Un nuovo Piano Regolatore è una cosa seria.
Oggi ho cercato di spiegare perchè in una conferenza stampa di cui aspetto gli esiti sui giornali di domani.
Vediamo domani.
La mia impressione è che questa campagna elettorale, grazie anche ad una attenzione particolare che stanno riversandoci i nostri quotidiani e le nostre emittenti, possa essere davvero interessante e fuori da ogni precedente.
E’ una fase di passaggio della nostra politica nazionale e locale molto particolare.
Se leggete i sondaggi di repubblica, vedrete, tra i tanti dati, come oltre il 50% di coloro che avevano investito sul pd, si trova più distante di prima da quel partito.
A Livorno possiamo capire, in un esempio concreto, cosa stia succedendo.
E le amministrative sono innanzi tutto, allorquando si ripropone una amministrazione ed un sindaco uscenti, un giudizio sull’operato di cinque anni.
Non ci vuole molto a capire che qui le cose si complicano ulteriormente.
Nonostante gli sforzi dell’ultimo mese, comprensibili, ma tutto sommato di ordinaria amministrazione, come dice Re Sole.
Una partita molto, ma molto aperta. Non c’è che dire.
Oggi abbiamo presentato altri due importanti componenti la nostra lista, Susanna Mainardi e Aldo Luperini. Persone e storie diverse , ma sicuramente autorevoli e prestigiose. Alla grande.
Egregio dott. Lamberti, la seguo su questo blog con interesse, e spesso mi diletto a scrivere il mio pensiero. Ho letto i nomi di alcuni esponenti presentati nella sua lista, che spesso vengono dal “vecchio” DS. Ora le chiedo, oltre a questi signori, ha idea di proporre anche qualcuno proveniente da classi medio basse, come gli operai e casalinghe? senza parlare di disoccupati?
Se veramente lei vuole fare una forza innovativa, sopra i vecchi schemi politici lo deve dimostrare, altrimenti è solo propaganda.
Un altra cosa, tutti possiamo scrivere approfittando del suo gentile spazio, ma x favore smettetela di etichettare ogni pensiero che non vi “garba”, come se fosse per forza a favore di qualcuno.
la ringrazio….
Chi si occupa di urbanistica, non in senso utilizzativo e passivo, ma attivo e progettuale, sa bene cosa voglia dire “mettere le mani” su un territorio e deciderne “cosa fare” per i successivi anni a venire.
Le previsioni urbanistiche non sono eterne, ovvio, ma durano quel tanto che basta per condizionare gli eventi economici di chi vi è coinvolto, spesso con interesse manifesto. E altrettanto spesso basta poco per modificare quel condizionamento: una parola messa giù, una frase, un disegno.
La Borsa ci ha insegnato come il valore delle cose effettive sia veramente una variabile dipendente, in larga massima da eventi e stati d’animo, in piccolissima parte dal valore effettivo dei beni prodotti e della loro organizzazione produttiva.
Già si discusse illo tempore sul reale valore del denaro e dei beni immateriali.
Lo stesso può dirsi dei terreni che, pur essendo icona del bene più tangibile che si voglia, quando essi perdono l’accezione naturalistica ed agricola, per assumere quella di “luoghi per”, diventano sinonimo di “valore”, a prescindere da ciò a cui la Natura e gli eventi della vita possano averli destinati.
Un Piano Urbanistico, comunque lo si voglia chiamare, stabilisce, prima ancora delle funzioni, una graduatoria intrinseca di valori. E tali valori sono assolutamente svincolati da ciò che il terreno in sè è in grado di produrre.
La rendita di posizione, altrimenti chiamata. Ovvero la giustificazione per cui la trasformazione cosciente del territorio è oggi in qualche modo soggetta a licenza da parte del Pubblico, onerosa in molti casi. Si paga il beneficio di avere una rendita solo dal fatto che il mio terreno è in una certa posizione. Mi sembra anche giusto. Quella rendita non l’ho determinata io ma la collettività e quindi il mio beneficio deve pur essere tassato.
Ma la rendita di posizione si forma anche determinando le “posizioni” stesse. E questo è il momento più delicato di un Piano Urbanistico.
Lasciamo perdere i dati particolari. Lasciamo perdere le infinite o finite soluzioni per posizionare una strada o un sottopasso della ferrovia, soluzioni tecnicamente praticabili al giorno d’oggi con sufficiente disinvoltura perchè non si usi tale argomentazione come scusa di diniego amministrativo. Lasciamo quindi perdere le modalità di analisi e formazione di un piano urbanistico, estremamente note e normate dalla prassi e dalle Leggi locali e nazionali. Normale amministrazione per chi opera specificamente.
Il vero dato significativo di un Piano, rimane la “coscienza” del suo progettista (ma anche e soprattutto di chi lo indirizza agli obbiettivi preposti) che ogni linea, punto, simbolo colorati o neri che egli va a mettere su un pezzo di carta vuoto rappresentativo di un area di territorio, ognuno di quegli elementi così piccoli e innocenti, determinano poi una profonda modifica dei valori economici e delle valenze di tutto ciò che essi influenzano.
La coscienza, quindi.
Il potere della matita. E pure della parola, se essa si riferisce a disegni virtuali e colori virtuali di zone di territorio.
In tal senso, il “mestiere” dell’urbanista è cosa alquanto scomoda, e la di lui giacchetta ha molte pieghe, ognuna per ogni mano che la tira di qua e di là.
Un Piano urbanistico è una cosa seria, chiosa Gianfranco, e necessita di indirizzi seri nonchè, e soprattutto, di studi analitici seri dai quali desumere gli indirizzi stessi.
Non è più sufficiente annotare che l’industria è in seria crisi per auspicare un suo ritorno: l’urbanistica dei livellamenti, del poggio e buca. C’è una carenza? Colmiamola. Ma con cosa? Con chi? E nel frattempo quelle aree rimangono deprezzate perchè non vi si può far nulla se non ciò che vi è prescritto. Mentre le aree adiacenti, magari “destinate” ad altro uso, ad esempio commerciale o servizi, per non parlare di abitativo, acquistano un valore differenziale enorme, derivante sia dal valore stesso dell’uso, sia dalla diminuzione delle aree disponibili in generale. Classico caso della domanda e dell’offerta.
In sostanza, e concludo la disquisizione, se ho tre terreni e ne destino due ad un uso che so essere poco appetibile, il terzo terreno, destinato viceversa ad un uso “nobile” o comunque se non altro attuabile secondo le regole di Mercato, acquisisce il valore differenziale “succhiato” agli altri due.
Poi, nel tempo, acquistati gli altri terreni magari dallo stesso proprietario, la destinazione, giusto per “saturare” o “completare”, ricambia, conforme a quanto adiacente.
Si fa giusto per parlare di tecnica urbanistica, quella furbetta, e senza alcun riferimento a cose a noi vicine, ma ciò è utile per spiegare come, comunque sia, l’assegnazione di funzioni specifiche a porzioni di territorio, comporti sempre una definizione sperequativa dei valori degli stessi.
E’ questa una Urbanistica vecchia. L’urbanistica dei retini colorati. Delle monodestinazioni. Delle destinazioni immobili nel tempo. Dei Piani senza scadenza e senza verifica temporale dei risultati o dell’utilizzo stesso. O dei Piani mai attuati o adottati.
In realtà, ci si auspica che i Piani del futuro tengano conto delle stratificazioni di funzioni compatibili e della dinamicità degli eventi globali, in modo da rappresentare non una cassaforte decennale per i possessori dei terreni, ma solo uno stimolo alla loro perfetta utilizzazione pena il decadimento del diritto a “fare”.
Quindi una chiamata di correo dei proprietari stessi, a breve termine, per l’inerzia nel fare.
E’ così difficile?
Lorenzo, seguendo i tuoi post noto che sei molto monotema, ti sei fissato sulla questione operai, casalinghe e altri luoghi comuni.Ok.
Cosa ne pensi dell’operaio marco filippi diventato Senatore ? oppure dell’operaio marco Ruggeri che vuol fare tutto basta guadagnare con la politica migliaia di euro ?
Ti sembrerò polemico ma non mi fido granchè della tua passione per la lista lamberti….
..fammi capire cosa pensi …
è chiaro Danilo che il Piano Strutturale presentato da cosimi è una bufala grottesca.
ma la promessa di costruire al di là della Variante aurelia è inquietante …..soprattutto quando tutto il mondo sa di chi sono quelle aree…
L’avesse fatto berlusconi cosa sarebbe successo ??
il prg
si può anche cambiare, ma si deve fare prima, dicutendo con la città a 360 gradi e proponendo una idea di città.
se si dice ospedale nuovo, stadio nuovo, capannoni nuovi…si deve dire perchè si fanno, come si fanno e con quale idea si fanno.
per mio conto, sarei più felice che si parlasse di aree verdi nuove e di poli di alta formazione nuovi. magari si potrebbe recuperare anche qualcosa che già esiste come la vecchia stazione di s marco-sull’esempio della leopolda a pisa e firenze..-magari si potrebbe aprire alla staz. marittima una nuova stazione ferroviaria a servizio del porto e del centro città….
ma questa è solo la mia opinione.
per il resto quello che è sempre più evidente è che chi ci governa considera i cittadini solo una massa elettorale bovina e non pensante, che non ha una minima idea di città e che persegue semmai nell’aumentare quella dose di trito provincialismo strafottente di cuiu ragionava il direttore del corriere giorni orsono
All’amico Lorenzo dico che non sono le categorie sociali (se mai esistono ancora come tali e non si confondono trasversalmente in quelle economiche) a determinare la bontà dei convenuti ad una elezione.
Un operaio ed una casalinga hanno il diritto di essere difesi e rappresentati a prescindere dal fatto che qualcuno di essi sia in lista.
Questa è cattiva fede nelle capacità e nelle intenzioni delle persone elette. Così non si va da nessuna parte.
Che poi non mi sembra che i frequntatori di Confronto abbiano quelle caratteristiche. Mi sono perso qualcuno?
Vesper: non voglio riferirmi a niente di conosciuto. La mia era una disquisizione tecnica ad uso e consumo delle menti allenate che frequentano questo blog.
SE&O
X vesper, tutti siamo fissati per qualcosa o per qualcuno, e forse il mio insistere sul difendere gli interessi delle categorie più “popolari”, insieme ai pensionati, può essere una fissazione. Il sindaco di Livorno non deve pensare solo ai commercianti, al porto, o ai liberi professionisti, ma “anche” alle categorie che producono ricchezza in questo mondo, e cioè gli operai. Le mie considerazioni su i 2 ex operai nominati da te, non concordano con le tue, ma è ovvio che noi 2 abbiamo idee diverse fortunatamente per me.
Ho fatto quella domanda al dott Lamberti, perchè voglio conoscere la sua risposta, della tua l’ho letta.
Per quanto riguarda della mia fiducia per ogni lista, e non solo quella di lamberti, se vorranno il mio voto, se lo dovranno guadagnare convincendomi che hanno programmi non solo per tappare le buche, ma sopratutto per far vivere Livorno.
A danilo invece dico, che leggendo nella lista almeno un nome che è stato o è legato al commercio, chiedo perchè non far rappresentare anche il mondo dei lavoratori dell’industria?
alla mia domanda potrebbero rispondere quelli che su Senza soste scrivono che poi alla fine con cosimi ci vanno a fare l’alleanza al secondo turno….
finalmente ti ho capito, Lorenzo.
Cosa ne pensi dei futuri eventuali assessori della Giunta cosimi ?
Cosa pensi esattamente di ruggeri e filippi ?
DiRocca è stato un Presidente comunista per l’AAMPS ?
Ampola ha l’esperienza è lo spessore culturale per fare , sempre eventualmente , il capogruppo del partito (forse) di governo ?
Esiste un operaio nella Giunta cosimi ?? una casalinga ?
su via Lorenzo , invece di porre solo domande , elargisci qualche giudizio.
Questo blog non è mica un concorso a premi dove chi fa la domanda più furba vince un premio.
Illuminami.
Lorenzo, la ricchezza viene prodotta congiuntamente da tutti coloro che partecipano al processo produttivo, compresi commercianti, professionisti, operai, disoccupati e altro. Nessuno manda via le persone che tu auspichi, anzi, vedrai che avrai sorprese a riguardo.
Se il tuo commento è teso ad individuare la nostra Lista come una lista di elite, beh, direi che il tentativo è fallibile. Almeno se ci mettiamo d’accordo su ciò che intendi per elite.
Se invece, e giustamente, ritieni che tutte le componenti debbano o vogliano essere rappresentate nella Lista, questo accadrà o potrebbe accadere.
Noi non facciamo campagne acquisti. Quella è roba di altre liste. Noi no.
Noi abbiamo una vetrina aperta nella quale chi vuole entra e propone la propria esperienza.
Comunque ripeto: a prescindere dalle professioni e dai mestieri rappresntati poi nelle liste definitive, l’interesse finale dovrà essere quello della città intera.
Ovviamente ci sono scelte da fare, legate alle dinamiche che ogni parte riterrà di provilegiare. I cosiddetti “programmi”.
Su questo, visto che metti in antitesi gli “operai” con i commercianti e i professionisti, vorrei sapere e capire da te quale tipo di attività che favorisca la Città può essere fatta in netto contrasto con gli interessi di casalinghe od operai.
Oppure pensi che fare qualcosa “per” gli operai (categoria ormai abbastanza sparuta) significhi inventarsi fabbriche (???) o destinare terreni all’industria in attesa che qualche matto venga ad investire qui invece che in Romania o in India o in Africa del Nord?
Il 64% dei livornesi è dipendente e gode di stipendio fisso e mensile nel campo dei servizi. Solo il 16,5% lavora nel settore dell’industria. Un buon 17,5% nella Pubblica Amministrazione. L’80% delle unità di lavora opera nel Terziario!!!!
Dalle analisi allegate alla relazione dul PRG di qualche giorno fa. Non lo invento io.
Quindi, con tutto il rispetto per le istanze necessarie e dovute ad ogni categoria operativa, se permetti, credo che le dinamiche economiche della città e la cosiddetta richezza (detta per Livorno è un assurdo, un ossimoro) non dipendano solo dagli operai ma in gran parte dal coacervo di iniziative che congiuntamente tutte le persone contribuiscono a formare. L’industria, quella che è rimasta, ci sta a cuore quanto il resto.
Noi non abbiamo figli e figliocci. Noi.
Danilo,
ho letto l’attenta analisi che hai fatto descrivendo i principi ispiratori e tecnici che concorrono alla progettazione di un piano regolatore e concordo con questa analisi.
Ritengo tuttavia che l’argomento, come tu certamente conosci, è molto più vasto, più complesso e più delicato per poter essere concentrato in un post rischiando, proprio per la sintesi, di trascurare problemi urbanistici e territoriali oltrecchè di linee guida logistiche di epansione industriale, commerciale, sanitarie sportive, finanziarie ecc.. che possono essere attribuite soltanto dopo attenti studi di tutti i settori nominati conoscendo a fondo le tendennze di sviluppo o le mancanze di settori non ancora realizzati, i bisogni della città e, insomma una serie di argomentazioni che sono le fondamenta di un piano regolatore, prima di arrivare allo sviluppo dettagliato dei terreni investiti da questo o da quel settore.
Non lasciando per ultimo lo studio urbanistico delle vie di collegamento fra le aree e fra queste e il nucleo storico della città, delle aree destinate a verde, ai luoghi di culto e a tutti i servizi per le nuove aggregazioni urbane. Dire che il nuovo piano regolatore è un lavoro delicato è ancora dire poco. Certamente raccoglie su di se gli occhi e i desideri di moltissime persone e il compito dei tecnici forse potrà risentire delle tirate di giacchetta da qualche parte, ma l’onestà la serietà,la capacità e l’esperienza dei tecnici chiamati a progettare, deve essere una garanzia assoluta. Altro che nuovo piano regolatore prima delle elezioni!!
Per quanto concerne la squadra che si dovrà occupare della prossima Amministrazione del comune, dico solo delle ovvietà che rispecchiano il mio pensiero da sempre e che si sono consolidate osservando i risultati disastrosi delle squadre precedenti: Occorrono persone di grande esperienza, tecnici capaci e conoscitori dei lavori da svolgere in tutti i settori. E’ superfluo aggiungere che l’ineresse della città, tutta , dovrebbe essere al primo posto nei programmi. Non credo proprio che occorra ancora ripetere le cose che mancano ele cose che sono da fare per questa città, chi segue ed ha seguito questo blog da qualche mese a queta parte, non può aver bisogno di un’altra ripetizione, altrmenti, si ritenga “bocciato”.
Avevo scritto un post ieri, probabilmente è andato “perso” nella rete, oppure chi modera il blog lo ha cestinato, il motivo non lo sò, dato che non è mia abitudine offendere o litigare con nessuno.
Premetto che io ricerco sempre le informazioni sulla rete, dato che io giornali, quasi tutti sono sempre pro o contro qualcuno, invece di raccontare la verità.
A danilo voglio dire che il suo post ha espresso molto bene la sua idea. Nel mondo del lavoro ognuno da il suo contributo, l’operaio, l’impiegato, il commerciante e cosi via, quindi lungi da me escludere una categoria di lavoratori. Il Dott. Lamberti sta presentando una lista nuova, e quindi è normale che chi legge come me i suoi articoli si chieda quali categorie ne faranno parte.
Come sempre succede in Italia, ogni discussione su un progetto, finisce per criticare altri. Io ho la mia idea sulle altre 2 liste, non leggo questo blog per sapere come sono gli altri 2 candidati a sindaco, voglio sapere quale programma e chi lo attuerà in questa lista.
Ultima cosa, ma non per questo meno importante la questione industria a Livorno. è vero il lavoro non si inventa, ma le occasioni di lavoro si. Nessun pazzo costruirebbe un’industria senza le condizoni necessarie, ma è avero anche che se gli enti locali facessero venire meno le condizioni fino ad oggi avute, stia sicuro che le troverebbero in altri comuni. è vero gli operai ormai sono una classe in estinzione, la parte più debole insieme ai disoccupati e i pensionati, però votano anche loro, e anche a loro, chi si candida (tutti) devono dire che cosa si può fare per aiutarli, visto che non è facile vivere con poche centinaia di euro al mese.
Diceva un vecchio scrittore, non sono le parole che contano, ma le idee che ha, ecco…parliamo solo di idee i fatti poi li vedremo..
http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/ecco-la-nostra-porta-a-mare/1349585?edizione=Livorno
…a proposito di cose serie e meno serie…
>quelli che su Senza soste scrivono che poi alla fine con cosimi ci vanno a fare l’alleanza al secondo turno….
cavolo, mi devo essere perso qualcosa. Una volta uno scrisse che Senza Soste prendeva i soldi da Cosimi. Sarebbe stato carino l’avesse detto a Cosimi che mi risulta innervosito già quando sente la parola “Senza..” prima ancora di arrivare a “Soste”.
Su Senza Soste non c’è nessuno che scrive che bisogna fare l’alleanza al secondo turno con Cosimi. Questo per amore di precisazione.
St John :
ci hai segnalato ultimamemte un editoriale in cui si spiegava o ipotizzava la strategia di RC ePDCI in queste amministrative. Sempre per amore di precisazione.
Poi,se vuoi sapere perchè la sinistra per i prossimi 10 anni come minimo non andrà al governo del paese basta leggere le dichiarazioni di trotta oggi sul Corriere di Livorno.
l’alleato mancato di cosimi sostiene ” chiunque può fare il sindaco , prima i programmi e poi le persone ”.
Pensa st.John lo stesso discorso me lo fecero a me in una Sezione dei DS dopo che avevo chiesto con molta sincerità perchè nel 2006 si voleva mandare il Dott.Viti(tutt’ora sconosciuto al mondo ) al Parlamento al posto di lamberti.
Nell’imbarazzo generale dei vari Ritorni e Bolognesi mi si rispose appunto ‘prima il programma poi il candidato !’.. poi passò per caso di lì Filippi Marco,professione operaio asa e scelsero lui , naturalmente senza confronti o discussioni , in perfetto stile democratico e partecipato.
è un esempio specifico per chiarire la mentalità perdente e ipocrita degli attuali personaggi di sinistra locali e nazionali.
E Berlusconi governa e governerà ad oltranza.
La sinistra manda i vari Filippi in Parlamento e cerca le alleanza di potere come a Livorno tra RC ePD dopo 20 anni di guerra e le destre ringraziano commosse da tanta mediocrità mentale e culturale.
e cmq io voterò sicuramente RC e il suo candidato : CHIUNQUE !!!
..tanto poi c’è l’alleanza al secondo turno con cosimi. ..sotto la benedizioni della Lega delle COOP ???
Vota CHIUNQUE! vota CHIUNQUE!
Davvero. Chiunque, tranne Cosimi, però!
Vesper ha ragione: tanta mediocrità fa il gioco della destra, altro che Lamberti e la sua lista civica. Se quest’anno le elezioni andranno a finire in maniera diversa dal solito, cioè con un ballottaggio anziché con un rinnovo automatico del consenso alla coalizione che fin qui ha governato ininterrottamente dal dopoguerra (ma attenzione perché siamo passati dal monocolore PCI alla coalizione di centrosinistra e il patrimonio di voti se lo sono mangiato pian piano come succede in quelle famiglie ricche dove non lavora più nessuno) sarà già un bell’elemento di novità. Figli e nipoti, cognati e cugini devono metterselo in testa che il seggiolone non è garantito in eterno né tanto meno per diritto divino. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
bravo danilo, mi piace molto la tua disquisizione sulll’argometo piano strutturale.
quelli che tu esprimi sono certamente concetti trasparenti, democratici e sociali, ma credo sia veramente difficile raggiungere obbiettivi cosi importanti, oltremodo attraverso i metodi della vecchia politica di spartizione.
auguriamoci di poterlo fare noi che ci proponiamo, almeno credo e lo spero, come nuovi.
p.s. ciò che scrivi è ancora più interessante dal momento che chi scrive è un ing…….
passami la battuta, è un amico che se la permette.
Vanoni, Extra, la mia analisi, sintetica ovvio, è solo una piccola parte di ciò che andrebbe fatto, e voi lo dite giustamente, negli ambiti di un nuovo Piano Urbanistico.
Ho solo estrapolato uno degli aspetti meno tecnici del fare urbanistica, ovvero quello che però spesso è ciò che determina alcune direttrici di modificazione del territorio stesso.
I “grimaldelli” sono tanti e di tanti tipi.
Ricordo che al’Università ci portarono a visitare un comune limitrofo di Pisa e durante la disquisizione sui di lorto strumenti urbanistici venne fuori che una fascia di terreni privati era stata vincolata per un decennio circa in previsione di un raddoppio di una strada che mai poi era avvenuto, per ovvie e prevedibili incomprensioni tra Enti.
Quei terreni, per dieci anni, hanno perso valore. Chi paga i danni ai proprietari?
Sostanza, l’uso dei vincoli e delle zonizzazioni a tempo indeterminato, come non è neanche più con la moderna LR 1/2005, e senza verifica annuale delle cose in atto pena la decadenza del vincolo, è strumento assai complesso di inibizione di usi o di assicurazione sulla vita, come diceva Gianfranco tempo fa, per i fortunati possessori dei terreni stessi.
Tutto dovrebbe avere un limite veloce, snello.
Viceversa, l’acquisizione di terreni “in previsione” di cambiamenti dello strumento urbanistico, poi verificatosi puntualmente, fa invece pensare a tutt’altro che la trasparenza evocata da Vanoni.
Ciò che è importante, nella redazione di un nuovo strumento urbanistico è appunto, extralivornese, lo studio che vi è a monte. Ma quello studio non può essere successivo alle linee guida che invitano alla redazione dei Piani. No. Deve essere già a monte.
Perchè è proprio quello studio che deve dare le linee guida. Non l’intuizione più o meno brillante di un funzionario amministrativo o di un gruppo di politici.
Ciò che non torna allora, come al solito, è prima di tutto il metodo. Chi ha redatto le linee guida del nuovo Piano Strutturale? (lo sappiamo) Su quali studi? Su quali analisi? Quali flussi di traffico sono stati studiati, quali dinamiche sociali approfondite? Dove sono le tabelle, i diagrammi, le analisi O/D, gli indicatori economici, occupazionali, abitativi su cui è poi emerso il documento di qualche giorno fa chiamato “linee guida alla redazione del nuovo Piano Strutturale” (o giù di lì)? Perchè, se c’è, tutta quella documentazione non è stata allegata al documento? E dov’è?
E’ frutto dell’immaginazione progettuale e programmatica di una sola persona? Due?
Come mai alla fine, le linee guida coincidono casualmente con le indicazioni costruttive emanate dal Sindaco ai giornali negli stessi giorni? E come mai tali linee guida coincidono con programmi insediativi già noti molto legati a determinate proprietà tirate in ballo o comunque facilmente idebtificabili da semplici visure catastali?
Non c’è nulla di male in tutto ciò. Per amor del Cielo. Non credo ci sia alcun reato. Semplice intelligenza imprenditoriale nell’acquisizione di quei terreni illo tempore…..
Ma almeno qualche interrogativo la Stampa avrebbe dovuto porselo.
Non chiedo Bob Woodward e Carl Bernstein (giornalisti dello scandalo Watergate) e probabilmente tutto è normale e quotidiano, qui. Perlomeno normale.
Ma una domanda, una sola domanda indiscreta….
E che diamine!