IL MOMENTO GIUSTO

Danilo ci fa leggere un pezzo del Tirreno sugli schierati del pd, in vista del prossimo congresso. Tutti schierati o quasi, quel quasi appartiene a chi ancora non  lo ha fatto, tra questi Cosimi.

Un pò strano, per chi aveva fatto una corsa al Lingotto a sostenere l’amico Veltroni, arrivando tra i primi. Ma allora di incertezze non ve ne erano, oggi vi è una pur minima incertezza, minima davvero, ma forse è meglio aspettare un pò. Aspettare il momento giusto e le necessarie garanzie. Che tutto ciò aiuti il PD a sconfiggere Berlusconi è impossibile, magari aiuta qualche carriera qui  e là. Soprattutto qui, dove si tiene botta e si mette alle corde Don Piotr che si è permesso di dire che c’è qualche problema a Sciangay. Ma di questo occorrerà riparlare, tra megafoni, diffamazioni sui manifesti degli avversari e case promesse in piantina alla vigilia del voto.

Quello che è certo, al di là degli opportunismi e della blindatura di pezzi di territorio,  che non meravigliano nessuno, è che il pd perde iscritti, e tanti. Di questo passo, se ogni giro serve a mettere fuori qualcuno, non credo si invertirà la tendenza , anzi. E non basteranno certo Noemi e le altre a risolvere i problemi della opposizione al centrodestra. Se poi ci si mette anche Grillo e gli stupratori seriali, finisce che diventa un vero melodramma, ma per pochi intimi.

34 Risposte a “IL MOMENTO GIUSTO”

  1. Kinto Dice:

    Buongiorno,
    in questa calda estate piena di feste e festoni dal “vieni in citta’”,Festival del rock,etc.
    sembra quasi di poco interesse parlare di Sciangay e delle sue problematiche,
    di un parroco “accerchiato ” politicamente e fisicamente da RC prima e Pd ora,
    piuttosto che del mitico Comitato del Viale Italia,
    che decide oramai da anni le vite dei livornesi sul mare,
    ed arriva ad evidenziare ed imbarazzare dicendo
    che le “baracchine a 20 m dai palazzi” non vanno bene.
    Mah?
    A mio avviso ci vuole talento anche solo a visualizzare
    magari delle baracchine galleggianti 20 metri piu’ in la,
    da raggiungere col canotto ed il pedalo’,
    e si risolverebbe contestualmente il problema traffico e vendita di alcolici.
    RC in circoscrizione 3 fa eleggere un uomo del Pd,
    Assessori che hanno deleghe e mansioni cosi’,
    per ispirazione estiva.
    Mi chiedo ad esempio come si faccia a passare dall Edilizia privata al Commercio,per esempio.
    Comunque Let’s rock,questa e’ l’ Estate dell’ Ammore e di Woodstock,
    il resto non conta.

  2. Vesper Dice:

    IL GIORNALE
    filippo facci

    IL CAVALLO DI TROIA

    La candidatura di Beppe Grillo nel Partito democratico è come una sua battuta: se devi spiegarla c’è qualcosa che non va, e se la spiegazione dura più di tre secondi l’imbarazzo cresce, la faccenda si aggrava, si avvita: anche perché la battuta era chiarissima.
    Che c’è da spiegare? C’è un comico sessantenne che ha modernizzato il qualunquismo e ha inaugurato l’antipolitica come mestiere redditizio: sicché da circa tre anni spara a palle incatenate contro il Pd accomunandolo al Popolo della libertà sostanzialmente in tutto (per gradire la profondità dell’analisi) e così riassumendo ciò che alcuni si ostinano a chiamare messaggio: «I partiti sono morti, abbiamo solo due comitati d’affari, il Pdl e il Pd-meno-elle. Il Pd non è mai nato. All’opposizione c’è Topo Gigio Veltroni, che non è nemmeno un politico: è scemo». Prima di Veltroni, l’altro vincente delle primarie, Romano Prodi, era stato definito «Alzheimer»; Franceschini, infine, se «Veltroni era il nulla, Franceschini è oltre». E queste sono solo battute, è vero: c’è mai stato altro?
    Ecco perché si fatica anche a spiegarla, la faccenda della candidatura di Grillo: perché se il dibattito interno al Pd riesce a dilaniarsi anche su questo, se cioè riesce a dibattere per più di sette secondi persino attorno a una boutade che andava liquidata in sette-secondi-sette, be’, allora il dibattito non è più la ricerca di una prognosi, ma è la diagnosi, non è la cura, ma è la malattia. Dopo l’annuncio della candidatura grillesca, domenica, Piero Fassino era partito benissimo: «Grillo non si riconosce nel Pd, anzi lo attacca e lo sfregia. Non penso si possa accettare la sua iscrizione». E non c’era altro da dire, la questione era chiusa: spostati, ragazzone, scusaci, abbiamo dei problemi da grandi, se dobbiamo farci seppellire dalle risate abbiamo risorse interne, grazie, no, non ci servono né accendini né dvd. Era finita lì. E invece no: quasi ventiquattr’ore dopo Fassino era ancora lì, a Repubblica tv, a perdere tempo, spiegare, specificare, puntualizzare. Pacatamente. Ma perché? Che cosa si teme, che cosa si esorcizza? Che c’è da spiegare? Com’è possibile che per tutto il pomeriggio di ieri le agenzie sfornassero ancora commenti e dichiarazioni di una sinistra invischiata persino in una sciocchezza del genere?
    Fosse per Grillo, e l’ha detto trecento volte, il partito erede di Gramsci andrebbe bruciato, spianato e cosparso di sale; tra primarie per tesserati e primarie aperte non è affatto impossibile che possa intrufolarsi congressualmente come un cavallo di Troia (resisti alla battuta, Beppe) per riversare masse di guastatori che il Pd probabilmente non l’hanno neppure mai votato: va da sé che l’unico ad applaudire sia Di Pietro.
    Ovvio, perciò, che il timore sia sempre quello: che un Pd indeciso a tutto, in un momento oggettivamente difficile della sua storia politica, cerchi di attenuare ogni presa di posizione troppo esposta e dirompente. Non ci sarebbe niente di strano se la sinistra restasse divisa tra una parte più realista e governativa e una parte più utopica e di opposizione: ma i termini della spaccatura purtroppo non sono questi. A cannibalizzare ogni evoluzione, a rendere cioè complicato persino il liquidare uno come Beppe Grillo, c’è la controfaccia parlamentare ed extraparlamentare di Grillo stesso: lui, il nientologo urlante Antonio Di Pietro, un tizio secondo il quale di antiberlusconismo a sinistra ce n’è ancora e sempre troppo poco. Solo questo può spiegare come lo stesso Fassino, sempre ieri a Repubblica tv , abbia detto che le differenze tra il Partito democratico e l’Italia dei Valori «sono più di tono che di sostanza». Di tono: come a dire di decibel, al limite di lessico. E la sostanza in comune quale sarebbe? Dire che c’è una dittatura è solo un tono? Dire al mondo che non siamo una democrazia, durante il G8, è un tono? I sinceri democratici Grillo e Di Pietro, ieri, intanto, amoreggiavano e bestemmiavano contro il Pd come se niente fosse. Diceva Grillo: «Con Di Pietro potremmo allearci». Rispondeva Di Pietro: «Il programma di Grillo è molto più articolato di quello degli altri candidati del Pd». Fassino intanto parlava di toni e di sostanza.
    Se è vero che un aneddoto val più di mille parole, ce n’è uno che pochi conoscono e che forse si presta. Walter Veltroni, durante le elezioni politiche del 2008, chiese all’alleato Di Pietro di non ricandidare nelle sue liste chi era rimasto fuori da quelle del Pd; il che era logico; Di Pietro invece chiese a Veltroni di non ricandidare nel Pd chi avesse già fatto tre legislature, come chiedevano i grillini e come l’amico Walter aveva in parte già fatto. L’accordo fu siglato. Veltroni non ricandidò per esempio Giovanni Paladini, Renato Cambursano e Giuseppe Giulietti: dopodiché Di Pietro andò da ciascuno di loro e gli offrì di candidarsi con l’Italia dei Valori. Diverranno suoi parlamentari e lui ridiscenderà nelle piazze a raccogliere firme contro i parlamentari con più di due legislature, insieme con Beppe Grillo. Sono ancora insieme. Il Pd intanto si dilania.

  3. Vesper Dice:

    Shangay 2009.

    E’ successo a Lamberti Il Traditore Berlusconiano.
    E’ successo a Don Piotr Il Prete eretico.

    Isolati, accerchiati , minacciati .
    Soli.

    Nel ventennio passato abbiamo vissuto IL FASCISMO.

    In Sicilia vivono la MAFIA.

    A Livorno IT’s NORMAL LIFE.

  4. Re Sole Dice:

    E’ un articolo interessante,Vesper.Condivido convintamente anche il St John di ieri.Grillo è un abile,e scafato populista,ma almeno porterebbe domande,e proposte concrete all’interno del primo partito di csx.Cosa sempre positiva a mio parere,il discutere.Quanto agli accodamenti locali,a questo o quel candidato,sono nastri di un film,che si proietta,e riavvolge in maniera perpetua,e stucchevole;In un mondo,quello politico,che diviene sempre più farsesco,ed alienato

  5. Danilo Verticelli Dice:

    Bene, anzi male.
    Parlare della politica nazionale non vuol dire evitare di parlare del locale. Lo stiamo facendo, l’abbiamo fatto anche stamane nell’altro post di Lamberti.
    Facci ha in parte ragione. La situazione è grave, non tanto per le sorti del PD, ma per le sorti di un dibattito (dialogo) parlamentare maturo ed all’altezza delle sfide che questo inizio di millennio vorrà portarci.
    Un partito che nasce (perchè nasce ora, non prendiamoci in giro) in questo modo rischia di frammentarsi in schegge alla deriva o alla ricerca di altri canestri in cui depositarsi.
    Troppe sono le personalità politiche che aspirano alla carica. E non fosse altro che ad ognuna di esse corrisponde quasi un partito diverso, per principi, valori, obbiettivi.
    In sostanza, e questo Facci non lo coglie, almeno in questo articolo, il vero problema non è chi farà il segretario e gli accordi tra candidati. Il vero problema è che di solito esiste un partito, un’idea insomma, e i segretari si scelgono tra coloro che meglio possono assicurare la coerenza alla “linea” di quel partito.
    Qui si tratta del contrario: esistono le persone e tra queste andrà scelta la linea del partito.
    Per un individualista convinto come me non può che essere una bella notizia ma… quale forza, propositiva o di opposizione, può avere una formazione politica che si divide profondamente a partire da chi della politica ne fa una vita e un lavoro e chi nella politica vede il male assoluto e la rigetta come fenomeno di disgregazione intellettuale?
    Il vero problema sono anche i satelliti, ovvero i politici di periferia e le ragioni per cui loro decideranno da una parte o dall’altra.
    Fosse per i “grandi”, cadremmo bene o male in piedi. Bersani, Letta, Franceschini, Marino, perfino Grillo, comunque sono persone che hanno qualcosa da dare (e talvolta da dire). Ma in provincia, nelle sedi sperdute dello stivale, quale sarà il senso di un congresso così frammentato?
    Quale sarà il senso di un partito dal nome eccelso: “democratico”, ma che annovera tra i suoi militanti chi aggredisce in chiesa i preti, scaccia dal “proprio” territorio i rappresentanti di altre liste, calunnia e dileggia in modo pubblico i candidati avversari. Saprà fare finalmente pulizia di costoro?
    Ecco, vorrei sapere cosa c’entra la Democrazia, quella vera, non quella labronica, con tutte queste cose, con i parenti che occupano le cariche, con gli intrecci affaristici, con gli assessori che improvvisamente diventano specialisti in “altro”, mentre quelli meno opportuni rimangono “specialisti” in molto.
    Ecco, il senso di quel congresso nazionale sarà esplicito solo se riuscirà ad avere effetto sulla periferia, dove in fondo si fanno i giochi effettivi del vivere quotidiano.
    Sinceramente ci siamo rotti le palle di Noemi e di Villa comesichiama.
    Se l’alternativa è Cosimi, preferisco Cicciolina. O la Fata Turchina.

    Piotr: so che non leggerai il blog ma qualcuno venga pure a dirtelo. Hai detto che non vuoi essere strumentalizzato. Bravo. Dal nome deduco che vieni da Paesi che problemi di questo tipo li vivevano ora per ora, e tutto ciò forse ti fa anche ridere.
    Capisco. Chi è abituato al peggio galleggia anche sul mediocre, anzi, se ne rallegra.
    Noi no. Io no. Io sono nato e cresciuto in Italia dove, molto, molto prima del 1921 e del Teatro San Marco, ma anche prima di Napoleone e prima dei Papi di Avignone, c’è stata la sede della Chiesa cattolica mondiale.
    Sono cresciuto con il crocifisso alla parete (che si può anche togliere per amor del cielo), con il catechismo, con il rispetto dei valori cristiani ed il menefreghismo verso certi precetti da me visti troppo “umani” per essere sacri. Questione di gusti e di ragionamenti. Andrò all’Inferno. O forse ci sono già.
    La vita è il purgatorio della propria esistenza. Una volta morti si va dritti dove si sta bene. Comnunque sia.
    Piotr, continua a dire e fare ciò che senti. Se hai bisogno chiama. Non sei solo. La città, quella vera, quella non rappresentata dalle tre sgallettate che ti hanno aggredito in territorio straniero (Città del Vaticano) e soprattutto sacro, la vera città lotta con te.
    Ha ragione Vesper, c’è la Mafia. Qui c’è certo Comunismo.
    Ma sono entrambi fenomeni umani. Hanno avuto un inizio, avranno una fine.

    10, 100, 1000 Piotr.

  6. gianfranco lamberti Dice:

    Piotr è diventato un simbolo, ha fatto una cosa semplice semplice, ha detto che non andava tutto bene e che c’era da assumersi le responsabilità del caso.
    Una specie di bestemmia, di questi tempi.
    Danilo dice bene e condivido.
    Dopo Potr finiremo con l’invocare Solidarnosc, ma forse il muro , da qualche parte, è caduto già. Chissà. Magari anche qui ci abbiamo tentato, con poco successo fino ad ora, ma siamo tenaci e credo che su questo non ci siano dubbi.

  7. Danilo Verticelli Dice:

    9 novembre 1989 – Berliner Mauer
    Venti anni fa. In che giorno il congresso PD?
    Il Presidente del Parlamento Europeo viene da Solidarnosc.
    A Livorno si va nelle chiese a caccia di preti.
    Una città alla deriva e priva di etica.
    D’altronde se manca il manico…

  8. Vesper Dice:

    Mediocrità a quintali.

    Daniela Bartalucci dichiara oggi: DOPO LA PAUSA ESTIVA INIZIERO’ A LAVOARE SU QUESTI PROBLEMI.

    ..DOPO LA PAUSA ESTIVA.
    ..DOPO LA PAUSA ESTIVA.
    ..DOPO LA PAUSA ESTIVA.

    p.s. dopo LA PAUSA ESTIVA la Sig.Bartalucci già stipendiata dalla Provincia di Livorno avrà incassato 2 stipendi da Presidente di circoscrizione per un totale di 5000 eurI , ca.

    ..dopo la pausa estiva ……

    VOI DEL PD SIETE DAVVERO DI CICCIA.

    Shangay , un Quartiere Un Megafono.

    I comunisti cosa facevano ai Preti ?? giusto per capire il prossimo evento..

  9. Danilo Verticelli Dice:

    Tremate (PD), tremate, le streghe (cattoliche) son tornate…..
    ah ah

    Vesper, ma Shangay a Livorno come diavolo si scrive? Dai una risposta e che sia definitiva.

    Dopo la pausa estiva c’è quella invernale.
    Livorno è in più o menopausa…..

  10. Vesper Dice:

    Danilo , si scrive Shangay.

  11. del sette gabriele Dice:

    Grandissimo Danilo…..1 10 100 1000 100000 padre
    Piotr!!!! Solidarietà a Padre Piotr , che
    per essersi permesso di dire cose lapalissiane
    è stato preso di mira dai soliti stalinisti
    in servizio permanente ed effettivo qui a Livorno

  12. st. john Dice:

    >DOPO LA PAUSA ESTIVA

    cavolo ma è il 14 di luglio! Insomma tra due mesi Lady Simoncini si muove. O quanto fa di ferie :-) ?
    Sfruttare l’estate per arrivare ai primi di settembre con soluzioni praticabili è troppo?
    E c’entrano anche quel paio di settimane di ferie che fanno tutti i cristiani. Compresa una ripresa non traumatica.
    E’ che ci sono due piani di realtà: uno quello dei problemi del territorio, l’altro quello dei ritmi da buen ritiro della politica ufficiale livornese.
    C’è gente che è cresciuta, visto che tutto andava bene e il consenso era alto, con l’idea che la stagione politica finisse a maggio e cominciasse ad ottobre. Nel mezzo..mare, feste dell’unità, tavole rotonde e viaggi.

  13. Gianfranco Lamberti Dice:

    visto il titolo, ogni cosa al momento giusto. Of course.

  14. catone Dice:

    no, sorry, si scrive shangai

  15. Vesper Dice:

    Welcome Catone !

    peccato …hai sbagliato un’altra volta… ma ne azzeccherai una ?

    Una cosa è come vogliono che si scriva ed un’altra è come viene registrato ufficialmente .

    SorryDI !!

  16. paolo de angelis Dice:

    Ti sbagli ,St John.Oggi l’infaticabile Nebbiai ha inaugurato il pied a terre dei Tre Ponti per gli amanti del surf.Rivolgendosi a Granducato ha cosi’dichiarato:noi abbiamo la cultura del fare.Con lui c’era la Vice Sindaco che con un italiano zoppicante confermava le tesi del grande Uolter.

  17. GHINODITACCO Dice:

    E ORA COSA CI RACCONTA COSIMI ????

    Dopo un tira e molla durato più di un anno si conclude
    così una delle più intricate vicende sindacali italiane
    Fiat compra la Bertone
    presentata l’offerta
    Fiat presenta un’offerta per acquisire la carrozzeria Bertone. Dopo un tira e molla durato più di un anno si conclude così una delle più intricate vicende sindacali italiane. Alla fine, prima del colpo di scena Fiat, erano state quattro le manifestazioni d’interesse presentate per la Carrozzeria Bertone, due le offerte vere e proprie.
    Le offerte era state presentate da Lilli Bertone, moglie del fondatore dell’azienda Nuccio, per il solo marchio e dal finanziere torinese Domenico Reviglio sia per il complesso industriale sia per il marchio.
    Complessivamente le offerte sono state così presentate dall’ex manager Telecom e Zanussi Giandomenico Rossignolo, la stessa Lilli Bertone e due gruppi stranieri, uno cinese e l’altro spagnolo.
    Una storia complicata perché la “Carrozzerie Bertone” (questo il suo nome ufficiale) è di grandi dimensioni (ha ancora 1.137 dipendenti) ed in crisi da tempo, per la precisione dalla fine del 2005. Non solo: la Bertone è un nome “importante” perché ha fatto davvero la storia dell’auto. E non solo dal punto di vista del design (alla sua scuola sono nati Giugiaro e molti altri, senza contare che portano la firma Berone macchine come la Miura…) ,a anche industriale visto che questa Carrozzeria ha prodotto tante auto, dalla Fiat X1/9 alla Punto Cabrio, ma anche le Opel Cabrio e Coupe’.
    Positive le prime reazioni: ”Una notizia estremamente buona – spiega l’assessore piemontese all’industria e alla innovazione Andrea Bairati – che dimostra come l’interesse della Fiat non sia soltanto rivolto all’estero, ma si concentra anche sul fronte interno e in particolare sul territorio torinese’. ‘Adesso i commissari della Bertone, che completeranno entro il 16 la valutazione delle offerte, hanno davanti una scelta piu’ ampia di soluzioni affidabili industrialmente”.
    Non solo: la notizia di una manifestazione di interesse della Fiat per la storica carrozzeria Bertone è accolta positivamente dal segretario provinciale della Fiom, Giorgio Airaudo che tuttavia sollecita il gruppo torinese a chiarire le sue intenzioni sul futuro produttivo e occupazionale in Italia. “E’ una buona notizia per una storica azienda che in questi anni è stata difesa quasi esclusivamente dai lavoratori che vi sia una manifestazione di interesse da parte della Fiat -osserva Airaudo- è certo che se Fiat trasformerà la sua manifestazione in una offerta vincolante, tanto il gruppo torinese come il governo che oggi è garante per l’amministrazione controllata di Bertone, dovranno chiarire cosa Fiat intende fare in Italia”.
    “Vorremmo evitare che si contrapponesse la Bertone agli stabilimenti Fiat del Sud e soprattutto vorremmo sapere come possono convinvere nella medesima area territoriale due siti che potenzialmente possono produrre lo stesso numero di vetture”, prosegue Airaudo ricordando che la capacità produttiva teorica di Bertone è di circa 150mila vetture all’anno mentre Mirafiori lo scorso anno ne ha prodotte 140mila.
    “Fiat pertanto -osserva ancora l’esponente sindacale- dovrà spiegare ai sindacati nel caso venisse indicata dal governo quali nuovi prodotti farà a Mirafiori e come manterrà il sito di Grugliasco e con quale specificità. L’ultimo prodotto importante per la Bertone riguardava la produzione di Astra per Opel, pertanto sarebbe interessante capire se questo è da mettere in relazione con il proseguimento delle trattative tra questa e il gruppo torinese.
    Certamente è indispensabile tutelare tutta l’occupazione della Bertone così come quella di Fiat e sapere quanto tempo passerà per l’avvio di un nuovo prodotto e come si sosterrà il reddito dei lavoratori Bertone che da cinque anni sono in cassa. Richieste queste -conclude Airaudo- che formuleremo a qualsiasi sarà l’acquirente”.

  18. Danilo Verticelli Dice:

    Posso scriverlo Sciangai con la “c” come in ” scianguina”?

  19. Vesper Dice:

    Amici cari , metabolizzo le notizie di oggi e poi scriverò.

    caro Ghino , è tutto un TOTALE CAOS!!!!!!!

    Ex Delphi !!

    SUSINI IL MILIARDARIO con intervista TRIVIALE !!

    e iL BASKET LIVORNO …..!!!!!

    Baracchine ..ORDINANZA DEL SINDACO CAGATA 0 !!! NESSUN CONTROLLO , in perfetta sintonia con lo spirito codardo di certa parte politica: dico, scrivo , vedo le reazioni e poi mi adeguo …… RIDICOLI.

    e da domani Italia Wave…..

    BELLI VOI DEL 51% + an !!!!!! ahahahah

  20. Vesper Dice:

    E’ chiaro che l’Intervista TRIVIALE arriva in soccorso da parte della PRAVDA/TIRRENO.

    Vista l’ ormai leggendaria scena del megafono e bermuda e l’ oggettiva assenza da quel giorno fino ad oggi di lui e il boss nel quartiere , la Pravda inganna i lettori dispensando interviste al Regime per far vedere che esistono .
    Susinio fa’ lo sciangaino con una pluripensione milionaria da parlamentare + stipendio da Presidente di una Società …. bà ….. CREDIBILISSIMO . DAVVERO CREDIBILISSIMO. SE avesse fatto il segretario a Montenero (località piena di villette dei compagni del PD !!) oggi chi sarebbe , Tronchetti Provera ???!!!

    St.John , ma che città è Livorno ? Roccaforte rossa o roccaforte di ASSISTITI ?

  21. Mario Dice:

    Bello si Veltroni.
    Dal Corriere della Sera”Craxi meglio di Berlinguer”-”insufficienti gli sforzi di Enrico” del quale bene ricordare fu collaboratore.”Craxi il capo naturale della sinistra”
    bravo Veltroni bravo Pd,e brava tutta la gente che sputa,nei piatti dove ha pappato,e sui compagni di tale valore.
    Poi fanno anche le campagne elettorali autolegittimandosi come diga contro l ‘ amico di Craxi, Berlusconi.
    Tenetevi Veltroni e Craxi,io mi tengo la dignità e Berlinguer.
    Sono curioso di vedere in una terra cosi’ rossa come Livorno,quanto verrà osannato Veltroni Domenica sera,anche dopo queste splendide dichiarazioni da compagno ,si ma di merende e di Craxi

  22. st. john Dice:

    >St.John , ma che città è Livorno ?

    Livorno paga quello che pagano la maggior parte delle città italiane. Non ha una vita politica ma in compenso ha la sfera politica occupata da gruppi di rapaci accumulatori. Il problema è che il peggio è davanti a noi non alle spalle.
    Noto poi con tristezza che, sull’affare Delphi, si sta attribuendo “la colpa”, come tra adolescenti, a qualcuno esterno al giro che qui è la Fiat.
    Davvero spunta solo oggi l’interessamento di Fiat per Bertone?
    Certo, sono questioni più stringenti per le famiglie Delphi che per il sottoscritto. Ma è forte l’odore di approssimazione per tutta questa vicenda. Che si trascina da tre lunghi anni

  23. Kinto Dice:

    ST John,
    è il solito punto,
    come per l’Eni,e ogni altra circostanza accaduta dal 2004 ad oggi,
    Contenziosi e bilanci compresi.
    Si cade sempre dal pero,”fulmini a ciel sereno” e via dicendo.
    L’approssimazione e’ il vero Nuovo Stile di Governo,da 5 e 5 (anni) di Amministarzione,
    pane e torta appunto.
    Vedremo gli sviluppi dell’Ex Delphi,
    ma poche settimane fa a Livorno tornava tutto.
    tutto splendeva e tutto meritava plausi ,
    e rielezione.
    Ho paura che sotto sti tappeti persiani con i quali hanno coperto Livorno
    ci sia tanta di quella polvere da rimanerci asfissiati.
    Ordinanze di vendita alcolici con “zero efficacia”.
    Viale Italia al buio ,
    perche’ da 3 anni non son boni nemmeno a cambiare 4 lampadine nella pavimentazione.
    Susini che si vanta dei piani di recupero dei Quartieri Nord,lui?,
    che credo portino tutti la firma in calce di Lamberti.
    Insomma,
    il Nebbiai che si vanta di essere un Uomo amministrativo del “fare”,
    lo penso anch io ,
    ma quel tipo fare,
    lo fanno tutti gli uomini e le donne almeno una volta al giorno,
    magari dopo un buon caffè ed una sigaretta,
    o un semplice cappuccino.
    Ao’

  24. Vesper Dice:

    St.John,ma Veltroni ?!

    Ho una rabbia dentro che non t’immagini.

    Cosimi,Susini,Ruggeri &C. sono i figli di questo tradimento ad Enrico Berlinguer.

    Per questo dopo 16 anni di tessara PDS-DS ho chiuso .

    Quel tradimento lo capii immediatamente ed ancora oggi ne pago personalemte le conseguenze.
    Ma sono fiero di essere diverso da loro , sono onorato di essere cresciuto nel rispetto e nel mito di Enrico Berlinguer

  25. st. john Dice:

    >St.John,ma Veltroni ?!

    non essendo mai stato berlingueriano la cosa non mi tocca dal punto di vista emotivo e affettivo.
    Posso fare quindi un ragionamento politico con la dovuta distanza. Uno, il ricordo di Berlinguer è patrimonio costitutivo dell’immaginario di una parte importante dell’elettorato PD. Non è incompatibile con le politiche del PD e metterlo in discussione mi sembra politicamente demenziale. Due, la rivalutazione di Craxi dal punto di vista dell’elettorato non colma la lacerazione con Berlinguer. Craxi è poi un messaggio (nemmeno tanto) in codice al centrodestra entro l’ennesima operazione di tentativo di intesa cordiale. Se poi andiamo al significato storico del craxismo non vedo quale elogio ci sia da fare della rendita di posizione in politica, quella che permetteva al PSI di giocarsela tra PCI e DC pietrificando la società italiana, e tantomeno dell’esito degradato tangentaro di 15 anni di “decisionismo”. Quanto al decisionismo è uno dei tanti miti che attraversano la politica italiana ufficiale. Da quando è entrato nel lessico comune, in quello filosofico politico ha poi un significato estremamente sinistro, sono avvenuti solo disastri.

  26. Alberto Dice:

    Hai visto Gianfranco? Tra gli indagati nell’inchiesta dei terreni d’oro c’è Silvano Marino, padre di Franco Marino, il giornalista di Senza Soste. Riporto dal Tirreno: “59 anni, imprenditore livornese. La sua ditta individuale, secondo l’ipotesi formulata dalla Procura della Repubblica, avrebbe fatto fatture false, tutte indirizzate alla società Cis di Canessa. Si tratta di quattro fatture, emesse fra il novembre 2003 e il maggio 2004, per un importo totale di 780mila euro”.
    Poi Senza Soste fà la morale agli altri…

  27. Re Sole Dice:

    Mi permetta Sig.Alberto,ma non capisco eventuali corresponsabilità,e neppure il tipo di ragionamento.Credo da sempre,nelle responsabilità individuali,non collettive,figuriamoci i sillogismi familistici.

  28. st. john Dice:

    >Silvano Marino, padre di Franco Marino, il giornalista di Senza Soste.

    AHAHAHAHAHAH, i fatti sono due: c’hai le visioni o spargi disinformazione. Franco Marino è uno pseudonimo, il nome vero col cavolo che te lo dico.

    Questa si accompagna alla perla che è girata per diverso tempo ovvero che Senza Soste era finanziata da Cosimi. Manca solo l’Amadio abbonata e poi abbiamo fatto il pieno delle affermazioni improbabili :-) non mi arrabbio di fronte a certe cose..me la rido di gusto..

  29. Gianfranco Lamberti Dice:

    Di questa storia di franco marino non ho la minima idea. Tuttavia non vedo, anche nel caso ci fossero relazioni di parentela ( ripeto non ho la minima idea di chi si parli) come queste rilevino.
    Per la verità ho letto alcuni articoli di Franco marino ( non so se sia uno pseudonimo, ma poco importa ) ed in alcuni casi li ho trovati molto interessanti e fuori dagli schemi del tradizionale conformismo politico cittadino.

  30. Gianfranco Lamberti Dice:

    naturalmente le vicende dei terreni d’oro non possono essere sottovalutate, anzi, occorre capire bene e fino in fondo cosa è successo e quali sono i confini della vicenda. Questo aspetto mi sembra molto rilevante.

  31. paolo de angelis Dice:

    Delphi:se tuona di quel che piove l’augurio sincero è che Marchionne prenda anche i nostri.Certo che si passerebbe dalle nozze al funerale (per quanto riguarda Rossignolo).E i 34 milioni di Spil?E l’impegno di Fiditoscana?

    Basket:situazione oscura e inquietante.Castelli vende le quote ad una società fantasma nell’ormai lontano dicembre 2008 e poi,con il consenso di Livorno Sport,delega a quest’ultima poteri straordinari (tra cui la liquidazione fallimentare).Mmmq,qui finisce male.

  32. st. john Dice:

    >Di questa storia di franco marino non ho la minima idea.

    a Livorno è meglio essere espliciti fino alla noia. FRANCO MARINO E’ UN NOME DI FANTASIA USATO SU SENZA SOSTE.
    Detto questo, della questione dei terreni d’oro va monitorata. Da vicende come quella si capiscono sempre storie di un livello superiore

  33. Mario Dice:

    BASKETGATE

  34. Vesper Dice:

    Ti ringrazio St.J. per la risposta .

    Su Franco Marino sorvolo senza esitazione.

    Ti informo (ma già lo saprai) che stasera ci sarà un INTERESSANTISSIMO CONSIGLIO COMUNALE.

    Con il consueto FULMINE A CIEL SERENO che colpisce la politica livornese … e la città.

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