dal Tirreno
di Gianfranco Lamberti
| Che la zona di Antignano/Montenero, dove si intenderebbe realizzare il nuovo ospedale sia particolarmente delicata dal punto di vista ambientale lo capisce chiunque, anche senza aver studiato geologia e senza aver letto che su di essa esistono vincoli paesaggistici ben precisi.. Se poi si vede lo straordinario groviglio di svincoli, sottopassi e sovrappassi che dovranno essere realizzati alle radici della collina di Montenero, viene davvero da rabbrividire.. Un sistema di viabilità micidiale che rischia di ferire in modo indelebile una delle più belle zone della nostra città. Non è accettabile dire, come fa qualcuno, prima si decide che si fa lì e poi si vedrà meglio come. E pensare che sovrappassi nefasti, stile autostradale, ne abbiamo ereditati e con molti problemi, si pensi alle Terme della Salute. I tecnici hanno fatto studi legali e geologici sulla base delle indicazioni avute e non si può pensare davvero che quella sia l’unica soluzione urbanistica possibile, la migliore, se perfino all’interno della maggioranza si alza qualche voce preoccupata, che chiede di pensare ad altri siti, a partire dal Nuovo Centro. Ed allora perché decidere a prescindere da un confronto vero e serio, nel merito e senza pregiudiziali? In più, si pensa di finanziare gran parte dell’opera, vendendo strutture pubbliche destinate sino ad ora ad uso sanitario, a partire da quelle attualmente sede dell’Ospedale. Ma qualcuno ha mai provato a vendere un Ospedale dismesso? Gli riuscirà difficile, a meno che non si consenta di cambiare destinazione per fare qualcosa di molto diverso: per arrivare agli 84 milioni di euro da ricavare solo per quella parte lì, bisognerebbe far costruire, tanto per dare una idea, a dir poco 800 appartamenti da 100 mq, o cose equivalenti. Questa è la dimensione. Con trasformazioni urbanistiche nel cuore della città straordinarie e che andrebbero inserite, prima e non dopo, in un disegno complessivo e rassicurante. Ed allora come si fa a dire intanto partiamo e poi vedremo la viabilità, e poi decideremo le nuove destinazioni d’uso delle strutture dismesse (sulle quali si continua a spendere un sacco di soldi), e poi vedremo il rapporto con i privati, inevitabile e di dimensioni gigantesche, e via rimandando. Saggezza amministrativa e politica vuole che tutte queste questioni, e le tante altre che molti hanno già segnalato, vengano chiarite prima, in modo inequivocabile ed esauriente, al Consiglio Comunale. Approfondimenti, a partire dai servizi sanitari che ci sono e che ci saranno ancora per anni, che si possono fare anche in breve tempo: procedere a spallate sarebbe davvero incomprensibile. Soprattutto quando si fa politica all’insegna del primato del pubblico interesse e dei principi di responsabilità e partecipazione. |
Oggi sarà il tempo oppure le gufate di Picchi sul tempo ma mi sono un pò cascate le braccia e qualcos’altro…
Lo Ionio di oggi per un tipo sensibile come me sul tema della FAMIGGHIA , mi riporta con i piedi x terra sui miei personali voli di fantasia sulla possibilità che questa città possa cambiare .
Nel quotidiano di oggi c’è l’esatta fotografia di cos’è stata Livorno e cosa sarà…cioè SEMPRE LA STESSA.
Famiglie ricche livornesi che sposano la politica di sinistra x continuare a fare i loro affari , diventare sempre più ricche e lasciare il popolo suddito a rimanere sempre lì.
‘ LI’ se ne occuperà la grande famiglia dei comunisti che con la Lega Coop e i Portuali…. distribuiranno il pane e l’acqua al popolo pigro e ignorante .
Che ricambierà sostenendo le Istituzioni , garantendogli le poltrone tutte , dal Sindaco a tirar giù. Giù compreso il Parlamento.
Perchè alla fine l’isolamento di questa città è certificata dall’unico rappresentante politico livornese . MARCO FILIPPI .
Il Partito di governo di questa città , il pd , non esiste fisicamente in Regione e ha COME UNICO POLITICO DI RIFERIMENTO MARCO FILIPPI.
Leggi oggi il dibattito alla sede dello IONIO tra gli operatori portuali con annesso sindacato (solo la cgil ..) e capisci che a tutti va bene così . A TUTTI.
Qui siamo in uno Stato indipendente.
Tutti insieme ,proprio come in una FAMIGGHIA.
La FAMIGGHIA LIVORNO.
Alessandro Cosimi è il ‘ PAPA ROSSO ‘ che garantisce tutto questo mondo.
Ed è banale commentare la notizia di Berlusconi che definisce Bersani ‘Il Migliore ‘ della sinistra.
E’ lui la più grande garanzia per se stesso e la destra italiana. Almeno altri 10 se ne staranno al Governo.
Patetico Marco Travaglio che viene proprio qui al Goldoni a fare il maestro della buona politica con il suo spettacolino……
Esistesse un Travaglio ‘vero’ Livorno diventerebbe lo scandalo più scandalo di un grande scandalo.
Vi durerà compagni , vi durerà.
Beati voi.
Gianfranco, è la politica di sempre.
Io come sapete sto qui da trent’anni e, a parte la “felice” (anche se all’epoca discussi abbastanza durante il tuo governo) esperienza delle giunte Lamberti che, comunque sia, hanno portato nuova linfa alla città, l’immagine che mi sono fatto della città, senza evocare i “pecoroni” di cui mai ho parlato, è quella di un organismo mandato alla deriva in mezzo alle onde e sospinto da venti che non sono propri.
Ieri stesso si osservava che la rappresentanza politica della città è da decenni, decenni, insignificante, persino durante le elezioni vinte dal centrosinistra, persino prima ancora del 1989, quando il PCI costituiva comunque una grande forza.
Poca roba. Per assurdo, o per contrappasso, la personalità politica livornese più influente arrivata per elezione a Roma è Matteoli, ex MSI, ex AN ora PDL, Ministro di più governi.
Ciampi poi ha avuto un percorso anelettivo e quindi lo estrapolo dalla decisione a suffragio. E quasi penso che se mai si fosse presentato alle elezioni (ma con chi?) difficilmente Livorno lo avrebbe eletto.
Ecco. I venti non propri sono i venti del “partito” (l’unico da decenni) che a Roma ed a Firenze “usa” Livorno per le proprie cose, dando in cambio NON alla città ma ai “propri” rappresentanti politici le briciole di potere e di carriera che ogni uomo, miseramente umano (Menschliches, Allzumenschliches) desidera come fine della propria vita.
Venti alieni alla città.
Livorno è quindi un laboratorio non di idee ma di esperienze funzionali ad altro. Ditemi poi voi cosa è “l’altro”.
Non cresce quindi una classe dirigente e tecnica sulla base di una selezione maturata dalla competività in nome della professionalità e dell’innovazione, cresce una classe di funzionari chiusa al mondo esterno, prevalentemente con la mentalità del posto inamovibile, che cercano di condurre le proprie (proprie) cose con il minimo dispendio intellettivo e il minimo sforzo, ogni giorno, fino al suono della campanella che li riconduce a casa per poi ricominciare il giorno dopo.
E’ un andazzo diffuso, un virus che ha infettato ogni genere di professione, lasciando posto al lassismo ed al lasciarfare come regola di base per la sopravvivenza tranquilla.
Persino i miei colleghi professionisti, in mancanza di altro, vivacchiano tra progettini e cose minime, visto che qui di più non succede e quando succede lo si appalta ad altri, come è anche giusto che sia.
L’andazzo allora, Lamberti, è quello dell’improvvisazione e dell’impunibilità messi insieme. Una città abituata da sempre a non pagare le conseguenze degli errori, propri o indotti da altri. Una città da sempre abituata che qualsiasi cosa va sempre bene per cui è inutile fare di più, “basta ca ce sta ‘o sole”, pure se non “simmo ‘e Napule paisá!”
Una città un metodo. Una faccia una razza, diceva Salvatores nel suo film.
E questo metodo è ormai regola e si fonda su tre principii:
- Input da Firenze o da Roma delle cose da fare o una tentum da qualcuno della città
- Costruzione di un sistema mediatico che avalli le suddette esigenze
- Tentativo di legittimazione tecnica e progettuale basato su quel che passa per la mente all’assessore o al tecnico comunale.
Un metodo ben chiaro dal dopo Lamberti il quale invece, continuo a ripeterlo e altrimenti non si capirebbe la mia presenza in qualche modo al suo fianco, rappresenta una eccezione a quel fare di sempre, pur se in anni remoti “nobilitato” da un’etica di partito ben diversa da quella attuale.
Questo “metodo” è lo stesso della situazione attuale della Porta a Mare, in cui l’ordine di partito era di far accaparrare tutto alla Lega (Coop), nonchè quello dell’Odeon, nonchè quello delle Terme, nonchè quello dell’Ospedale Nuovo, nonchè quello del Nuovo Centro, nonchè quello del Nuovo Stadio, nonchè quello di tanti progetti minori (il parcheggio di via del Corona?) lasciati lì alla mercè dell’improvvisazione dopo verifiche approssimative di progetti confezionati con una certa avventatezza.
Si mescolano interessi di tutti, Regione, Provincia, Comune, in un minestrone di lavoretti fatti alla bell’e meglio tanto per soddisfare la voracità interessata di certo Ionio, la corrente legata al partitone, che avalla intenzioni e proiezioni senza la minima capacità critica del buon padre (ma anche figlio) di famiglia. A volte è successo, ma dura una mezza pagina e finisce lì. Contrordine dall’editore forse e l’incenso si effonde sulle idee balzane della Giunta.
E allora, caro Lamberti, si può si ben dire “partiamo e si vedrà”, perchè da molto tempo qui si fa così, perchè chi comanda a Livorno non è a Livorno, ha case a Roma o a Firenze o interessi ben altrove che qui e francamente gliene importa ben poco della vivibilità di Livorno o di ciò che vi succede.
Livorno è un “campo di lavoro”, un “Arbeitslager”, dove le energie prodotte servono solo ad alimentare le necessità elettorali o economiche di altri poteri.
Siamo pedine. E pecoroni sarebbe troppo bello perchè significherebbe una nostra incoscienza naturale a ciò che ci circonda.
Siamo invece pedine, manovrate da mani note e occulte, e purtroppo siamo coscienti (almeno qualcuno lo è) di ciò.
Forse era meglio essere pecoroni. Beeeeeeeeeee.
Menschliches, Allzumenschliches
“Basta ca ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare, na nénna a core a core, na canzone pe’ cantá…
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá!…”
Che a Livorno ci fosse bisogno di un altro centro commerciale,e di un altro Big della distribuzione alimentare come l’Esselunga,
era difficile da credere,
come e’ difficile,
da credere che ci sia bisogno di Decatlon 2 ,
di un similare di Euronics piuttosto che Castorama 2 etc.magari Ikea cosi’ i mobilieri livornesi piccoli o grandi artigiani venderanno il prossimi mobile nel 2086,come il fruttivendolo sotto casa.
Avremo in una situazione di grande crisi economica,
e di 170.000 abitanti,
piu’ centri comerciali di Milano ed interland.
e ne avremo un altro anche nel parcheggio a Supposta-ex Odeon.
Ma che roba e’?
Varrebbe la pena continuare a capire cosa sia questo Lodo Fremura,
e perche’ la Citta’ di Livorno abbia dovuto calarsi le braghe senza aver alcun ritorno economico e decisionale,
e come unica belta’ quella di avere molte altre vetrine da ammirare,
e magari in colpi di reni,
accrescere i vorrei ma non posso, e qualora potessi mi vestirei d ‘indebitamenti,
altro che “avanzi” dell Autorita’ portuale.
Saluti
Le vicende portuali,sembrano la fotocopia in bianco e nero degli apparentamenti,e delle discussioni in cartongesso del Giugno scorso.Sempre i soliti soggetti in campo,sempre i soliti esperti,sempre i soliti discorsi sottovuoto,di casta,conflittuali negli interessi,con un unico fine,e risultato,quello di perorare riconferme,e conservazioni dannose.il resto,il futuro ,le programmazioni sono solo “libri di fantasia”Non mi addentro nella grande Famigghia,perche’ queste evidenze bastano,e avanzano come i conti della gestione.Caso unico nel mondo immagino.
Dott.Lamberti lei dice bene,muove serie perplessità,pone domande in coscienza amministrativa e non solo,invoca partecipazioni;mi auguro che ciò avvenga,ma sono altresi’molto scettico.Come si legge,Alonso colse da subito l’aspetto politico,non sanitario,è cominciata un’altra campagna pubblicitaria,Istituzioni in sinergia col Giornale, come per la rielezione di Cosimi,oggi appassionatamente contro l’Ospedale attuale.Allora,oggi sappiamo che ci sono code in Ortopedia,che la struttura non funziona più,e che l’unica possibile alternativa,consiste nel farne uno nuovo.Mi pare una sinergia tra Istituzioni e Giornali,cosi’ evidente,cosi’ barbara,e percepibile,che non merita forse ulteriori commenti da parte mia.Solo un sorriso di sdegno,e per le professionalità latenti,e per un informazione,che non informa,ma si conforma.oggi più che mai.
grovigli. un mare di grovigli, non solo per la viabilità a Montenero, è un elenco assai lungo. Ed i grovigli non producono cose utili ad una comunità, come è evidente e nemmeno allo sviluppo ecosostenibile, come si dice ritualmente nei convegni. Ma producono ciò che serve per costruirli e che, è evidente, interessa e molto.
quanto alle campagne di stampa, concertate o meno tra politica e giornalisti simpatizzanti, non credo ci sia da stupirsi ancora. Nè vale la pena di farsene una croce. Questo è. Peraltro come si può impedire una “simpatia”. Il conformismo è sempre lì, in agguato. Ma poichè ritengo che non tutti siano uguali, nei partiti come nei giornali, continuo a darmi da fare, a scrivere e parlare, trovando, più spesso di quanto si pensi, ascolto ed attenzione. Certo ci sono carriere da salvaguardare e strapuntini da conquistare, ma il mondo non finisce lì e nemmeno Livorno.
Totale condivisione del pezzo.Mi auguro che in città cresca ,al di là delle ovvie differenziazioni,.un comune sentire sui fondamentali della democrazia.
infatti, il punto centrale è esattamente questo.
In città c’è già troppo di comune e di Comune e poco invece in comune.
Purtroppo le cose in comune non sono attinenti il “sentire” ma altre attività ed ultimamente trovo uno scollamento sempre maggiore tra persone e istituzioni (i famosi 41.000), tra persone e persone, in un’orgia di egoismo menefreghista e di morstuavitamea.
Possiamo augurarci che le ristrettezze della crisi e le oggettive condizioni della città, della civitas soprattutto e dei suoi cittadini possano dare quel qualcosa che spinge al riscatto, se non di una comunità per tutti i versi poco comune, almeno per i propri di interessi, magari compatibilmente agli altri.
L’etimo di “cittadino” recita: quegli che abita nella cittade ed è capace di goderne gli onori ed i benefizi.
Definizione quasi mistica che richiama innanzitutto un verbo positivo “godere” e la particella “ne”, goderNE, godere della città, starci bene, essere serenamente fiero di starVI, e poi specifica di cosa godere: di onori e benefici.
Definizione aulica, senz’altro obsoleta e anacronistica, pur se dal Dizionario Etimoligico del Pianigiani, ma da lì veniamo. E quindi almeno un tempo si riteneva che la città avesse come valori intrinseci l’onore e fosse quindi in grado di redistribuire i benefici.
Onore e beneficio. Parole perse. Ormai e qui. Non per sempre. I cicli storici raccomandano corsi e ricorsini per cui mai darsi per spacciato.
L’esistenza stessa è preda di sinusoidi e le onde del mare sono sinusoidi ed il tappo di sughero, come questa città, va su e giù.
Ora indubbiamente siamo giù, forse nel minimo della sinusoide sull’asse delle Y.
Onore e benefici. Quanti “cittadini” quindi annovera Livorno?
pochi cittadini …pochi davvero.
L’impunità imperversa in questa città come quasi fosse un dogma .
Qui Berlusconi avrebbe difficoltà ad integrarsi negli intrecci Famiglie, Partito , Parenti e compari di tutti e tre….
C’è una spaventosa caduta di senso delle istituzioni e sopratutto di senso democratico in questo Paese e in città.
Sulla base del semplice principio della sua maggioranza il governo centrale si crede PADRONE di tutto e di tutti, così allo stesso modo il governo cittadino che ha già deciso che l’ospedale SI DEVE FARE, che si farà DOVE LORO VOGLIONO e che nessun cittadino potrà discutere e menchè meno avversare questo assoluto.
I termini della questione sono importanti:
1)serve davvero un nuovo ospedale a Livorno?o non serve piuttosto una VERA riattribuzione di qualifiche e professionalità mediche, da tempo perdute
2)cosa si pensa di fare dell’area dell’attuale nosocomio?
3)siamo sicuri che le localizzazione a montenero sia sensata? o non si finirà per creare una struttura lontana, difficilmente raggiungibile e assolutamente distruttiva per il sistema collinare?
Io sono uno dei tanti che non crede nell’utilità di un nuovo ospedale e che non vuole che questo ospedale si faccia e si faccia male e con dispendio di pubblici denari e preziosissimi e insostituibili beni ambientali.
Sarebbe bello poter creare un comitato cittadino allargato a tutti coloro che la pensano come noi e intendano esercitare un elementare diritto democratico di discussione.
Dici bene Luca,la questione e’ delicata, e tocchera’ cosi’ da vicino ogni singolo cittadino,
che sarebbe
normale coinvolgere e discutere.
Altrimenti qualcuno mi spieghi,magari St.John,qual’e’ la differenza tra l’impostazione politica e concettuale di Berlusconi e berluscones,
e quella di questo governo di centrosinistra o presunto tale.
Colpi di maggioranza,mattone,lobbies incrociate
e via sciorinando.
Saluti
Complimenti a Danilo,
quello che dice è estremamente vero e la sua analisi è ancor più un epitaffio di quanto mi ero concesso scrivere con la mia modestissima poesia. Bisognerebbe trovare il sistema di sfruttare a dovere tutta questa preziosa energia che trasuda dalle pagine di questo blog. Non è accettabile che persone capaci e con tante idee come leggo in questo blog siano messe sotto scacco da questa banda di mangiapaneauffoleccapiediidrocefali.
Troviamoci, organizziamoci e leviamoceli di ‘u..
Massimo, grazie per il complimento (poi mi mandi la fattura)…
Non è che le energie che “trasudano” da questo blog o da altri (tra cui segnalo Livorno Libera con l’amico Sergio Nieri) siano inutilizzate o inutilizzabili. E tantomeno siano “sotto scacco”.
Orientiamo le nostre energie in altri campi, magari nelle nostre vite, cercando di eccellere dove ci viene concesso e di essere presenti invece laddove non veniamo accolti come dovremmo.
D’altronde il responso elettorale è stato molto chiaro per noi, per cui la città, di scienziati o pecoroni che siano, ha espresso il proprio giudizio legittimo e legale.
Quindi la città, di scienziati o pecoroni, ovvero, una piccola parte della città che attraverso i sacri principii del suffragio elettorale ha il diritto di arrivare a rappresentare “tutta” la città, ha messo lì costoro, come li chiami tu o no, e noi no.
Non possiamo quindi organizzarci per mandarli via semplicemente perchè non funziona così.
Possiamo tuttavia organizzarci e organizzarvi perchè alcune iniziative siano rese pubbliche e siano di lotta civica contro le molte decisioni che stanno legando questa città ai pochi interessati, nominati da Alonso.
Ci sono poi altre strade di lotta. Una di queste è il movimentismo giovanile, che però a Livorno e in Toscana è gestito dall’estrema sinistra e dall’estrema destra e proprio non c’è verso di farli dialogare. Continuo ad affermare che “quelle” energie, più che le nostre stanche di paracinquantenni, potrebbero essere utili, ma i tatuati sono più occupati a sfasciarsi tra loro che a costruire un’alternativa civile e praticabile per il loro stesso futuro. Problemi loro.
Senza alcuna condivisione preconcetta e con moltissime riserve a riguardo, devo però ammettere che al momento l’organizzazione “casapound” rappresenta il caso politico più interessante per organizzazione e soprattutto per diffusione mediatica dell’immagine e del proprio messaggio. Per curiosità, si visiti il sito e si noti la cura della grafica e l’originalità delle iniziative. ecco. Mi aspetterei altrettanto dai giovani di tendenze diverse, per quanto riesce difficile essere di idea specifica diversa da chi chiede un mutuo sociale o la possibilità di un alloggio per coloro che non possono permetterselo, ma poi c’è altro e non funziona più, dicevo che i giovani dovrebbero percorrere questi mezzi invece di passare il tempo a spaccare sedi o a tirare petardi per strada.
Questo è per quanto riguarda i giovani. Per quanto riguarda invece le strategie per togliere di mezzo coloro che stanno portando Livorno dove sappiamo, c’è n’è un’altra ben precisa ed è quella dell’assunzione della documentazione degli atti ufficiali da parte della magistratura con le conseguenze dovute, nel bene e nel male.
Ma questo pare che a Livorno, regina delle associazioni anche massoniche, e regina del compagnismo di merende o merendismo compagnatico (scegliete voi), non sia possibile perchè nessuno ha la voglia di fare gli esposti dovuti, persino di fronte all’evidenza di carte e numeri.
A Firenze è avvenuto e il sistema che prima quadrava ora non “quadra” più. Cambio del sindaco e cambio di strategie. Coincidenze?
Quante quadre ci sono in Toscana? Quante entrate segrete ci sono negli uffici? Quante uscite di sicurezza? E’ un sistema ben noto ai privati, a coloro che guadagnano sul proprio rischio, lo sappiamo, lo sanno tutti. L’imprenditore guadagna (in Italia) solo se condivide e suddivide. In inglese viene meglio e si direbbe “to share”. Ma la condivisione (e suddivisione) dei pochi benefici fa sì che l’omertà viaggi sicura. Quando c’è fame, persino il pane rancido fa gola.
Tant’è.
“Questi sono pensieri personali e del tutto indipendenti dalla linea del blog, di Confronto e del consigliere Lamberti”. E’ sempre bene sottolinearlo. Io parlo per me.
Livorno è LA FAMIGGHIA.
Famiglie ricche , Partito e Studi Legali si intrecciano da sempre .
cosimi è lì, solo perchè BALUARDO ( sia fisicamente che istituzionalmente )del SISTEMA LIVORNO.
con lui ora è possibile fare tutto e il contrario di tutto. Non esiste opposizione perchè TUTTI , e dico TUTTI , hanno il loro interesse .
E’ tutto un baratto , più che un compromesso.
Nel momento in cui la società civile è legata a doppia mandata con il Potere , non esiste sistema democratico per cambiare le cose .
Ma a Livorno non esiste nemmeno il pericolo di una rivoluzione ROSSA o NERA . Ecco la quadratura del cerchio. Alla fine a tutti va bene così.
Aggghiacciante l’urlo in Consiglio Comunale ‘ Aleee!!! mantieni le promesse !!!’ .
(in quel momento ho capito che a Livorno vincerà sempre gente come cosimi&band) .
Quindi , in conclusione , esiste solo un modo per cambiare : La Magistratura .
E questo solo perchè in questi ultimi 6 anni sono state fatte operazioni varie in maniera goffa e spregiudicata , dove l’errore c’è . La buccia di banana c’è .
E allora c’è da capire una sola cosa : se Berlusconi ha o meno ragione sul colore delle toghe .
Io personalemente spero in un colore uguale per tutti.
Ma a Livorno , si dice ..chi visse sperando morì c*****o.
“Questi sono pensieri personali e del tutto indipendenti dalla linea del blog, di Confronto e del consigliere Lamberti”. E’ sempre bene sottolinearlo. Io parlo per me.
Se anche il sig.Prefetto di Livorno parla di “Istituzioni sorde ed egoiste”,
e di “una citta’ chiusa e frammentata” ,
senza che esista una visione d insieme,
nel commercio etc,
ma una tantum,al kilo aggiungerei,
mi viene da pensare che in questo spazio non vengano dette cose peregrine,tutt altro.
L unica visione d insieme o d assieme e’ quella che si basa sulla malta e la cazzuola,
ovvero il mattone ed ancora il mattone.
A proposito,e per semplice curiosita’,
volevo sempre che qualcuono lo sappia,
ma chi e’ il proprietario della sede del Pd in via Mentana ?
E chiudo con uno spassoso virtuosismo rilevato dalla Nazione.
“mezzi pubblici veramente non li uso”,ed a parlare sono i membri delle Istituzioni,
ovvero coloro che vorrebbero che c andassero tutti i livornesi.
quando si dice dare l’esempio
Ao’
“Questi NON sono pensieri personali e del tutto indipendenti dalla linea del blog, di Confronto e del consigliere Lamberti”.
Io NON parlo più per me.
ho passato la mattinata in Consiglio Comunale a sentire la presentazione del bilancio preventivo, solo una presentazione, piuttosto approssimativa al solito e senza documentazione adeguata. La discussione si farà, a tempo debito.
Eppoi una lunghissima discussione su scuola e sostegno.
Tutti d’accordo, in mezzo a mille contrasti un pò da siparietto. Insomma qualcosa di interessante, ma nulla più.
In altri termini, molto lontani da tante questioni aperte e che ben conosciamo.
Quanto alla linea del blog, di cui qualcuno parla, non vedo dove sia. Ognuno scrive quello che gli pare, purchè non offenda ed ingiuri nessuno. Io le cose che penso le dico molto chiaramente e senza tanti problemi. Così come fanno tutti. Sui temi più attuali non abbiamo certo peli sulla lingua,anzi. E cerchiamo di essere documentati e non parlare a vanvera. Magari per questo siamo molto letti, meno male.
Tanto ci siamo capiti tutti, questo è l’importante.
E poi non siamo mica il Pd col MONOPENSIERO ZITTI E CUCCIA .
forza Alonso!
Intanto un gruppo di cittadini livornesi preoccupati dell’ipotesi di un nuovo ospedale a Montenero e convinti che tale operazione rappresenterebbe uno scempio ambientale di una delle aree più preziose e fragili di Livorno, che ridurrebbe il lungomare della città fino ad Antignano ad una specie di autostrada per raggiungere il nuovo ospedale, convinti altresì, che sarebbe uno spreco indicibile di denaro pubblico già investito nella ristrutturazione del vecchio ospedale, chiedono un incontro ad alcuni Consiglieri Comunali.
Marco Cannito (Città Diversa), Gabriele Cantù (Partito Democratico), Lamberto Giannini ( Sinistra e Libertà), Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno) e Bruno Tamburini ( Popolo delle Libertà) risponderanno alla domande e rappresenteranno la loro posizioni sull’iniziativa che può cambiare il volto dlla città nei prossimi anni.Visualizza altroun nuovo ospedale a Montenero?
Ora:giovedì 5 novembre 2009 21.00.00
Luogo:Cotton BAR di Marilia a Banditella Antignano Livorno
Perfetto. Ci saremo, ci saremo. Ottima organizzazione trasversale, quindi effettiva. Voglio vedere chi non viene.
Ai lettori del blog, un’occasione per (ri)conoscersi.