MONOLOGHI E NUMERI SENZA CONTRADDITTORIO

ottobre 31, 2009

Quale è la situazione livornese lo dimostrano gli articoli che commentano due fatti importanti accaduti ieri, la presentazione dei conti di previsione di Comune ed Autorità Portuale. Un mare di soldi promessi per investimenti da realizzare nel prossimo anno. Una manna dal cielo, un sussulto di capacità di spesa che nessuno immaginava.

Ebbene, se notate, su questo non vi è stato spazio per un confronto, un  commento, una riflessione critica , una domanda.

Monologhi senza contraddittorio, impossibile in sede istituzionale, visto il modulo blindato dei lavori. Impossibile nella lettura dei commenti giornalistici, unicamente tesi a registrare quanto detto, con doveroso credito a tanta capacità di investimento e di concretizzazione.

Non dico di fare come Repubblica e le sue dieci domande a Berlusconi, ma sarebbe bastata una domanda piccola piccola, magari tesa a capire meglio l’origine e la credibilità dei  miracoli descritti e in corso d’opera. Almeno in corso di slide, non allarghiamoci troppo.

Se fosse vero quello che ci è stato descritto, non ci sarebbe , a Livorno, altro che un  immenso ed operoso cantiere, a partire dai primi giorni del prossimo anno.

Io ho qualche dubbio, visto l’anno trascorso nel nulla, quando ci sarà concesso di parlare lo esprimeremo.

Ma mi sarei atteso un minimo di scetticismo, almeno da chi ci racconta cosa viene raccontato , senza che senta l’esigenza di chiedere opinioni diverse. Si è perduta l’ironia, purtroppo, e si rischia il ridicolo.  Peccato.


GROVIGLIO DI STRADE CHE FA RABBRIVIDIRE

ottobre 29, 2009

dal Tirreno

di Gianfranco Lamberti

Che la zona di Antignano/Montenero, dove si intenderebbe realizzare il nuovo ospedale sia particolarmente delicata dal punto di vista ambientale lo capisce chiunque, anche senza aver studiato geologia e senza aver letto che su di essa esistono vincoli paesaggistici ben precisi..
Se poi si vede lo straordinario groviglio di svincoli, sottopassi e sovrappassi che dovranno essere realizzati alle radici della collina di Montenero, viene davvero da rabbrividire.. Un sistema di viabilità micidiale che rischia di ferire in modo indelebile una delle più belle zone della nostra città.
Non è accettabile dire, come fa qualcuno, prima si decide che si fa lì e poi si vedrà meglio come. E pensare che sovrappassi nefasti, stile autostradale, ne abbiamo ereditati e con molti problemi, si pensi alle Terme della Salute.
I tecnici hanno fatto studi legali e geologici sulla base delle indicazioni avute e non si può pensare davvero che quella sia l’unica soluzione urbanistica possibile, la migliore, se perfino all’interno della maggioranza si alza qualche voce preoccupata, che chiede di pensare ad altri siti, a partire dal Nuovo Centro. Ed allora perché decidere a prescindere da un confronto vero e serio, nel merito e senza pregiudiziali?
In più, si pensa di finanziare gran parte dell’opera, vendendo strutture pubbliche destinate sino ad ora ad uso sanitario, a partire da quelle attualmente sede dell’Ospedale. Ma qualcuno ha mai provato a vendere un Ospedale dismesso? Gli riuscirà difficile, a meno che non si consenta di cambiare destinazione per fare qualcosa di molto diverso: per arrivare agli 84 milioni di euro da ricavare solo per quella parte lì, bisognerebbe far costruire, tanto per dare una idea, a dir poco 800 appartamenti da 100 mq, o cose equivalenti. Questa è la dimensione. Con trasformazioni urbanistiche nel cuore della città straordinarie e che andrebbero inserite, prima e non dopo, in un disegno complessivo e rassicurante.
Ed allora come si fa a dire intanto partiamo e poi vedremo la viabilità, e poi decideremo le nuove destinazioni d’uso delle strutture dismesse (sulle quali si continua a spendere un sacco di soldi), e poi vedremo il rapporto con i privati, inevitabile e di dimensioni gigantesche, e via rimandando. Saggezza amministrativa e politica vuole che tutte queste questioni, e le tante altre che molti hanno già segnalato, vengano chiarite prima, in modo inequivocabile ed esauriente, al Consiglio Comunale. Approfondimenti, a partire dai servizi sanitari che ci sono e che ci saranno ancora per anni, che si possono fare anche in breve tempo: procedere a spallate sarebbe davvero incomprensibile. Soprattutto quando si fa politica all’insegna del primato del pubblico interesse e dei principi di responsabilità e partecipazione.


RILANCI PRESUNTI

ottobre 28, 2009

Il PD si vuole rilanciare, vedremo. Intanto, dopo le primarie, perde qualche altro pezzo. Rutelli non è proprio l’ultimo venuto, anche se non ho mai condiviso granchè le sue posizioni, ma è stato addirittura candidato premier contro Berlusconi, e recente candidato sindaco a Roma , per conto PD. Insomma non uno di passaggio. Parla di andarsene e lo fa con Dellai e Cacciari, importanti amministratori del nord est.  Insomma va bene ricontarsi ed eleggere Bersani, con trattative serrate per qualche strapuntino interno,  ma se ogni volta si perde qualcosa il rilancio non sembra sulla strada migliore. In attesa delle primarie, ne sentivamo nostalgia, questa volta per il candidato alla presidenza della Regione, che una certezza ce la dà, comunque vada. Una corsa alla quale non parteciperà nessun livornese. Magari si riuscirà ad eleggere qualcuno in Consiglio , magari quello. A proposito di rilancio della città, sul piano politico.

Quanto al rilancio del porto, che perde pezzi anche lui, passo dopo passo, si cercano terze vie. Come non pensarci prima, magari senza aspettare un brain storming come quello che viene descritto sul Tirreno ( quando scrive Zucchelli non si capisce mai se dice sul serio o ci scherza sù, lo dico ammirato, da sempre ) ed intanto l’Associazione Industriali lancia appelli a rivedere tutto, fuori da vecchie rendite. Tutto già visto. Come dire, tanti discorsi sentiti mille volte,  in attesa di chissà cosa.

Ma intanto si pensa alla Darsena Europa, un libro dei sogni  come viene definito da esperti di porti , a Genova. Dove un  pò se ne intendono.

Infatti quanto a libri dei sogni non ci batte nessuno. In attesa di un  rilancio, appunto.


SVINCOLI

ottobre 27, 2009

Oggi abbiamo visto sul Tirreno la rappresntazione del micidiale intreccio di viabilità che dovrebbe essere realizzato a Montenero per servire il nuovo ospedale.

Mi è sembrata una cosa allucinante. Almeno approssimativa e rischiosissima.

Non credo si possa arrivare ad una scelta così importante in questo modo, vedo che molti sono preoccupati e si moltiplicano gli appelli ad una riflessione. Il minimo, in un momento in cui l’urbanistica è nell’occhio del ciclone, anche in Toscana ( vedi Firenze ) per scelte discutibili e poco meditate.

Bisogna svincolarsi da legami ed intrecci, anche culturali, che riportano a tempi andati.

Se davvero si vuole costruire qualcosa di nuovo, ospedali e partiti che siano, vecchie ricette servono a poco. Anzi sono dannose, per non dire rischiose. Per l’ambiente e non solo.


Passato,presente e futuro . Se questa è la mia città…

ottobre 27, 2009

di Danilo Verticelli

Alonso, lo hanno votato. Ma i più scemi sono quei 41000 che non sono andati a votare e che lo avrebbero messo se non in minoranza almeno abbondantemente sotto il 50%. Questa è la città, e la città non si ribella ma strriscia quotidianamente a chiedere favori ai vassalli di corte per poter proseguire i propri traffici egoistici in barba ad ogni etica collettiva o interesse pubblico. La città è fatta di un ceto sociale informe e omogeneo composto da due generazioni di amorali, cresciuti con i valori del benessere (non ci sarebbe nulla di male) ma egoistico e su quelli della rassegnazione politica e sociale. Non a caso l’unico sindaco che dette una mossa alla città (Lamberti) è poi stato fatto fuori alla prima occasione. Perchè quel potere dava fastidio ai veri padroni della città che da sempre, dai cosiddetti sindaci veramente comunisti, gestiscono le sorti di questo paesello per i propri affari. Parlo delle due famiglie “livornesi”, del porto e delle coop. Poteri di fazioni (?) opposte ma ricomposte nell’interesse di usare la città in ogni modo pur di trarne interesse specifico. Il PCI fece da vassallo a questo andazzo, con la scusa del “popolo” e dell’antifascismo. Quei poteri si arricchirono. In specialmodo quelli legati alle costruzioni. Le famiglie di costruttori a Livorno sono state tre o quattro e metà città è ed è stata di loro proprietà, continuamente alimentate da un equivoco fiscale che deteneva negli oneri di urbanizzazione una delle entrate maggiori del Comune, piuttosto che nelle tasse locali, magari ricche per una econmia produttiva ricca. La cecità di quel popolo, quello di cui parla Alonso, romanticamente attestata su una cultura ignorante parademocratica e fondamentalmente cieca attestata su parole d’ordine postguerra che mai più avrebbero avuto un senso ma che ancora oggi sentiamo blaterare dalle bocche allattate dei novelli tatuati, beh quel popolo ha poi contribuito a rafforzare quei poteri inconsciamente, dando credito a una classe dirigente e direttiva completamente incapace di sviluppo o crescita ma solo di conservazione di quelle due op tre lavorazioni pesanti che le avrebbero assicurato il pacchetto di voti necessario al mantenimento del potere rosso. Quel popolo che si lava la bocca giornalmente con la parola antifascismo e che contemporaneamente taccia di “fascismo” chiunque non la pensi come lui, quel popolo che riempie l’Aurelia con le macchine ogni santo giorno di sole estivo per andare a dimenticare il proprio tempo su scogli piatti o spiagge chimicamente sbiancate, quel popolo di dimentichi dei propri doveri elettorali, quel popolo di egoisti e interessati solo al proprio portone, solo al proprio campanello, solo al proprio mutuo ed all’educazione del proprio figlioletto, quel popolo di torancontisti che striscia e lecca ogni giorno i sederi ben riempiti dei potenti di turno sperando nelle briciole, sperando nell’accelerazione di una pratica, sperando nel posto di lavoro concesso per raccomandazione, sperando nell’alloggio pubblico, sperando non in un futuro generoso per tutti, ma unicamente e solamente per se stessi e chissenefregadeglialtri, quel popolo, Alonso, merita queste persone. Picchi fu messo lì da Lamberti. Cosimi crebbe sotto la giunta Lamberti, altri personaggi oggi influenti esistevano all’epoca. Di questo Lamberti se ne deve fare carico ed uno dei motivi perchè la città lo ha rifiutato alle elezioni non è stato il programma o la sua persona, ma il fatto che quelle persone siano cresciute con lui o sotto di lui. Lamberti si è accorto dell’errore. Le persone intelligenti sanno capire e cambiare. Loro no. Il popolo è troppo impegnato a grattare e vincere (o perdere) o a passare le sue sei ore di lavoro dietro una scrivania per potersi occupare fattivamente dle proprio futuro. Questo popolo, Alonso, si merita costoro e il mio augurio è che si li ritrovino anche postmortem. Se esiste un Purgatorio per scontare i propri peccati, sarà proprio così.


PRIMARIE

ottobre 26, 2009

Francamente non vedo cosa ci sia da meravigliarsi delle primarie livornesi, che sono andate come era ampiamente prevedibile.

Neppure credo che cambierà molto in un partito che sta attraversando un  fase di transizione interminabile. Tuttavia è il partito che governa con ampio margine la città, non credo cambierà alcunchè. A meno che non ci si renda conto che non può bastare continuare a contarsi a prescindere da una capacità di proposta politica che vada incontro gli interessi reali della città.

Che poi tra una mozione o l’altra ci sia qualche punto che oscilla, credo non  interessi a nessuno, al di là della cerchia più ristretta.

Insomma Livorno sia sempre lì. Tuttavia ci sono scadenze che incombono e che consentiranno di capire se, dopo l’organizzazione dei seggi, il PD sarà in grado di mettersi a fare politica per davvero.

E’ lecito essere scettici. Intanto continuiamo ad occuparci dei conti basket ed urbanistica , sulle cose concrete si capisce meglio la differenza che c’è tra una buona politica ed una navigazione a vista, con pericoli ad ogni angolo.


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