Promesse prelettorali …. nr 2 Mtm (nr 1 il Limoncino) ..to be continued …

marzo 31, 2010

di GdT.

SULLA PELLE DELLA GENTE……..

 PUBBLICATO SU SENZA SOSTE Vergogna Mtm, saltata la cassa integrazione per i precari Mercoledì 31 Marzo 2010 07:27 Presa di giro prelettorale per i precari che ora si trovano disoccupati e beffati A pensare male si fa peccato, ma non si sbaglia quasi mai. Lo avevamo scritto sulle colonne di questo sito che quella della cassa integrazione in deroga a precari e interinali della Mtm era una proposta a metà tra una pillola amara addolcita e uno spot prelettorale. Alla fine si è dimostrata una presa di giro di dimensioni gigantesche, un tranello elettorale messo su da cgil, cisl e uil e Regione Toscana. L’annuncio a due giorni dalle elezioni è stato uno dei punti più bassi mai raggiunti da sindacati e istituzioni in questa città. Una conferma che quella marea di persone che non sono andate a votare probabilmente non sono rappresentanti di un menefreghismo latente ma di coscienza e dignità personale. Perchè annunciare con quei toni la cassa integrazione in deroga prima delle elezioni se poi l’incontro con azienda e agenzie interinali sarebbe stato solo ieri (30 marzo)? Cosa pensavano, che una delle aziende più fasciste che siano mai sbarcate a Livorno e delle agenzie di schiavitù si accollassero 4 mesi di anticipo della cassa integrazione e continuassero il rapporto con i precari solo per far contenta la Regione Toscana? I rischi di questa operazione erano chiari, come scritto anche sul volantino dei Cobas che affermava che al momento le promesse erano solo sulla carta, ma Regione e sindacati l’hanno ugualmente fatta passare come cosa acquisita, un regalo prelettorale del Pd e della Cgil al popolo. A questo punto i precari non possono stare più a guardare. Oggi devono interrompere la produzione e domani devono andare a ribaltare qualche scrivania al grido di un solo slogan: “Fate schifo!”


GRAZIE DI ESISTERE , SENZA DI VOI IL MONDO SAREBBE NOIOSO

marzo 31, 2010

Spinelli-Cosimi, lo strano incontro

«Mi liberi da questa prigione», ma dopo un’ora parla della squadra futura Il sindaco si è trovato catapultato a parlare ai giocatori Scintille nell’incontro “interno” tra il patron e lo spogliatoio

ALESSANDRO BERNINI IL Tirreno

LIVORNO. Alle 9.20 l’arrivo di Aldo Spinelli; un’ora dopo quello del sindaco Alessandro Cosimi (insieme agli assessori Ritorni e Picchi); lo scenario è quello del Centro Coni. Tutto chiaro, a parte la logica: il sindaco è arrivato su invito del presidente, forse si aspettava un primo passo ufficiale di Spinelli per la cessione, ma in realtà si è trovato catapultato dentro lo spogliatoio a parlare ai giocatori e a Serse Cosmi. Situazione per certi versi surreale. Un po’ come se Berlusconi chiamasse il sindaco di Milano Letizia Moratti a parlare nello spogliatoio del Milan. «L’ho fatto per far sentire la città vicina ai ragazzi, dobbiamo ancora crederci», dirà Spinelli prima di tornare a casa. Se questa era l’intenzione, nessun dubbio sulla nobiltà del gesto, ma c’è da restare perplessi sui tempi visto che ormai la frittata è girata e quasi cotta. La prigione. Alle 10.30 sono tutti chiusi nell’aula interna al Coni. Le prime parole di Aldo Spinelli profumano di rassegnazione. Si rivolge al sindaco ma parla davanti a giocatori e tecnico: «Guardi, sindaco, mi liberi da questa prigione, non ce la faccio più. Sono stanco, non posso più andare avanti. Per venire qui devo fare 400 chilometri, è un peso troppo grande». Lo stupore travolge tutti, anche perché non sembra il luogo e la compagnia giusta per trattare l’argomento. Maglia amaranto. Cosimi capisce subito l’ambiguità della situazione, ascolta ma figuriamoci se quello è il contesto dove può parlare del futuro societario. E allora sceglie di puntare su un tema che in quel momento può essere l’unico di sua competenza: «Mi rivolgo a tutti nella speranza che in queste ultime giornate di campionato possiate compiere una bella impresa. Qualunque sia il risultato, l’importante è che venga dato sempre il massimo dell’impegno nel rispetto della maglia che portate e delle tante persone che amano questa maglia». Il saluto. A questo punto Cosimi esce di scena, insieme a Ritorni e Picchi. Una stretta di mano cordiale, un “a presto” senza però nessuna data precisa sul prossimo incontro.


ASTENSIONISMO

marzo 30, 2010

Il dato più significativo per Livorno, almeno nella misura che vediamo. Speculare su chi sia il maggior contribuente di tale fenomeno è molto discutibile, mentre è certo che sono voti senza garanzia di ritorno alla base di partenza. Insomma, quando si v erificherà una maggior affluenza, e non potrà non accadere, è naturale che questa premierà a prescindere dai vincoli di appartenenza.  Meno sicurezze per tutti, in altri termini e soprattutto per chi ne ha avute anche troppe sino ad ora.

Per questo, facendo due conti, il record livornese di astensione, suonerà sinistro per molti, almeno quelli che ragionano e non si fanno scenari di comodo. Certo, per il momento la molto scarsa competitività della opposizione di centro destra può rassicurare, ma il problema non è certo lì, nè lo è mai stato da queste parti.

Ed allora la nostra idea di uno spazio tosto,  critico e pungente, che non abbandoni il campo naturale della nostra storia ( parlo di idee, valori e progetti ),  senza sconti e senza preconcetti, che si misuri sui problemi concreti che passano, eccome se passano, dal Consiglio, mi sembra che trovi piena conferma. Anzi.

Bisogna stare sulle cose, il Porto innanzi tutto, ed il lavoro. Il nuovo PRG.  Ma anche la sconclusionata questione dell’Ospedale, per portare avanti la sfida della saggezza amministrativa, contrapposta alle prove muscolari di un 51%. Affidandosi certo al referendum, ma prendendo in  parola che professata volontà di dialogo senza pregiudizi, per una soluzione più adeguata sotto tutti i profili.

Insomma, mi sembra che ci sia spazio in abbondanza per imboccarsi le maniche e fare qualcosa di utile per Livorno. I temi non mancano e nemmeno quelli che, votanti o non votanti, ritengono che si debba dare una spinta ad uscire dalla situazine attuale, che ci fa notare soprattutto per il record di astensionismo, ma quando mai….


VOTI GARANTITI AL LIMONCINO

marzo 29, 2010

Eccola lì la plastica rappresentazione della deriva politica livornese degli ultimi anni. Certo, molti problemi sono difficili da risolvere e lo sono sempre stati, ma quando si raccolgono consensi , raschiando tutto e di più, promettendo mari e monti, alla fine qualche nodo viene al pettine.

Così come dimostra anche la bassa affluenza.

Per quanto mi riguarda affluenza fa rime con influenza e francamente anche io non ne ho una gran voglia , di uscire febbricitante per andare a votare.

Ma poi, pensando a Giorgio Amendola ( qualcuno se lo ricorderà ) penso che prima delle 15 mi prendo una aspirina e vado.

Certo che quella dei voti garantiti al Limoncino è veramente un must, eppoi è evidente che se si vince per un 1% oltre il limite, ognuno rivendica che quell’1% sia il proprio.

Naturalmente c’è ancora molto tempo avanti, ma anche questa è una prima volta a Livorno, penso che dovrebbe preoccupare, e molto, chi ancora cerca di ragionare un pò.

Pattuglia esigua, soverchiata da chi aspira, ha aspirato e sta aspirando alla poltroncina di turno. Vedremo


FUORI PISTA

marzo 27, 2010

Con tutto quello che c’è in giro, alè con la pista ciclabile, che deve essere una opera pubblica di quelle complicate se ci vogliono tre anni di ritardo per farla, dopo averla già finanziata. E poi ci si meraviglia se non ci crediamo proprio ai tempi del nuovo Ospedale. ma di questo parleremo dopo le elezioni.

Oggi in fila , come dicono tutti quelli che scrivono qui, aamps e sindacati che strillano e dicono che le cose vanno assai peggio di quant si dice (dovrebbero saperlo almeno loro ) ed il conflitto sul porto, in cui, mi dispiace non condividere completamente Ghino ( ma ha visto chi sono gli attori assai noti, da una parte  dall’altra, e non vado oltre, apprezzando il fatto che Piccini abbia fatto il posibile e poi abbia lasciato la trattativa alle parti, vi immaginate se non avesse mosso un dito ? ).

Ma insomma una grande confusione ed una fase sicuramente delicatissima e declinante, acuita per me da chiari sintomi influenzali. Che mi hanno mandato un pò fuori pista.

Meno male, in questo macello,  che c’è chi si mette a fare le piste ciclabili al posto dei parcheggi dei motorini, vero nemico da abbattere. Io dichiaro da subito che continurò ad andare in   Vespa, devo essere proprio fuori pista. Oppure fuori pista ci sta andando una città, una confusione incredibile.

Meglio non rassegnarsi, anche perchè al peggio non c’è fine, tranne per chi si è disegnato comodi percorsi politici, ma questa è un’altra storia, assai diffusa in ogni schieramento. Uno dei tarli della politica di questi anni ed i frutti si vedono.

A proposito, da lunedì apriamo la nuova sede della Associazione Confronto, con nuove cariche sociali. I particolari a domani.


IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI

marzo 26, 2010

 A leggere una rassegna stampa sul porto, negli ultimi mesi fino ad oggi, si possono tirare molte conclusioni.

A partire proprio da oggi, allorquando si grida allo scandalo perchè l’AP si occupa della crisi di una società chiave del nostro scalo. A parte le questioni inerenti a vicende interne alla società, veramente è incredibile come si possa ritenere che le istituzioni locali non debbano farsi carico del rischio di una crisi che avrebbe effetti devastanti su occupazione e prospettive del porto.

Ho il dubbio che, a parte qualche ingenuo o finto tale, si giochi una partita che va ben oltre e che mette in gioco prospettive importanti della città.

Le società si risolvano le questioni interne , certo,  ma non possono essere fuori da un contesto istituzionale, il contesto nel quale sono nate. Utile o inutile a seconda delle convenienze  di questo o di quello.

Non entro nel merito, anche perchè il fatto che si discuta del nuovo PRG del porto richiede un clima più sereno e meno opportunista. Sempre che non si miri al tanto peggio tanto meglio.

Non sarebbe certo la prima volta, a Livorno, ma questa volta sarebbe davvero senza ritorno.


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