Ho sempre avuto grande cautela a commentare la vicenda Delphi, sulla quale si gioca il destino di centinaia di persone.
E spero che , anche se in questo modo tortuoso e poco chiaro, alla fine si riesca a trovare una soluzione adeguata. Certo è che le carte in tavola cambiano continuamente. Nell’articolo di Zucchelli si coglie in particolar modo quale è il vero problema. Basta leggerlo un pò tra le righe e si capisce tutto. A proposito, attenzione alle date, incomincia ad aleggiare maggio, se così fosse allarme rosso. Passata la festa, come si dice. Ma non oso crederlo.
Quanto al voto disgiunto, commentato da alcuni lettori sulla stampa dopo la mia dichiarazione di voto a favore di Giovanni Batocchi, hanno preso fischi per fiaschi e , come al solito, via a frasi offensive ed inaccettabili. Non si capisce se ci sono o ci fanno, ma si capisce bene per chi lo fanno. Viceversa mi sembra che la nostra scelta sia stata apprezzata da molti, davvero tanti quelli che mi hanno telefonato per condividerla, anche PD. E che ci posso fare.
Si rassegni il Dott.Lamberti….. sono così, non lo fanno per cattiveria.
Propongo UN INSEGNANTE DI SOSTEGNO POLITICO a tal tramonti (e qualcuno ci dica chi cacchio è…) perchè ha bisogno che qulacuno gli spieghi quello che legge ed evidentemente poi non capisce .
Spiegategli che cosa vuol dire il voto disgiunto e cosa ha dichiarato il dott,Lamberti…io non ho voglia.
Mi raccomando scrivete facile facile , non usate termini troppo impegnativi.
Poi si domandano perchè andranno al ballottaggio per la PRIMA VOLTA NELLA STORIA DI LIVORNO……!!!
Vedi Gianfranco, alcune volte mi sono chiesto se scrivere o non scrivere dei giornali e dei giornalisti.
Ne abbiamo conosciuti molti in questi giorni, e tutti onesti e preparati, spesso obbiettivi. Abbiamo anche osservato però pagine squilibrate, nel senso di uno squilibrio grafico, a favore del candidato Sindaco Cosimi. A volte esplicitamente, a volte no, passate sotto forma di notizie parallele di cui egli si giova non essendosi dimesso negli ultimi due mesi per poter fare una campagna elettorale alla pari degli altri.
In questo la Stampa ci gioca bene. Tutto fa notizia. E’ comprensibile.
Mi continuo a domandare come allora vengano pubblicate lettere opportunamente scelte, devo pensare, che manifestamente travisano il senso delle cose dichiarate e che non hanno replica in quanto stampate oggi e la replica chissà a quando.
D’altro canto queste letterine, queste letteronze, scelte da qualcuno per ornare la cornicetta della campagna elettorale di Palazzo, ci danno agio di spiegare meglio il concetto di voto disgiunto, almeno a quei due o tre lettori di questo blog.
Non se ne voglia la Stampa se ogni tanto si fa notare, senza vittimismi ma come dato reale, che certi commentatori apparentemente neutri, e sotto forma di letteronze, sono bimbi di partito (chi più, chi meno ufficialmente) che dotano i giornali di ulteriori slanci propagandisti verso la campagna del Sindaco uscente.
Per fortuna, con la par condicio, almeno queste lettere dovranno essere eliminate o perlomeno equilibrate nel loro senso a favore o contro.
Rimane il fatto che qualcuno queste lettere le sceglie e non le filtra. Bontà sua. Anche responsabilità sua.
Voto disgiunto. Concetto molto semplice. Chi non lo capisce necessita di ripetizioni.
Allora, chi per deriva fideistica o solo per memoria storica o anche per fiducia nei propri candidati o perlomeno per apprezzamento verso una certa persona che si candida a Sindaco, voglia quindi mantenere il voto alla propria lista non fidandosi delle nostre belle e professionali facce ma solo di quella di Lamberti (professionale senz’altro, bella non sta a me dirlo), può continuare a votare il proprio partito (bontà sua) ma dare contemporaneamente il voto a Lamberti solo come sindaco.
Contenti loro, contenti tutti. La “fede” sarà salva, il futuro della città pure.
Io ci rimango male perchè tale atteggiamento fideistico è anacronistico al giorno d’oggi. Ma va pur bene. Votatevi le vostre liste storiche ma almeno decidete di dare alla città un signor Sindaco.
Cosa ora ci sia di strano in tutto ciò, non lo so.
Piuttosto abbiamo a che fare con talune persone che ancora credono di essere negli anni settanta, su schieramenti contrapposti, dietro le trincee, mentre la nomenklatura fa le sue brave cosine e la gente invece soffre. Gabbati o interessati. Delle due l’una.
Contenti loro, non contenti gli altri.
Noi speriamo in un successo di Sindaco ma anche di lista. Comunque sia, votate Lamberti Sindaco, per tutto il resto, ci penserà la squadra che egli metterà in campo.
Buongiorno,
e’ davvero di difficile comprensione la vicenda Delphi.
Quello che capisco e’ che all annuncio dell annuncio e’ seguito il solito rinvio sul groppone degli operai.
Con gli stessi lavoratori che all orizzonte hanno il prolungamento della cassa integrazione,
e delle clausole vincolanti per l acquisto,
dettate da Rossignolo
che sono del tutto differenti da quanto raccontato da Cosimi.
Per quanto riguarda il Voto Disgiunto,
l analisi, al solito offensiva,
di tal Tramonti Pd,
e’ border line.
Non si capisce,o si fa finta di non capire ,
che Lamberti il voto disgiunto lo dara’ ad un Presidente di Circoscrizione Pd
ed ad uno proposto da Cannito.
Tutto cio’,
proprio perche’ le vite dei livornesi non siano decise nei secoli dei secoli,
da segretarietti o coordinatori di numeri civici
affetti da Vaginismo intellettuale.
Il voto disgiunto nasce ,
non per voler di Lamberti,
ma perche’ previsto dalla leggi elettorali del nostro Paese,
e col precipuo scopo di permettere ai cittadini di fare scelte ancora piu’ libere
ed ancora piu’ sentite;
In buona sostanza si fornisce un ulteriore spunto partecipativo per la scelta del proprio Sindaco.
Ditemi voi perche’
ogni singolo elettore di Centro Sinistra dovrebbe forzatamente ingollarsi,
un Sindaco che ritiene inadeguato e nefasto?
W il voto disgiunto
Saluti
Buongiorno a tutti.
In effetti, usando la metafora della ricarica telefonica, il voto disgiunto è un po’ come la portabilità del numero del cellulare. Se voglio mantenere il mio numero, ma preferisco approfittare di certe tariffe, particolarmente convenienti, nulla mi vieta di cambiare operatore. Forse è un po’ più complicato rispetto all’acquisto di una nuova SIM card, ma mi permette di avere un certo risparmio in cambio della possibilità, per tutti coloro che mi conoscono, di continuare a telefonarmi senza bisogno di aggiornare agende, rubriche e via dicendo. Il problema è che ci sono in giro, sempre usando la metafora del cellulare, persone che sono incapaci anche di inviare un SMS. Il mondo è bello perché è vario.
no, scusa, verticelli,quando mai un amministratore in carica,che intenda ricandidarsi, si è dimesso per fare campagna politica “al pari degli altri”?
e perchè dovrebbe? questa ancora non l’avevo sentita,l’è proprio bella…
…quell’uomo dovrebbe smettere di fare campagna elettorale con i soldi pubblici (vedi pubblicazioni e librettini) e abusare della sua posizione di sindaco facendo annunci- bugie e proiezioni al computer che poi la stampa deve comunque pubblicare.
e poi oggi sono un po’ incazzato…ho pagato quella porcata della TIA più alta d’Italia per poi avere la via di casa che vede un’operatore dell’AAMPS una volta alla settimana
Caro catone, a parte il fatto che non l’ho inventata io questa ipotesi ma una persona che fa politica attiva da tempo e che non fa parte della nostra Lista, a parte questo dicevo, mi sembra che non ci possa essere una via di mezzo tra il dimettersi ed il fare campagna elettorale utilizzando il proprio ruolo (tecnico e politico) per mettersi in luce.
I fatti stanno in fondo così.
Un mese di amministrazione ordinaria non avrebbe sofferto senza Sindaco. Anzi. Senz’altro le cose sarebbero migliorate.
Meno foto di cose estranee alla campagna elettorale sui giornali, meno presenzialismo ufficiale e istituzionale, guarda caso sempre di più nell’ultimo mese.
Sappiamo bene che è così ovunque e da sempre. Mica sono sceso a valle con la piena del Serchio eh.
Ciò non toglie che mi ribelli a questo andazzo terzomondista da Banana Republic che tutti, invero, avalliamo volendo fare la figura da guappetti di periferia smaliziati a tutto.
“Deh Boja, o non lo sai come va il mondo?” oppure “deh, hai voglia a be’ ova o bimbo!” e cose del genere, dall’alto dei capelli biancotti di coloro che questi andazzi li hanno tollerati e protetti.
Forse si può dare per scontato che le cose siano andate così da sempre, forse si dà per scontato che debba essere così, ma io non ci vedrei proprio niente di male: dimettersi un mese prima della fine del proprio mandato metterebbe un Sindaco davvero “alla pari” degli altri e sicuramente garantirebbe tutti dall’ipotesi di utilizzo degli strumenti amministrativi pubblici ai fini della propria campagna elettorale.
Ipotesi, ho detto. Propria, ho detto.
Ma si sa che simili gesti di civiltà giuridica, in Italia, ancor prima che a Livorno, non se ne sono mai visti appunto, ed ognuno che fosse in carica e si ripresentava ha usato quanto più poteva delle possibilità pubbliche che il proprio ruolo gli derivava potendo accedere fino all’ultimo alla collaborazione obbligata delle proprie strutture ovviamente pagate da tutti i cittadini.
Peccato che la par condicio, invece di menarcela con le regoline sui secondi di esposizione televisiva, non obblighi gli amministratori in carica che si candidano, dall’astenersi dal frequentare gli uffici e le occasioni pubbliche (calendarizzate apposta in fine mandato), mentre io se metto un (1) manifesto in un luogo non autorizzato vengo denunciato. Ipocriti.
Se tutto questo appare normale, beh fate voi.
Se questa csa non si è mai sentita, beh meglio.
Sono proprio le cose mai fatte che accrescono l’Umanità. Altrimenti saremmo sempre a girare i legnetti per accendere il fuoco. Cosa che se continua così, a Livorno tra poco ricominceremo a fare. Per chi vi resterà.
Buongiorno.
Danilo sei un vero signore nei concetti,
e nello stile col quale esprimi gli stessi.
Leggo i nomi delle liste Pd e Pdl,
e mi sembra che ci sia veramente poco di nuovo sotto il sole.
Se la corsa a Sindaco si vincera’ in base alle persone in lista,
alla loro dimostrata affidabilita’ ,
allora essere molto fiduciosi e’ davvero possibile.
Senza attaccare questo o quello,
altrimenti si rischia di far passare da vittime ,
coloro che proprio non lo sono,anzi,
mi domando perche’ Io livornese dovrei forzosamente pensare
che i migliori gestori possibili della cosa pubblica siano i soliti Ampola,Ritorni,Ruggeri,Enrico Bianchi,Scatena,Vittori
e via snocciolando il solito Rosario.
Mi sarei aspettato visto il carattere molto spettacolare col quale si sta procedendo da lungo tempo,
spettacolare inteso come Goldoni,X Factor ed altre commedie,
che sarebbero ricorsi a qualche nome di grido,
ma ripeto ,
niente di nuovo sotto il sole,
ed i soliti incollati alle sedie con il mastice.
Candidati a Confronto,
Persone in Lista a Confronto,
Slogan a Confronto,
mi sembra che Confronto sia di un altra categoria. Una gran bella squadra di “livornesi” per
una Livorno bella ,moderna e sicura.
Avanti e Saluti
ma possible che chi non la pensa come loro o sceglie di andare per suo conto debba diventare per forza un traditore o peggio un nemico da abbattere?
a questi della tradizione comunista è rimasto purtroppo il solo elemento spurio, lo stalinismo!
sveglia, la gente non crede più che i ciuchi volino, la gente decide con la propria TESTA..
ospedale nuovo?
stadio nuovo?
e poi la città rimane senza collegamenti ferroviari per il porto…
e poi la città fa cadere a pezzi la stazione di s marco…
e tra poco anche quella centrale..
e poi la città è senza piano traffico e piano servizio pubblico…
MA PER FAVORE
Luca evidenzia dei punti molto concreti,come Vesper del resto,parlando della TIA.
Non mi risulta che nessuna precedente Amministrazione di Sinistra avesse mai aumentato tale imposta,che strangola l’esistenza economica di molte famiglie livornesi;
Con un immondezzaio comunque visibile in strada.
Aumento della Tassa,Servizio molto scadente,
strano binomio.
La sicurezza non viene ritenuta una problematica che affligge la Citta’ di Livorno,e si organizzano retate contro i senegalesi alla Rotonda.
Ci si mantenga sulle gravissime,e molto concrete falle di un Malgoverno,che chiamarlo di centro-sinistra assume i contorni della bestemmia
C’era una volta il centro-sinistra (ai tempi di Fanfani, Moro e via discorrendo, fino al terribile CAF, che era quello di Craxi-Andreotti-Forlani, non il Centro di Assistenza Fiscale di ora). Ecco, mi sa che qualcuno ha fatto come i gamberi e si è ispirato a “quel” centro-sinistra…
Le dichiarazioni di marco Ruggeri, che continua a tentare di delegittimare chi la vede diversamente, sono anora una volta inaccettabili e calunniose. ho replicato, e spero domani mi si possa leggere.
La battaglia politica su questo piano, quella sì non appartiene alla mia cultura e nemmeno a quella di tanti democratici livornesi.
Beh, quando si parla di Cultura inutile citare lui e coloro che lo spalleggiano.
Sennò Livorno non starebbe come sta…
forse se reagiscono in questo modo, se fanno appello a fantomatici “richiami della foresta”, sentono che qualcosa in città sta cambiando..
io mi arrabbio quando vado a pisa e firenze e vedo cosa hanno fatto delle vecchie stazioni ferroviarie(la leopolda) e come è ridotta la nostra stazione di s marco
io mi arrabbio quando vado a pisa e firenze e vedo come è gestito il servizio pubblico(rivitalizzazione vecche staz.ni fs per mobiltà locale, corsie preferenziali, linee ad alta intensità di mobilità, stazioni autobus per extraurbani) e penso invece al fatto che atl non collega bene nè ospedale, nè stadio, nè p a terra o che non ha una stazione per extraurbani
io mi arrabbio quando penso alla fortezza da basso, polo fieristico nel centro di firenze e penso alla nostra fortezza vecchia assediata do opere di ignobile cemento-vecchi scempi- il f s pietro in pieno degrado, la f nuova abbandonata all’incuria e al vandalismo.
questo deve fare un sindaco
e questo non ha fatto chi ci ha governato!
Note sull’intervista a Marco Ruggeri di oggi 30 Aprile
[…]
Ma perché secondo lei Lamberti ha sbagliato così tanto a candidarsi? In fondo, è un percorso che il gioco della democrazia prevede.
«E chi lo nega? Ma qui il discorso è un altro: in passato ci sono stati, nel nostro partito, anche mal di pancia, disaccordi, pure nei suoi confronti. Ma nessuno, fra i nostri dirigenti, ha mai pensato, per questo motivo, di uscire dal partito e fare un percorso proprio, una lista civica. Un gesto eclatante, quello di Gianfranco Lamberti, che rompe con la cultura politica che lui stesso dice di voler rappresentare».[…]
Commento: infatti, quella cultura-sottocultura di obbedienza pedissequa ai voleri del feudatario di turno, il quale decideva le sorti della città sulla base delle indicazioni che venivano dall’alto.
Proprio questa misera cultura del “partito” non rappresenta più in nessun luogo il volere dei cittadini. Peccato che solo il buon Ruggeri non se ne sia accorto. PDL, IDV, grillino, liste varie nascono dal fallimento del concetto di “cultura” che egli difende e dalla promozione “dal basso” delle idee e delle iniziative. Noi siamo una Lista moderna. Eppure dovrebbe essere “giovane”…
[…]
Parliamo di futuro: che cosa deve fare l’amministrazione che verrà? Fare i conti con quale problema prima di tutto?
«Con la lotta alla crisi innanzitutto. E’ una crisi vera, che colpisce prima di tutto le giovani generazioni: è per loro che dobbiamo pensare a quali tipi di insediamenti economici puntare. Abbracciare con decisione, senza indugi, una dimensione più ampia di quella cittadina è una scelta essenziale: davvero si pensa che il consiglio comunale sia il luogo dove si decide il futuro della componentistica? Lo sviluppo di Livorno non si decide soltanto qui, servono rapporti e relazioni capaci di disegnare dimensioni più ampie. E la corsa a questo nuovo sviluppo può riprendere, ora che l’amministrazione di Cosimi ha sgomberato il tavolo da diverse questioni aperte che erano state ereditate».[…]
Commento: Come si legge nelle belle note del “nostro” dott. Parello, Segretario Generale aggiunto dal 1981 al 2007 e Coordinatore delle Regioni mediterranee della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime d’Europa, proprio questa amministrazione uscente ha tagliato i ponti con ogni dimensione extracomunale, svendendo la primogenitura del LEM per meno di un piatto di lenticchie e troncando ogni tipo di rapporto col governo centrale, come testualmente dichiarato dal candidato Cosimi nel suo faccia a faccia su Telecentro “…non ho buoni rapporti col Governo di Roma, parlaci tu”, rivolto a Taradash. Non si possono avere rapporti che non si sanno né prendere né mantenere. Occorrono personalità e qualifiche per farlo. Non bastano le cariche di partito.
[…]
E che città troverà l’amministrazione che uscirà dalle prossime elezioni?
«Una città che proprio in questi ultimi anni di difficoltà ha saputo consolidare, prima di tutto, la rete di protezione sociale costruita in tanti anni di governo. La tutela delle fasce deboli è sicuramente una sfida cruciale per il futuro. Certo, la città è cambiata e con essa anche i servizi sociali vanno ripensati e rimodulati. Ma l’esperienza, anche innovativa, che su questo fronte ci viene dagli ultimi anni, è sicuramente preziosa».[…]
Commento: una città povera che non ha saputo proteggere soprattutto gli strumenti produttivi ed economici che sono motore primario per evitare che certe fasce diventino ancora più deboli. Una mancanza di sviluppo imprenditoriale endemica, un blocco delle attività della Porta a Mare, un errore dopo l’altro nella gestione di alcune iniziative di rendita immobiliare (Corallo, Odeon, Salviano2), una dimenticanza del Piano della Costa, un degrado strutturale degli immobili di pregio senza alcuna iniziativa, quando era il momento, e non ora in fase di promessine elettorali, di idea di recupero per farne qualcosa di serio. Il centro cittadino abbandonato alla mercè di chi vi capita per sbaglio prima di fuggire, interi quartieri impoveriti dall’assenza di ogni politica di investimento, recupero, promozione economica, culturale, imprenditoriale.
Il risultato della famosa “esperienza, anche innovativa, che su questo fronte ci viene dagli ultimi anni”.
Azz! Ce ne vuole di faccia a dichiarare questo di fronte all’abisso. Il passo successivo è buttarsi giù dichiarando che si sta volando con un brevetto innovativo. Fino a fare come Willy il coyote. Puff.
Tho!!! si rivede il grande Ruggeri. Lui dice che per il Parlamento non decisero in tre : lui certo non decise ne decide niente. Ma lui crede che non si sappia perchè e per cosa fare è diventato segretario prima dei DS e poi del PD ? Ma non si rende conto che questo partito è diventato inesistente perchè pieno zeppo di porta borse ? Ed allora ci risparmi delle sue esilaranti argomentazioni perchè questa città ha bisogno di tutto meno che del ruggeri pensiero . E lei, caro Lamberti, non si crucci troppo di questi nanetti vedrà come si squaglieranno nel giro di un mese !
Scusate una piccola aggiunta : ci dica il grande in quella famosa consultazione citata quanti voti prese l’attuale Senatore ? Se lui non lo sa o se lo ha dimenticato lo dico io : nemmeno uno. Chi vuol prendere il giro il ragazzino venuto dal Colle ?
Si può votare la lista PD e anche per Lamberti sindaco. Si può, ma vorrei proprio vederli in ghigna votare Cosimi sindaco e la lista Confronto. Si può votare la lista PdL e anche per Lamberti sindaco. Eh, gli abituati a un modo un po’ ammuffito di fare politica non ci si ritrovano più. Che possiamo farci? Il mondo cambia. Nonostante loro.
Stizza, furore, probabilmente caos: niente altro riflettono gli echi sbiaditi degli sproloqui di Ruggeri rispetto ad un dibattito del vecchio PD paesano che ad altro non aspira se non alla sopravvivenza: una sopravvivenza minacciata da fattori incontenibili, ma anche imprevedibili.
Incontenibili, rispetto all’energia politica sprigionata dalla formazione politica di Gianfranco Lamberti; imprevedibili rispetto ad un elettorato fiaccato dalla nenia partitica e sensibile ad aliti di autonomia.
La debolezza politica delle argomentazioni sciorinate ormai senza alcuna logica politica da Ruggeri appare cancrenosa e inadeguata: altro che “governare il cambiamento”. In effetti vi è solo la paura di una diga che sta tracimando, travolgendo arbusti e detriti. Dall’altra solo un ossimoro: l’attuale PD e la pretesa di cambiamento: un ossimoro che esiste ormai esclusivamente nelle menti infatuate e consunte di qualche logoro testimonial di famiglia.
E quindi fioccano sondaggi, partoriti, anzi abortiti, in casa, senza alcuna parvenza di ufficialità, né tanto meno autorevolezza, improvvidamente propagandati a mezzo di velleitari emissari, che millantano per il partito sfacciatamente minoritario alle prossime elezioni (ovviamente il PD) un risultato miracoloso: quale miracolo se non quello di una autoconsunzione? E proprio perché lo si sa, proseguono veti, ricatti e calunnie, secondo la migliore tradizione democratica.
Buongiorno e buon 1° Maggio a tutti.
Ennesima scorretta, e prevedibile promessa elettorale di Cosimi e band,
a 30 giorni dal voto.
Ieri si sono accorti che Livorno abbisogna di 1.800 posti barca nuovi.
Dopo 5 anni di totale disinteresse,
per usare un eufemismo,
si firma un protocollo d intesa,
praticamente una firma su un foglio,
e si promettono studi di fattibilita’,
perche’ non si sa ancora,
ovviamente,
dove e quando si fara’ il circolo,
e se si fara’.
Ma intanto lo si promette,
non costa niente,
e si continua nel tentativo di imbambolare anche i proprietari di barche.
Dunque anche questa vicenda andra’ ben oltre
il mandato,
che scade tra una manciata di giorni.
Mi auguro,
visto che Lamberti e’ stato sempre molto vicino ed attento in questi ultimi tempi alle istanze
del Sig. Mantellassi ed associati,
che trovera’ la giusta soluzione da Giugno in avanti.
Panem et circenses anche il 1° Maggio
Saluti
Non ho mai gradito le promesse al vento,
le realta’ raccontate per quello che non sono,
e le campagne elettorali intese come una sequela infinita di promesse su promesse.
In un momento di crisi diffusa come quello che stiamo vivendo oggi a Livorno,sono sicuro che sara’ l’affidabilita’ e la serieta’di un Candidato a valere piu’ di ogni parola.
I 1.800 posti barca pubblicizzati oggi,per un semplice studio di fattibilita’ commissionato,
che fisiologicamente si concludera’ tra mesi e mesi,la trovo una pubblica indecenza.
Sono certo che il Nuovo Sindaco di Livorno si adoperera’ perche’ da subito i fatti,Circolo Nautico compreso,
tolgano spazio a tutte queste parole senza alcuna concretezza.
Sono oramai 5 anni che si va avanti a promesse disattese,si chiede nei fatti altro tempo,quando il tempo e’ gia’ scaduto,
facendo credere,e questo e’ inaccettabile,
che si e’ lavorato e di gran lena sui problemi;
Forse perche’ e’ il Primo maggio,ma tutto questo lo trovo molto squallido.
… Franceschini in tour in Toscana. Livorno neanche sfiorata. Vorrà dire qualcosa? E’ una bella presa di distanza? Qualcuno ha cominciato a raccontargli che la sostanza e l’immagine di un Partito dipendono anche dagli uomini?
…incredibile che si dia spazio ad una non notizia;certo che se andiamo avanti di questo passo tra giugno e settembre si prospetta un’agendina niente male….tutti impegni rimandati al dopo elezioni.
Ancora oggi leggiamo sulla locandina de Il Tirreno l’annuncio di 1800 posti barca.
Tutti sappiamo bene di quale sostanza sia fatto tale annuncio.
Promesse, ipotesi, condizioni e altro.
Rimane il fatto che quando si mette un annuncio del genere in locandina, rimandando poi il resto della notizia all’approfondimento dell’articolo, quando uno dei tanti passanti butta l’occhio e poi va via, magari senza comprare il giornale, quando lo sguardo si posa su quel numero e il cervello elabora sentimenti di futuro e speranza, beh, questa è tecnica giornalistica di parte.
Sappiamo bene che il giornalista e la Redazione conoscono a fondo quell’evento e sanno quanto noi che quei 1800 posti barca sono la solita leggenda elettorale, peraltro di bassissma dignità in quanto esposta a un mese dalle elezioni dopo cinque anni di sventura e nulla.
Eppure il richiamo viene fatto come se fosse cosa certa e il “lettore di locandine” (sembra quasi un titolo di Camilleri) passa e va convinto che essa sia realtà accertata.
Non si fa così.
Dovremmo allora sapere se possiamo fruire della stampa in modo neutro o se essa è chiaramente schierata da una parte. Domanda retorica, lo so.
Ma quel signore di Mieli nel 2005 si schierò apertamente con Prodi. Lo dichiarò.
Lo si dica allora e se ne traggano le conseguenze.
Non si può sperare di vendere a destra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra e poi tirare mezzo carretto di una campagna elettorale già di per sè attuata attraverso strutture pubbliche o mediante strumenti di derivazione pubblica (cfr post precedenti).
Altrimenti si eviti di fare l’occhiolino (e l’occhiello in locandina) a iniziative puramente speculative ed elettorali che nulla hanno a che vedere con una pur minima sostanza dei fatti, persino a venire.
Una tristezza infinita pervade tutti coloro che hanno un po’ di sale in zucca. Metodi di propaganda anteguerra. Piccoli e inutili aerei spostati da un luogo all’altro per “dimostrare” la “forza” del nulla.
Propaganda.
Ci aspettiamo un salto di qualità, nella stampa, nei candidati e soprattutto un virgulto di ribellione negli elettori.
Mi rivolgo ai massmediologi eccellenti
Danilo e Marco Sisi… ma l’ avete letto
oggi il periodico Quindici edito da Spalletti
Panzieri ? Ci sono delle perle assolutamente
da pubblicare, ma siccome sono un cane
con l’ informatica, se riuscite copiate
tutti gli articoli di cui vi segnalo le perle:
a pag 5 viene riportate la eccezionale
iniziativa dell’ assessore Santini, per
rivitalizzare il turismo cittadino e non far
scappare i turisti…” le vie delle Torta.”
itenerario gastronomico tra i più famosi tortai
livornesi…
Mentre a pag 13 forse la dott.ssa Cagianelli
può trovare ulteriori notizie di una sedicente
Susan George ex docente di letteratura inglese
e presidente del corso di laurea in comunicazione
pubblica a Pisa…
Ebbene la società Cisternino 2020, come riporta
correttamente Quindici, nata per la riqualicazione
dell’ omonimo bene culturale.. a tuttoggi non
ha prodotto uno staccio di progetto… e sono
stati spesi 100.000 euro per finanziare le
gesta della solita corte dei guitti e pseudointellettuali al servizio permanente effettiva
di questa giunta dei miracoli, la giunta Cosimi…
Su Quindici ripeto troverete i nomi di tutti
i beneficiati delle elargizioni comunali…
uno scandalo in questi tempi di dura crisi…
Al termine di questa giornata di rivelazioni e scoop mi si consentano due cenni ironici sul tutto.
Il primo e’ che se fino ad ora abbiamo detto: “Siamo alla frutta”, da ora possiamo certamente dire: “siamo alla torta”. Le due cose ben si equivalgono.
Il secondo e’ che stasera Roberto Giacobbo (Voyager), da Fabio Fazio, ci ha confermato che questa Umanita’ finira’ il 21 dicembre 2012.
Possiamo quindi tutti votare Cosimi per il prossimo quinquennio.
Il brutto è, caro gabriele, che la società Cisternino ha invece prodotto ben più di uno straccio di progetto, ma un faldone pieno di documentazione teorico-politica veterostalinista.
http://cisternino2020.comune.livorno.it/
Si vada alla “metodologia del processo” e si leggano le follie idealistiche da Kreuzberg anni ottanta (Berlino) o successivamente Kunsthaus Tacheles (sempre a Berlino).
Basti leggere il prodotto, in cui viene completamente svuotata ogni dignità di rappresentatività degli eletti, ogni grado di professionalità di chi governa, ogni ruolo dell’amministrazione, per demandare “al basso”, alla massa, alla società, la scelta e la determinazione della politica culturale. Nella fattispecie fortunatamente limitata al Cisternino.
Un processo che parte “dal basso”. Ma non da una analisi tecnica delle necessità dei giovani, basata su domande e istanze, come sempre si fa persino in Urbanistica, ma proprio donando un ruolo iperattivo alle persone, apparentemente estraneo alle politiche (?) culturali dell’Amministrazione. Una cambiale in bianco. Una filiale indipendente. Una dependance populista.
Ne capisco però la scelta. Un’amministrazione svuotata di contenuti non può che sperare che le cose le facciano gli altri, e a modo loro.
E mi domando anche quanto neutra sia la formazione universitaria in alcune facoltà a Pisa se simili docenti giornalmente propugnano queste teorie (teorie appunto) che di fatto consegnano alla massa (?) ciò che il potere elettivo e rappresentativo democratico hanno sancito invece nella Costituzione vigente. Ovvero quello di lasciar governare coloro che sono eletti dalle persone.
La cultura priva di filo logico, che però deve accontentare tutti per motivi elettorali e demagogici.
Yoga, orchestre, poesia, jazz, arrampicata, danza, ginnastica, arte, scultura, teatro, tutti insieme compatibilmente (?) in un contenitore privo di stanze insonorizzate e storicamente vocato ad altro.
Si leggano i resoconti delle riunioni e le proposte accettate.
Si leggano anche come molti nomi sono interni già a rapporti contrattuali con l’Amministrazione.
Si legga anche da qualche parte come le somme richieste per le attrezzature, finanziabili chissà quando dalla regione, devono essere anticipate per poi essere rimborsate. Un’associazione quindi dovrebbe essere in grado di garantire e mutuare 10/15000 euro alle banche nella speranza e nell’attesa che i tempi dell’amministrazione pubblica rimborsino dell’anticipo.
Follia. Demagogia. Mancanza di connessione con le realtà dei giovani e delle associazioni culturali, che non hanno soldi e necessitano di luoghi, e quelle meramente logistiche del luogo prescelto. Quindi: improvvisazione. Pagata però.
Come immagino faccia parte del pacchetto il comico intervento sulla “completezza” dello slogan del candidato Cosimi. Tutto compreso a forfait.
Poi vorrei sapere dagli studenti della professoressa cosa sono andati a fare dopo essere uusciti dalla “comune” studentesca o quali altre scuole hanno dovuto rifrequentare per inserirsi efficacemente nella vita reale. Ovviamente altrove, dove la produzione ed il marketing sono cose serie.
Di questo, si, sono curioso.
Il pascolismo del sindaco uscente
“L’onomatopea è una figura retorica che riproduce, attraverso i suoni linguistici di una determinata lingua, il rumore o il suono associato a un oggetto o a un soggetto cui si vuole fare riferimento, mediante un procedimento iconico tipico del fonosimbolismo.
Ne sono esempi: “Bau bau, brum, crac, ding, ecc.”.
Derivano poi solitamente da queste, o indirettamente attraverso un processo onomatopeico, le onomatopee secondarie, o artificiali, che sono invece parole portatrici di un particolare significato: come possono essere i verbi che indicano appunto il verseggiare di un animale: miagolare, abbaiare, fruscio, ticchettio, rimbombo, ciak. ecc.
Celebri esempi di onomatopea sono riscontrabili nelle poesie La pioggia nel pineto di Gabriele d’Annunzio, “La mia sera” di Giovanni Pascoli”
Da D’Annunzio a Pascoli furoreggia dunque la fantasia linguistica del Sindaco uscente, in parallelo ai suoi ripetuti salti sulla sedia: sarebbe Taradash a determinare tali escursioni linguistiche e tali acrobazie ginniche di Alessandro Cosimi che intenderebbe ricondurrebbe proprio all’incomprensione della presunta onomatopea contenuta nel nominativo della società modenese aggiudicataria della gara della Fortezza, “Phaedora”, la scarsa affidabilità della persona.
Ecco dunque la citazione dal “Corriere di Livorno”:
“Forse l’onomatopèa del suono “ph” sconosciuto nella lingua italiana ha indotto il candidato sindaco Taradash ad una semplice svista, facendogli digitare la lettera “f” (effe): in questo modo effettivamente non è potuto risalire a nessuna società modenese”
Ora, basta semplicemente digitare onomatopea su internet e leggere la definizione citata in apertura di questo post per constatare come non ci si debba preoccupare tanto per l’affidabilità di Taradash, quanto di quella del Sindaco uscente: ammesso che il “ph” dismetta il suo ruolo di labiale aspirata per evocare piuttosto il suono di qualche animale: io avrei dei suggerimenti in proposito…
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Per non incorrere nell’equivoco dell’attribuzione di un eccesso di cultura letteraria al Sindaco uscente, ecco una breve postilla al mio precedente intervento: si tratta di un pascolismo di risulta, viziato da erratiche reminiscenze liceali, in cui ci sta anche che una labiale aspirata si trasformi in onomatopea. Resta da auspicare per Cosimi, pena il ridicolo, che si convinca ad astenersi d’ora in avanti dal coniugare tracotanza morale ed ignoranza linguistica ad un tempo, altrimenti non sarà difficile per gli avversari comprovarne oltre che la maleducazione anche l’insensatezza.
Buongiorno a tutti. Breve appunto, tanto per sorridere un po’, al buon Marco Taradash e al suo manifesto recante la frase “Dé, si può”. Non tanto perché la trasposizione dialettale del motto obamiano “Yes, we can” era già stata usata durante la campagna elettorale per le Politiche 2008 dal PD (e, ovviamente, vistine i risultati disastrosi, non mi esimo dall’augurare al candidato di parte del centrodestra analoghi successi), ma anche perché il cosiddetto staff* non è riuscito a far altro che confermare il suo carattere di “alieno” paracadutato a Livorno dopo trent’anni circa di dorato esilio romano. Basta fare una passeggiata in giro per la città, in Corea come alla Rosa, in piazza Cavallotti come in Banditella, per sentire colle proprie orecchie che un livornese di scoglio, dovendo esprimere nel modo a lui più congeniale: “Sì, si può”, dirà: “Dé, si pòle”, oppure, più arcaicamente, “Dé, e’ si pòle”. Vernacolarismo d’accatto, quello del Nostro Eroe, un po’ come mangiare la torta col pane di campagna o accompagnare il cacciucco con un novello diaccio di frigo… Ci vuol ben altro per accileccare i livornesi, seddiovòle!
(*)Mi pare anche il caso di sottolineare, non c’è assolutamente nulla di male in ciò, ma proprio per questo non vedo perché nasconderlo, che la gentile signorina Emilia Rossi, compagna di vita del signor Marco Taradash, viene frettolosamente indicata dal Corriere di Livorno, nel cosiddetto forum dedicato al candidato del PdL, come “capo dello staff”. Si può essere, onorevolmente, l’una e l’altra figura insieme…