SVINCOLI

Oggi abbiamo visto sul Tirreno la rappresntazione del micidiale intreccio di viabilità che dovrebbe essere realizzato a Montenero per servire il nuovo ospedale.

Mi è sembrata una cosa allucinante. Almeno approssimativa e rischiosissima.

Non credo si possa arrivare ad una scelta così importante in questo modo, vedo che molti sono preoccupati e si moltiplicano gli appelli ad una riflessione. Il minimo, in un momento in cui l’urbanistica è nell’occhio del ciclone, anche in Toscana ( vedi Firenze ) per scelte discutibili e poco meditate.

Bisogna svincolarsi da legami ed intrecci, anche culturali, che riportano a tempi andati.

Se davvero si vuole costruire qualcosa di nuovo, ospedali e partiti che siano, vecchie ricette servono a poco. Anzi sono dannose, per non dire rischiose. Per l’ambiente e non solo.

5 risposte a SVINCOLI

  1. Danilo Verticelli scrive:

    Non credo sia un problema dell’essere contro, a prescindere dalle cose effettyivamente necessarie.
    Tutto è utile, persino il Ponte sullo Stretto lo sarebbe. Ma persino una badante riuscirebbe a fare il conto di quanto costa, in termini puramente economici e in termini di altri impegni, un qualcosa da realizzare o comprare e paragonarlo al beneficio che ne trarrebbe, sia solo ludico o anche complesso.
    L’ospedale nuovo di per sé è benvenuto, come lo sarebbe lo stadio e come lo sarebbero le attrezzature turistiche e come lo sarebbe il Lotto zero e come lo sarebbe ogni innovazione adatta a risolevare la città dalle difficoltà in cui è stata cacciata nel postLamberti.
    Il problema si sposta allora sui costi collettivi che tali innovazioni comportano.
    Trascuriamo il costo economico e i meccanismi per giungere alle realizzazioni, ma siamo sicuri che l’Ospedale nuovo, collocato nella scriteriata posizione in cui viene pubblicizzato, sia realmente un beneficio paragonabile al costo, misurato in soldoni, ma anche in disagio e successivamente inquinamento sociale, della realizzazione?
    Torneremo meglio su questo aspetto.
    La documentazione ufficiale messa in circolazione riguardante gli studi specifici sull’ospedale è da un lato simpatica, dall’altro abbastanza esilarante. Non certo per i contenuti, quanto per il metodo.
    Premesse e conclusioni si contraddicono più volte e, gioiello dell’operazione mediatica, le aree studiate sono scelte da coloro che hanno tutto l’interesse a far valere l’opzione Villa Serena come luogo inevitabile.
    Senza entrare nello specifico, ma ci entrerà Lamberti, se la scelta di un giocatore di calcio da acquistare è tra Alvaro il Laido, Ernesto lo Zoppo, Danilo il Gobbo e Cassano, credo che solo un folle, e sotto una forte dose di anabolizzanti scaduti, sceglierebbe uno dei primi a scapito del buon Cassano.
    Ecco, la proposta ufficiale di studio formita da ASL e Comune (di comune accordo? Ma ovvio) è tra aree prese un po’ qui un po’ lì, e non per questo invalide, e un’area con i fiorellini e i ruscelletti e la musica di sottofondo. Anche se poi non è proprio così.
    Il metodo dicevamo, il metodo è quello di saltare completamente altre aree.
    Non a torto, il buon Giannini (con doverosa maglietta indosso) stamane in Commissione tira fuori l’area del Nuovo Centro. Non a torto. Un’area prima destinata al Tribunale, quindi già considerata a vocazione servizi, un’area non lontana e predisposta già da una viabilità completa e per nulla inquinante l’ambiente circostante. Anzi, un’occasione di riqualificazione del nodo urbanistico che consentirebbe la ricucitura dei nuovi quartieri (Scopaia, Leccia e La Rosa) alla città interna all’Aurelia.
    No. Questa localizzazione, pur se su aree concordate con il solito privato onnipresente, non distruggerebbe l’ambiente di Montenero, non allontanerebbe ulteriormente i visitatori dall’ospedale, non creerebbe problemi di svincoli e mobilità. Una Cisanello de noantri, insomma.
    No. Questa localizzazione non esiste nelle carte del Comune. Si andrebbe quindi a Villa Serena, nella parte più pregiata di Livorno, intervendendo con una viabilità che solo Steve Wonder (forse) potrebbe disegnare con più causalità ed approssimazione.
    Un cavalcaferrovia degno delle peggiori realizzazioni postsovietiche, una serie di strade e rotatorie inserita in un contesto di villette e giardini preziosi e per molti versi vincolati al rispetto della tutela ambientale. Una viabilità che mette in diretta comunicazione il viale a mare di Antignano con l’entroterra oltreferrovia e quindi una favorevole direttrice al traffico extralitaraneo che coinvolgerebbe totalmente la fascia bassa di Montenero ed il fragile, ma bello, tessuto urbanistico che la contraddistingue.
    Una scelta campata in aria, messa lì in due minuti dal solito tecnico di regime che fa e disfa, (disfa soprattutto) l’urbanistica di Livorno da almeno venti anni. Un uomo un partito. Una faccia una razza.
    Questo è. Questo è l’epilogo di una vicenda che inizia a confrontarsi, nonostante la favorevole campagna pubblicitaria de Lo Ionio, con la città.
    E per ora non voglio chiedermi quali saranno alla fine le Imprese che in subappalto costruiranno l’ospedale, ovviamente locali. E non voglio chiedermi se esista un piano nascosto di riutilizzazione del vecchio di ospedale, la destinazione d’uso di tutti i volumi coinvolti (anche quelli degli edifici trasferiti), chi acquisterebbe quei volumi e quali imprese andrebbero a lavorarvi. E soprattutto quali sono gli interessi politici che spingono questa amministrazione e l’assessore a vita (ancora per un po’) Rossi a sacrificare soldi e territorio dei cittadini livornesi per le proprie ambizioni elettorali. Non voglio chiedermelo anche se qualche risposta già la ho.

  2. GHINODITACCO scrive:

    Leggo dei consigli METEO dell’assessore Picchi, parlare di dilettanti allo sbaraglio è un’eufemismo se pensiamo inoltre che il futuro della cemetificazione livornese sarà nelle sue mani (si fa per dire).
    Allora invece degli spot meteo non si fà fronte ad un’opera concreta di revisione idraulica se ogni volta che cadono due gocce di pioggia allagano vaste parti del territorio.
    Cosa debbono fare le aziende site sulla via firenze che per ben 2/3 volte sono state danneggiate senza che si sia fatto niente da parte del METEOROLOGO, le aziende aspettano ancora di essere rimborsati dei danni.
    Vedo inoltre che a cento chimometri da livorno “c’è un giudice a Berlino”

  3. Danilo Verticelli scrive:

    Let them come to Berlin!

  4. paolo de angelis scrive:

    Oltre alle bretelle ora si sono messi a fare previsioni pedagogiche in caso di tsunami.Ma non dovevano intervenire “entro la fine dell’anno” sul sottopasso di Salviano?Finora è uno splendido ottobre.Alla faccia di Picchi e Gonnelli.

  5. Kinto scrive:

    E se invece delle bretelle pensassero a far funzionare i termosifoni nelle scuole materne forse oggi avremmo meno bambini con la frebbe,tanto per essere semplice.
    In tutto questo,ottimo Alonso come sempre ,
    mi fa ridere che si spatacchia tutti i giorni sul giornale del Nuovo Ospedale,che segue il principio del Colosseo,come disse bene il consigliere Viti,
    ma che oggi non trova coinvolgimenti e confronti reali sul tema.
    Si fara’, e se si come pare,
    magari sara’ pronto nel 2020,
    cavalcando l onda mattonara.
    La domanda comunque,
    non e’ se a Livorno si voglia o meno un Nuovo Ospedale funzionante,moderno ed all avanguardia,
    sfido chiunque a non condividere,
    ma quali saranno gli impatti urbanistici,quali le certificate coperture finanziarie pubbliche,e perche’ continuare ad investire in questo attuale allora.
    Ma sono domande troppo difficili per l Ass Bernacca
    e tutti gli Ass. al Benessere?
    quello che mi fa ridere appunto,
    e’ che oggi ade esmpio si pensa,e dibattono, su una viabilita’ per qualcosa che vedra’ la luce forse nel 2020,
    ma oggi non si e’ ancora capito ad esempio
    che tipo di viabilita’ si avra’ in pieno centro con l apertura
    del Parcheggio a Supposta-ex Odeon.
    Anche quello per tempistiche avra’seguito la filosofia del Colosseo,tanto cara a mio parere ai
    debosciati e fancazzisti colazionari,
    che nell oggi fanno poco ,nel domani faranno ancora meno,
    e dopodomani faranno finta di non esserci stati.
    Ao’,
    altro che terza via,
    Terzo Mondo

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