Ospedale Nuovo a costo zero?Ma avete letto l”accordo di programma”?

aprile 30, 2010

da Senza Soste

Poco prima delle recenti elezioni regionali, la Giunta regionale toscana, in data 22/03/2010 ha approvato la delibera n.380 avente per oggetto “Realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Livorno e delle opere infrastrutturali connesse. Promozione accordo di programma ex Legge regionale 76/1996”

Allegata alla delibera, la bozza dell’Accordo di programma tra Regione toscana, Provincia di Livorno, Comune di Livorno, Azienda USL6 di Livorno, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno, Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana….

È da questo che traggo alcune informazioni relative ai costi della operazione ed alle fonti di finanziamento, di cui faccio un breve riepilogo.

Costo complessivo presunto, per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero:   266.900.000 euro

A carico della AUSL 6

Finanziamento :       81.5 00.000 da privati secondo la formula della finanza di progetto

130.000.000 da alienazione beni

40.727.000  mutuo asl 6

14.686.000  immobili oggetto di permuta *

* si tratta dei padiglioni IV e V dell’attuale ospedale, ceduti dalla AUSL6 al Comune di Livorno, in cambio del terreno di 19,8 ettari e del fabbricato del Pascoli (che verrà demolito) per consentire la costruzione del nuovo ospedale. Per ristrutturare i due padiglioni da destinare a residenza sanitaria assistita, in sostituzione del Pascoli è prevista una spesa di 10.000.000 di euro, che sarà sostenuta dalla AUSL 6, contestualmente all’affidamento dei lavori del nuovo ospedale.

Come interviene la Regione?

Anticipando la cifra che sarà poi recuperata con la vendita degli immobili, attraverso il sistema del fondo di rotazione, cioè la regione anticipa  una somma all’AUSL6, che poi la restituirà vendendo i beni immobili.

Quali sono i beni immobili che l’ASL alienerà , previa valorizzazione e dismissione ai fini sanitari?

- sede legale amministrativa dell’Azienda USL6 in Livorno loc. Monterotondo;

- complesso edilizio relativo all’attuale Presidio Ospedaliero di Livorno in via Gramsci- viale

Alfieri;

- distretto di via Filippo Venuti;

- distretto di via Ernesto Rossi;

- distretto di Borgo S.Jacopo;

- distretto di via della Bastia;

- distretto di via Fiera di S.Antonino;

- distretto di via del Mare;

- distretto di via S.Gaetano;

- distretto di via S.Francesco;

- distretto di via Piave;

- u.i. Piazza Attias;

- via Tiberio Scali

Cioè quasi l’intero patrimonio immobiliare destinato attualmente alla sanità del territorio comunale

Leggo, sempre nell’allegato alla delibera regionale sopra ricordata: “la procedura di valorizzazione degli immobili sopra indicati di proprietà AUSL6 , da attuarsi tramite le necessarie varianti di adeguamento degli atti della pianificazione territoriale e di governo del territorio comunali vigenti e degli altri eventuali enti territoriali interessati secondo le modalità previste dalla L.R. 1/2005, dovrà consentire il raggiungimento di un valore stimato complessivo della futura vendita non inferiore a 137 milioni di euro (?nel piano finanziario sono 130.000.000).

Cosa significa “procedura di valorizzazione”?

significa adottare tutti gli strumenti utili per rendere appetibili sul mercato quegli edifici e quelle aree. E fortuna (?) vuole che la Corte Costituzionale abbia recentemente dichiarato non legittima la variante automatica della destinazione d’uso urbanistica previo semplice inserimento degli immobili nel piano delle alienazioni e valorizzazioni. Quindi magari sarà necessario adottare varianti, cambio di destinazione d’uso, tutte procedure su cui è auspicabile controllo e confronto..

Cosa significa la formula “finanza di progetto”?

Il project financing, o finanza di progetto, è una forma di finanziamento tramite la quale le pubbliche amministrazioni possono ricorrere a capitali privati per la realizzazione di progetti e infrastrutture ad uso della collettività. In altre parole le spese per la realizzazione di un’opera pubblica possono essere sostenute totalmente – nel caso di project financing puro – o parzialmente da privati.

Le pubbliche amministrazioni possono portare a compimento interventi importanti, magari altrimenti non consentiti dalle disponibilità di bilancio. L’investitore privato ottiene, invece, la concessione per lo sfruttamento economico dell’opera realizzata.

Questo nel caso di un’opera definita “calda”, cioè quando l’investimento del promotore viene ripagato dai ricavi di gestione dell’opera, ma il project finance è anche lo strumento per la realizzazione e, solo eventualmente per la gestione, di opere “fredde” o semifredde”. Infatti, la “liberalizzazione” del contributo pubblico permette alle amministrazioni di cedere aree edificabili o potenzialmente edificabili in proprietà al promotore, come contropartita della realizzazione di scuole, parcheggi, impianti sportivi e urbanizzazioni primarie in generale.

Cioè vendita di un terzo del “bene comune” salute (per 81,5 milioni di euro) agli interessi privati.

Oltre ai costi per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero, sempre nel documento già citato, sono previsti 15.000.000 di euro per opere infrastrutturali a carico del Comune di Livorno

Che cosa capisco?

- Che sarà messo in vendita un ingente patrimonio pubblico, cioè un bene comune, dove         attualmente si svolgono attività socio-sanitarie,

- Che non posso sapere dove e come tali attività si svolgeranno in futuro e quanto costerà       ricostruire la rete territoriale della salute;

-        Che edifici e luoghi delicati come tutta l’area e gli edifici attualmente occupati dal presidio ospedaliero, o la storica villa Rodocanacchi saranno messi sul mercato, rendendoli anche “appetibili”dal punto di vista del loro uso per ricavare la cifra indicata;

-        Che nel prossimo futuro, le scelte del Comune nel campo della pianificazione urbanistica, saranno pesantemente condizionate dagli impegni derivanti da questo accordo,

- Che, secondo la logica del project financing, parte delle attività sarà conferita ai privati          perché ne traggano l’utile di un investimento (opera calda) o che i privati otterranno altro   (opera fredda o semifredda)…..

- Che, comunque, la AUSL6 contrarrà un mutuo, cioè un debito ulteriore di 40.000.000 di     euro

-   Che il Comune, quanto meno, dovrà destinare 15.000.000 di euro per le infrastrutture.

Il patrimonio immobiliare è della  cittadinanza livornese, i soldi necessari per l’intera operazione sono della  cittadinanza livornese, l’uso del territorio è interesse fondamentale della cittadinanza livornese :

sarà opportuno che la cittadinanza livornese sia informata correttamente e messa in grado di esprimere la propria opinione in merito.

(parlo di cittadinanza nel senso più ampio, cioè di chi nella città vive, lavora, studia, ha sogni, problemi, desideri).

Osservatorio trasformazioni urbanistiche

30 aprile 2010


Referendum,si voterà a fine Ottobre

aprile 30, 2010

da il Tirreno

L’entusiasmo del Comitato : abbiamo superato il quorum delle firme con due mesi di anticipo

Il Comitato per il referendum sull’ospedale a Montenero ce l’ha fatta: le firme hanno già superato quota 4.500 – il numero richiesto dallo Statuto dal Comune per indire un referendum – e soprattutto sono state raccolte in larghissimo anticipo rispetto alla scadenza prevista per il deposito dei moduli in Comune (il prossimo 22 giugno). «Siamo davvero soddisfatti, non ci saremmo mai aspettati di arrivare a 5.000 firme in così poco tempo», commenta Francesca Pritoni, portavoce del comitato “Livorno dice no a un ospedale fuori luogo, che ormai da mesi si batte per impedire la realizzazione della nuova struttura sanitaria nell’area Pascoli-Villa Serena. «Il regolamento comunale – continua – dice chiaramente che per indire il referendum servono 4.500 firme in cento giorni, e noi ci siamo riusciti quasi due mesi prima della scadenza. E’ un risultato straordinario, che dimostra la grande attenzione dei cittadini su questo argomento».
 Il numero preciso delle firme non è ancora noto, anche perché gli aderenti al comitato stanno già facendo un primo controllo eliminando quelle manifestamente non valide (è il caso, per esempio, di persone abitanti a Collesalvetti: al referendum possono partecipare solo gliu elettori residenti a Livorno). «I volontari – prosegue Pritoni – sono al lavoro da due notti per verificare i numeri e assicurarsi che tutte le procedure siano state seguite nel modo corretto. Una ricognizione assolutamente necessaria. E comunque, per non incappare in brutte sorprese e raggiungere un certo livello di sicurezza numerica, abbiamo deciso di continuare la raccolta, come da calendario».
 Chiudere prima la partita dei banchetti non significherebbe, infatti, anticipare la consultazione popolare: «Il regolamento, anche in questo caso, parla chiaro – sottolinea Francesca Pritoni – e individua in autunno, tra il 15 ottobre e il 15 dicembre, il periodo nel quale è possibile andare alle urne».
 Ma prima di arrivare al voto, il procedimento prevede ulteriori tappe intermedie. Per prima cosa il comitato dovrà presentare i moduli con le firme autenticate nelle forme previste dalla legge elettorale e dovrà farlo entro il 22 giugno prossimo mediante il deposito presso la segreteria generale del Comune. A quel punto il sindaco dovrà trasmettere tutto il materiale al collegio di garanzia che avrà a disposizione 45 giorni di tempo per verificare che tutto sia in regola. Un compito molto delicato quella delle verifica delle firme, perché sarà proprio sulla base dell’esito di questo controllo che il sindaco indirrà il referendum oppure dichiarerà l’inammissibilità per mancanza del numero minimo di sottoscrittori. Lo statuto comunale prevede due finestre nel corso dell’anno per andare a votare per un referendum: in questo caso specifico, il periodo da prendere in considerazione è quello che va dal 15 ottobre al 15 dicembre.
 La votazione dovrà svolgersi in un solo giorno, dalle 8 alle 22, e quindi sarà scelta una domenica. La prima data utile per andare alle urne è quindi il 17 ottobre, ma è più facile che si voti il 24 o il 31 dello stesso mese. Anche perché il sindaco dovrà annunciare la consultazione mediante affissione di manifesti almeno trenta giorni prima dello svolgimento.
 L’arrivederci, quindi, è probabilmente alla fine di ottobre: sarà allora che i livornesi saranno chiamati a dire sì o no al nuovo ospedale a Montenero. «Una volta terminata la verifica della validità delle firme – chiude Francesca Pritoni – partirà la campagna informativo elettorale in vista del referendum di ottobre: siamo già pronti».


Referendum: raccolte 5.000 firme

aprile 29, 2010
 
 
Raggiunto il quorum: il comitato le sta controllando e prosegue la raccolta
 
 
 da il Tirreno
 
 
 
 Con la giornata di ieri il comitato per il referendum sull’ospedale ha raggiunto quota 5.000 firme, superando quindi il numero necessario per richiedere l’indizione del referendum. Adesso i rappresentanti del comitato stanno facendo una ricognizione delle firme raccote, così da verificarne la validità. Poi le firme saranno depositate in Comune.
 «Ha firmato anche il professor Luciano Vizzoni – spiega in una nota il comitato -. Per noi tutti del Comitato per il referendum si tratta di un riconoscimento importante alla nostra battaglia, da parte di un medico prestigioso, un pediatra che tanti livornesi hanno conosciuto ed apprezzato sia nella sua attività clinica, sia per i suoi importanti incarichi alla direzione della Asl».
 Intanto i rappresentanti del comitato proseguono la raccolta firme. Questa mattina dalle 11 alle 12.30 saranno in via Grande lato via del Giglio, dove resteranno anche nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 19. Doppio appuntamento oggi per la raccolta firme, dato che oggi, dalle 15.30 alle 19, il comitato sarà presente, sempre che il clima lo consenta, ai bagni Pancaldi, lato gazebo.

Conti poco chiari

aprile 29, 2010

 FATE VEDERE LE CARTE SULLA GESTIONE DEL LIVORNO BASKET

da il Tirreno

La notizia dell’apertura di un conto corrente per risolvere, con una sottoscrizione popolare, i problemi finanziari ancora pendenti di Livorno Basket, ancorché affidata ad ottime mani, sorprende e merita di essere capita.
 Certo società che vivono su di una specie di azionariato popolare esistono e qualcuna ha anche molto successo a giro per l’Europa, mentre non capisco proprio come si possa immaginare una sottoscrizione popolare per pagare i debiti, come condizione per vedere se poi, chissà come, si potrà ripartire nel basket giocato, magari da una serie assai modesta.
 Qualche amico commercialista, in vena di ironia, dice che a questo punto si potrebbe allargare il campo ad un fondo di solidarietà cittadino verso tutte quelle società che navigano verso un fallimento ed a Livorno, di questi tempi, non mancano. Basket o non basket. Battute a parte, ricordo a chi lo avesse dimenticato, che siamo in attesa, da mesi, che la commissione consiliare competente venga messa nelle condizioni di capire davvero cosa è successo in questi ultimi anni e quali impegni sono stati assunti dalla amministrazione comunale, nei confronti di Livorno Basket, visto che agli atti della società vengono formalmente citati atti riferibili alla stessa amministrazione, depositati, ma di cui nulla si è potuto conoscere.
 Invano abbiamo chiesto di leggere quelle carte. Forse Lorenzo Cosimi, che quella commissione egregiamente presiede, potrebbe finalmente convocarla per farci spiegare, se non dalla signora presidente della società, che si nega, ma dagli amministratori comunali che ne hanno competenza ed obbligo, come stanno le cose davvero e cosa significa, a questo punto, l’apertura di questa sottoscrizione popolare e su quali atti essa si innesca.

                                                                                                                                                                                                                               Gianfranco Lamberti


“Caro Segretario hai perso 37.000 voti in due anni…”

aprile 28, 2010

PD,la bufera non si placa:Baldi torna all’attacco

da la Nazione

“Vorrei rassicurare Ruggeri:non ho sbagliato partito,ne’luogo dell’intervento”.Nel Pd non si placa la bufera e Alessandro Baldi,della direzione regionale nonche’ esponente di punta della componente “mariniana” a livorno,torna  alla carica col segretario territoriale e dice:”Vorrei che Ruggeri rispondesse alle domande dei molti disorientati anche dal fatto che sia Cna che Confesercenti accusano l’Amministrazione di non rispettare gli impegni perche’ non vi sono iniziative a tutelare la sicurezza di commercianti e cittadini del centro.Oppure la chiarezza da fare sui mutui dell’Aamps  e sugli impegni elettorali  a partire dalla riduzione della Tia,come ricorda la stessa Cna.Cosi’ come vanno ricordate tutte le questioni inerenti al lavoro(Mtm,agip,Eni,Delphi,Giolfo e Galcagno etc..)

Ed a proposito di lavoro,che e’ la questione principale,ricordo che  l’altro ieri 26 e’ stata posta la prima pietra del Porto turistico di Marina di Pisa:quando parlavamo noi del Marina a livorno a Marina di Pisa nessuno avrebbe mai pensato a un porto turistico.E noi siamo sempre li’…Senza dimenticare i tempi indefinibili per il nuovo PRG del Porto…”

E ancora.” dopo l’elezione del segretario nazionale ed i risultati che a Livorno riconobbero a Marino il 12%,

facemmo un incontro di tutte e tre le mozioni con Ruggeri che si impegno’ ad adeguare gli organismi dirigenti  nel rispetto degli equilibri derivati dal voto.

Tante assicurazioni,ma nulla e’ accaduto benche si tratti di un semplice rispetto della democrazia interna del partito.Qualcuno ci ha messo il cappello sopra?

Per il futuro segretario ho solo ripetuto quello che da tempo si sa,e cioe’ della possibile candidatura di Filippo Di Rocca.ho espresso perplessita’(nel rispetto della persona)ed ho confermato l’augurio che ci siano piu’ candidati per la segreteria.

Ed a proposito di coerenza vorrei che tu,ruggeri,mi facessi capire la differenza tra il comportamento duramente criticato dal partito dell’onorevole Faenzi,che ha lasciato il ruolo di capogruppo in Regione con quello della senatrice Emma bonino che ha fatto la stessa cosa a Roma”.

E veniamo all ‘ Ospedale.Qui Baldi dice:”Vero,sono state fatte 18 assemblee nei circoli,ho partecipato come iscritto a quella della sezione Fiorentina,intervenendo ho fatto delle proposte concrete;Il fatto e’ che eravamo in 15 ed il problema vero e’ che queste assemblee non sono state sufficienti:bisogna uscire dai circoli e fare assemblee pubbliche,e andare per strada,sui luoghi di lavoro,nei mercati,mettere gazebi come si faceva col vecchio e glorioso PCI,e come fa oggi la Lega.In questi giorni,o per l’Ospedale o per la libera acqua ,sono molti i gazebi in Citta’:parlare con tutte queste persone e’ un fatto politico di vicinanza con la gente,un fatto di grosso spessore..e noi che facciamo?”

Infine a Livorno i numeri sono questi:regionali 2010 voti 49.159 pari al 47,49%,alle europee 2009 65.393 pari al 44,66%,alle politiche 2008  voti 86.628 pari al 53,26%.Saldo negativo.In 2 anni meno 37.459 voti!

Numeri inconfutabili ed astensionismo nel primo partito:mi pare che ci sia qualcosa che non va..alla fine,dico che non e’ coerente chiedersi come fa Ruggeri se,svolgendo una critica,si sta dentroo o fuori un partito.Sono toni che si ascoltano in altri partiti e che noi ci affrettiamo sempre a criticare.Dunque?”


NON NE VA BENE UNA!

aprile 28, 2010

Anche il basket femminile retrocede, dopo la festeggiatissima retrocessione del calcio,  mentre si costituisce un comitato pieno di entusiasmo ( così dice uno dei componenti ), per raccogliere soldi in giro per evitare che si arrivi al fallimento di Livorno basket, con tutto quello che significa sotto tutti i profili.

Magari faremo una sottoscrizione, chissà che non si trovino subito quei due milioni. A dire la verità i soldi si chiedono a chi li ha ( eviterei cassaintegrati e disoccupati, in costante crescita ) e soprattutto a chi ce li ha o pensa di farli grazie alla città che ospita la squadra. Funziona così anche a Manchester ed a Caserta.

Quanto all’Odeon vale l’acquisto del giornale ( oggi il Tirreno ) il trafiletto del cronista che si domanda , finto ingenuo, su come fare a credere ai tempi dell’ospedale nuovo ( un vero incubo da film horror), visti quelli di acquario ed Odeon. Ma se il cronista fa un pò di conti e li mette in fila con le scadenze di mandato, magari riprendendo i percorsi dei tempi previsti per basket e tante altre cose, alla fine capisce tutto.

In fondo basta tirare avanti per un paio di anni e poco più, poi, dopo tutte queste retrocessioni, magari arriva il momento di qualche promozione. Cosa gliene freghi a Livorno, ai livornesi ed al popolo degli astenuti in crescita non si sa. Anzi si sa, un bel nulla. Ma cosa volete che sia, qualcosa deve pur andar bene, almeno per qualcuno. Se il cronista indovina gli offro una cena e così parliamo di exit strategy.


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