DISCORSI E COERENZA

Una prima seduta piuttosto monotona, a parte le schermaglie autolesioniste del centro destra che sembrano fatte a pposta per consentire a Cosimi sonni tranquilli.

Quanto alla coerenza , si parla di corretto rapporto tra la maggioranza  e le minoranze in Consiglio eppoi si cerca, in mezzo a molta retorica,  di subordinare la assegnazione delle presidenze di garanzia al fatto di essere più o meno ossequienti. Vedremom presto dai fatti.

Io credo che nella maggioranza ci sia qualcuno che abbia un pò di senso delle istituzioni e crei le condizioni per far lavorare il consiglio in modo corretto. Ma lo verificheremo presto, come verificheremo cosa combinerà l’amministrazione nei cento giorni, ancora oggi rivendicati come un impegno di cose da fare da Cosimi e come saranno rapidamente portate avanti le tantissime promesse elettorali.

Insomma un  copione facile da prevedere, in un primo giorno di routine fino ad un certo punto, ma verificheremo presto se agli abituali discorsi un pò fumosi, conseguiranno almeno un corretto rispetto delle parti.

Quanto alla battuta di Cosimi, per cui la stampa non avrebbe avuto notizie dalla amministrazione , ma che le anticipazioni sulla giunta erano mere intuizioni del cronista, era davvero esilarante e l’ho sottolineato, tanto per far capire che abbiamo abbondante mente capito tutti, tutto. 

Ci ritorno con calma sul consiglio di oggi, merita riflessioni politiche un pò più attente. Ma certo è che incomincia un a partita complessa. Può essere interessante, basta non essere ingenui e non fare autogol, o, peggio, l’opposizione di sua maestà. Noi siamo convint i repubblicani . Cercheremo di farlo capire anche a chi non ha capito bene dove si andava a parare. Insomma c’è da rimboccarsi le maniche, eccome.

19 risposte a DISCORSI E COERENZA

  1. st. john scrive:

    Mario Tredici assessore è la gag dell’anno..

  2. st. john scrive:

    infatti puntuale è arrivata questa su mario 13

    http://www.senzasoste.it/editoriali/mario-tredici-lemilio-fede-di-livorno-assessore-alla-cultura.html

    e credo sia in arrivo una cronaca sul consiglio comunale

  3. Vesper scrive:

    Amadio miglior alleata di cosimi, come da copione .

    Bartimmo idem .

    Mario Tredici in Giunta è più grave di quel che ci si può immaginare .

    Potere&Informazione dalla stessa parte sono l’anticamera del controllo sulla informazione , di tipo autoritario
    C’è poco da stare allegri.

  4. st. john scrive:

    >Potere&Informazione dalla stessa parte sono l’anticamera del fascismo,rosso questa volta.

    ma Ciccio Cosimi cosa c’ha di rosso? Il naso quando beve a qualche cocktail :-)
    E’ una giunta di impiegate, di prestanome, di faccendieri e di famigli. Convinta di navigare grazie al controllo dell’informazione.

    Ecco il report di Senza Soste sulla giornata di oggi

    http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/un-uomo-solo-al-comando.-la-prima-volta-del-nuovo-consiglio-com.html

  5. Ludom scrive:

    Buongiorno. Non ero al consiglio e quindi so solo quello che ho letto da Voi e negli articoli di Senza Soste e siccome più volte manifesto la mia adesione alla “Linea” del giornale, mi sento in dovere di sottolineare qualcosa dell’articolo di Yashenko.
    La prima è banale per dire che trovo divertente il modo così diverso con cui Danilo e Vladimir raccontano l’impressione ricevuta dal Giannini. E’ sciocco meravigliarsi dei diversi punti di vista ma a me strappa sempre il sorriso.
    Ben inteso, se Lamberto ha saputo distinguersi nel modo in cui ce lo racconta Yashenko, e di cui Danilo manco si accorge, il mio cuore vola alto come un falco, per i contenuti scelti e perché riconosco il mi’ amio Giannini. Non riesco, però, ad esimermi dal dire, dal mio punto di vista, che trovo, e non solo retoricamente, sbagliato contestare la mancanza di segni di cambiamento quando un cambiamento non era stato promesso.
    Cambiamenti, nuovi stili di governo, Cosimi li promise 5 anni fa, anticipando in modo soft quella che, poi più chiaramente, sarebbe apparsa come una damnatio memoriae. Questa volta, oggettivamente, senza ironie, Cosimi non poteva.
    È questo che non capito della scelta di Giannini, non ho capito quale proposta di cambiamento abbia intravisto al punto da portarlo a rappresentare in Consiglio una forza di maggioranza ma lui, che non è scemo, deve averla vista, tanto che oggi non trova contraddittorio contestarne l’insussistenza?
    Forse a me manca il punto di vista della real politik.
    Però, per carità, importantissimi i punti di vista! Quello di Lamberto, il mio, quello di Danilo, di Vladimir, di cui ho apprezzato moltissimo la puntualizzazione su Don Medori e la sua capacità, in genere, di modulare i giudizi.
    Non so invece attribuire ad altro che a un pregiudizio il modo in cui è stato osservato Lamberti. Tralascio l’inventore delle inaugurazioni a metà, un po’ semplicistico, anche abusato, comunque di colore, ma come si fa a presentare come furbesco, e non interessante, il segnale che Lamberti avrebbe lanciato, dice lui, a Cannito. Mi sembra peggio dell’ironia su un rappresentante dell’opposizione che espone (l’avrà fatto in modo altezzoso, ma non mi sembra il tipo) il proposito di tallonare l’amministrazione e la sua maggioranza.
    Il pregiudizio si nasconde pochi righi sopra quando Vladimir definisce la collocazione di centro destra quella che ormai “compete” a Lamberti.
    Ben inteso, non vi è rappresentazione dei fatti che non contenga un “pregiudizio” e può darsi che il pregiudizio di Yashenko generi giudizi e aspettative fondate.
    Voglio solo osservare che è il medesimo, identico, categorico punto di vista che ho più volte ascoltato da Trotta e dai compagni di Rifondazione.
    Speriamo di non metterci tutti a produrre prolisse summe di retorica ed io sono già sulla buona strada.

  6. Danilo Verticelli scrive:

    Caro Santo, non ho visto aureole in CC, mi sa che non c’eri.
    Ho letto il buon resoconto di Vladimir, come al solito di parte ma attento.
    Un po’ sovietico nello stile. Manca di ironia. Non è nelle corde di un periodico, SS, che dovrebbe fare dello stile (qualsiasi esso sia) la differenza tra un normale resoconto della vita e una critica pungente.
    Vabbè. Aspettiamo altre performance di Vladimir.
    Meglio il fondo su Tredici. Esemplare per informazione.
    Attendiamo gli sviluppi di questo enorme conflitto di interessi e vogliamo proprio vedere cosa farà il Sindaco quando si ritroverà le stesse accuse, che ora egli chiama illazioni. Querelerà? Espellerà? Picchierà? Disperderà le milizie talebane sulle motorette Gilera capeggiate da “capezzone” Ruggeri?
    Sarà quindi il caso che ogni consigliere di opposizione (o minoranza) si faccia il suo bel dossier di rimostranze documentate da spiattellare in faccia alla giunta, tanto per non sentirsi “intollerati”.
    Chissà, forse potrebbe provare con “Activia” di Danone.

  7. paolo de angelis scrive:

    Osservazioni opportune,quelle di Ludom.Giannini,in quel contesto,è una specie di Ufo.E,in tutta sincerità,anche contraddittorio.Perchè non ha proposto il suo stile estremo e radicaleggiante dalle file dell’opposizione?Semplice.Perchè Giannini,persona di buona cultura e sana intelligenza,ritiene che si possa spostare “a sinistra” il peso specifico dell’alleanza di governo con lo strumento di Sinistra e Libertà.Dunque,con un alleato dell’uomo solo al comando.Ma gli altri,quelli di Sinistra e Libertà,che dicono?Gli alleati dell’uomo solo al comando hanno il mal di pancia perchè 1)Giannini è un Ufo,ma collabora con Aamps,azienda gestita di fatto (tramite Di Rocca) dall’uomo solo al comando2)il neo assessore Bettini è si’ un uomo in quota Sinistra e Libertà,ma è soprattutto un collaboratore personale del sindaco.Dunque,l’innovatore Giannini per salvare capra e cavoli non poteva che lamentare “solo” un rinnovamento parziale della Giunta.Per mettere in salvo la sua specificità(di militante comunista e di collaboratore istituzionale) e valorizzare a un tempo i mal di pancia della organizzazione che lo ha inopinatamente espresso. Una carezza per Cosimi.Che intanto ha accumulato su di sè un potere specifico enorme.Il suo ragionamento sull’autosufficienza fa accapponare la pelle.

  8. Danilo Verticelli scrive:

    Chiedo scusa ma domani parto quindi oggi se posso okkupo la ribalta del blog (paura eeeeh?).
    Leggo ora il post di Ludom che mi trova al solito d’accordo.
    Non ho rilevato alcunchè di Giannini (che ha lo stesso cognome di colui che negli anni sessanta fondò il Partito dell’uomo Qualunque) perchè per me Giannini non esiste.
    E se devo considerarlo esistente, lo porterò ad esempio di ciò che la degenerazione dottrinalsovietica genera negli animi di chi nella vita assume di essere portatore di manifestazioni di alto livello culturale non essendone capace.
    Non parlo dell’abbigliamento, di cui se non si è buoni, non lo si è. Questione quasi genetica. Lombrosiana forse.
    Parlo delle prove date di non essere all’altezza di mantenere il ruolo che si vuole rappresentare nella commedia della vita.
    Gli squallidi spot antitaradash sono la più evidente dimostrazione di quanto certa cultura, nei decenni scorsi favorita dalle raccomandazioni partitiche e da certi pensatori prezzolati dalla politica stessa, abbia sostituito la fatica ed il vero percorso del fare cultura e del presentare cultura.
    La cosiddetta “ricerca”.
    Ieri a Lucca, al nuovo Centro per l’Arte Contemporanea in via della Fratta, hanno inaugurato un’ottima mostra di artisti degli anni 50. Da Kandinsky a Matta, da Balla a Burri, da Prampolini ad Arp ecc. Quelle sono città, e quella è Cultura. Onore a quegli artisti e a chi li promuove in quel modo.

    Non esiste Giannini, ma non per sè come uomo ci mancherebbe, per ciò che egli fa e vuole far vedere che fa, per il ruolo che si assume e per quello per il quale è in CC.
    Mi è indifferente. Ed il fatto che egli sia un insegnante pubblico la dice lunga sul livello di preparazione e sulla capacità critica dei giovani d’oggi.
    Non è un “cattivo maestro” in senso parastorico.
    E’ solo la metafora della decadenza culturale della sinistra ortodossa, ancora volta a pensare ai partigianismi quando da almeno quaranta anni ci sono ben altri problemi di occupazione delle nostre libertà e non certo a causa di qualche presunta destra, ma a causa delle componenti internazionali dell’economia di cui ho già parlato in altri post.
    Le conseguenze di questa degenerazione sono chiare, sia nel livello di preparazione dei nostri studenti, sia nelle capacità artistiche e creative. Lo si veda ad esempio alla Biennale dove sempre meno è possibile trovare qualcosa che abbia un senso degnamente artistico e parlo di ricerca, non di estetismi.
    Se Giannini non è nelle corde della maggioranza si stacchi. Forse il partigiano Giannini non vede cil conflitto di interessi, il “fascista” conflitto di interessi tra Stampa e Poltica in questa Giunta?
    Strano, da operatore culturale quale egli si spaccia dovrebbe essere il primo a curarsene.
    Una cosa giusta ha detto (vedi Ludom che a volte me lo filo): ovvero he la rappresentatività di chi opera nella cultura non è uniforme. In parole più povere, che ci sono i soliti raccomandati. Stia tranquillo che ora che è in CC i suoi protetti qualche spoazio lo troveranno. Ewwiva la kultura.

    Onore allora ai miei genitori che, mentre i nipoti dei partigiani godevano di poltrone e stipendi di partito e cariche di partito e assunzioni di partito (tutti, compresi i piccoli nipoti rivoluzionarietti di oggi di Livorno), con un unico stipendio dello Stato e pagando un fitto di casa, sono riusciti a farmi studiare ed a darmi un’educazione culturale e umana che non metto a confronto con alcunchì.
    Onore a coloro che si alzano la mattina e devono fare i conti con una subdemocrazia partitica e lobbistica.
    Onore a chi crede nel futuro e si adopera perchè a quel futuro possano partecipare tutti, non solo i figli ed i nipoti dei politici e degli amici dei politici.
    Onore a chi il futuro se lo costruisce da sè, con l’intelligenza e la capacità e non con le amicizie di qualche sultanetto di quartiere.
    Onore a chi investe le proprie risorse nel cercare di migliorare il mondo.
    A chi fa del progresso civile ed umano la ragione della prorpia vita.
    A chi preferisce l’anonimato del corretto comportarsi alla ribalta delle caduche apparizioni sceniche.
    Onore a chi ha sacrificato la propria vita al servizio degli altri.
    Onore al futuro.

    Also Sprach Fucsiaman

  9. pda, al solito, coglie il punto di ieri. autosufficienza cui si rinuncia solo a parole, ma che poi si riafferma con forza trovando a pretesto le liti del PDL. Al solito, il simbolo di questo modo di impostare le cose ed il controllo di tutto, tipico, è la favola di Fedro tra il lupo e l’agnello.
    Saremmo aperti alla democarzia istituzionale, con un corretto ruolo delle opposizioni, peraltro garantito d norme in vigore, ma siete voi che fate i cattivi e non lo meritate.
    Eccolo spiegato a chi pensa di poter cambiare dentro schemi tradizionali, il pensiero in voga da un pò, qui a Livorno. Altro che fare carezze, appunto.

  10. caro Danilo, con tutto il rispetto, non credo proprio che il problema sia Giannini, figuriamoci. Parlerà e farà discorsi anche originali ( si può vederla in qualsiasi modo ) ma non sposterà un centimetro. Io sono convinto che la politica in città potrà avere senso e servire a qualcosa, se riuscirà a collegare cosa succede nel palazzo, in tutti i risvolti possibili e mettendo il riflettore su tutto, alla opinione pubblica critica e consapevole, su questo il ruolo chiave lo gioca la stampa. Cosimi lo ha capito benissimo e non da ora, come si vede . Ma siamo sempre in europa occidentale, spero.

  11. paolo de angelis scrive:

    Un’ultima notazione e per oggi chiudo.Stupefacenti le capriole del duo Guarducci De Majo sul resoconto di oggi.Da un lato il box dedicato al duello Giannini Tamburini ,dall’altro una nota frettolosa dalla quale si evince che Giannini avrebbe apprezzato la Giunta.(mah)Poi il terribile commento sulla Bernardo proposta come direttore generale del Comune in quota Pd.Evidentemente è rimasta qualche ruggine dopo la definizione coatta del contenzioso Peep.Bernardo dentro fuori?Dentro,con un assessorato fantasma.

  12. Danilo Verticelli scrive:

    Infatti.
    Dimostravo a Ludom che non mi ero distratto.
    ;-)
    Per il resto, onore a chi si dà da fare.

  13. mi era sfuggita la questione del Direttore Generale. Al di là del valore della persona, che assolutamente non discuto, il solo fatto che si pensi a nominare Direttore Generale un candidato eletto consigliere ed ex assessore, la dic e lunghissima su come si interpreta il ruolo della PA e del rapporto tra essa e la politica, ed il senso di occupazione totale degli spazi, politici e non. Questa si è roba da far accapponare la pelle, Ruggeri ha dimostrato buon senso.

  14. ho letto senzasoste, ludom ha ragione. come si fa a commentare in quel modo un saluto corretto ad una amministrazione che si insedia ed un a posizione politica che trova sintonia ( è accaduto in tutta la campagna elettorale ) con l’opposizione fatta da cannito. Mi sembra la replica, da sinistra, della Amadio, un regalo a Cosimi. Quanto al fatto che io sia da annoverare alla destra, non posso querelare anche se lo farei volentieri, solo smentire e raccontare la mia storia e le mie posizioni. poi una sinistra che sentenzia così ( pregiudizi, appunto ) e mette i marchi doc, quella sì ha poco futuro.

  15. v. scrive:

    Le performances del consiglio comunale mi hanno guidato la penna sopra le righe sulle quali talvolta mi esprimo. Non potevo far altro dopo che a livello simbolico si è fatto di tutto per rafforzare l’uomo solo al comando. Chi ha parlato di un certo tipo di pregiudizio su Gianfranco Lamberti non ci è andato lontano. E’ un atteggiamento che si è formato chiaramente su comportamenti rilevati. Ho imparato a non sottovalutare nè la mimica nè la scaltrezza dell’uomo. Negli auguri alla giunta ho visto un’ammissione di debolezza, negli ammiccamenti a Cannito il tentativo di rompere un’isolamento, intercettando un soggetto emergente che ha attornoa sè consenso. Una serie di valutazioni politiche dei suoi mandati, lo collocano dal mio punto di vista lontano molto dalla sinistra. Il rapporto maturato con Taradash durante la campagna elettore lo spinge verso il centro-destra. Non a livello ideologico, ma nella pratica. Dasvidania.

  16. Mario scrive:

    Sui punti di vista pare inutile anche discutere,ognuno ha il suo,se lo tiene e lo esprime.Mentre sulle “vicinanze politiche” di Lamberti pare stucchevole anche insistere.Credo oggi sia importante fare opposizione seria,e pressante,non deprimendosi per i numeri della maggioranza.Un opposizione su fatti e sulle delibere che verranno votate.Il resto mi sembra appartenga più al gossip da sdraio a Tirrenia che all’analisi politica.Se poi anche l’educazione umana ed istituzionale di un saluto,viene vista come “debolezza”,diamosi una patta.o chiudiamosi la patta.

  17. Danilo Verticelli scrive:

    Grazie a Vladimir (mai lussuria spero) per l’apporto a questo blog. La molteplicità di opinioni è garanzia di crescita, se non altro intellettiva.
    Poi, occorrerà anche analizzare di quale sinistra si parla, quali danni abbia recato Lamberti a quella “sinistra”, cosa si vorrebbe come “sinistra”, e soprattutto chi la vorrebbe, certa “sinistra”.
    Non trovo offensivo, visto che si parla di opinioni legittime, avere a che fare con forze governative di linea differente. Mentre pare che il resto d’Italia neanche possa esistere, Lucca, Prato e Grosseto (qualche volta) compresi. Un autoisolamento sulla base dell’idea unica di politica che a detta dei “giusti”, dovrebbe sussistere. Una concezione politica da testimoni di Geova. Una autoconvocazione numerata nel regno dei migliori. Gli altri o dentro o fuori. Giudichiamo noi. Bravi!
    Lamberti, non devo dirlo io, è uomo di sinistra, forse e fortunatamente poco comunista, ma se si pensa che la sinistra debba essere “solo” comunista basta che lo si dica e i voti della sinistra scenderanno inesorabilmente e dell’altro.
    Esiste sinistra e sinistra. Una volta la sinistra si differenziava per l’attenzione al lavoro dipendente al lavoro più esposto, al lavoro non protetto. E grande è stato l’apporto in questi settori.
    Ovviamente, chi si interessa del lavoro raramente è capace di interessarsi di profitto, a meno di schizofrenie più o meno latenti. E questo è il limite intrinseco della sinistra italiana. Non ci sa fa.
    Ma il motore del mondo è il profitto, legittimo o no che si pensi. Ed il profitto, collettivo ed individuale, è alla base della crescita. Che lo si voglia o no. E’ un giudizio tecnico, non etico.
    Estraniarsi da questa logica vuol dire morire soffocati e di inedia. Purtroppo.
    Se la sinistra che si vuole rappresentare è quindi questa estrema, ben venga la destra, se si pone a salvaguardia di un sistema economico in cui tutti possono e devono avere una loro opportunità ed in cui siamo nati e cresciuti con un certo “benessere”. Fatte salve la tutela dei deboli, del sociale, del giusto rapporto di lavoro, della salute del lavoro. Argomenti che, mi sembra, non vedono nella cosiddetta “destra” (quella degli ex socialisti e comunisti ora PDL) una formazione che miri a destabilizzarli.
    Forse per destra oggi si intende una concezione che tutela l’obbiettivo piuttosto che l’uomo, la redditività piuttosto che l’umanità, il profitto piuttosto che la solidarietà. Da qui la precarietà e la minore salvaguardia della tenuta del lavoro.
    Ma occorre avere a che fare con i meccanismi mondiali e salvaguardare un posto di lavoro in una fabbrica che è costretta a chiudere per quei motivi serve ben poco.
    Una destra siffatta ha ben ragione di essere avversata, ma non vedo, certamente mi sbaglio, segnali di distruzione del tessuto sociale e lavorativo (anche gli ingegeneri lavorano, anche gli imprenditori, e rischiano anche del proprio) da parte delle formazioni che legittimamente esistono e governano lo Stato italiano. Fanno ciò che possono. Probabilmente più o meno ciò che è stato fatto da altri governi, all’interno di una logica internazionale che da sempre vede l’Italia in chiara difficoltà.
    Se allora maturare un rapporto con Taradash equivale ad essere tacciati di destra, quando la vera “destra” è quella che governa Livorno con le magliette rosa, beh mi impensierisce ben poco. Mi dispiace per la miopia cromatica che attribuisce ad alcuni presunti torti, invece certi ed evidenti in altri.
    Ma si sa, non c’è più comunista di chi non vuol vedere la realtà.
    Ce ne fossero di Taradash a Livorno. Se non altro a livello di maturità politica e coscienza della cosa pubblica.
    Basta con il razzismo. Tutti hanno pieno diritto di esistere e di non vergognarsi delle proprie idee.
    E mai nessuno, per dogma divino, potrà dichiarare la legittimità o no di qualcuno ad esistere come soggetto politico. Mai.
    La conseguenza è sempre la guerra, in questi casi.

  18. gianfranco lamberti scrive:

    se eliminiamo i pregiudizi, tutti, potremo fare qualcosa di utile alla città ed anche ad una sinistra che , parlo del pd, ha trovato nel difendersi da avversari veri o presunti la sua ragione di esistere. un pò poco per vincere, Livorno a parte. Parlo di pratica, ossia, per fare un esempio, le questioni urbanistiche prossime venture, a partire da stadio ed ospedale. Certo, si può anche fare involontariamente, forse, da stampella permanente, ma a cosa serve, tanto più che di stampelle non ne hanno bisogno ?
    Forse uscire da schemi e pregiudizi, per seguire v. ,
    aiuterebbe un pò a superare un riflusso di conservazione e paura ( su questo seguo senza soste ) che ha portato al risultato elettorale. Un pò di coraggio allora.

  19. Danilo Verticelli scrive:

    Esatto, usciamo da schemi e pregiudizi.
    Se lo domanda anche l’On. Alessia Mosca nel suo di blog.
    http://www.alessiamosca.it/?p=475#comments
    Cosa fare? Novità? E cosa sono le novità?
    Il nuovo è uno schema mentale diverso. A prescindere dalle persone che possono essere nuove o no ma basta che siano intelligenti ed aperte.
    Domani rivado a Barcellona. A sciacquare i miei panni lì. C’è chi va alla Mecca e chi a Barcellona, questione di gusti.
    Per risollevare gli animi dei più giovani dalle tristezze neoconsiliari, il riempipista di questa estate:

    A ritmo di musica le cose si affrontano meglio…..

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