DEMOCRAZIA PARTECIPATA ( ma dove ? )

febbraio 28, 2010

Oggi leggiamo di rispettabili ed importanti manifestazioni di democrazia partecipata, che trovano consenso e sostegno in molte importanti componenti del centro sinistra , penso al popolo viola e non solo ad esso, così come il richiamo costante e giusto a regole da rispettare, formali e sostanziali. Ed allora questa è davvero una nota stonata, messa in evidenza dal Comitato e riportata dal Tirreno di oggi:

Nuovo ospedale, il Comitato accusa
 
«Che schiaffo, la Regione firma l’accordo a 15 giorni dal voto»
 
 
 
I filo-referendum. Martedì incontro con i cittadini
 
 

 LIVORNO. E’ su tutte le furie il Comitato promotore del referendum sulla localizzazione del nuovo ospedale a Montenero. «A norma di statuto» il Comitato ha sospeso la raccolta delle firme (che hanno raggiunto quota 2084) «in concomitanza della campagna elettorale per le elezioni regionali», invece rappresenta «una nota stonata» (oltretutto «a pochi giorni dalla scadenza del mandato e dalle elezioni») la «preannunciata firma da parte della Regione Toscana, dell’accordo di programma che fa seguito al protocollo d’intesa già servito a finalizzare su Livorno i finanziamenti previsti».
 L’appuntamento è annunciato per il 12 marzo: «Come se nulla fosse e – sottolineano i portavoce del Comitato, Francesca Pritoni e Fabio Verzoni – nonostante le numerose affermazioni di rispetto degli istituti di partecipazione popolare».
 Il Comitato ricorda di aver «sospeso ogni iniziativa per correttezza e rispetto della competizione elettorale e degli stessi candidati»: anzi, a tutti i candidati («nessuno escluso») ha chiesto la possibilità di incontrarli «per mettere a loro disposizione le proprie ragioni ed ascoltare le loro».
 Il Comitato informa che, stante l’indisponibilità delle sale circoscrizionali per motivi elettorali, si terrà al ristorante La Grotta delle Fate martedì 2 marzo alle ore 18: i promotori dell’iniziativa invitano la cittadinanza all’incontro che servirà a «fare il punto della situazione e programmare le iniziative».

COSTI E TEMPI

febbraio 27, 2010

La vicenda dell’acquario, trattata in modo assai rilassato, con nuova data per l’inaugurazione, si aggiunge al lungo elenco delle cose senza capo nè coda che abbiamo citato ieri.

L’unica data certa sembra essere quella della sottoscrizione dell’accordo di programma con la regione, per l’Ospedale.

Discutibilissima sotto molti punti di vista, a partire dalla fase di campagna elettorale e dai vincoli che pone, non solo al referendum, a norma di legge.

I costi ed i tempi non sono variabili indipendenti, come ben dice pda. Soprattutto quando ci sono di mezzo procedure di evidenza pubblica ed atti formali.

I referendari mi confermano la loro iniziativa pubblica di martedì prossimo, a questo punto assai interessante. Infatti la pausa elettorale sembra non avere senso e quindi ben venga un pubblico dibattito sulla questione di costi e tempi, su opere pubbliche che non sono certo gestibili in una logica emergenziale. Tipo protezione civile, per intenderci.

Mentre il Consiglio Comunale e le sue commissioni vengono messe in una situazione di attesa, come accade per il basket oppure per le questioni connesse alla società della salute, per la quale vi erano impegni precisi assunti in Consiglio, sulla necessità di fare il punto della situazione.  non se ne sente più nulla.

senza parlare dell’Odeon, oggi mi hanno contattato alcuni abitanti che guardano e subiscono il cantiere. Oggi ci parlo e sento le loro ragioni, che riporterò con tutta evidenza.

Del resto abbiamo fatto la nostra campagna elettorale a partire dalla gestione di opere pubbliche, con in testa l’Odeon, appunto.

Mi sembra che, sperando sia finita la stagione delle simulazioni al pc, l’opinione pubblica avrà molto su cui riflettere. La politica , anche cittadina, se parte dalle cose concrete che interessano davvero i cittadini, può riservare molte sorprese. La mia impressione è questa. E non solo la mia.


SENZA CAPO NE’ CODA

febbraio 26, 2010

Si sommano le questioni irrisolte e da risolvere, che attendono una soluzione. Oggi leggiamo degli annessi agricoli, ma anche del porto turistico alla bellana, così come in  Consiglio Comunale si è parlato della delocalizzazione della Lonzi, oppure di nuove RSA, chieste dai sindacati in sostituzione di quelle che si dovrebbero abbattere (? ) senza parlare della vicenda ospedale e del piano regolatore del porto, della edilizia sociale . Ma anche del commercio, per il quale si attende, dopo aver consolidato i parametri esistenti, indovinate cosa? , a detta della stessa giunta  si aspetta di sistemare la materia nel nuovo piano regolatare , quando ci sarà. Alè!

Insomma è diventata una costante, una litania che rimanda tutto al fatidico appuntamento, quello con la variante anticipatrice di turno, ma che alla fine traccia un percorso senza capo nè coda. In modo evidente.

 E poi varianti, sempre che si facciano, anticipatrici di che? Se si facessero tutte davvero mi spiegate voi a cosa servirebbe un nuovo piano regolatore. Ma questa ipotesi è di pura teoria.

Ho sostenuto,allora,  ancora una volta e cercando di trovare ascolto sia nella maggioranza che nella opposizione, che varrebbe la pena di iniziare davvero il percorso per il nuovo PRG, magari partendo dal porto e dare così una cornice seria nella quale inserire tutto lo stillicidio delle presunte e mitiche varianti anticipatrici, ognuno è in attesa della sua.

Intanto martedì pomeriggio , alla Grotta delle Fate, alle 18, i referendari mi comunicano che hanno organizzato una iniziativa per fare il punto e rilanciare. Hanno chiesto di incontrare i candidati alla Presidenza della Regione e penso che otterranno presto l’incontro, almeno con i  due principali.

A pensarci, per il nuovo ospedale, è ipotizzabile una qualche variante anticipatrice, magari perchè buisogna risolvere i problemi della vibilità e quanto altro. Non schrzo, potrebeb davvero essere necessaria. Roba da primato mondiale delle varianti anticipatrici di non si sa che. In assenza di esaurinti indirizzi generali di riferimento per il governo del territorio.

Insomma rischiamo di incartarci in un gioco dell’oca interminabile, in cui tutte le caselle rimandano allo stesso punto, senza capo nè coda. Ed invece, in un corretto percorso amministrativo, che voglia dare risposte finalmente concrete, un capo ed una coda ci devono essere. Altrimenti continueremo a perdere tempo aspettando una ennesima variante anticipatrice, magari imprevedibile oggi, ma che a qualcuno potrebbe venire in mente. Chissà, ho qualche idea maligna, ma sarebbe troppo.


Non ci sono per ora date sul termine dei lavori

febbraio 25, 2010

degli edifici delle ex terme del Corallo.

Una perla che colgo dall’articolo del Tirreno che completa una pagina intera di bollettino sui lavori in corso a cura della Amministrazione.

Magari si poteva riportare di una intera mattinata in Commissione, sulla questione della delocalizzazione della Lonzi, anche le posizioni espresse dai consiglieri presenti, che discutevano di una mozione di Cannito, oltre che le informazioni del dott Gonnelli, ma non credo sia rilevante. Davvero, vista anche l’abituale correttezza e puntualità della cronista.

Molto più carina la descrizione del parco ( tra cantieri, cavalcaferrovia e bonifiche ) che si aprirà al pubblico in autunno. Vabbè.

Ma quella per cui non si sa, “per ora “ quando finiranno i lavori sulle Terme è mitica. Perchè qualcuno sa quando incominceranno i lavori e quali ?

Parlo ovviamente del recupero e non della semplice messa in  sicurezza , peraltro obbligatoria per legge ed oggetto di un processo tuttora in corso in appello.

Sono piccoli spunti, ma ancora una volta segnano la necessità di riportare con i piedi per terra una città, che invece che accontentarsi di pezzi di strada innaugurati nottetempo e qualche presunto parco tra cantieri di palazzine in rapida crescita, farebeb  bene a darsi da fare davvero sulle tante questioni incartate. Pensando alla nuova strada aperta ieri notte, le questioni del portio turistico e del piano regolatore del porto che, per dirla con il Tirreno, “per ora” non si sa da dove, si parte, chi parte e dove arriva, con riferimento alle questioni della Bellana, annessi e connessi. Solo per fare un esempio.


Inaugurata Porta a Mare: Cosimi e Picchi tagliano i nastri..

febbraio 25, 2010

di Alonso

Ieri è stata inaugurata la Porta a Mare e tu Alessandro Cosimi hai tagliatoil nastro; a testa alta e fiero di un lavoro che non hai fatto ma che hai in tutti i modi ritardato .

Ieri chi ti ha permesso questa incredibile realizzazione NON c’era.

Già.. NON c’era.

La storia non si può cancellare. E anche se non provi vergogna tu , ieri sera l’ho provata io per te …


LA POLITICA DEL FARE ( MA COSA ? )

febbraio 24, 2010

La citazione di Totò, fatta da Ghino , è pertinente, perchè francamente trovare un bandolo che non sia la nostra citazione principale ( ognuno ha le sue ) è difficile.

Leggendo su vari argomenti e su vari giornali, oggi tutti sono intorno ai temi, ci si accorge che stiamo di fronte ad una stagione inaspettata, quella del fare ( si fa per dire ) a tutti i costi, anzi costi quel che costi, anzi che ciascuno si faccia i costi suoi, ovvero io pago secondo Ghino.

Mettete in fila le riflessioni sul nuovo ospedale che leggiamo sul Corriere, sia di Nieri che di Morelli, le questioni che si leggono sugli annessi agricoli e la lettera di Ruggeri sul Tirreno, che merita approfondimenti non banali ( io continuo a non capirci un granchè, in questa storia avviata in modo piuttosto sconclusionato rispetto alla esigenza di non sanare niente, ma di sanare tutto oppure non so cosa altro ), le questioni sul porto turistico, visto che in Commissione Consiliare stiamo discutendo del nuovo PRG del Porto e questo argomento sarà uno di quelli al centro di un percorso ancora non  definito ( su questo punto ) per nulla. E via dicendo, in perenne annuncio del nuovo piano regolatore della città, quello è immancabile e nemmeno Ruggeri sfugge al richiamo ormai mitico.

In fondo “fare” richiede un metodo ed un chiaro elenco di chi fa cosa e come e quando. Senza pensare a logiche emergenziali. A meno che non si riconosca anche a Livorno lo stato di calamità e si trovi un Bertolaso.

Ma non credo che si arriverà a tanto ed allora sarà il caso di mettere un pò di ordine in tutto questo cacciucco e darsi da fare, per davvero, non per scrivere fogli senza conseguenze pratiche ma per realizzare qualcosa di concreto. E non parlo dell’Odeon, citato sulla Nazione, con frane annesse e temute. Per oggi mi sembra che ce ne sia a sufficienza.

Punto, anzi due punti, punto e virgola e via scrivendo, come dettava Totò a Peppino. Una lettera indimenticabile, una evocazione pertinente.


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