VOTI GARANTITI AL LIMONCINO

Eccola lì la plastica rappresentazione della deriva politica livornese degli ultimi anni. Certo, molti problemi sono difficili da risolvere e lo sono sempre stati, ma quando si raccolgono consensi , raschiando tutto e di più, promettendo mari e monti, alla fine qualche nodo viene al pettine.

Così come dimostra anche la bassa affluenza.

Per quanto mi riguarda affluenza fa rime con influenza e francamente anche io non ne ho una gran voglia , di uscire febbricitante per andare a votare.

Ma poi, pensando a Giorgio Amendola ( qualcuno se lo ricorderà ) penso che prima delle 15 mi prendo una aspirina e vado.

Certo che quella dei voti garantiti al Limoncino è veramente un must, eppoi è evidente che se si vince per un 1% oltre il limite, ognuno rivendica che quell’1% sia il proprio.

Naturalmente c’è ancora molto tempo avanti, ma anche questa è una prima volta a Livorno, penso che dovrebbe preoccupare, e molto, chi ancora cerca di ragionare un pò.

Pattuglia esigua, soverchiata da chi aspira, ha aspirato e sta aspirando alla poltroncina di turno. Vedremo

27 risposte a VOTI GARANTITI AL LIMONCINO

  1. Danilo Verticelli scrive:

    Chiamasi Voto di Scambio.

  2. Kinto scrive:

    A dispetto di molti ieri ho votato,
    e spero pure che chi ho votato
    possa prevalere.
    Quanto ai voti garantiti ,roba da Fortapasc,
    credo che oramai si sia raggiunto superato anche il livello da sagra delle cozze e delle vongole.
    Facendo un analisi semplice sul risultato piu’ ridicolo per il centrosinistra dal dopoguerra ad oggi ovvero il 51% cosimi bis,
    e’ che se sommi gli ingannati del Limoncino,
    con i 700 dei posti barca che mai vedranno la luce,
    gli artistoidi di alcune liste di supporto,
    i transfughi felici di Rc,
    i Solimano e Giannini e similari
    capisci che razza di raccolta differenziata
    hanno dovuto mettere su per raggiungere il minimo storico.
    Quanto al Comitato di Limoncino posso solo dire ve lo siete votato
    ed ora ve lo puppate cari.
    Ed il prendersela con la politica in generale
    quando chi ha promesso e non mantiene ha un nome e cognome preciso,
    ovvero Cosimi,
    o prendersela con le opposizioni
    che non sono state votate da loro medesimi,ma dovrebbero curarne gli interessi,
    e che non hanno possibilita’ d azione,leggasi Nuovo Ospedale,
    e’ sconvolgente,
    e mi suscita un moto di profonda pena .
    I famosi tre soldi di resto.
    Comunque com’e’ nato il Comitato di limoncino,
    per le panzane di Giugno scorso credo dovrebbero nascere altri 500 mila comitati,
    il Comitato della Cittadella dello sport,
    il Comitato dello Stadio Nuovo ,
    il Comitato dei parcheggi scomparsi,
    il comitato vittime di AAMPS,
    il Comitato delle vittime di BasketGate,
    il Comitato dei 700 posti barca,
    il Comitato dei precari e dei disoccupati,
    il Comitato dei motorini sul Viale Italia,
    il comitato di quelli che aspettano gli squali all’Acquario,
    il Comitato di chi va a lavorare alle otto di mattina,
    il Comitato di chi viene illuso dalle simulazioni al computer,
    il Comitato dei genitori i cui figli non vengono accettati negli asili nido per far posto ai figli di politici,
    il Comitato delle emergenze abitative nei quartieri Nord
    and so on so forth.
    Detto questo,
    chi ha messo sul seggiolone il bimbo incapace
    ora si puppi i rigurgiti
    e se lo pulisca
    quando espleta.
    Mi viene solo da dire che come dalla notte dei tempi ogni pappone per campare
    ha bisogno delle proprie prostitute
    e cosi’ continua ad essere oggi.
    Saluti e Forza Livorno,
    ma pensa te che ghigne

  3. st. john scrive:

    >Chiamasi Voto di Scambio.

    si..con la differenza che uno prende e in cambio non dà nulla :-)
    niente di nuovo sotto il sole, per carità, nemmeno il fatto che c’è gente che ci casca sempre

  4. Danilo Verticelli scrive:

    Aggiungo: il Comitato di quelli che sono costretti all’esilio pur di lavorare o sperare in un futuro.

    Già, Santo, è uno scambio ben strano questo. Uno “Scambio alla Livornese”.
    Meriterebbe quasi di assurgere agli onori delle metafore giornalistiche.
    Do Ut Non Des.
    oppure “Da mi, Sed Ego Non Dabo”.
    Se ho tradotto bene: Dammi, ma io non ti darò.
    Chiamali furbi!

  5. gianfrancolamberti scrive:

    niente di nuovo fino ad un certo punto, ho vissuto in prima persona tre amministrazioni con tre diversi sindaci e non ho mai visto una cosa del genere. Naturalmente farebbe bene la gente del limoncino a spiegare meglio chi ha promesso cosa, anche se francamente si capisce abbastanza bene.
    Quanto allo scambio non mi sembra il caso, il caso sarebbe solo di una colossale presa in giro, per usare termini morbidi.
    Credo che sarà utile conoscere l’evoluzione cronologica dl fenomeno, fotografato prima durante e dopo. Magari sarebbe interessante a capire meglio.
    L’ho chiesto, come tante altre cose, in consiglio. Chissà se manterranno l’impegno assunto, un impegno al Limoncino.

  6. ienaplisken scrive:

    Impegno al limoncello, briài che ‘un sono artro.

  7. Alonso scrive:

    St. John , la metastasi di questa città ,tra le varie,e’ Rifondazione Comunista.
    Finche’ faranno accordi con quella parte comprabile degli ex Ds , oggi ai vertici del Pd , a cominciare con Mr.Colazioneatutteleore, a Livorno non esisterà mai una via d’uscita da questa crisi. Ma lo sai chiaramente anche tu.
    La città rimane ostaggio di quel 6% di estrema sinistra che ha permesso a cosimi di esistere come sindaco .

    E se ti capita di parlare di calcio con qualche tuo compagno , digli che se va via Spinelli nel 2014 ci ritroviamo a fare il derby con il Picchi . Con buona pace del Presidente Lucarelli.

    Riassumendo , x il basket ci accontenteremo del girls di Bottoni , per il calcio andiamo a Banditella per il derbone con il Picchi… Sindaco DiRocca e Senatore cosimi. Qualcuno di rifondazione a fare boss dell’orticello cittadino … E via via così .

    Gli oppositori politici poi , tutti mandati in vacanza a Kolyma (Siberia).

    Ode a te Salamov .

  8. Mario scrive:

    “Bimbone incapace”,e su questo è difficile essere smentiti,e a quanto sostengono i fregati di Limoncino anche bugiardone.La politica del Limoncello,e capace che per rabbonire la signora ora la fanno Assessore al Benessere delle Colline e degli Annessi agricoli.Aggiungiamo un posto a tavola.

  9. Kinto scrive:


    Chiamatelo cioccolatino avariato.
    chiunque sia stato fregato provi a chiedere indietro il voto magari glielo ridanno.
    Quando c’e’ di mezzo la moralita’ questi non transigono.
    E comunque “stupido e’ chi stupido fa’”
    Ao’

  10. video all’altezza di Danilo.

  11. st. john scrive:

    >la metastasi di questa città ,tra le varie, e’ Rifondazione Comunista.

    ormai è una metastasi morta. I cui residui organici fanno comodo, un minimo niente di trascendentale, a chi è al potere adesso. Tornerà utilissima, se esisterà ancora, nel 2014.

    >Ma lo sai chiaramente anche tu

    e tu sapessi quanto taccio.. ;-)

  12. Danilo Verticelli scrive:

    Livorno, affluenza alle urne 55,38%

    Allora, 155 sezioni su 172.
    PD: circa 28500 voti e circa 48% dei voti validi
    Amministrative dell’anno scorso:
    PD: 37614 voti e circa la stessa percentuale.

    Comunque vada, circa 8.000 voti in meno in un anno.
    Complimenti al duo Cosimi-Ruggeri.
    E complimenti per aver portato il tasso di fiducia dei livornesi, verso la politica, al minimo storico. A livelli da Sud Italia, in pratica una media tra Vibo Valentia e Crotone che viaggiano al 57 e 52%.
    Bravi.

  13. Danilo Verticelli scrive:

    Chiedo scusa: i voti persi dal PD in nove mesi, sono solo 6000.
    Circa 670 al mese.
    Circa 22 al giorno
    Circa 1 ogni ora.
    Ottimo risultato.
    Quasi la metà della città ha deciso quindi di fregarsene di come andassero le elezioni, d’altronde già decise da una Storia che qui “non può essere rifutata” e da una opposizione inesistente, legata ad un leader da terzo mondo (e neanche lì).
    La metà della città ha ribadito la propria libertà da intrallazzi e poltronismi. In fondo non è vero che la città non sa. Sa bene che schifo ci sia in giro. Magari non sa chi votare, ma quello neanche io. Tra quella metà ci sono anche io.

  14. Lino scrive:

    Partiamo dai numeri di abitanti per capire anche la valenza per singola Regione,ed inquadrando il tutto nel suolo italico.Oltre Stagno per intenderci.Vabbene la livornesita’,e le colazioni al bar,ma contestualizzarsi non credo sia una cosa sbagliata.

    Lombardia 9.000.000 ab.
    Campania 5.700.000 ab.
    Veneto 4.527.000 ab.
    Piemonte 4.200.000 ab.
    Sicilia 5.000.000 ab.(già al CD)
    Lazio 5.122.000 ab.

    Puglia 4.000.000
    Marche 1.400.000
    Abruzzo 1.260.000
    Liguria 1.570.000
    Toscana 4.020.000

  15. paolo de angelis scrive:

    Mi pare che il Pd abbia chiuso (a Livorno città)con circa 32.000 voti (31.639).Idv,8453 (12,78!),F.Com 5.017 (7,58),Sel ,3.369 (5,o9) Pdl 13.014 (19,67!).Hanno votato in 76.500 su 138.115 (55,38%).All’ormai fisiologico arcipelago di indifferenza e/o di indignazione (che ha colpito soprattutto la Fed.Com,ferma al risultato dell’anno scorso in valori assoluti)e non fa decollare Sel (che a livello regionale non dovrebbe avere superato il 4%),rilevo un colossale effetto Amadio sul centro destra (praticamente ormai inesistente).L’avevano fatta fuori e lei si è vendicata.

  16. paolo de angelis scrive:

    E naturalmente molto del voto Pd in libera uscita si è trasferito in cospicua parte su Idv (hai capito la Vice Sindaco…).Probabilmente non tutti i 6000 stimati da Dv,ma quasi.

  17. GHINODITACCO scrive:

    pubblicato su SENZA SOSTE:

    Ecco un dato ufficiale che verrà esorcizzato e banalizzato quanto possibile: a Livorno hanno votato il 55,38% degli aventi diritto.
    Per quanto riguarda le elezioni si tratta del dato più basso dal dopoguerra ad oggi. In alcuni referendum degli anni passati, dove era saltato il quorum nazionale, nella nostra città ci si era persino avvicinati alla cifra di oggi. In questo senso l’astensione a queste elezioni prende quindi le dimensioni di un fenomeno dove convergono disinteresse e protesta, disaffezione e disagio politico.
    Le regionali hanno quindi rappresentato l’occasione per esprimere la lontananza dell’elettorato dalla politica istituzionale. In questo genere di elezioni non c’era lo spettro, creato ad arte da PD e Tirreno nel 2009, del ballottaggio con la destra e quindi disaffezione e disagio verso l’intera sfera politica hanno potuto esprimersi compiutamente. E non sono certo mancati solo gli elettori di centrodestra: in molti quartieri popolari si è andati sotto il 50 per cento dei votanti.

  18. st. john scrive:

    l’analisi del voto a Livorno in termini di percentuali e voti espressi

    http://www.senzasoste.it/livorno/livorno-vittoria-dellidv-crescono-lega-e-sel-il-pd-perde-27000-voti-in-due-anni-convalescenti-prc-pdci

    per uscire dai nostri confini vedo che in Piemonte Grillo, che prende i voti dei notav, ha azzoppato il centrosinistra. Che pretendeva di prendere i voti dei sitav dei forsetav e dei notav.
    EHEHEHEHE :-)

  19. Alonso scrive:

    Il Pd perde pure il Piemonte e il Lazio !!!

    E non capire che DiPietro e Grillo stanno anno dopo anno distruggendo la sinistra e lo stesso Pd e’ roba da mentecatti !!! Ma che gli frega , tanto si sono tutti assicurati il culo e le pensioni.

    Indegni !!!

  20. paolo de angelis scrive:

    Mi pare che la comparazione fra amministrative 2009 e regionali 2010 sia un po’ azzardato considerato che un anno fa,al netto dell’astensionismo,sicuramente in grande crescita,il quadro dell’offerta politica era notevolmente piu’ articolato.Il Pd arretra di brutto anche per questo,vista la semplificazione del quadro politico che non prevede ,tra gli altri,Città Diversa e Confronto.Nonostante Cannito e Lamberti il Pd prese 6000 voti in piu’,mentre Idv in in valori assoluti si attesta sotto l’alleanza di Cannito 2009 che sfioro’i 10.000 voti conseguendo pero’solo il 9%.Idv oggi,con l’astensione al 55% e 8840 voti “televisivi”,prende quasi il 13.Da questo punto di vista la valutazione su Sel(con uno spazio politico piu’ aperto e piu’ “televisvo”) mi sembra eccessivamente generosa.Tra l’altro Lupi non è passato.Nel limbo La Fed Sinistra (che si mantiene nella palude stigia dei 5000 voti),mentre crolla effettivamente in modo verticale il Pdl.Questo deve far riflettere anche in termini di referendum ospedaliero.Se passa il messagio che la destra conduce il referendum è finita in partenza.(non a caso Cosimi l’ha già capito).

  21. paolo de angelis scrive:

    Il riferimento è all’editoriale di Senza Soste,ovviamente.

  22. Kinto scrive:

    Risultati abbondantemente prevedibili sia a livorno che in toscana.
    quello che dovrebbe preoccupare e’ che a livorno ha votato il 55 % degli aventi diritto.
    Comprendo ma trovo singolare che si manifesti con giubilo,
    la perdita di 6.000 voti da parte del Pd,
    e quanto agli elettori della pdl veramente credo non meritino neanche una menzione.
    Ho trovato molto interessante l articolo di Mauro Zucchelli,
    un po’ di sale in mezzo alle zucche,
    inerente al Partito del non voto,
    vero vincitore di queste regionali livornesi:
    “6.000 voti persi ,
    ma il pd cresce in percentuale(grazie all astensionismo)”
    “se misurassimo il consenso sul numero degli elettori anziche’ dei voti validi
    il Pd non avrebbe ottenuto neanche il 23%,
    contro il 32 % delle europee ”
    “IdV con soli 600 voti in piu’ prende il 12 %”.
    ci sono tanti modi per analizzare i dati,
    di certo non ci si puo’ allontanare dal fatto
    che oltre il 40 % dei livornesi non abbia votato.
    I numeri degli elettori insomma.
    Saluti

  23. gianfrancolamberti scrive:

    pda commenta in modo condivisibilissimo senza soste, in particolare per il successo di sel, ed altri aspetti di pura testimonianza.
    Quanto all’effetto ul referendum, avevamo capito da tempo come era necessario smarcarlo da egemonie incautamente rivendicate ( Pdl ) e maliziosamente sottolineate ( Cosimi ). Magari così si capisce meglio il senso del mio voto in Consiglio, tanto discusso ma attento a questo aspetto, più di ogni altro.

  24. Danilo Verticelli scrive:

    Si, si capisce, ma quel 45% di non votanti ha capito ben altro. Ha capito che tanto non cambia molto e quindi ha giustamente fatto altro.
    Ha capito che occorre avere posizioni riconoscibili e quindi ha punito sia PD che PDL (il resto è robetta, qui).
    Ha capito che questa regione vive una dittatura democratica dalla quale solo un grosso trauma può risolverla.
    Ha capito che non ci si può fidare di un partito fondato sugli interessi penali di un uomo sufficientemente corrotto.
    Ha capito questo ed altro.
    Di fronte al tempo che fugge, il crollo di un PD rappresenta l’inizio del crollo di un modo di interpretare la vita e il territorio. Tanto peggio tanto meglio.
    Dalle situazioni stagnanti se ne esce solo con i traumi.
    Se da decenni questa zona d’Italia continua ad essere governata da una sola gente, nonostante il mondo cambi giornalmente, evidentemente c’è un che di patologico. E se a questo non corrisponde una situazione produttiva ed economica in saldo attivo, vuol dire che la patologia ha fatto metastasi.
    Non se ne esce.
    Ed è inutile campare tre anni in più, se il prezzo di una morte ritardata è quello di una lenta morte anticipata delle proprie aspettative.
    Vivere serve a poco, se non lo si fa effettivamente. E qui, obbiettivamente, si vive sempre meno.
    Ecco perché a chi non ha votato, sotto sotto, non importa chi vincesse. Il neo è alla base di un’assoluta mancanza di democratica alternanza.
    Un po’ come la Juve dell’era Moggi.
    Vinceva sempre, ed ora sappiamo anche perché…

  25. mario scrive:

    Che il referendum per la localizzazione del Nuovo ospedale sia una consultazione della destra,quando a volerlo sono i livornesi,passando da Medicina democratica,Confronto,Cannito etc. mi sembra decisamente ridicolo anche solo pensarlo.

  26. st. john scrive:

    >Mi pare che la comparazione fra amministrative 2009 e regionali 2010 sia un po’ azzardato

    infatti la comparazione è tra europee 2009 e regionali 2010 perchè le liste hanno caratteristiche simili.
    Aggiungo che oggi la Lega a livello regionale supera
    la Federazione della sinistra. Un grosso campanello d’allarme perchè la Lega tende a riprodursi con una certa velocità. In provincia, come a Cecina, si ripetono le percentuali regionali. A Pisa il Carroccio è oltre il 5 per cento. Può essere un problema un’agenda politica locale condizionata dalle parole d’ordine del partito di Bossi. Parole che sono ascoltate dagli altri partiti che temono di perdere consensi.
    E quando la Lega prende piede la stessa vita civile regredisce. Addio politica..

  27. Danilo Verticelli scrive:

    La Lega non può essere liquidata “solo” come fenomeno razzista tout court. Occorre vivere al Nord per capirla, per comprendere che è una formazione trasversale e sociale, che incarna i sentimenti di quella gente, gente che lavora, che si fa il cosiddetto mazzo e che, in fin dei conti, conduce questa nazione da decenni.
    Chi vota Lega, lì, lo fa perchè sente quella lista come parte di se stesso, e se la Lega talvolta esprime sentienti razzisti o comunque di differenziazione tra genti, è perchè quella stessa gente del Nord la pensa così. A torto o a ragione.
    Non è, contrariamente a quanto si pensi, una ideologia o una formazione partitica che impone alle persone il proprio pensiero. Il contrario: la Lega è l’esatta espressione del pensiero della maggioranza degli abitanti del Nord Italia. Discutibile, talvolta, ignorante anche, ma si sa, lì le persone non perdono tempo a laurearsi o a studiare filosofia: vanno semplicemente e subito a lavorare, perchè la strutura sociale ed economica consente di farlo.
    E molti stanno bene. Molti giovani hanno il macchinone e molte famiglie hanno la villetta col giardinetto.
    Sappiamo tutti che vivere per questo è estremamente riduttivo e forse inutile, ma sappiamo anche che non avere alcuna occasione per vivere, pur diversamente, come accade in questa regione exrossa e mai cambiata, equivale a morire.
    Chi pensa che la Lega incarni una dittatura su quella parte di territorio nazionale, si sbaglia di grosso.
    La Lega è una lista civica in cui sono confluiti elettori di entrambi gli schieramenti. Che questo sia successo poi nell’unica parte d’Italia che produce reddito, evidentemente un significato deve pur avercelo.
    Vedi Santo, capisco tutto, ma che la Lega, oggi, debbe essere ancora liquidata come “campanello di allarme” quando l’allarme, come ben vedi e scrivi, è ben altro e soprattutto di politica filocamorristica (che non vuol dire camorrista, ma con un modo di fare equivalnte ai fini del risultato finale) pur se bagnata dalle acque sporche dell’Arno “sociale”, beh, lo trovo abbastanza superficiale.
    Sopratttto se la critica avviene da latitudini che con il “vero” lavoro hanno sempre avuto poco a che fare.
    Si sa. Livorno poi è città di pensionati e assistiti e stipendiati fissi. Da qui, parlare male della Lega, è come lavarsi i denti mentre affondi nella merda.
    Un po’ di sana conoscenza dei veri meccanismi sociali e un po’ meno sicumera ideologica farebbero senz’altro bene alla comprensione di come stanno andando le cose.
    Con affetto e umiltà

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