TED CARLA E MARTA IN SICUREZZA

Ho riletto un colloquio, che mi è parso brillante. Sul tema della sicurezza, annessi e connessi, in chiave livornese.

Ce lo manda Marta.  Non credo sia banale, anzi.

Sul blog abbiamo avuto opinioni diverse , da Danilo a Marco Sisi. Inevitabile sul tema. Tuttavia credo che nessuno possa negare la necessità di rifarsi alla esperienza vissuta sul campo, nei quartieri che cambiano e nelle strade che si ribellano, tra aggressioni e provvedimenti inconcludenti sul traffico e quanto altro. Una realtà diversa e nuova della città, che richiede risposte diverse e nuove. Certo non le ronde, figuriamoci. Ma neppure un’alzata di spalle o, peggio, un sermone dotto e pieno di citazioni allucinate. Una diversa partecipazione di tutti alla riappropriazione di un territorio spesso abbandonato a se stesso, questo si. Con tutto quello che comporta.

Ecco, parlare con don Medori ( per seguire i nostri ) , così come faccio con i tanti che vengono in Via Maggi, aiuta a capire da chi vive direttamente esperienze difficili e drammatiche. e tutti dicono la stessa cosa, sono stanchi di chiacchiere e piagnistei sul latte versato. La storia della città tollerante e civile deve servire a capire che bisogna cambiare concretamente pagina anche sulla sicurezza, altrimenti rimarremo solo a compiacerci della nostra storia, delle livornine, della tolleranza e così via ( ora addirittura anche dei nuovi infermieri, auguri comunque ). La nuova amministrazione dovrà dare un impegno ben diverso sul tema e senza rifiutare approcci nuovi e più determinati. Saranno d’accordo anche ted carla marta e tutti gli altri.

In attesa di nuovi inizi, come dice chi presenta Fassino a Livorno, basterebbe mantenere gli impegni più importanti e sbandierati. A partire dalla Delphi e dai riparatori navali, ad esempio.

A proposito ieri ho parlato con alcuni che vivono la vicenda Odeon sulla propria pelle, roba da non credere. Una questione che sarà al centro della nostra proposta elettorale.

19 risposte a TED CARLA E MARTA IN SICUREZZA

  1. O.T.

    Leggo con un certo interesse l’articolo sul tirreno di oggi a pag.7 dal titolo ” E i fallimenti sono raddoppiati” dove si mette in evidenza la situazione in Toscana. Lo segnalo perché in questi giorni anche nel congresso del Pd qualcuno ha affermato ” non si fa politica con i blog”. Certo la politica si fa sul territorio e l’informazione e lo scabio di opinioni politiche anche con i blog.

    Perlomeno questa è sempre stata la mia ambizione come gestore del sito del PD di Bientina cercare di fare informazione sintetica con il post e poi chi vuole può approfondire con i link correlati.

    Allora capirete il mio stupore nel leggere un articolo che è stato oggetto di un post specifico per noi nel il 28 di Gennaio.

    Pisa i miracoli del territorio comunale e la crisi della provincia

    Ecco a cosa servono i blog, a fare informazione politica e formazione politica, per evitare che qualcuno ripeta l’errore di dire ad un pensionato

    “Non domandarti cosa può fare il tuo paese per tè, ma domandati tu cosa puoi fare per il tuo paese”.

    Purtroppo parafrasare Kennedy in maniera anche decontestualizzata non porta voti, perché il pensionato sa bene cosa ha a fatto per il suo paese come minimo ha lavorato e pagato i contributi per oltre 35 anni.

    Vi pare poco?

  2. Vesper scrive:

    caro ernestoscontento i blog sono troppo democratici per l’attuale PD.

    e ti domandi perchè poi ci sono 600 iscritti e basta a Livorno ??????

  3. Gianfranco Lamberti scrive:

    le citazioni di ernesto sono sempre azzeccate e vale la pena di seguire le sue suggestioni.
    la vita politica dentro e fuori il pd richiede sempre più disponibilità ad approfondire e confrontarsi. Il contrario delle blindature che abbiamo visto di recente in questa città. ma siamo tenaci, come si vede e ci sembra che sia quello che possiamo fare per Livorno, JFK a parte.

  4. kinto scrive:

    Sinceramente credo che ogni spazio ove sviluppare discussioni,
    o fornire vere informazioni,non prezzolate o artefatte,
    sia sempre virtuoso.
    Altra cosa e’ aprire finti spazi di discussione,
    dimostrare inclinazione alle aperture ,
    ed anche alle critiche costruttive solo in prossimita’ delle elezioni,
    quando poi per 4 anni e 9 mesi,
    e’ sembrato a tutti di vivere a Bucarest in pieno regime Comunista.
    Ci vuole coerenza ed onesta’ intellettuale.
    Qui si pensa di passare in cavalleria 5 anni di nefandezze e Malgoverno,
    saltando
    con salto quintuplo dal 2004 al 2009.
    E’ per quello che spesse volte,
    quando compare qualche Cosimi boys,
    o semplice un suo rispettabile sostenitore che sostiene che abbia ben governato,
    o fatto molto per la citta’,
    piu’ e meglio del Dott. Lamberti ad esempio,
    mi nasce una spontanea e sincera curiosita’;
    ma e’ da un anno che si cercano esempi in tal senso,
    che alimentino anche la discussione,
    ma anche i piu’ fervidi aficionados
    non riescono a tirarne fuori uno,
    che fosse uno.
    Solo demonizzazioni degli altri candidati e tanta aria fritta.
    Fatta eccezione ovviamente per il Polpo Robot,
    ed il parcheggio a Silos al posto dell Odeon.
    Roba da scienziati davvero.
    Saluti

  5. kinto scrive:

    Non me ne vorra’ il Dott.Lamberti,se lo chiamo direttamente in causa,
    ma continuo a consigliare vivamente di utilizzare i volantini elettorali 2004 di Cosimi;
    e da li’ cominciare a far partire i successivi ragionamenti programmatici,politici,
    ed anche
    sulla credibilita’ dimostrata da questo o quel Candidato.
    Mi ricordo che all interno dei Ds,
    una parte ovviamnete,
    a Lamberti veniva addebitato con simpatico astio,
    e per questo doveva pagarla politicamente
    un “eccesso di successo”.
    Parole scritte nella pietra da ex compagni,
    oggi Pd,
    che non nomino per pudore,
    ed anche perche’ se lo facessi
    ripercorrerebbero e subito,
    quella che fu la Storia di alcuni livornesi post periodo fascissta.
    Chi c’era in quei giorni,
    racconta che a passare dal Fez
    alla coppola partigiana
    a molti livornesi basto’ una nottata.
    Saluti

  6. Vesper scrive:

    LE RADICI DEL TRACOLLO DEL PD

    Una sconfitta cercata a lungo

    di Giovanni Sartori

    Povera sinistra. Peggio messa di come è non potrebbe. E l’onda lunga che l’ha portata al tracollo viene da lontano, da molto più lontano di quanto i commentatori ricordino.

    L’altro giorno l’elezione di Dario Franceschini a nuovo segretario del Pd è stata una decisione sensata e forse l’unica possibile. Ma il salvataggio viene rinviato a elezioni primarie che dovrebbero spazzare via la vecchia nomenklatura e miracolosamente scoprire nuovi leader. Le primarie sono state una fissazione di Prodi; e sinora si sono rivelate un enorme dispendio di energie senza frutto, che non hanno fondato o rifondato un bel nulla. Per carità, riproviamo ancora. Ma non illudiamoci che scoprano ignoti né quello che non c’è. A oggi ogni capopartito ha allevato i suoi e cioè potenziato la sua fazione, la sua corrente, promuovendo gli obbedienti (anche se deficienti) e cacciando gli indipendenti (anche se intelligenti). Pertanto la crisi di leadership della sinistra è una realtà dietro la quale non è detto che si nascondano geni incompresi, geni repressi.

    Il guaio risale al fatto che per una trentina di anni abbiamo avuto la più grande sinistra dell’Occidente, che era però egemonizzata dal Pci e forgiata dallo stalinismo di Palmiro Togliatti. Non era una sinistra addestrata a pensare con la sua testa, ma invece ingabbiata nel preconfezionato di un dogmatismo ideologico. Caduta la patria sovietica, quel pensare e pensarsi che altrove ha rifondato la sinistra su basi socialdemocratiche da noi non si è risvegliato. La fede comunista si è semplicemente trasformata in un puro e semplice cinismo di potere; e il non pensare ideologico, il sonno dogmatico del marxismo, si è semplicemente trasformato nella sconnessa brodaglia del «politicamente corretto». Una brodaglia nella quale anche il semplice buonsenso brilla per la sua assenza.

    Dunque la malattia è grave e di vecchia data. Una malattia che coinvolge anche — passando al versante pratico del problema — l’erosione dei bacini elettorali tradizionali della sinistra. In passato la sinistra era, in tutta semplicità, il partito del proletariato operaio. Quel proletariato non esiste più. Lo ha sostituito un sindacalismo che in passato obbediva al partito, ma che ora lo condiziona. Domanda: il collateralismo o condizionamento sindacale conviene davvero, oggi, alla «sinistra di governo » (come diceva Veltroni)? Ne dubito. La Cgil è oramai un sindacato antiquato «di piazza e di sciopero», abbandonato dai giovani, che rappresenta i pensionati (la maggioranza dei suoi tesserati), che difende gli sprechi e anche i fannulloni. E siccome siamo al cospetto di una gravissima crisi economica, la sinistra non la può fronteggiare appesantita dalla palla al piede della Cgil. O così mi pare.

    Altra domanda, questa volta sul collateralismo (dico così per dire) con la magistratura. Fermo restando che l’indipendenza del potere giudiziario è sacrosanta, il fatto resta che gli italiani sono indignati per la sua lentezza e inefficienza. Prodi si vanta di avere vinto due elezioni. Allora ci spieghi perché, in vittoria, non abbia alzato un dito per aiutare e anche costringere la giustizia a funzionare. La sinistra fa bene a difendere il potere giudiziario dagli assalti interessati di Berlusconi. Ma fa male a non difendere un cittadino così mal servito da una giustizia, diciamolo pure, ingiusta.

    25 febbraio 2009

  7. Giulio scrive:

    Su questo blog sempre i soliti noti…
    In città si respira scarso, scarsissimo entusiasmo per la candidatura Lamberti, dai più recepito come ub riciclato.
    I primi sondaggi danno un risultato che a dir tanto sfiorerebbe il 5%….
    Il tempo per ritirarsi ancora c’è…almeno per evitare figurette…

  8. aldo dalborgo scrive:

    domando a giulio: come fai ad affermare queste percentuali? forse le hai sentite all’interno del Paxrtito?
    Prova a pensare ai cinque anni passati e se ci riesci trova una motivazione per la quale lamberti si dovrebbe ritirare.

  9. Danilo "fucsiaman" Verticelli scrive:

    Uhm…sono un solito noto? Non pensavo di essere così famoso, specialmente all’interno di una sinistra mai frequentata. E’ bastata uma settimana di blog per accedere all’Olimpo della notorieta’ di quartiere? Sono forse i dieci minuti di notorieta’ di buona memoria Warholiana?
    Tra le righe dello scritto di Sartori c’è giá un mezzo programma di una parte che abbia un minimo briciolo di cervello indipendente.
    Ne basterebbe così poco per non affondare ultreriormente. Ma si sa, non c’è più sordo di chi non vuol vedere (esattamente così)…

  10. st. john scrive:

    l’editoriale di Senza Soste sulle ronde

    http://www.senzasoste.it/editoriali/ronde-unica-frontiera.html

    leggevo nei commenti di questo blog di Senza Soste finanziato dal comune (!). Sono abbonato a Senza Soste, conosco la redazione e posso assicurare che non un euro arriva da finanziamenti che non siano dei lettori.
    Se il Comune finanziasse Senza Soste sarebbe un caso più unico che raro di mecenatismo illuminato. Tempo fa c’era un editoriale che definiva Cosimi un soggetto borderline, fate un pò voi..

  11. st. john scrive:

    ecco qua l’ho trovato

    l’articolo dove si sostiene che Cosimi è affetto sia da disturbi narcististici che da organizzazione borderline della personalità

    http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/no-offshore.-perch-il-sindaco-cosimi-ha-paura-delle-immagini.-un-profilo-psicol.html

    a questo punto mi piacerebbe conoscere chi sostiene che Senza Soste è pagato dal comune..

  12. juri scrive:

    Questa è bella…Senza Soste finanziata dal Comune. E questi fanno anche la voce grossa contro Cosimi ? E’ come sputare nel piatto dove si mangia…che ridioli.

    Quasi quasi apro anch’io un fogliaccio e vado a chide i vaini ar Sindaco.

    Ah no, impossibile: i vaini ir Comune li dà solo agli amici di Trotta…
    boia mi viene da un votà più per nessuno

  13. st. john scrive:

    >E’ come sputare nel piatto dove si mangia…che ridioli.

    facciamo così: vai da Cosimi e domandagli se finanzia Senza Soste. Prenderà subito in mano il cellulare, farà una chiamata e appena sentirai la sirena dell’ambulanza che ti viene a prendere capirai quale è la risposta..

  14. Vesper scrive:

    x St.John , leggimi sul post ultimo ‘Amleto?.

  15. Paolo scrive:

    il problema non è di oggi. Qui siamo di fronte alla realtà che viene distorta dalle lenti dell’ideologia ed al fallimento totale di una Giunta Comunale.
    Libeccio azzurro

  16. Paolo ed altri. Il fallimento è della città. Non solo della Giunta Comunale. Il fallimento è di una “cultura” del poco, di un atteggiamento servile e passivo della Vita.
    Quante vite, quante migliaia di vite sono state sacrificate nel loro evolversi, da una politica conservatrice, reazionaria, cieca ed inconcludente? Diecimila, Centomila? Quante illusioni fallite sopravvivono nei “maturi” di oggi e nei giovani per il loro domani? Quanti di loro hanno abbandonato ogni idea di rivincita, di Rinascimento, per la demente abulìa di un modo di fare vergognosamente intellettualmente criminale? Quanti fantasmi volano tra di noi, passati a miglior vita dopo una permanenza insulsa ed inefficace in questo mondo non per loro incapacità ma per un Sistema chiuso e sottoproduttivo che ha annichilito ogni velleità di creatività e di produttività?
    Il danno è grave. Il danno ha incrociato le vite. Le ha stroncate a volte. I fallimenti sono ferite profonde che portano “altrove”, in mondi paralleli da dove non esci più. L’accidia, la rinuncia sono lesioni mai temporanee. La droga rimane una delle vie di fuga da una Realtà che non ha domani.
    Questa “cultura” del poco ha ucciso la SPERANZA. Si nasce e si muore privi di speranza, in questa città.
    E’ un atto criminale di cui i responsabili, chiunque essi siano, dovrebbero essere perseguiti a vita. E le loro generazioni future anche.
    E invece si sopravvive tra uno scoglio e l’altro, in attesa del primo sole.
    E invece permane la “cultura” della figuretta. Ovvero del non fare per non incappare in un eventuale giudizio esteriormente e superficialmente ironico. La stantìa burla e la volgare presa in giro come parametro di misura della Democrazia o della capacità di evidenziare la propria personalità.
    Come se un 5% non fosse più che bastevole per ridurre il regime almeno al ballottaggio, come se quella piccola percentuale non rappresenti altri partiti, evidentemente considerati inutili dalla democratica platea livornese, di chiara fama e tradizione culturale nonchè abilità politica o semplicemente di moderna formazione e velleità ideologica, come se quel “prefisso” non rappresenti in fondo la quota a cui gli attuali regimi italiani postcomunisti si apprestano a ridursi nel loro quotidiano confronto con la Realtà dei fatti e dei desideri dei cittadini.
    Il mondo cambia, cambiano i modi fare politica e cambiano le ragioni della politica. Soprattutto cambiano le ragioni del vivere. oggi non basta più nutrirsi, fare figli ed aspettare la pensione. L’Uomo di oggi ha le capacità per svincolarsi da un meccanismo puramente animale del vivere. Ha la necessità ed il dovere di farlo. E’ portatore di doni, di doti, di valori, di idee che non possono rimanere sepolte nelle lauree qui inutili o nei tanti mestieri inattuabili.
    Hanno ucciso la Speranza. Hanno ucciso il futuro. Nessun giudice li condannerà mai per questo atroce delitto. Non sono queste, categorie penali perseguibili anche se determinano stragi di cervelli e di portafogli.
    Ci vorrebbe una Solidarnosc locale o un Masaniello labronico.

    Ma questa città ormai allo stremo di energie non ce la fa. Troppo asservita e strumentalizzata per sperare in un Solidarnosc, troppo baracchinizzata per aspirare a un novello Masaniello.

    Chi si offre alla prossima tornata elettorale ha un solo enorme dovere intellettuale: restituire la speranza di un futuro e la gioia di vivere. Chi saprà convincere la città della possibilità pragmatica ed efficace di fare ciò, vincerà.
    L’alternativa è preferire di non fare una “figuretta di merda” per continuare a viverci, nella merda.

  17. p.s.: ovviamente l’utilizzo poetico della parola “merda” è funzionale alla metafora con la parola “figuretta”. D’altronde con la “merda d’artista” Piero Manzoni c’ha fatto campare tutta la sua famiglia.
    Nonostante tutto in questa città sussistono ed esistono eccellenze professionali, umane e produttive come poche altrove. E molte sono nascoste, soprattutto nel mondo dei giovani.

  18. Vesper scrive:

    X Danilo”fucsiaman”..

    la risposta del Pd sulle prospettive di rinnovamento verso i giovani è nell’immagine di oggi sul Tirreno nel commento sull’ennesimo rinvio del Piano Urbanistico….. Claudio Ritorni & Vittorio Vittori.

    Il Nuovo che avanza.

  19. Gianfranco Lamberti scrive:

    Danilo coglie il senso. io cerco di evitare una conservazione dell’esistente e di creare le condizioni per una nuova stagione. mettendoci alle spalle tutte le rendite di posizione, anche quelle presunte radicali, ma soprattutto quelle di un sistema incentrato su di un gruppo assai ristretto.
    Una situazione davvero unica, apparentemente impermeabile a tutto. Non si tratta di fare nuovi partiti, se il pd si rianimasse sarei assai contento, ma di non essere succubi di una pigrizia e di una rassegnazione inaccettabili. E se Livorno capisce, lo stanno capendo in tanti, che ci sono le condizione per voltare pagina davvero, hai visto mai. Non per far fare di nuovo il sindaco a qualcuno, figuriamoci, ma per sostituire un sistema ormai usurato e logoro.
    Certo possono vincere le rendite di posizione, soprattutto culturali e politiche, ma questa volta la vedo dura. E non sono il solo.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.