CABARET IDV …. Bogi-Toncelli-Romano ci fanno o ci sono ? Massima Partecipazione e Trasparenza vale anche per IL REFERENDUM SULL’ OSPEDALE ?!

agosto 31, 2010

 

BOGI …
 «L’Idv – si legge in riferimento anche all’assessore all’ambiente e vicesindaco di casa Di Pietro, Cristiano Toncelli - riconferma sostegno e fiducia ai propri amministratori».
 «Allo stesso tempo – continua – ritiene che i cittadini abbiano il diritto di avere tutte le informazioni e rassicurazioni rispetto all’impianto. Per questo riteniamo che il dialogo intrapreso con il comitato debba andare nella direzione di garantire la massima partecipazione e trasparenza».”

ROMANO  ….”Le perplessità rispetto all’operazione Limoncino – dice – sono le stesse di due giorni fa e di una settimana fa. Del resto di chiarimenti ufficiali (che non fossero a mezzo stampa) ed esaustivi da parte degli amministratori non ne sono arrivati. Ci riserveremo di fare tutte le domande del caso in una commissione (Romano presiede proprio quella comunale riservata all’ambiente, ndc) che convocheremo ad hoc».
 «È vero – aggiunge – che l’assessore all’ambiente è dell’Italia dei Valori, ma è vero anche che ricopre questo incarico da tre mesi e che non si è mai occupato in prima persona del procedimento relativo alla discarica del Limoncino».
 E rispetto ai rapporti col Pd, «non ci stiamo a mettere carne al fuoco che non fosse già parte del programma elettorale. Qui il vincolo di maggioranza non c’entra: appoggeremo sempre le scelte condivise prima delle elezioni. Ma nessuno ci aveva parlato di centrali a biomasse o discariche in aree collinari».”

Gianfranco Lamberti

Ma fateci il piacere! Questo gioco delle parti, di una maggioranza in cui si firma contro atti che la stessa maggioranza ha licenziato, seguito e portato avanti ha dell’incredibile.
Così come la rappresentazione di un Vice Sindaco, ad essere teneri una specie di ‘Alice nel paese delle meraviglie’, che non si accorge, del resto ha avuto solo tre mesi di tempo ( !! ), di quello che sta accadendo.

Ed è qualcosa di più rilevante che un ecobonus per una bici elettrica.

Magari non fosse altro per fare una telefonata ad Andrea Romano ed evitargli di andare a firmare al banchetto , senza se e senza ma, con foto allegata.
Penso che a tutto c’è un limite.

Al di là del merito, per il quale concordo con Ghino di Tacco e sul fatto che una politica ambientale non è fatta solo di no e di camion che vanno in Germania a distribuire i nostri rifiuti.

 Stando qui, domani torno, viene alla mente la discarica di Parapoti ( la vedo in lontananza ) e Pecoraro Scanio, roba da matti.

Segnalo anche Greenreport, e la sua posizione, condivisibilissima, che ho letto ieri, in merito.
Ecco invece, oltre il limite della decenza, posizioni di lotta e di governo sono semplicemente una gigantesca presa in giro, con indennità annesse.
Se poi finiremo nella rivoluzionaria richiesta di convocazione di una commissione per risolvere tutto , viene da rinviare il rientro.
Oppure, tanto perchè non ci facciano perdere tempo, facendo una colletta e regalando un telefonino a sottoscrittori ed amministratori della maggioranza, magari così si fanno una telefonata e la mollano lì, a tutto c’è un limite.
Fermo restando che le garanzie, tutte e di più, andavano date e vanno date ai cittadini del Limoncino e di Livorno.

Credo che gli interessati non siano sciocchi ed otterranno quanto necessario a garantire ogni tutela ed ogni trasparenza delle procedure.

Meglio tardi che mai. Leggo st. john dopo aver scritto, ma ci siamo.


«Un annuncio scorretto» ..” il topolino che si misura con l’elefante ”

agosto 30, 2010
LA NAZIONE    
«Un annuncio scorretto»
Il comitato attacca: «Clima di propaganda alla festa del Pd»
 
— LIVORNO —
«UN ANNUNCIO scorretto, fatto in occasione di una festa di partito alla quale il comitato non ha partecipato perché non invitato, nonostante alcuni dirigenti del Pd avessero speso parole in merito». Francesca Pritoni, portavoce del omitato contro la realizzazione del nuovo ospedale a Montenero, non risparmia un duro attacco al sindaco Alessandro Cosimi che, proprio in occasione del dibattito di sabato sera sul progetto del nuovo ospedale, ha annunciato che il referendum si svolgerà tra il 15 e il 30 novembre. «Avevamo un confronto aperto con il sindaco — continua la portavoce — perché questa notizia non è stata comunicata al comitato dato che ha raccolto oltre seimila firme? E’ il metodo che contestiamo e l’opportunità di fare certe dichiarazioni in questo modo». In effetti anche se il tema della festa del Pd era «Gestione dei rifiuti: le prospettive» di ospedale se ne è parlato molto nell’occasione, una sorta di campagna «pro ospedale a Montenero» che il Pd ha fatto anche a suon di volantini.
«E MENTRE LORO fanno propaganda — affonda la Pritoni — il comitato sta ancora aspettando il tavolo delle regole che avevamo chiesto all’indamani dell’ok arrivato dal comitato di garanzia che aveva esaminato tutte le firme raccolte. Si tratta di stabilire tutto ciò che deve esser fatto per informare i cittadini su questo referendum, dalle affissioni pubbliche all’organizzazione delle sedi dove andare a votare. E’ la prima volta che a Livorno accade una cosa del genere e non ci sono precedenti che possono darci delle indicazioni su come muoverci». Insomma il topolino che si misura con l’elefante. «Direi proprio così — continua la Pritoni — e questo non mi sembra giusto. Qui non si tratta di fare la guerra all’amministrazione, ma di far esprimere i cittadini, come la legge prevede, su un progetto tanto discusso». Il comitato, stufo di dover sempre bussare alle porte del Municipio, si sta organizzando per dare il via ad una massiccia campagna d’informazione. Si annuncia un mese emezzo di vera battaglia.

 

Perché non eravamo al dibattito Pd
 
 
 
 
 
 Dieci punti del Comitato dopo il dibattito sul nuovo ospedale alla festa del Pd:
1) Non eravamo presenti al dibattito perché, semplicemente, non siamo stati invitati. Nonostante esplicite richieste.
2) Quando si organizza un dibattito, anche se si parla del colore del grembiulino alla riunione dei genitori dell’asilo, si invitano tutte le parti in causa perché chi ascolta possa formarsi un’opinione il più possibile completa. Altrimenti si chiama comizio, che è un’altra cosa.
3) Non stupisca il fatto che il comitato non si sia inserito tra il pubblico del comizio cercando di carpire il microfono, che era aperto: quale magnanimità!
4) Ci è sembrato di cattivo gusto che il capo della nostra Amministrazione, e quindi di tutta la città, inclusi gli oltre 6mila firmatari del referendum, abbia scelto di annunciare la data del referendum non nelle sedi opportune, ma a una festa di partito.
5) Nel merito: come è scritto agli atti del referendum dal dicembre 2009, il nostro comitato è contrario alla localizzazione del nuovo ospedale (Montenero, Ardenza Terra, Montenero Basso, area Pascoli, insomma, lì). Crediamo che l’occasione del nuovo ospedale debba essere sfruttata al meglio, e non decidendo una localizzione in modo avulso da un quadro urbanistico complessivo.
6) Una persona del pubblico ha detto che dire di no a un nuovo ospedale ci farebbe ridere dietro da tutta la Toscana, e che il Comune ha sbagliato a “concedere” il referendum. Ci stupisce che il sindaco non sia intervenuto a chiarire che il referendum è sulla localizzazione dell’ospedale (come noto Enrico Rossi ci ha assicurato che comunque non si sarebbero persi i fondi alla città); e soprattutto che non è il Comune che “concede” il referendum, ma è un diritto dei cittadini sancito da un regolamento al quale ci siamo attenuti ottenendo l’approvazione del Collegio di Garanzia.
7) Crediamo che sia davvero necessario un nostro incontro con i giornalisti del Tirreno, per poter spiegare le nostre motivazioni, e quindi dare un vero senso democratico alla consultazione referendaria.
8) Per noi il referendum è un referendum del sì, che si può riassumere così: vuoi decidere tu dove e come realizzare il nuovo ospedale sfruttando al meglio i fondi disponibili?
9) Il sindaco ha detto che siamo un comitato del “si stava meglio quando si stava peggio” e che vuol fare di Livorno “un posto per vecchi”. Non è così. Siamo per fare, ma fare bene, per Livorno. Darci dei ganzi e degli schietti fra di noi livornesi, e sentirci tanto particolari e labronici non fermerà il declino della città. Per noi la partecipazione può essere una risposta.
10) La nostra Amministrazione dovrebbe essere orgogliosa di noi più di 6mila cittadini che non chiediamo altro che dialogo e di poterci esprimere democraticamente su una questione specifica come la localizzazione del nuovo ospedale. Prima l’Amministrazione smetterà di giudicarci, bollarci e sminuirci, e ci considererà finalmente come interlocutori, e meglio sarà per tutti i livornesi.
Francesca Pritoni (Comitato referendum sull’ospedale a Montenero)

LA MERAVIGLIA DELTIRRENO E LE RAGIONI DEGLI ALTRI

agosto 29, 2010

Francamente non mi sarei aspettato che il mio amico cronista si meravigliasse del perchè il comitato, non invitato nonostante pubbliche e reiterate sollecitazioni, non  si sia presentato al dibattito sul nuovo ospedale.

Se si voleva un confronto era semplice semplice, bastava mettere insieme a discuterne il sindaco ed un esponente del comitato, con un moderatore, o una cosa simile. Si usa così. E che i microfoni fossero aperti e girassero in mezzo alle sedie che abbiamo visto piene di molti e degnissimi simpatizzanti pd, non credo rappresenti nè una soluzione dignitosa, nè una novità eccezionale.

I confronti sono un’altra cosa. Anche nelle feste di partito. Ma come fa il cronista che di dibattiti alle feste dell’unità ne ha visti migliaia a non capire che è stata una cosa diversa. Una legittima e prevedibile difesa di una scelta, con argomenti che abbiamo ascoltato molte volte e che certo sono rispettabili e comprensibili. Una difesa che avrebbe avuto tutto un altro significato permettendo un normale confronto. E gli argomenti sono molti, al di là di quelli che leggiamo . Tanto è vero che non si mette, nel referendum, in discussione la decisione di fare un nuovo ospedale, ma una localizzazione che appare sbagliata sotto molti profili. Quindi in nessun modo un referendum per un No, ma per un Si al nuovo Ospedale, discutendo e verificando meglio, dove e come.  Di questo, a leggere la cronaca, che circonda tre foto che mostrano gli stessi spettatori, anche molti cari e vecchi amici, foto reiterate sotto diverse angolature, non vi è traccia.

Va bene così, lo avevamo scritto nei giorni scorsi, non mancheranno occasioni per un confronto vero e paritario, visto che il pd questo non lo ha proposto. Niente di male.

Meraviglia la meraviglia, questo sì, tra una foto e l’altra.

Qualche giorno fa parlavamo della delicatezza di un referendum che mette a confronto cittadini comuni e appena appena organizzati, con apparati di partito al confronto giganteschi ed amministrazioni ( comune, asl ) attrezzatissime. Ma è una cosa mai vista a Livorno e non solo, vi sembra poco.

La partita decisiva per una par condicio sostanziale, in queste condizioni, è in gran parte nel come la stampa cittadina tratterà la vicenda. Non ci sono leggi o norme, c’è la regola di una etica del giornalismo sulla quale molti discutono ed in modo stimolante.

Ebbene, le ragioni degli assenti, come dei più piccoli, come di quelli che vengono da lontano e non hanno tutte le carte in regola, sono semplici da raccogliere. Non ci sono ostacoli particolari, in genere. Ecco , piuttosto che finire per meravigliarsi con discutibile ingenuità, forse basterebbe chiedere, fare una telefonata. Continuo a battermi perchè ciò avvenga. In qualche caso avviene, in altri no. Speriamo che si trovi un giusto equilibrio.

Anche per spiegare al vecchio caposala utilizzatore del microfono aperto, conosciuto nella sezione sanità tantissimi anni fa, che nessuno vuole un vecchio ospedale al posto di quello nuovo, ma il problema è un altro e che la decisione di accettare il referendum non è stata un a gentile concessione di nessuno, ma un diritto esercitato da quasi settemila cittadini a norma di statuto.

Poi rimane la legittima difesa di una scelta fatta e le ragioni degli altri.

Al cronista che si meraviglia regalerò un poster degli anni 80, in cui in Piazza della Repubblica organizzammo una grande tenda a sostegno della l.180 e dei diritti di chi ne ha pochi, si intitolava appunto ” Le ragioni degli altri”.  Anche allora si parlava di ospedali, ma di quelli psichiatrici da abbattere.  Ma i muri da abbattere, a volte, sono quelli che non si vedono. E sono i più insidiosi, perchè ce li abbiamo dentro di noi.


UNA BRAVA PERSONA :’Mi ricordo tutt’altra vicenda e un feroce dibattito dentro il Pci. Però, che bello! ‘

agosto 27, 2010

LUDOM

Sottoscrivo in pieno gli interventi precedenti.
Da una parte si stabilisce con forza un nesso, in realtà pretestuoso, fra nuova sanità e nuovo ospedale, quasi che non si potesse ripensare la sanità sul territorio senza spostare il vecchio nosocomio.

 Falsissimo!

Dall’altra si arriva a negare, e questo è veramente il colmo per un’operazione di tale portata che non riguarda solo la costruzione di un ospedale in diverso sito ma la liberazione di enormi aree nel centro cittadino, ogni nesso con la necessità di uno strumento urbanistico generale.
Caro Santo, nonostante non sia in tenera età, ero troppo giovane per poter serbare un ricordo diretto, non mitizzato, dell’operato e dello stile dei sindaci che definisci “politici” ma anche condividendo la parabola discendente da te descritta, ti posso assicurare (lo fece già Lamberti tempo fa) che sindaci che chiaramente collocheremmo, in quella prospettiva, fra i cd “amministratori”, una stronzata del genere non l’avrebbero mai detta.

 Prima si discute e si sceglie la destinazione di aree così vitali poi si sposta un piccolo aggeggino come l’ospedale.


“Ma a Montenero non si costruisce!” dice il sindaco, che bisogno c’è del piano regolatore? Anzi la realizzazione del nosocomio su proprietà comunale sarebbe un’altra garanzia!
Garanzia rispetto a che cosa? A che i ceti parassitari e famelici che popolano Banditella e dintorni non abbattano nottetempo il Pascoli e Villa Serena e poi, soccorsi dalla reazione internazionale, non esproprino il Comune e diano il via alla costruzione di lussuose villette, con vergognose e plutocratiche piscine borghesi, al loro posto???
Quello a cui un piano strutturale dovrebbe rispondere, Signor Sindaco, non è che cosa volete costruire a Montenero, poiché è l’unica cosa chiara, ma intanto come sistemiamo, a tal fine, tutto il comparto intorno e innanzitutto cosa facciamo di tutte le altre aree pubbliche che si liberano o che dismettiamo proprio per sostenere questa folle scelta.

Ed è proprio questa la ragione per cui non si vuole alcuno strumento di pianificazione territoriale perché anche il più scafato urbanista avrebbe difficoltà a motivare tale gigantesca mole di vendite che, fuori da ogni disegno, avrà come unico, affannato, scopo quello del massimo incasso per finanziare l’inutile opera.

Un piano regolatore totalmente “a la carte”, persino in Italia, si trova difficilmente chi possa firmarlo.
Ma il “sindaco del fare” (?!?!?) ha dalla sua la Storia.

Ve lo ricordate a metà degli anni 80 quel gruppo di cittadini che si oppose “alla realizzazione di un blocco sanitario che Sinport avrebbe fatto chiavi in mano” a Villa Corridi?


Io no!

Mi ricordo tutt’altra vicenda e un feroce dibattito dentro il Pci. Però, che bello!

Negli anni 80, il monolitico Pci si lasciò frenare, rispetto ad un’iniziativa così vantaggiosa, da un gruppo di cittadini manco tanto organizzati, senza raccolta di firme o manifestazioni pubbliche o cortei e qui non si invitano neppure a discutere delle “brave persone” che hanno manifestato di avere già un cospicuo seguito.

 Niente male per il sedicente partito democratico.


Danilo è una sentenza sugli aspetti finanziari. Io avrei da aggiungere qualcosa, ma ci sarà tempo.

Gianfranco Lamberti

Ludom da manuale. Le ricostruzioni sulle vicende dell’ospedale, che ho letto sui giornali, sono piuttosto approssimative. Almeno su quello ci sarebbe molto da dire, da ricordare e da spiegare. Ma francamente non ne ho molta voglia, parlare oggi del partito, che era davvero un partito ed una cosa seria, checchè se ne pensi, mi fa venire una grande tristezza, per non dire altro. Oggi siamo al partitismo più spinto, senza i partiti, come fotografa bene , almeno su questo, Veltroni.
Eppoi sulla storia delle decisioni sull’Ospedale, potrei scrivere un libro di citazioni, ma mi basta il bell’intervento di Ludom. Guardiamo avanti tuttavia, per rispetto a quelli che non ci sono più e non possono incazzarsi come faccio io.
Il territorio e le sue regole sono una cosa seria. Lo sono sempre stata a Livorno, con qualche eccezione, Ludom non credo abbia bisogno di citazioni. Ma se insistono gliele faccio tutte in una volta e mi tolgo il pensiero.
Tanto per non andare lontano, mi ricordo di quando volevano costruire un albergo al Maroccone, tanto per valorizzare la costa e cosa rispose quella amministrazione di cui ero assessore all’Urbanistica e poi sindaco. L’elenco è lungo e gli attori, a volte, non cambiano.
Ai neofiti, od a quelli che fanno finta di esserlo, suggerisco per l’ennesima volta, il bel libro di Travaglio, L’Odore dei soldi. UN grande manuale di urbanistica un pò perversa, ad essere prudenti. Un long seller, come si direbbe oggi, che spiega molte cose a partire da Segrate-Milano2. Moretti ci ha fatto pure il film, per chi non volesse perdersi in letture noiose. Del resto anche st.john ha fatto pensieri analoghi.


LE REGOLE DEL GIOCO , PAR CONDICIO e UNA PROVA ANTIBAVAGLIO .

agosto 26, 2010

 

Parte ormai, con un bel servizio sulla Nazione,  la corsa verso il referendum. Se mai si fosse interrotta dopo la presentazione delle firme e la loro autenticazione.

Una bella occasione, come dice De Peppo, per un confronto di idee, attraverso il voto di tutti. Il sale della democrazia e della partecipazione. E Francesca Pritoni, la portavoce del Comitato cerca di spiegare come sia difficile per un piccolo gruppo di cittadini cercare di far sentire la propria voce, avendo contro apparati di partito , al confronto, giganteschi ed organizzatissimi.

Una enorme sproporzione, che comunque Pritoni e De Peppo vivono con molta dignità. Non fanno una guerra, difendono delle idee e cercano di farlo chiedendo rispetto.

Brava gente, dice Cosimi. Riecheggiando gli Italiani Brava Gente, della guerra perduta , dei dispersi in Russia e del film di De Santis, se ricordo bene.

A me sembrano cittadine e cittadini che esercitano con dignità e rigore un diritto, sancito da uno statuto e cercano di farlo chiedendo rispetto, nella forma e nella sostanza, per quanto fanno.

Lo chiedono, come fa Francesca Pritoni, chiedendo chi fissa le regole del gioco e come e quando e con il controllo di chi.

Domande semplici e che richiedono risposte. Il comitato chiede aiuto, in questo sforzo spoporzionato ma importante, a tutti i gruppi consiliari, nessuno escluso. Lo fa non perchè sposino la loro tesi, ma perchè garantiscano un diritto a tutti i livorbsi che intendano esercitarlo. Perchè vinca la partecipazione , la più ampia e meno astenuta possibile. La più informata.

Per questo, alle regole che dovranno pur essere fissate a garanzia di tutti, si dovrebbe sommare buone pratiche.

Come quelle di organizzare confronti e non monologhi, come dice De Peppo. Ma quella è una opzione, lo abbiamo già detto auspicandola, che denoterebbe saggezza politica in un partito.

E che ci si può fare se non c’è.

Mentre molto importante è come la stampa locale tratterà il tutto, la stampa che giustamente si ribella, e noi con loro, di bavagli e bavaglini.

 Certo, può essere difficile dare spazi analoghi alle ragioni della brava gente del comitato, piuttosto che alle voci autorevoli e risonanti, della casta del potere politico locale.

Un bel banco di prova. Quello che non si può chiedere ad un partito ( ma ci si sperava ) si deve pretendere dai nostri giornalisti.

Spazi uguali a confronto, il minimo.

 Non si tratta di uno dei tanti comitati, tra i quali diluire la cosa, ma del primo referendum su di una delibera consiliare, nella storia di Livorno e non solo, che porterà tutti i cittadini a poter esprimere un voto.

Una prova antibavaglio straordinaria.

La pagina di oggi, che commentiamo, della Nazione, è un esempio positivo.  

Certo, si può sottilizzare, ma non è questo il punto. La sostanza è di una informazione da par condicio.

Quelle regole che Francesca chiede a gran voce, che non tutti i politici hanno capito, al di là del merito tutto da approfondire alla grande, ma che  i nostri cronisti non hanno bisogno di brave persone che le rivendichino. Staremo a vedere.

Diritti sacrosanti, che non sono nelle mani di nessuno, ma che vanno tutelati da tutti e per tutti, un modo sostanziale, bravi o cattivi che siano.

A Livorno, come a Roma.


LA NAZIONE :” Referendum, un errore politico fatto da brave persone “, Cosimi. “Stupido è chi lo stupido fa.” Forrest Gump.

agosto 26, 2010
” Referendum, un errore politico fatto da  brave persone “
Il sindaco difende il progetto e avverte: «L’alternativa è contrattare l’acquisto…….
 
di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
«IL REFERENDUM? E’ un errore di valutazione politica fatto da persone per bene». Il sindaco Alessandro Cosimi ripete questa frase più volte alla festa del Partito Democratico quando, durante uno degli incontri-dibattito, si parla della nuova sanità. Un tema di grande interesse soprattutto in una società, come la nostra, che sta invecchiando. Ma è sulla realizazione del nuovo ospedale a Montenero che si accendono i riflettori. «Se non c’è un nuovo ospedale a Livorno — dice il primo citadino — non ci può essere nemmeno una nuova sanità. E’ un mosaico, quello che dobbiamo comporre e tutte le tessere devono andare al loro posto». E quanto sta accadendo in città, con un comitato che ha avuto la forza di raccogliere 6145 firme per indire un referendum abrogativo, è il segnale di un rapporto tra gli amministratori e i cittadini che a volte si trasforma in un braccio di ferro. «Io non avevo mai visto fare una cosa del genere — ammette il sindaco — perché noi abbiamo proposto un nuovo ospedale e abbiamo preso i finanziamenti. Poi sono stati analizzati i problemi della viabilità ma sono stati trovati finanziamenti anche per risolvere i nodi del traffico in quella zona. Allora dove è il problema?» Ogni volta si presenta una difficoltà e quando arriva la soluzione ecco che l’asticella viene alzata di nuovo. «Finanziamenti, tra l’altro — dice Cosimi — che stanno dentro documenti firmati. Non sono chiacchere».
ECCO CHE SPUNTA la provocazione. «E’ un’operazione politica quella che si cerca di fare con il referendum, un approccio di vecchio stampo secondo il quale non si parte mai fino a che la programmazione politica non risove tutti i problemi». E ci sono esempi che il sindaco Cosimi non vede l’ora di ricordare: «Pensiamo agli anni ’80 e a Villa Corridi. Quando un gruppo di cittadini disse ‘no’ alla realizzazione di un blocco sanitario che Sinport avrebbe fatto chiavi in mano». Ora invece il comitato contrario al nuovo ospedale a Montenero tira in ballo il piano regolatore senza il quale, tuonano i referendari, non si può fare una pianificazione. «Ma a Montenero non si costruisce — dice il sindaco — e la realizzazione del complesso ospedaliero sui terreni di proprietà del Comune sarebbe un’altra garanzia. Anche perché, sia chiaro, l’alternativa è quella di andare a contrattare il prezzo di acquisto di altri terreni, cosa che io non voglio fare». Terreni che, per inciso, sono di proprietà della Coop ed allora sì, che ne vedremo delle belle! Ma, come ricorda Cosimi, a Livorno ci sono tre adagi che vanno di moda: «Si stava meglio quando si stava peggio, Meglio disoccupato sugli scogli piatti che ingegnere a Milano, Stai tranquillo che qualcuno ha degli interessi…» E il sindaco, a queste provocazioni, non ci sta.
«IL PENNELLO per disegnare la città resta nelle mani del consiglio comunale che è sovrano». Sovrano lo è stato anche sul progetto del nuovo ospedale ma l’affondo del comitato è la spina nel fianco della maggioranza di centrosinistra che ha detto «sì» al nuovo progetto. «Ed ora — aggiunge il primo cittadino — il comitato va a chiedere i soldi ai partiti per fare la consultazione popolare? Non lo so se queste persone sanno cosa si sta rischiando, perché quello che poteva essere discusso rischia di trasformarsi in un muro contro muro». Ma ormai la macchina si è messa in moto. E mentre il Partito Democratico non perde occasione per sottolineare il valore di questa scelta, i livornesi che hanno firmato per il referendum stanno cercando soldi per sostenere la prova.

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