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gennaio 30, 2010

Non credevo davvero che ieri sera, in  una serata piovosa e fredda, convenissero quasi trecento persone a sttoscriver e sostenere il referendum per l’Ospedale. Nè immaginavo le presenze di molti consiglieri comunali e di esponenti di importanti realtà associative, come Medicina democratica, Senza Soste .

Insomma una occasione non certo per negare alla città di migliorare i propri servizi sanitari, di fare un nuovo ospedale, di cogliere le occasioni e di modernizzarsi, ma di farlo bene e nel modo giusto, attraverso una forte partecipazione popolare. Utilizzando per la prima volta lo strumento del referendum che avevamo introdotto, anni fa, nello statuto comunale.

A me sembra, indipendentemente da come andrà e da chi prevarrà, una bella pagina di democrazia partecipata.

Ecco di seguito la lettere aperta che è stata sottoscritta ieri da trecento percsone e che verrà inviata ai candidati alla presidenza della regione:

LETTERA APERTA

 

 

Come saprete , a Livorno sono in corso le procedure per l’effettuazione di un Referendum popolare, che ha per oggetto l’abrogazione della delibera del Consiglio Comunale che individua nella zona di Montenero la localizzazione del nuovo Ospedale.

Il quesito presentato dal nostro comitato, secondo le norme previste dallo Statuto e dai Regolamenti, è stato ufficialmente dichiarato ammissibile ed è così iniziato il periodo previsto per la raccolta delle firme necessarie, che si concluderà oltre la data  delle prossime elezioni regionali. E’ così prevedibile che si possa votare per il Referendum poco dopo l’insediamento del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio Regionale.

Non è nostra intenzione ostacolare in alcun modo la realizzazione di una nuova e moderna struttura ospedaliera, ma desta forti perplessità la localizzazione che si è indicata, insieme ad altre motivazioni che abbiamo indicato nel documento che abbiamo allegato al quesito referendario e che vi alleghiamo.

Si tratta, comunque la si pensi, di una scelta di grande rilievo per la nostra città e riteniamo che sia corretto e giusto che si possa sottoporre ad una verifica referendaria, secondo le migliori tradizioni di democrazia e partecipazione a Livorno.

Un argomento viene usato, comprensibilmente, per contrastare il Referendum ed è quello per cui, rinviando i tempi della localizzazione definitiva, si perderebbero i fondi messi a disposizione dalla Regione.

Secondo la nostra proposta si tratta, invece, di utilizzare al meglio i fondi di cui si parla,  inserendoli in un più complessivo e ponderato disegno di governo del territorio e dei servizi, in modo da verificare in modo esauriente ed adeguato, l’inserimento della nuova struttura .

Riteniamo, quindi, che un periodo di riflessione e di approfondimento, tale da consentire di trovare anche il più ampio consenso nella cittadinanza, possa essere contenuto nei tempi e tale da far individuare la soluzione migliore possibile e più condivisa.

E comunque, quale che sia l’orientamento di ciascuno, ci sembra che non si possa far finta di niente o peggio ancora porre la città di fronte ad una spada di Damocle, secondo la quale, aspettare il referendum determinerebbe la perdita dei finanziamenti, già indirizzati dalla Regione verso Livorno.

Deve invece essere possibile, questo è il senso della nostra richiesta, coniugare l’esigenza di realizzare al meglio il nuovo ospedale ed il diritto dei livornesi di esprimersi in merito, con il voto.

Per questo vi chiediamo un impegno chiaro e vincolante, ossia che la prossima amministrazione regionale rispetterà la volontà dei livornesi e garantirà il mantenimento dei finanziamenti previsti, quello che sia l’esito del referendum.

Siamo convinti che Livorno meriti questo vostro gesto di attenzione e che non esistano motivi per negarcelo.

Cogliamo l’occasione per chiedervi, nei modi che riterrete, di incontrare il nostro Comitato, in modo da poter illustrare a pieno la nostra volontà propositiva e di collaborazione nei confronti di tutti i candidati, lieti di poter ascoltare le vostre idee ed i vostri programmi.

In attesa di un vostro cortese riscontro

 

Francesca Pritoni

Fabio Verzoni

Seguono 300 firme


SOPRALLUOGHI E PELLEGRINAGGI

gennaio 29, 2010

Apprendiamo dal Tirreno che nei giorni scorsi in una importante riunione in Comune, si è deciso, per dare una scossa al recupero delle Terme, che alla fine delle demolizioni si farà un sopralluogo per vedere il da farsi, nel parco. Addirittura.

Una decisione così coraggiosa lascia un pò senza fiato e senza dubbio merita attenzione.

Magari , dopo aver passeggiato nel parco e tra le ruspe, potremo anche capire dai protagonisti quali erano i fondi europei per il recupero cui accedere ed a cui aveva con tanto zelo fatto riferimento, sempre sul Tirreno e con grande risalto,  il Sovraintendente plaudente.

Siamo curiosi, e magari lo sarà anche il cronista, perchè al centro di tutto, c’è, anzi c’era, il recupero delle terme, mentre ora ci sono i parchi,  le passeggiate ed i sopralluoghi .

Ma non andavano fatti ( sopralluoghi, progetti ed applausi del Sovraintendente ) prima di portare le delibere in Consiglio e di approvare le varianti? Forse ci manca qualche puntata, senza nulla togliere a chi costruirà, in piena legittimità, le palazzine a latere.

Ecco allora il punto. Se si amministra secondo un principio, “intanto partiamo e poi si vede”, per le Terme come per l’Ospedale, vi immaginate quanti sopralluoghi da fare ai piedi della collina di Montenero.

Magari prolungando un pò si arriva al Santuario, un pellegrinaggio va sempre bene , visto che ”intanto partiamo,qualche santo ci aiuterà”.  Sarà, ma forse varrebbe la pena di non prendere tutto troppo sul serio, anche se qualcosa bisogna pur scrivere.

ps. Fulvi sulla Nazione parla e fa parlare di porto. Tutto si può dire tranne che non sappia di cosa parla. Fa citazioni pertinenti ed anche riflessioni su Conti e Piccini del tutto condivisibili.

A proposito, stasera, alle 21, ci hanno invitati ( quelli del comitato ) a partecipare ad una assemblea in circ 5 , per discutere di nuovo ospedale e referendum. Mi sembra valga la pena di esserci.


POSTI

gennaio 28, 2010
La maledizione di Forza Italia: mai un livornese in Regione
 
 dal Tirreno
 
Nel 1995 e nel 2000 Provenzali superò Crocchi e Martorano
 
LU.DEM.

 Quando i mulini erano bianchi, perfino in Regione esistevano le preferenze. Fino al 2000, per le regionali era possibile scrivere sulla scheda un nome fra i candidati alla poltrona di consigliere. Nel maggior partito del centrodestra, che tanto nel 1995 quanto cinque anni dopo era Forza Italia, mai nessun livornese è riuscito a conquistare il pass per la Regione.
 Certo, Leopoldo Provenzali ha rappresentato Forza Italia in Regione, prima nel 1995 e poi nel 2000, eletto nella lista provinciale livornese, dando però il senso di un’elezione a dispetto dei livornesi. Lui, elbano purosangue, batté in entrambe le occasioni due livornesi doc. Nel 1995 Bruno Crocchi, nel 2000 Rocco Martorano. Quello sì che fu un duello fra democristiani d’altri tempi. Finita la storia della Balena bianca, i due si ritrovarono sotto le insegne del Cavaliere. Martorano, per la verità, fedele allo Scudocrociato, si accasò nel Ccd. E così, alle regionali del 2000, si presentò nella formazione Forza Italia-Ccd. In città prese un bel pacchetto di preferenze, le stesse che gli avevano sempre fruttato l’elezione in consiglio comunale. Ma anche Provenzali, che arrivò nelle file forziste attraverso il Cdu, si difese molto bene nella città capoluogo, per poi sferrare l’attacco decisivo nella sua roccaforte elbana. Martorano prese 2200 voti a Livorno contro i 1800 dell’amico-avversario, che fece il sorpasso grazie ai voti dell’Elba. Cinque anni prima la stessa operazione vide come vittima il fondatore di Forza Italia Bruno Crocchi.
 Insomma, un consigliere regionale livornese Forza Italia non l’ha mai avuto. Neppure nel 2005, quando a Livorno è stato candidato il fiorentino Paolo Bartolozzi. Quasi una maledizione, per il partito che ha costituito l’asse portante del centrodestra e che rappresenta, anche oggi, la componente maggioritaria del Pdl. Anche alle politiche i portacolori livornesi di Silvio non hanno mai ottenuto seggi. Il centrodestra livornese è stato rappresentato, ad altissimi livelli, da Altero Matteoli, proveniente però dalle file di An. Ma di deputati o senatori forzisti col marchio di Livorno, neppure l’ombra.
 Ragione di più, per i papabili del Pdl con pedigree forzista, per considerare le regionali del 21 marzo come l’occasione della riscossa. Senza perdere, naturalmente, la prudenza che in questi casi è sempre consigliabile.




PROGETTI E REALTA’

gennaio 26, 2010

La Regione porta un consistente lotto di finanziamenti per la viabilità , nell’accordo con il Governo.  Se questi potranno contribuire a migliorare la viabilità locale sarà una buona cosa. A questo punto resta da vedere come saranno e quando scadenzati gli interventi previsti, a partire dalla ipotesi di terza corsia della variante aurelia.

Insomma Conti e Matteoli fanno al loro parrte e la questione rimane sulle spalle delle amministrazioni locali, che dovranno dimostrare  capacità di spesa e di progetto.

Così come sarà interessante sapere come e quando inizieremo a discutere di PRG portuale e di darsena Europa, per capire come e quando.

Ecco, come e quando rimane sempre la domanda inevasa. Perchè non bastano solerti articoli a risolvere i problemi, ma occorrono atti precisi, soprattutto se davvero esiste la possibilità di farli.

L’asticella si alza e bisogna essere in grado di saltare. Vedremo se a Livorno saremo in grado di farlo, ma anche se ce lo faranno fare coloro i quali sono dedicati più ai giochetti di partito contro questo o quello, che non agli interessi della comunità.  Tirare il sasso e nascondere la mano diventa sempre più difficile. Livorno ha bisogno di altro.

PS dopo aver atteso invano un assessore, che sia uno, che rispettasse i tempi previsti da norme e buona educazione, ho lasciato l’aula consiliare  e me ne sono andato, non so se ho perso qualcosa di interessante, ma un pò di rispetto in più per tutti e per le istituzioni non guasta. Così mi avevano insegnato, far finta di niente non va bene, altrimenti…. “bada lì” ha il sopravvento e non è giusto e dignitoso.


Nuovo ospedale . Referendum, Assemblea e Pasolini

gennaio 22, 2010

E come slogan scelta una frase di Pasolini su Livorno

Una frase di Pasolini come motto: «Livorno è la città d’Italia dove mi piacerebbe più vivere. Lascio ogni volta il cuore sul suo enorme lungomare». Un manifesto per spiegare che il «no» non nasce da una scelta egoistica ma dall’amore per la città. Il comitato contro l’ospedale a Montenero affila le armi in vista della raccolta di firme per il referendum abrogativo della delibera di localizzazione della struttura. E dà appuntamento ai livornesi per il 29 gennaio: alle 21, nella sede della circoscrizione 5, si svolgerà la prima assemblea sul referendum. All’ordine del giorno il calendario del cammino referendario e le scadenze, le modalità e i tempi per la raccolta delle firme, la raccolta di fondi e le nuove adesioni. «Il dissenso verso una operazione che sembra voler dotare la città di una nuova struttura ospedaliera – si legge nel documento fondativo del comitato – nasce dalla approssimazione, dalla inattendibilità e dai rischi che una simile operazione comporta. Al contrario, il coinvolgimento vero e partecipato di tutti, non solo per ascoltare ed accettare una decisione già presa ed immodificabile, come è avvenuto sinora, ma per consentire di rivalutarla e ricollocarla in un contesto più adeguato e realistico, sia sul piano urbanistico che su quello della integrazione dei servizi sociali e sanitari sul nostro territorio, è l’obbiettivo che ci proponiamo». Il comitato elenca le ragioni per cui è opportuno non costruire un nuovo ospedale a Montenero. Oltre a varie considerazioni di carattere ambientale, «la distanza dai quartieri nord della città» e «l’ingolfamento dei viali a mare». «Per rendere raggiungibile l’ospedale sarebbero necessarie scelte radicali ed imprescindibili che coinvolgerebbero rilevanti pezzi di territorio». «La abrogazione della delibera che ha localizzato a Montenero il nuovo ospedale – chiude il manifesto – in presenza di altre possibilità localizzatorie, consentirà di fare le cose meglio, in tempi certi e verificabili, ottenendo tutte le necessarie garanzie per la tutela della salute e dell’ambiente, patrimonio prezioso di tutti i livornesi».

dal Tirreno


PD : Deprimente deriva

gennaio 21, 2010

da LA NAZIONE

di Alessandro Baldi

Circolano ipotesi sulla possibilità che non venga confermato Roberto piccini quale presidente dell’Autorità Portuale  e che al suo posto venga nominato il futuro ex assessore regionale ,il fiorentino  ricardo Conti , o un futuro ex ammiraglio.

Non so chi metta in giro simili previsioni :tuttavia a me sembra che rappresentino  una deriva molto deprimente della politica della nostra regione .Il giudizio sull’operato di Roberto Piccini , che ha lavorato in mezzo a molte difficoltà ed in una situazione della economia nazionale e mondiale difficile , non può che essere positivo e quindi far auspicare una su riconferma .

Ma il punto non è questo,ora. E’ evidente che la ipotetica candidatura di Riccardo Conti  si configura  già adesso come un messaggio da decriptare in prospettive che guardano , più che agli interessi del nostro porto , ai percorsi  ed alle  carriere  di questo o quel personaggio………………………………………………………………………………………………………………..


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