| Regione: Roggiolani contraddice Rossi |
| «Per i finanziamenti basta una localizzazione di massima» |
| il Tirreno |
| FRANCESCO FONDELLI |
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| LIVORNO. Non c’è nessuna fretta per scegliere la collocazione più idonea del nuovo ospedale di Livorno, e soprattutto non è detto che l’area prescelta debba essere proprio quella di Montenero. Così si esprime Fabio Roggiolani, presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana. Roggiolani, per decidere il finanziamento del nuovo ospedale di Livorno la Regione Toscana ha bisogno di avere subito una scelta definitiva dell’area su cui nascerà la struttura? «No, non è assolutamente vero che occorra per forza una decisione definitiva sull’area. In questo momento basta un’indicazione di massima, l’espressione di una volontà politica». Un paio di giorni fa, sul Tirreno, l’assessore Rossi ha risposto al quesito sulla collocazione del nuovo ospedale con un’altra domanda: “Se non c’è un’area di riferimento come si fa a parlare del nuovo ospedale?”. Lei che ne pensa? «Non vedo una contraddizione con quello che io sostengo. Io la chiamo “indicazione di massima”, Rossi la definisce un’area di riferimento. E’ la stessa cosa. La Regione è pronta a fare la sua parte per attivare le procedure in vista della costruzione di un nuovo ospedale a Livorno. Essendo una questione che riguarda la città, è ovvio che una valutazione, una scelta finale, dovrà essere fatta dai Livornesi. Più tempo per scegliere, vuol dire anche maggiori polemiche? «Io sono contrario ad una forzatura dei tempi. E’ vero che quando si parla di localizzazione, quando si va a scegliere un’area, alla fine c’è sempre qualcuno che ha da ridire. Però penso che sia opportuno un confronto, una valutazione che va fatta serenamente, anche alla luce della discussione che si sta sviluppando in città. Va bene la rapidità delle decisioni, però anche un eccesso di decisionismo diventa controproducente. Mi sembra che tra i cittadini di Livorno sia passata l’idea di realizzare un nuovo ospedale, non vedo perché ora si debba rischiare di compromettere tutto con decisioni affrettate sulla localizzazione. Poi, per carità, si può fare tutto!» Però lei non sembra particolarmente entusiasta per un’eventuale scelta dell’area di Montenero? «Premesso che io, personalmente, consideravo più praticabile l’ipotesi di un completamento dell’attuale ospedale. Una decisione che avrebbe avuto i pro e i contro: da un lato l’ospedale in città sarebbe stato più raggiungibile dai cittadini, per contro sappiamo che i continui lavori sulle strutture esistenti provocano dalle difficoltà: come è successo a Firenze con i lavori a Careggi. Però, visto che ora si è deciso di fare un nuovo ospedale fuori dalla città, perché precluderci la possibilità di valutare con i giuste tempi i pro e i contro della nuova collocazione? Io, ad esempio, vedrei bene un’area più centrale rispetto alla città. Quando ho fatto il sopralluogo a Livorno mi è parso che l’area di Montenero sia già satura ancora prima di iniziare. Io faccio questo ragionamento: se si sceglie di fare l’ospedale fuori della città per tutta una serie di problemi di congestione, non è che poi si possa rischiare di ritrovarci tra un po’ nella stessa situazione. Quell’area mi sembra stretta, angusta e già satura, figuriamoci come sarà tra qualche anno. Ricordiamoci che strutture di questo tipo devono essere proiettate, come funzionalità, nell’arco di un secolo. |
Pubblicato da Gianfranco Lamberti