POSTI

La maledizione di Forza Italia: mai un livornese in Regione
 
 dal Tirreno
 
Nel 1995 e nel 2000 Provenzali superò Crocchi e Martorano
 
LU.DEM.

 Quando i mulini erano bianchi, perfino in Regione esistevano le preferenze. Fino al 2000, per le regionali era possibile scrivere sulla scheda un nome fra i candidati alla poltrona di consigliere. Nel maggior partito del centrodestra, che tanto nel 1995 quanto cinque anni dopo era Forza Italia, mai nessun livornese è riuscito a conquistare il pass per la Regione.
 Certo, Leopoldo Provenzali ha rappresentato Forza Italia in Regione, prima nel 1995 e poi nel 2000, eletto nella lista provinciale livornese, dando però il senso di un’elezione a dispetto dei livornesi. Lui, elbano purosangue, batté in entrambe le occasioni due livornesi doc. Nel 1995 Bruno Crocchi, nel 2000 Rocco Martorano. Quello sì che fu un duello fra democristiani d’altri tempi. Finita la storia della Balena bianca, i due si ritrovarono sotto le insegne del Cavaliere. Martorano, per la verità, fedele allo Scudocrociato, si accasò nel Ccd. E così, alle regionali del 2000, si presentò nella formazione Forza Italia-Ccd. In città prese un bel pacchetto di preferenze, le stesse che gli avevano sempre fruttato l’elezione in consiglio comunale. Ma anche Provenzali, che arrivò nelle file forziste attraverso il Cdu, si difese molto bene nella città capoluogo, per poi sferrare l’attacco decisivo nella sua roccaforte elbana. Martorano prese 2200 voti a Livorno contro i 1800 dell’amico-avversario, che fece il sorpasso grazie ai voti dell’Elba. Cinque anni prima la stessa operazione vide come vittima il fondatore di Forza Italia Bruno Crocchi.
 Insomma, un consigliere regionale livornese Forza Italia non l’ha mai avuto. Neppure nel 2005, quando a Livorno è stato candidato il fiorentino Paolo Bartolozzi. Quasi una maledizione, per il partito che ha costituito l’asse portante del centrodestra e che rappresenta, anche oggi, la componente maggioritaria del Pdl. Anche alle politiche i portacolori livornesi di Silvio non hanno mai ottenuto seggi. Il centrodestra livornese è stato rappresentato, ad altissimi livelli, da Altero Matteoli, proveniente però dalle file di An. Ma di deputati o senatori forzisti col marchio di Livorno, neppure l’ombra.
 Ragione di più, per i papabili del Pdl con pedigree forzista, per considerare le regionali del 21 marzo come l’occasione della riscossa. Senza perdere, naturalmente, la prudenza che in questi casi è sempre consigliabile.



12 risposte a POSTI

  1. Kinto scrive:

    Quando si dice la coerenza,e la questione morale innanzi a tutto.
    In altri tempi certi soggetti sarebbero stati definiti al minimo Voltagabbana,
    e degni del pubblico ludibrio,
    oggi e questo mi stupisce ed annichilisce
    questi stessi soggetti per un pugno di voti garantiti alla casta
    hanno il posto garantito per decenni, e nessuno si lamenta.
    Posti che verranno tramandati di padre in figlio se non capisco male,o se leggo bene i nomi dei banchi consiliari.
    Ale’,in tempi di crisi,c’e’ chi non ne risente.
    In definitiva poi qualcuno riuscirebbe a spiegarmi di cosa si occupa martorano all’Liri ?
    Saluti

  2. Danilo Verticelli scrive:

    Ieri ero ad una conferenza a Villa Henderson, presentazione della collana “Livorno Cruciale” (nel numero 2 ci sarò anche io intervistato,) ed ho ascoltato parlare anche il buon Cardinali, del Vernacoliere.
    Con non mia sorpresa, ma comunque non scevra da un certo retrogusto amaro, ho sentito per l’ennesima volta l’elogio del livornese come derivato dalla immigrazioni di depravati dell’epoca (leggi livornine), come persona che si bea della propria superficialità, del proprio spirito dissacratorio, della propria anarchia. Il livornese alla pizza e mandolino per capirci.
    Ebbene, se anche persone di una certa cultura come il Cardinali, ancora non capiscono che le cose non stanno poi così, che i livornesi sono superficiali non per spirito storico ma per incapacità al pensiero critico, contratta in decenni di abitudine allo status quo, se chi nasce oggi nulla può avere a che vedere con le cose anche di cinquanta anni fa (nel frattempo il mondo è progredito eh, Cardinaliii), che essere anarcoidi (nel senso di fare ciò che si vuole in barba al rispetto degli altri) e disimpegnati e schietti fino alla volgarità non sono doti ma sintomi di un mondo ormai a latere, che il mondo futuro necessita di attenzione, educazione, impegno, approfondimento, rispetto, cultura ed eleganza, e non i “miti” labronici dell’uomo “duro” che va in motorino sotto ogni pioggia (chiamalo bischero) o che va in maglietta maniche corte a 5° di temperatura (visti con i miei occhi, magari avevano assunto sostanze riscaldanti…), ecco, se ancora oggi in un consesso acculturato qualcuno ha ancora la faccia di gioirsi di aspetti che francamente in moltissime altre città rappresenterebbero fenomeni di periferia persa o atteggiamenti coatti di borgata, beh, Kinto, come stupirsi che da questa umanità, alla fine, non riescano proprio a fuoriuscire personaggi decenti che sostituiscano i “vecchi” o che ogni carica venga tramandata di padre in figlio o che i figli dei politici poi hanno fatto professioni e mestieri “strettamente” legati ai rapporti orizzontali con gli enti pubblici (Comune, Regione, ASL, ecc) e mai hanno messo su un negozio di salumi o di scarpe o fossero andati a lavorare come liberi professionisti ma ad almeno 300 Km da qui, mai. Mai che fosse successo.
    La genetica al potere e nelle professioni. Sono tutti figli di qualcuno o parenti di qualcun altro o mogli di qualcun altro ancora.
    Architetti, Medici, Avvocati, Geologi, Ingegneri e aggiungi….Tutti con cariche, lavori, carichette, incarichi. Uno per tutti e tutti per sé.
    Mengele al confronto era un dilettante: a Livorno la genetica è materia assuefatta da tempo.

  3. i percorsi politici sono a volte incomprensibili, altre volte assai meno.
    Certo il nuovo partito , parlo del PD, aveva suscitato attese assai diverse. Posti e tessere, fuori da vecchie storie e vecchi metodi. Non è andata così. Francamente sono molte le cose che non capisco,o capisco troppo bene e non a caso non ho preso la tessera di un partito che pur avevo contribuito a fondare

  4. st. john scrive:

    >La genetica al potere e nelle professioni. Sono tutti figli di qualcuno o parenti di qualcun altro

    caro danilo ti consiglio di dare uno sguardo a questo libro

    http://www.webster.it/libri-crisi_aristocrazia_inghilterra_elisabetta_cromwell-9788806332259.htm

    che si trova anche alla biblioteca dei bottini dell’olio. Stone, tra le tante cose, ricostruisce la traiettoria storica dell’aristocrazia inglese, e del relativo nepotismo, prima e dopo l’epoca della rivoluzione. Il periodo che va dal taglio della testa di Giacomo II alla restaurazione del 1688 passando per Cromwell è rappresentato come una sorta di parentesi. Tra cosa? Diciamo tra due grandi periodi di forte nepotismo e di negoziazione familiare delle cariche. Questo per dire cosa: il nepotismo che vedi oggi è parente di quello di un’altra epoca..c’è stata una interruzione..e tutto è tornato come prima.
    E ti dirà di più: è finita l’epoca della assegnazione della cariche con criteri politici. Da tempo.

    ps. l’assessore all’innovazione è sempre più esilarante. Convoca tavoli tanto per far finta di muoversi. E’ proprio vero che c’è gente che ha visto un bel mondo ;-)

  5. Alonso Qujiano scrive:

    Perchè il pd ha fallito:

    Nell’attuale PD comanda ed ha un ruolo Rocco Martorano (niente di personale , sia chiaro)che nel 2000 è stato l’alfiere di Berlusconi a Livorno e che al massimo si è avvicinato alla sinistra iscrivendosi nel 2002 con la Margherita , da sempre il principale avversario dei DS.
    Remember Cecio & Mannelli e l’attacco alla poltrona di sindaco Ds di Lamberti

    Non c’è posto per un iscritto al PCI dal 1971 .
    Capogruppo in Comune col Pci/Pds , 10 anni assessore col PCI/PDS , 12 anni Sindaco con i Ds.
    Fondatore del PDS a Livorno.
    Fondatore dei DS a Livorno .
    Fondatore del PD a Livorno.
    VicePresidente a Bruxelles per il Gruppo dei Socialisti , sempre da Ds .

    Ecco , appunto.

    Come dice Chiamparino sindaco di Torino , il PD ha fallito , dopo la sconfitta alle regionali si ricominci da 0 .
    E con un Partito di sinistra fatto da uomini di sinistra .

    Oggi leggi Vittorio Feltri che scrive il suo editoriale ” L’ INFERIORITA’ MORALE DELLA SINISTRA” e , se uno si toglie il pregiudizio e legge senza sapere chi l’ha scritto , ti rendi conto che ha ragione dalla prima all’ultima parola.

    n.b. Piero Marrazzo si è dimesso da Presidente della regione Lazio ma non da consigliere regionale ……..continua a percepire 10 mila euro mensili ed ha apure la scorta .

    Alberto Tedesco , l’assessore della giunta Vendola , indagato per il caso sanità , il PD gli ha trovato un seggio in SENATO .
    Ha candidato De Castr alle europee facendo subentrare Tedesco a Palzzo Madama , PER GARANTIRGLI L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE.

  6. Danilo Verticelli scrive:

    Caro Santo, appunto.
    Il vecchio nepotismo non si spacciava per partito del popolo. Non strizzava l’occhiolino alle masse, ma era una bella e sana dimostrazione di oligarchica aristocrazia snob. Fatto da loro era il giusto. Cosa altro aspettarsi? Fatto da berlusconi è l’ovvio, visto che anche egli è figlio dei nepotismi socialisti. Fatto da camorristi è altrettanto ovvio e per ovvi motivi.
    Il nepotismo non è invenzione labronica, ovvio, ma applicato in una città in cui le bandiere rosse hanno sventolato (e sventolano ancora) nel nome del popolo, ed in quel nome, per decenni, lo sviluppo e la vera innovazione sono andati a farsi fottere per qualche nave in più, per qualche container in più, per qualche dollaro in più, beh, concorderai con me che è una genìa nepotista ben più squallida, nonchè ingannevole. E che a ratificare tutto siano proprio i cittadini, affamati, delusi, disillusi, è veramente troppo. Cornuti e mazziati. Livorno C&M.

    Alonso: sinistra o destra non mi interessa. Voglio qualcuno che faccia le cose come si deve, che parli l’inglese e sappia andare dove deve per riportare la città alla vita normale. Ma l’Italia è una nazione di morti che comandano i vivi. A San Francisco sta nascendo l’Ipad, ed è solo l’inizio. Siamo indietro, in Italia ed in Italia, qui. Siamo troppo indietro con le reti e l’evoluzione tecnologica. Al Sud ancora si vive come nel Medioevo. Qui come nel seicento parigino. E’ solo uno schifo. Una generazione persa, e forse due…

  7. fabrizio scrive:

    Questa su Marrazzo,non la sapevo…. diecimila son sempre diecimila…. A quanto pare nemmeno la moglie ha mollato. Dè meglio un marito che ti tradisce con un mezzo maschio mezza femmina ma con i quaini,che un marito ligio al suo dovere virile, ma morto di fame.Mala tempora currunt…. La crisi ovviamente è dentro ai partiti,dove non c’è democrazia interna.Potevano avere un significato quando lo scontro era ideologico,e gli iscritti erano inquadrati quasi militarmente.Ma oggi che le ideologie,sono state buttate alle ortiche,questi Partiti,cosi’ come sono stati concepiti non hanno piu’ senso.Come dimostrano le primarie del PD che sconfessano regolarmente i candidati proposti dall’alto dalla Casta.

  8. paolo de angelis scrive:

    Anche Del Bono pare che non si sia formalmente dimesso;è il Pd disarticolato della Periferie Italiana (come scriveva Della Loggia ieri sul Corriere),il Pd che (alla faccia di Repubblica)se la gode con i soldi pubblici e trasforma i mediocri in oligarchi di periferia.Con proprie,sofisticate strutture organizzative.Capace di mentire sapendo di mentire.In questo contesto anche un furbacchione come Vendola puo’ diventare un paradossale punto di riferimento per i delusi.Legittime le richieste di Prodi a Bersani,ma intempestive.Fatte mentre si facevano le bucce alle carte di credito dell’ulivista-scopatore Del Bono.(chiedo scusa a tutti e al moderatore).Quanto a Martorano,Presidente della Liri a vita,costui pesco’il jolly quando transito’ nella Margherita portandovi la sua dote di elettori.(dunque,di origine forzitaliota).Non contento di questo si fece incoronare alla Liri dopo avere tampinato Cosimi fino al giorno della ufficializzazione della sua prima candidatura (2004).Ecco uno dei bon vivant del centro- sinistra livornese.

  9. coerenza e bon vivant. Pda coglie un punto topico.
    Naturalmente , prima o poi, finirà che ci farà un film Virzì.
    Alcune cose non possono essere prese sul serio e magari ci suscitano sorrisi da goliardi, ma alla fine , se sono un filo conduttore, diventano tremendamente serie.

  10. Danilo Verticelli scrive:

    Pda, hai parlato di “dote di elettori” .
    Il problema è dunque questo: perchè esistono le doti di elettori? Come può un sistema che dovrebbe essere democratico permettere che i voti diventino “pacchetti” e assicurazioni?
    Domande ingenue, certo, e lo storico Santo chioserà che anche i Guelfi avevano pacchetti di simpatizzanti fideisti, ecc.
    Ma quando le domande ingenue si pongono in ere diverse, quando alle soglie di un necessario sconvolgimento dell’Umanità ci si accorge per l’ennesima volta di questioni scontate o ingenue, allora tali questioni diventano attuali e mai preconcette.
    Domandarsi il perchè molti uomini riescono a portarsi dietro pacchetti di voti, che non corrisponde affatto all’essere votati da “paccate” di singoli elettori coscienti, non è, oggi come oggi, una domanda retorica, ed affronta proprio il rapporto tra candidati singoli e masse belanti.
    Nulla di personale, ovvio, ma viene da domandarsi come può, tale Martorano, dotarsi di un pacchetto di voti di persone coscienti e responsabili. Cosa li costringe a votarlo, insomma. Cosa c’è dietro.
    No perchè, immagino, ma anche tra noi, ce ne sarebbero a centinaia se non migliaia di persone e personaggi di ben altro calibro e levatura rispetto ad esso solo a Livorno.
    E allora non è da ingenui continuare a domandarsi perchè persone e personaggi di poca sostanza (in ogni ordine di rappresentanza politica anche nazionale, certo) possano fare affidamento sui voti ben certi per due motivi:
    uno prettamente politico, ovvero quale scambio ci sia tra il politico votato e gli elettori imbelli,
    l’altro di tipo psicologico, ovvero quale patologia affligge l’elettore medio italiano perchè continui a godere di briciole servili, accontentandosi del poco per sé e riununciando al molto per tutti, mentre il “signore” di turno viene da esso legittimato ad ogni cosa. .
    Nessuno, in Italia, è estraneo a questo meccanismo. nessuna forza politica.
    L’unico voto sincero è ed è stato quello disinteressato, quello dato a coloro che non avevano mani in pasta a niente, ovvero, nella storia, alcuni partiti di estrema sinistra, il MSI, la Lega dei primi tempi.
    Il resto, ancora oggi, e nonostante Internet, l’iPad, e la comunicazione globale in tempo reale, è asservito a logiche di piccolo scambio di favori. Dalla DC al PCI al PSI. Oggi, insieme, PD e PDL.

    Non importa se qualcuno è capace o no. L’importante è che quel qualcuno “serva” a qualcosa.
    Martorano, evidentemente, serve a qualcosa.

  11. eggià. Se vi leggete l’analisi che fa Chiamparino della situazione del PD, si capisce bene dove siamo andati a parare. E non credo che il sindaco di Torino si ispiri al nostro blog, anche se nulla va escluso.

  12. fabrizio scrive:

    intanto Martorano è simpatico,e con lui due risate al Bar si fanno volentieri. E ti pare poco,in tempi bui e grigi come questi? E se fosse questa la spiegazione?

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.