Oggi qualcuno è interessato a chi entrerà in giunta, io lo sono assai meno.
Lorenzo, che mi incita ad una disponibilità anglosassone, credo abbia una visione troppo rosea della realtà politica livornese.
A parte la campagna elettorale, dominata da una vera diffamazione politica continua ( Berlusconi mascherato ) e da un controllo di territorio e seggi che certo non si poteva realizzare con le forze generose ed esigue di una lista come la nostra, oggi si verificano impegni assunti e promesse, nella prtevisione di distribuzione degli incarichi.
Anche questa è una componente non trascurabile di una campagna elettorale che, guarda caso, ha visto mettere la sordina alle tante situazioni di crisi occupazionale in giro, che pure noi ed altri abbiamo denunciato a più riprese.
Ecco allora che si delinea, pezzo per pezzo, il sistema di potere che ha determinato l’esito elettorale, basta scorrere la lista. A ciascuno il suo.
Insomma, non credo proprio che sia stato il divertente e patetico spot ispirato al principe De Curtis - quello stile vota Antonio nei cortili di Sciangai – che abbia determinato questi risultati, in presenza di un diffuso scarso giudizio sul sindaco uscente, ma relazion i ben più complesse e profonde, a fronte di un timore che tutto potesse saltare. Per la prima volta ipotizzabile, anche se improbabile.
Avevo invitato qui , nei giorni scorsi, ad aspettare gli incarichi per verificare con semplicità solare il dato politico che abbiamo avuto davanti in queste elezioni e gli antidoti attivati, di tutti i tipi, non solo mediatici. Il gioco era duro e sono scesi in campo i duri, in modo più o meno evidente, ma ora si incomincia a capire meglio. Leggete la cronaca e capirete facilmente.
Altro che megafoni sotto la pioggia e goleprofonde e strateghi di via fagioli, mi scusi Lorenzo, che invoca con saggezza un pò di bon ton politico post elettorale, in nome di una moderna sinistra di governo. In questo clima un pò bulgaro, non c’è spazio per ragionamenti di politica anglosassone, nè per analisi troppo sofisticate.
Siamo tra l’Illinois e la Georgia, forse, ma a tutto vantaggio, e di molto, della Georgia. magari qualcuno ha pure comprato il biglietto, ma al momento siamo molto vicini al punto di partenza. Mi dispiace, ma questo è.
Magari poi qualcuno ricomincerà a fare i conti dei posti di lavoro perduti in questi anni, tra una narcotizzazione e l’altra, nel timore che l’onda berlusconiana si abbattesse su Livorno. Bah, magari finirà pure che ci racconteranno che il Barcellona vuole Diamanti e ci troveremo la notizia in locandina. Così crescono le quotazioni. Roba vecchia, ma qualcuno ci casca sempre.