Spinelli-Cosimi, lo strano incontro
«Mi liberi da questa prigione», ma dopo un’ora parla della squadra futura Il sindaco si è trovato catapultato a parlare ai giocatori Scintille nell’incontro “interno” tra il patron e lo spogliatoio
ALESSANDRO BERNINI IL Tirreno
LIVORNO. Alle 9.20 l’arrivo di Aldo Spinelli; un’ora dopo quello del sindaco Alessandro Cosimi (insieme agli assessori Ritorni e Picchi); lo scenario è quello del Centro Coni. Tutto chiaro, a parte la logica: il sindaco è arrivato su invito del presidente, forse si aspettava un primo passo ufficiale di Spinelli per la cessione, ma in realtà si è trovato catapultato dentro lo spogliatoio a parlare ai giocatori e a Serse Cosmi. Situazione per certi versi surreale. Un po’ come se Berlusconi chiamasse il sindaco di Milano Letizia Moratti a parlare nello spogliatoio del Milan. «L’ho fatto per far sentire la città vicina ai ragazzi, dobbiamo ancora crederci», dirà Spinelli prima di tornare a casa. Se questa era l’intenzione, nessun dubbio sulla nobiltà del gesto, ma c’è da restare perplessi sui tempi visto che ormai la frittata è girata e quasi cotta. La prigione. Alle 10.30 sono tutti chiusi nell’aula interna al Coni. Le prime parole di Aldo Spinelli profumano di rassegnazione. Si rivolge al sindaco ma parla davanti a giocatori e tecnico: «Guardi, sindaco, mi liberi da questa prigione, non ce la faccio più. Sono stanco, non posso più andare avanti. Per venire qui devo fare 400 chilometri, è un peso troppo grande». Lo stupore travolge tutti, anche perché non sembra il luogo e la compagnia giusta per trattare l’argomento. Maglia amaranto. Cosimi capisce subito l’ambiguità della situazione, ascolta ma figuriamoci se quello è il contesto dove può parlare del futuro societario. E allora sceglie di puntare su un tema che in quel momento può essere l’unico di sua competenza: «Mi rivolgo a tutti nella speranza che in queste ultime giornate di campionato possiate compiere una bella impresa. Qualunque sia il risultato, l’importante è che venga dato sempre il massimo dell’impegno nel rispetto della maglia che portate e delle tante persone che amano questa maglia». Il saluto. A questo punto Cosimi esce di scena, insieme a Ritorni e Picchi. Una stretta di mano cordiale, un “a presto” senza però nessuna data precisa sul prossimo incontro.
Cosimi e i suoi pensionabili collaboratori farebbero bene a pensare alla vergogna della cassa integrazione virtuale promessa a due giorni dalle elezioni ai precari della Mtm.E oggi clamorosamente sparita.Siamo una città politicamente fantasma e questi vanno da Spinelli in missione.
Mi permetto di essere stavolta (!) solidale al Sindaco, che ci legge giornalmente, impropriamente, ma furbamente, coinvolto dall’astuto Spinelli come capro espiatorio di una situazione che vede il presidente in fuga dlla città.
La pratica di questi avvoltoi dello sport è ben chiara.
Investono solo dove hanno necessità di favori e gratifiche per il proprio lavoro (il porto). Dopo che hanno ottenuto ciò che volevano, con l’ausilio dei tifosi dementi che mai capiscono quali interessi ci siano veramente dietro ai presidenti delle squadre, piano piano cominciano a disinvestire e vendere, fino a rendere come inevitabile e come una clamorosa perdita economica la continuazione dell’avventura societaria.
A quel punto occorre travestirsi da agnelli sacrificali, “questa prigione”, e cercare di scaricare la responsabilità sulla città e sul desiderio delle autorità che il Presidente rimanga.
Bene ha fatto Cosimi a liquidare il genovese con la solita arringa nonsense. E via.
Sintomatico che il disimpegno di Spinelli avvenga dopo la crisi mondiale e quindi in concomitanza dell’avvenuta decadenza dei propri veri interessi su Livorno. Ma va bene così. Sappiamo bene di che pasta è fatta questa gente. Basta però non farsi mai prendere in giro, come cantava Luca Carboni.
“Ci stiamo sbagliando ragazzi
noi che camminiamo sul mondo
noi coi piedi di piombo
restiamo giù
sotto cento chili di cielo
eh… siamo forse degli angeli[..]”
Ho avuto modo di scambiare qualche opinione con qualcuno dei partecipanti alla riunione. Mi sembra chiaro che sia stata una situazione in cui l’amministrazione si è trovata, peccando quanto meno di molta ingenuità, non prevista ed assolutamente inusuale. Io avrei da raccontarne molte della imprevedibilità di Spinelli, ma il clima era diverso e le prospettive pure.
Un sindaco portato negli spogliatoi ad arringare i giocatori che non ce la metterebbero tutta non si era poi mai vista, credo da nessuna parte. Sensazioni spiacevoli di un brutto scherzo.
Mi sembra che il segno di una situazione assai confusa con poche prospettive. Certo è che non vedo Spinelli nella veste di chi svende. Proprio no, su questo ci si può scommettere. E non basta certo uno striscione allo stadio…
Che poi, come dice pda, ci sono cose più serie, come si fa a non condividere.
A partire dai tannti senza lavoro, su cui si gioca spesso in modo cinico e propagandistico. Il peggio del peggio.
>Un sindaco portato negli spogliatoi ad arringare i giocatori che non ce la metterebbero tutta non si era poi mai vista
In Colombia, giuro. Diversi anni fa un amico colombiano raccontò un episodio simile tra una risata e l’altra mentre, in un gruppo d’amici, bevevamo birra a Marbella.
L’episodio si svolse a Médellin e mi sembra di aver detto tutto ;-)
Grande St John,
e che siano da roba “colombiana” lo si era capito,da mo’.Oramai credo lo sappiano davvero tutti.
Il sindaco dovrebbe fare il….motivatore dei dipendenti comunali…come quello beccato giorni fa
a lavorare al cantiere…mentre era in malattia….
ed ora meno male dovrebbe essere licenziato…
Si il sindaco dovrebbe andare a fare il motivatore
al bar dei dipendenti del comune….