| LA NAZIONE
Pd senza bussola «favorisce» il caos …. |
| Bufera nel centrosinistra: le scuse della Gazzarri, il «mea culpa» di Cantù, scontro |
| di MICHELA BERTI — LIVORNO — «MANI in pasta»: l’espressione del capogruppo Idv in Comune, Andrea Romano, sulle autorizzazioni che vengono date agli impianti a biomasse, ha squarciato la maggioranza di centrosinistra che governa la città. Perché dietro a questa espressione si è sollevato un polverono che la dice lunga sul clima interno alla coalizione e, soprattutto, al Pd. Il «socio di maggioranza» si trova infatti a dare risposte su argomenti delicati, come quello della realizzazione di nuovi impianti in città, senza avere — è palese — una precisa linea politica sull’argomento. Perché, come lamenta qualcuno, dentro al partito non si parla più ed ecco che si tirano in ballo i «numeri uno» del Pd: il sindaco Cosimi e il segretario Ruggeri. Il primo sempre più impegnato nelle trasferte romane e torinesi per motivi istituzionali e per consolidare quella presidenza dell’Anci regionale che gli offre una certa visibilità; il secondo proiettato ormai verso il consiglio regionale e indaffarato a preparare il congresso territoriale del partito che, forse ad ottobre, sancirà il suo successore. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un partito che vive giorno per giorno, senza avere obiettivi e programmi precisi. Il balletto delle deleghe per la giunta comunale sta sfiorando il ridicolo; la richiesta di dimissioni di Del Corona dalla presidenza della commissione sociale non ha risposta perché nessuno sembra disponibile a ricoprire l’incarico… E sono solo alcuni degli ultimi gravi episodi accaduti nel partito di maggioranza. Certo, si dice, ci sono anche persone di buona volontà, ma non bastano. Tra queste il capogruppo comunale Gabriele Cantù che, all’indomani dei fatti accaduti in consiglio dove proprio il suo partito ha fatto mancare il numero legale, si prostra nel «mea culpa». E’ sempre la faccia di Cantù che viene messa alla berlina degli schiaffi: così fu qualche mese fa in occasione del primo incontro con il comitato schierato contro la realizzazione dell’ospedale a Montenero. A prendere i fischi dei presenti, allo chalet di Banditella, c’era proprio il professor Cantù. E I MAL di pancia di un partito «acefalo» stanno diventando dei veri e propri boati. Quanto accaduto sulle biomasse non è altro che il frutto dell’incapacità del Pd di tracciare, su questo come su altri argomenti, una linea politica precisa. La «gaffe» di Andrea Romano ha sollevato il tappo del vaso di Pandora. E i mali sono usciti, con i troppi personalismi del Pd e le lotte intestite fra l’Idv e Sel che aspettano di sedere su qualche poltrona nel salotto del «grande fratello». Altro che unità nel centrosinistra! LA BATTAGLIA per il rinnovo dei «cda» delle partecipate si sta facendo sempre più accanita come dimostra il botta e risposta fra Ghilarducci coordinatore di Sel e Romano capogruppo dell’Idv. «Se Romano ha le prove che qualcuno ha le mani in pasta vada in Procura — dice Ghilarducci — altrimenti stia zitto. Non capiso questa battaglia quando il vicesindaco Toncelli, che li esprime, è stato fino a pochi giorni fa assessore provinciale all’energia. Dentro l’Idv c’è un po’ di confusione». E, mentre la segretaria provinciale dell’Idv e consigliera regionale Marta Gazzarri si è già scusata con il Pd per le parole di Romano incontrando Ruggeri, dall’altra Romano affonda: «Chiarirò gli effettivi termini delle mie parole, ma su una cosa resto fermo: il progetto biomasse in porto è stato presentato dai Portuali che proprio in queste ore sono al rinnovo dei vertici della Compagnia. Al suo interno ci sono rappresentanti del Pd, di Sel e di Rifondazione e sappiamo tutti le pressioni che sono state fatte per eleggere questo o quell’altro consigliere. A ciò mi riferivo quando ho pronunciato l’espression ‘mani in pasta’». E, per rimarcare che le sue parole non sono state pronunciate a caso, conclude: «Non accetto lezioni da Sel». |
CONFERMA Romano : PD – SEL – PRC HANNO LE ‘MANI IN PASTA’ . CONFERMATA LA DIA X UN PALAZZO DI 3 PIANI . Dio si fermò a Eboli , l’URBANISTICA a Livorno .
giugno 30, 2010L’AVENTINO di UNA MAGGIORANZA … E una DIA CHE VALE 12 Appartamenti. E per le Materne il Comune ancora BOCCIATO !
giugno 29, 2010Enrico Paradisi Corrieredilivorno
Le biomasse scatenano l’Aventino La maggioranza non entra in aula
Bagarre in consiglio. Cannito: «Golpe». Cosimi: «Serviva un chiarimento»
Un fatto politico rilevante, anzi clamoroso: l’intera maggioranza o quasi rimane fuori dalla sala del consiglio.
Unici a non prendere parte alla fronda Massimo Gulì e Lamberto Giannini. Manca il numero legale e quindi viene tutto rimandato. All’ordine del giorno c’era da votare la questione delle biomasse sollevata da Andrea Romano (Idv). Dai banchi della minoranza volano parole grosse: «E’ un golpe» dice Cannito.
Gianfranco Lamberti propone una conferenza stampa d’emergenza.
Poi dice: «Non ricordo a memoria mia un consiglio comunale che non si è tenuto per una mancata presenza della maggioranza. Nessuno ha mai abbandonato la sala del consiglio comunale. Fuggire dai problemi non li risolve. Una gestione approssimativa nell’organizzazione dei lavori».
E Marco Taradash (Pdl) non ci va più morbido: «Stasera abbiamo assistito ad una maggioranza larga che boicotta un consiglio dove ha la grandissima maggioranza dimostra che il Pd non riesce a gestire più i contrasti interni. Una cosa che non può essere tollerata. Quando si fa saltare un consiglio comunale significa mettere il bavaglio alla città. La maggioranza non esiste più. La maggioranza oggi è senza guida. E è una città che non riesce più a gestire i suoi problemi».
Cosimi non fa drammi: «Un evidente problema di semantica. Nella mozione di Romano ci sono delle questioni che vanno discusse e approfondite. Un’espressione semantica (“mani in pasta”) poteva risultare un rodeo e quindi serve un chiarimento interno alla maggioranza» Per il sindaco, insomma, non c’è nessun problema di maggioranza. «Volevano spaccare la maggioranza – dice – Non abbiamo concesso questo teatrino all’opposizione. Noi andiamo a prendere decisioni importantissime e non ci devono essere opacità». Salvatore Capuozzo (Udc) dice: «La maggioranza che fa mancare il numero legale è l’esempio che sono schiavi dell’Idv. Uno schiaffo alla città».
E la Bartimmo (Prc): «Maggioranza disgregata, non si interviene con decisione e chiaramente sul tipo di città che vogliamo».
GF
Francamente ieri sera è stata una brutta serata per il Comune, inteso come istituzione.
Se la maggioranza voleva rinviare il Consiglio, bastava che lo chiedesse, si riunisse la Conferenza dei Capigruppo e discutesse la data in cui aggiornare la riunione, ovviamente spiegandone i motivi. Tutto qui. In modo civile e corretto.
Al contrario, si tiene il Consiglio in attesa per oltre un ora, con scuse varie, dopo di che si rimane nascosti dietro le porte e non si risponde all’appello, da parte di un bel pezzo di maggioranza. L’altra era presente ( Idv, Sel e qualche consigliere pd ), un aspetto che è sfuggito ai commentatori, anche quelli più attenti.
Azzeccato il titolo del Corriere, un Aventino contro se stessi.
Anche perchè, nonostante gli equilibrismi di Cosimi, era proprio perchè la maggioranza era già spaccata e di molto sulle mani in pasta di Romano e le biomasse, che si sono ritirati sull’Aventino. Sennò perchè?
In attesa di cose più serie, nuovi palazzi in Via Grande solo con una Dia , Tre Ponti, materne, errorri veri o presunti, basket, in cui misurare scelte delicate.
Anche perchè del porto, delle biomasse e delle mani in pasta, a meno di non convocare mai più il Consiglio, si dovrà parlare comunque. Magari, certo, a quel punto si saranno chiariti tra di loro ed avranno chiarito le idee a qualcuno.
Se lo facevano prima evitavano lo spettacolo indecoroso di ieri sera, davvero mai visto, in tanti anni.
Palazzi a sorpresa in Centro .. e un PD in silenzio ..ha ragione Romano ?
giugno 28, 2010Case all’ex Gran Guardia Nella trasformazione spunta anche un palazzo di tre piani L’immobile è previsto sul retro con ingresso da via Santa Giulia. Confermato il maxinegozio H&M e il cinema da 220 posti
ALESSANDRO GUARDUCCI
…. E lo hanno detto solo adesso, perché in Municipio è venuto a galla il problema della procedura tecnica da seguire per autorizzare l’intervento nel suo complesso: è sufficiente la Dia oppure è necessaria una variante urbanistica? Un quesito che dovrà essere sciolto dagli uffici tecnici competenti, che proprio per questo motivo sono stati convocati oggi dal sindaco Alessandro Cosimi per una conferenza di servizi. Ma prima di analizzare la delicata questione delle procedure, è obbligatorio soffermarci su due punti. Il primo: nel costruire appartamenti non c’è nulla di male, ma allora perché nasconderlo? Il secondo: nei mesi scorsi alcune voci isolate si erano alzate per richiamare l’attenzione sulla possibilità che nell’operazione ci fossero anche degli interessi immobiliari. ”
Michela Berti
”PARE ESSERE sfuggito ai politici livornesi l’attacco firmato da Andrea Romano, capogruppo in Comune dell’Italia dei Valori, sugli impianti a biomasse. Romano accusa «certi partiti di avere le mani in pasta nelle società che promuovono gli impianti a biomasse a filiera lunga». Impianti che, secondo l’Italia dei Valori, sarebbero stato autorizzati senza passare al vaglio delle giunte e dei comsigli di Comune e Provincia. L’attaco con è sfuggito però a Alessandro Baldi, membro del coordinamento regionale del Pd che respinge le accuse al mittente. «Se Romano possiede degli elementi che provano quanto dice — ribatte Baldi — fa bene ad andare alla Procura e denunciare chi ha ‘le mani in pasta’. Ma, se così non è, allora fa bene a tacere, sono solo chiacchere che creano scompiglio e fibrillazione». Baldi, comunque, è sconcertato dal silenzio che il Pd ha su questa vicenda. «Non capisco come si faccia a restare zitti di fronte a simili accuse — continua — il partito è latitante e nessuno replica». Baldi chiama in causa le amministrazioni locali, Provincia e Comune. «C’è una querelle fra i due vicini di casa — dice — perché sembra che la Provincia abbia dato l’ok alla realizzazione di progetti e il Comune invece non avrebbe gli stessi intendimenti».
Tre Ponti, così la spiaggia libera è destinata a scomparire
giugno 27, 2010da il Tirreno
Perché la vicenda dei Tre Ponti merita così attenzione? Prima ragione: quella dei Tre Ponti era l’autentica spiaggia libera dei livornesi, così popolare, variopinta e festosa, e non può che dispiacere vederla oggi ridotta a un fazzoletto di poche decine di metri di arenile, peraltro sporco e pieno di alghe.
Seconda ragione: la gestione della concessione dell’arenile e del Punto Blu è stata – come ha ammesso il segretario generale del Comune – quanto meno superficiale e caratterizzata da una mancanza di coordinamento tra gli uffici comunali che erano coinvolti nell’operazione. Una cattiva prova che fa temere sulla capacità dell’amministrazione comunale di gestire altri interventi pubblici anche più complessi.
Ma al di là del valore di segnale, restano tanti punti controversi su questa vicenda. Proviamo a riassumerli.
I lavori per la costruzione del Punto Blu sono costati al Comune 500mila euro (ma pare che alla fine il costo sia lievitato a 580.000 euro) e si sono conclusi più o meno un anno fa. Al momento del collaudo e della presa in carico della struttura da parte del Comune, il dirigente competente riscontrò eventuali difetti, come crepe o infiltrazioni d’acqua? È un punto di fondamentale importanza, questo, per capire il dispiegarsi dell’intera vicenda.
Perché nel caso in cui questi difetti fossero già presenti all’epoca, c’è da chiedersi perché non si sia intervenuti prima, e si sia invece preferito aspettare la consegna della struttura al concessionario per poi cercare di correre ai ripari in extremis.
Se invece tutto era a posto al momento del collaudo, c’è da domandarsi perché la struttura sia stata lasciata per lunghi mesi esposta all’incuria. Lo stesso segretario generale ha dichiato che il Punto Blu – dal momento del collaudo a quello della consegna – non è stato mai riaperto: perché? Una negligenza non di poco conto, visto che l’edificio – trovandosi sulla spiaggia e a pochi metri dal mare – avrebbe avuto bisogno di ben altra manutenzione.
E a proposito di questi difetti: per l’assessore Bernardo erano così gravi da non poter permettere, fino alla loro eliminazione, la stipula della convenzione decennale tra Comune e Livorno Nuoto, la società che si era aggiudicata la concessione. Una settimana dopo, il segretario Salonia ha però fornito un’altra versione: i difetti erano facilmente eliminabili e il Punto Blu perfettamente funzionante. Quindi – se si segue il suo ragionamento – c’erano tutte le condizioni per sottoscrivere una convenzione che assegnava al concessionario una serie di obblighi, oltre al canone ritoccato a 12.000 euro. Invece l’amministrazione comunale ha deciso non solo di non far firmare la convenzione ma anche di rinviare al 1º gennaio 2011 la stipula del contratto: in questa maniera tutti gli obblighi restano a carico del Comune (e quindi dei contribuenti) mentre il concessionario ha il solo onere di pagare il canone in vigore l’anno passato (10.000 euro).
Perché questa decisione? È davvero un mistero giuridico. Delle due l’una: o il Punto Blu non funziona, e allora l’accordo fra le parti non può perfezionarsi, oppure funziona (ed è a servizio della spiaggia) e quindi ci sono tutti i presupposti per dare efficacia alla convenzione nei confronti di chi lo utilizza.
Un’ultima considerazione sulla spiaggia. Il fenomeno dell’erosione l’ha ridotta notevolmente, e il Comune dovrebbe in qualche modo intervenire per proteggerla e per ridurre questo fenomeno. Nel frattempo, invece, ecco che cosa ha fatto: in presenza di un arenile ridimensionato, ha mantenuto inalterate le misure della spiaggia in concessione e l’ha riperimetrata mettendo quest’ultima al centro. Di conseguenza, più di 2/3 della spiaggia sono a disposizioone degli ombrelloni della Livorno Nuoto: di questo passo, l’anno prossimo la spiaggia libera sparirà definitivamente.
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L’operazione Gran Guardia rischia di saltare
Dopo un anno e mezzo di trattative e dopo che un mese fa sembrava ormai tutto fatto, con l’incontro in municipio tra il sindaco, i rappresentanti della proprietà della Gran Guardia e quelli del gruppo svedese H&M, ecco che improvvisamente l’operazione si è bloccata e rischia seriamente di saltare. Il progetto che H&M – il noto marchio di abbigliamento giovanile – aveva presentato in Comune d’intesa con la proprietà dell’edificio, prevedeva la realizzazione di un negozio al piano terra della Gran Guardia (col mantenimento della fisionomia del foyer e il completo rifacimento di quella che era la platea), mentre la galleria sarebbe stata utilizzata per realizzare una sala cinematografica da 220 posti.
Da allora, però, non si è saputo più nulla e questo ci ha insospettito. Abbiamo interpellato la proprietà della Gran Guardia e abbiamo ricevuto un garbato “non abbiamo nulla da dire”. Silenzio assoluto, invece, da parte di H&M, segno che l’argomento non è affatto di gradimento del gruppo svedese. Gli assessori competenti in materia hanno invece preferito rinviarci al sindaco. Tutto questo imbarazzo sembra derivare da una questione tecnica: pare che H&M abbia la necessità di chiudere l’operazione in tempi brevi, mentre gli uffici comunali avrebbero previsto la necessità di una variante per la realizzazione del progetto. Che ora rischia seriamente di saltare: brutta storia.
Alessandro Guarducci
”i partiti che hanno le mani in pasta ” .L’ Italia dei Valori , partito di santi e di vergini , DA’ LEZIONI DI ETICA AL PD e al SEL .
giugno 25, 2010Corrieredilivorno , replica a Giannini ..
”……Non trascurabile il giudizio
negativo sulle biomasse a filiera
lunga, di cui i partiti che hanno
le mani in pasta nelle società che
promuovo tali impianti farebbero
bene a tener presente, invece di lanciare
accuse ridicole ai propri colleghi
di maggioranza.”
Andrea Romano
Consigliere comunale
Italia dei Valori
Pedalate a vuoto e fumosità
giugno 25, 2010Francamente, dopo aver letto dell’eroico cronista del Tirreno che è andato a vedere, durante la partita dell’Italia, se c’erano scooter in divieto di sosta, il sospetto che siamo finiti male mi è venuto.
Magari se ci vanno la mattina all’alba, può darsi che si possano fotografare le strisce sui marciapiedi, ossia le pista ciclabili, senza nessun pedone. E si consente al cronista di vedersi le partite della nazionale.
Ecco, per riprendere st.john e Danilo, assicurare servizi ed assumersi responsabilità, magari facendo le cose che si dice di fare nei tempi previsti, già sarebbe un fatto.
Ma se anche i migliori, perdono tempo a passeggiare sul lungomare, per vedere dove i ragazzi hanno messo il motorino durante Italia-Slovacchia, magari ha ragione Danilo.
Speriamo che non abbandonino sport più seri, il basket ad esempio, ormai seppellito, ma con interrogativi aperti, sempre in tema di approssimazione e di incompetenza di manager pubblici o presunti tali.
Tuttavia, a differenza di Lippi, il campionato continua e dai Tre Ponti al Basket c’è molto da capire e da verificare, oltre ogni fumosità e rinvio.
In attesa che si discuta, in Consiglio Comunale di cose serie.
L’ultimo è stato devastante per la sua inutilità.
Poi ci sono le commissioni annunciate per mesi e via rimandando.
Insomma , come durante italia slovacchia , tutti a casa, così le piste sono libere per i ciclisti , sempre che ce ne sia ancora uno a pedalare.
Pubblicato da Gianfranco Lamberti