosa che merita il commento riservato da Fantozzi alla Corazzata Kotiomkin.Diversamente da St.John credo che fra due o tre anni si aprirà un vuoto politico inedito a Livorno.Forse il primo dal dopoguerra.Il regime dei Cosimi,Nebbiai,Ritorni e del soldatino Tredici è entrato ormai in una deriva crepuscolare.Il duo B&B (Bettini ,Bernardo)ha ormai il profilo di un inquietante esecutore testamentario.A Livorno governano le banche e se all’ineffabile Raugei non riesce l’operazione di emancipazione da Tdt vedrete che sballo.Occorrerebbe qualche analisi coraggiosa e coerenza di comportamenti.
rischio omologazione praticamente inesistente