Avevamo fatto una campagna elettorale ironizzando sul fatto che si parlasse di un ospedale nuovo senza certezze sulla localizzazione. L”ospedale mobile, che non ci ha impedito di perdere le elezioni, ma , al contrario dei desideri di qualcuno, non ci ha messo a tacere, anzi, ci ha consentito di entrare in Consiglio Comunale ed avere una voce, libera ed autonoma, con cui farsi ascoltare. Naturalmente dipende da cosa si dice , e se ci si azzecca. Ecco nel caso dell’Ospedale mi sembra sia successo esattamente questo.
Basta leggere le dichiarazioni di Cosimi, suggestive e da capire.
Ovvietà si dirà, ma fino ad un certo punto, poichè se è pronto a metterlo anche altrove, la conseguenza logica è che avrebbe il sacrosanto dovere di lavorare e seriamente , per una ipotesi alternativa. O almeno una verifica complessiva, analisi utili per il promesso nuovo piano strutturale ed una vera alternativa da confrontare in quel contesto, senza perdere tempo ed in modo adeguato. Ci ritornerò.
Mentre si legge un brillante Tirreno, che a proposito della consegna del quesito referendario, ha detto e ripete le cose che avevo ben capito io ( se i termini partono è segno che i fogli per il referendum erano stati presentati regolarmente e registrati da chi di dovere, cosa diversa è la sorpresa sorprendente di che fa politica, o quasi politica, nella amministrazione e non se ne era accorto ).
Infine Taormina. Io ricordo solo l’appello di Vitelli a Ciampi, pubblicato dalla stampa cittadina, nella ultima visita ufficiale ( fate mente locale sulle date e basta l’archivio on line ), in cui l’industriale si lamentava delle lungaggini della burocrazia comunale. Cose dette e scritte, prima della vendita e della nuova società emiliana, al posto della STU. Vedremo.
Eh si.
L’imperativo è uno solo: ospedale.
Non importa dove, come e quando. Basta che si faccia.
Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto, i nostri governanti hanno improvvisamente scoperto una urgenza infinita di “salute” e una domanda di nuove strutture da parte di una cittadinanza invero impegnata sul Sassoscritto a fare la fila tra uno scoglio e l’altro.
Andò così che a Settembre, di tutte le disgrazie, spontaneee e procurate (le seconde), che questa città ormai patisce, l’imperativo divenne appunto “l’ospedale” e non una serie di progetti mentali per disegnare le attività della Livorno del 2030, quando noi forse ci saremo meno ma qualcuno che oggi bela nella culla (no, non parlo di Gesù bambino) fra vent’anni avrà qualche desiderio di sopravvivenza diverso dal prendersi a botte davanti alle chiese per il racket delle elemosine.
Quindi innanzitutto “ospedale”, poi si vede dove.
Ora, avendo girato un po’ il mondo e non andando in giro con tatuaggi e ossi al naso, non è che sta cosa ci fa sorridere, ci fa solo pensare al fatto che in assenza di cose fatte, di pensieri da tramandare, di cose buone e giuste, queste amministrazioni stiano giocando l’ultima carta per dimostrare ai poteri forti che li hanno messi lì che in fondo pur qualcosa hanno fatto. E quindi ciò che lega Comune a Regione (e quindi a Roma) è l’ospedale, indubbiamente utile in questo momento sia a Livorno che all’assessorato regionale alla salute o come diavolo si chiama.
Se la donna è mobile, l’ospedale è donna. Ma non è piuma al vento e pesa molto, specialmente in tempi di smottamenti ed alluvioni, specialmente se il sito è abbastanza scadente dal punto di vista geomorfologico, specialmente se si parla di gallerie sotto strutture esistenti (case e ferrovia) e quindi con qualche legittima preoccupazione da parte dei residenti.
Ora, non è che le cose sotterranee non si sappiano fare, ma in linea di massima comportano sempre qualche rischio, non dovuto alla impreparazione dei tecnici ma all’imponderabile inesattezza dello stato del terreno sotterraneo. La domanda da porsi è quindi se ne vale la pena, non tanto se siamo disposti ad accettare rischi.
A tutti appare probabilissima la localizzazione al Nuovo Centro, dando un senso pubblico alla zona, diminuendo le inevitabili conseguenze giuridiche sull’uso degli indicatori urbanistici, sistematicamente attuato dal dirigente del Comune che ha scritto la convenzione (suo ennesimo e brillante exploit), ed avendo la possibilità di ricucire le parti della città divise oggi dallo stradone e dai cimiteri in un disegno di “Nuova Livorno” unita e permeabile, nonchè ecologica che, sì, ben darebbe lustro all’amministrazione che la promuove.
Ma si sa, le menti migliori non alloggiano spesso in politica e vincono le cose scontate, le cose normali, le cose vecchie, come vecchio è ogni atteggiamento di questa città verso le cose del mondo che la circonda.
“LA RUSSA MERDA” si legge sui muri di Piazza Cavour.
E qui si dimostra ogni presbitismo incipiente della mente giovanile. A questi giovani attivi ma ciechi (e non slovacchi certamente), a questi movimenti di elite che disprezzano la normalità del quotidiano per rifugiarsi in improponibili e neanche desiderati scenari filosofici e ideologici, a questi “nobili” dell’esistenza che si permettono di ignorare le grandi problematiche della città in cui vivono per abbracciare lo snobismo delle grandi lotte ideali basate su pensieri e fatti vecchi di decenni, a questi combattenti dell’antiSistema, delle Banche e del Capitalismo, che però si fanno pagare il mutuo della casa dalle mogli o compagne regolarmente assunte dallo stesso Sistema o sfruttano il WiFi del vicino di casa “tanto, finchè non se ne accorge…”, io auguro un anno di lavoro, magari nelle miniere del Sulcis o del Kosovo, magari su qualche treno zeppo di pendolari alle 6 di mattina, magari con una vera falce ed un vero martello (una mazzetta da muratore da tre chili), perchè si accorgano che la realtà non è vivere nelle proprie illusioni e contro ogni maggioranza di persone “normali”, ma combattere i problemi e le mafie laddove esse colpiscono.
Facile scrivere sui muri di una città da sempre addormentata. Perchè non vanno a combattere i veri problemi laddove ci sono? Perchè non vanno a Casal di Principe a scrivere sui muri?
Gli piace vincere facile eh?
oppure
Paura eh?
Auguri
Se il referendum si dovesse fare (protocolli o non protocolli) e se addirittura avesse esito sfavorevole per la Giunta,è chiaro che si porrebbe un serio problema politico per la credibilità di un’intera Amministrazione.Cosimi non vuole il muro contro muro perchè sa che rischia grosso.E se non altro smentisce i suoi consiglieri che gli vorrebbero cucire addosso i panni del’uno contro tutti,dell’Ulisse indifferente alle sirene,insomma.Forse nella consapevolezza che chi lo ha fatto vincere nello scorso giugno,questa volta non ripeterebbe l’errore.Sulla Nazione folleggia l’asessore al Bilancio con il suo fondo immobiliare.Qualcuno lo faccia scendere in terra,per favore.
folleggia l’assessore, ma non credo che interessi a molti. Molto più intrigante la questione ospedale, per le valutazioni che fa pda, ed anche altre, comunque il segno di una approssimazione che non ti aspetti. Quanto ad ulisse , meglio lasciar perdere le sciocchezze di qualche fan. Certo è che il referendum sembra un pò il bambino che strilla il re è nudo. Che poi a Livorno, negli ambienti che conosciamo, basti un bambino a gridare il re è nudo è un’altra storia. Nemmeno un intero asilo sarebbe sufficiente, altrimenti non saremmo a questo punto
a questo punto sulla questione ospedale emerge un tema indelubile: quello del quorum al referendum.
Al gestore del 51% basta poco per far saltare il quorum. Spero che chi lo ha indetto non lo abbia fatto “a perdere”, insomma giusto per campare politicamente fino a quella data. O per trattare su chissà cosa fino alla scadenza elettorale.
Perchè un caso di referendum ignorato dalla popolazione sarebbe politicamente devastante.
Ripeto, se il referendum è stato indetto per arrivare davvero al voto, e con l’intenzione di vincere, la strada è ripida.
eggià, se le strade fossero tutte in discesa era più semplice, direbbe un noto cultore dell’ovvio, ma ogni lunga marcia nasce con un primo passo, ne direbbe un altro. Insomma credo proprio che i promotori del referendum non abbiano capito il perchè della scelta sciagurata, e tentano quello che possono. Altrimenti?
Caro St John,
a me pare che di ” ineludibile ” ci sia solamente il provare a dare la possibilita’ di esprimersi su una questione delicatissima a 360 gradi,
quale quella dello “stabilimento ospedaliero”.
Partendo dalla nonnina di sciangai,piuttosto che al nerboruto di via dell Oriolino o alle comparse dei film di Virzi’ etc. etc.
A me sembrano riprove o ricerche di democrazia partecipata,
e mi stupisce che ci si alambicchi il cervello cercando analisi complicate,
sui futuribili risultati.
Mi stupisce altresi’ che gente come trotta,la Bartimmo e similari, stiano ancora oggi,ed ancora ed ancora ed ancora,
zitti ,
muti e accodati ad un 51nesco carrozzone che di sinistra non c ha nemmeno le frecce sui motorini,
preferiscono muovere il braccio ad indicare illusionistiche direzioni sperdute .
I famosi pensatori da tavola del cesso con la pipa in bocca.
Ben vengano i referendum,e ben vengano le persone che si impegnano affinche’ ci si esprima
e non solo in rappresentazioni da circo
come per le elezioni di Giugno
dove il diavolo veniva dipinto di polveri angeliche e le menzogne da verita’ bibliche .
E visto che siamo in pieno Basketgate rinnovo la mia precisa testimonianza dove dalla bocca di Cosimi al campo montano di rugby, di fronte a piu’ di 100 persone sentii dire
” Io,la mia amministrazione dal 2004 ad oggi(giugno 2009)non ho-ha tirato fuori un singolo euro per il Basket”.
Alla faccia .
Saluti,
e discettare sul concetto di sconfitta quando si lotta per qualcosa,in trasparenza e credendo nella causa,
mi sembra davvero pochino,sempre.
Credo che St John si ponesse essenzialmente un problema di validità della consultazione legata al mancato raggiungimento del quorum (non conosco il regolamento).Sappiamo quali sono i dispositivi (già utilizzati in campagna elettorale)per disinnescare un problema.Lor signori in questo sono maestri ed è giusto mentalizzare subito questo tipo di difficoltà.Fermo restando che la fulminea presentazione del quesito è stata una buona cosa ed ha spiazzato tutti.Suggerisco poi di “non commentare” mai favorevolmente le affermazioni (sempre strumentali)del Sindaco circa la localizzazione (“pronti a individuarne un’altra”,dichiarazione priva di fondamento).L’operazione di disinnesco è già iniziata.Ed è funzionale alla demotivazione del voto.Quanto al basket,se la ricostruzione societaria del Tirreno è corretta,dovrebbe derivarne che la moglie dell’ultimo presidente di Basket Livorno è una commercialista e se ne stava nel Collegio dei Sindaci.Tra moglie e marito non mettere il dito…
UNA CENTRALE DI TRIGENERAZIONE per LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA ;TERMICA E FRIGORIFERA !!!!!
”Nel progetto di massima per il nuovo ospedale di Livorno, che l’Asl sta mettendo a punto in vista dell’accordo di programma fissato per la fine del prossimo febbraio, salta fuori una vera e propria sorpresa: l’azienda sanitaria è infatti intenzionata a realizzare nell’area di Villa Serna-Pascoli una centrale di trigenerazione per la produzione di energia elettrica, termica e frigorifera da utilizzarsi per la copertura dei fabbisogni energetici del nuovo presidio ospedaliero.
Centrali di questo tipo sono già state realizzate per sostenere il fabbisogno energetico di ospedali: è il caso, per esempio, del San Raffaele di Milano. Ma a Livorno, a quanto pare, si andrebbe oltre. «L’impianto di trigenerazione – spiega il direttore generale dell’Asl 6, Monica Calamai – produrebbe una quantità di energia superiore al fabbisogno del futuro ospedale, quindi la parte eccedente potrebbe essere utilizzata per altre strutture sanitarie del territorio. Comunque, al momento, si tratta solo di un’ipotesi progettuale».”
DAVANTI A TALI STRONZATE SI COMBATTE .
E’ chiaro che lo IONIO farà come in campagna elettorale , è nel conto.
ma qui il discorso è FARE QUALCOSA , NON DI SINISTRA , MA FARE QUALCOSA !!!!!
su Taormina ci tornerò.
pda coglie nel segno. Nel Valdarno, con una realtà ancora comunitaria e con comitati attivissimi, il recente referendum contro l’inceneritore ha appena superato il 30 per cento dei votanti.
Attualmente un referendum sull’ospedale, con le operazioni di disinnesco del duo Cosimi-Tirreno, vale attorno al 15 per cento dei votanti.
Riprendendo quanto letto, credo proprio che la coppia di reperti archeologici Trotta-Bartimmo un percorso di recupero del 36 per cento mancante non saprebbe nemmeno dove cominciare a farlo.
Eppure una vittoria del referendum sarebbe importante davvero. Ci saranno tempo e modo per riparlarne
Segnalo che San Raffaele e al centro di Milano 2,il gioiello di Berlusconi.Dunque,si profila una singolare sintonia d’intenti….
L’ospedale nuovo va bene se e soltanto se con questo si intende rivalorizzare “il contenuto” sanità livornese da tempo immemore subalterno alla voluntas regionale che lo vuole nosocomio di serie c al servizio di Pisa. Questa non è ovviamente l’intenzione dell’amm.ne regionale nè tantomeno intento di quella comunale..
L’intento è quindi costruire tanto per dare fiato a qualche palazzinaro, con l’aggravante della deturpazione di un prezioso habitat quale la collina e la zona a mare. Sulla viabilità promessa stendiamo un velo pietoso, dobbiamo aspettarci probabilmente un cavalcaferrovia bis o una s trinita bis, più il caos assoluto sul lungomare e tutta Ardenza.
L’attuale amministrazione non è stata ancora capace d ridefinire le vetuste linee atl e secondo voi sarebbe capace di prevedere una viabilità nuova e alternativa?
Ma perchè mentre per 20 anni da noi si sono fatte e si fanno solo chiacchere, città italiane delle ns dimensioni sono invece capaci di concorrere e ricevere finanziamenti cospicui per tramvie cittadine, efficienti e meno inquinanti?
Ma perchè mentre città delle ns stesse dimensioni hanno riconvertito le vecchie stazioni fs in stazioni al servizio della mobilità cittadina su ferro(penso a fi, pi, po, pg..)da noi si sono fatte chiudere e abbandonare al degrado?