Livorno naviga a vista, tra ritardi inspiegabili, posti di lavoro che si perdono in un mare di chiacchiere, sicurezza in città ai limiti, qualità della vita urbana evidente a tutti, soldi pubblici spesi a tentoni ed in modo discutibile, insomma molti motivi per giustificare la necessità di un cambiamento rispetto agli anni che abbiamo alle nostre spalle.
Portiamo argomenti, dati e testimonianze, non certo calunnie e diffamazioni. Quelle che ancora oggi leggo su di una lettera pubblicata con grande evidenza dal Tirreno, alla quale replicherò puntualmente.
Ma la cito solo per far capire quale è il tipo di campagna elettorale alla quale qualcuno vorrebbe indirizzarci. Una strisciante delegittimazione e demonizzazione, senza confutare gli argomenti concreti che poniamo, ma suonando sempre lo stesso spartito, quello impostato da tempo e seguito con zelo.
Nessuno è così ingenuo da cadere in queste trappolette, tuttavia sono segnali da non sottovalutare e dimostrano il livello cui, purtroppo, la lotta politica è stata trascinata negli ultimi anni. E non è successo nulla a caso, si capisce bene.
Dalle scritte sul muro di tipo razzista, alle calunnie insinuanti a mezzo stampa, per non andare oltre. Un motivo in più per impegnarsi a fondo per voltare pagina.
Gianfranco, il “non ti curar di lor” sarebbe troppo snobistico ma, a parte le intimidazioni di stampo sovietico-camorrista le quali necessitano oltre che di risposta anche di un’attenta osservazione da parte delle qui carneadi ForSe dell’Ordine, credo sia più importante fare proposte e procedere senza osservare gli altri ma dritti per la propria strada.
Che facciano e dicano ciò che vogliono. In fondo, per la Regione, per l’Italia, per l’Europa, non esistono, e la città ne è testimone silenziosa, tranne forse coloro che hanno interesse a non esserlo, omertosi o prezzolati.
Invece dei murales si potrebbero riempire i muri dei nomi e dei cognomi di tali genìe e “nipotìe”. Ca nisciun’ è fess. Un bel Dazibao, tatsebao, su cui imprimere nomi, interessi, affari, assunzioni. Casa per casa, quartiere per quartiere. Nessuno escluso. Un bel gioco al massacro che farebbbe le gioie delle province vicine, dei porti alternativi, di coloro (ovvero quasi tutti) che non hanno a che fare con questa città. O qui qualcuno si sente verginella?
Ma in fondo è comprensibile la fibrillazione, umana direi se in assenza di alternative, tutti hanno da sbarcare il proprio “lunario” e si capisce come un’economia fondata sul consenso e non sulla produzione attiva di beni sia messa in discussione da una Realtà esterna che proprio non si vuole affrontare pur a costo di un degrado mortale. Ma si sa, tanto lo stipendio fisso arriva lo stesso e il mare è così bello…
Per correttezza comunico che ho posto le seguenti domande, sul sito dell’On.Paolo Fontanelli. Non so se risponderà, spero di si ( e se lo farà bisogna aspettare qualche giorno di solito interviene una o due volte alla settimana raccogliendo i vari commenti ricevuti sul suo blog.)
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Ieri L’On.Matteoli è esordito sulla stampa locale dicendo ” e ora prendiamoci Livorno, Marco Taradash sarà come Guazzaloca a Bologna”.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa in merito alla situazione Livornese lei Onorevole alla luce di questi fatti:
- Livorno sta soffrendo una crisi sempre più evidente, non solo chiudono le fabbriche come da altre parti, ma anche il porto è in calo,
- Cosimi viene candidato dal PD ma di fatto senza le primarie ( nessuno si è presentato, lamentando l’impossibilità di raccogliere 100 firme fra i componenti del congresso provinciale) e senza che per ora ci sia stato un giudizio sul suo operato (il riscontro sul quanto a realizzato del suo programma),
- in questi 5 anni si è assistito a mezzo stampa e non solo, alla diatriba fra Cosimi e il sindaco uscente Lamberti ( ex PCI, PDS, DS), entrambi si accusano il primo dice che ha trovato una situazione disperata ( ma era nella giunta Lamberti da oltre 10 anni ed è stato segretario provinciale dei DS), il secondo accusa il primo di frignare per nascondere la sua incapacità ad amministrare ( ma anche qui Cosimi era stato designato come suo degno successore da Lamberti a suo tempo)
- Lamberti ha fatto una lista civica, quanto voti toglierà al PD? (Lamberti è sempre stato il punto di collegamento trasversale per quell’aria di centro sinistra che sta sulla linea di confine fra centro-S e centro -D. una volta avremmo detto che tranquillizzava i ceti medio borghesi)
- Quale alleanze sceglierà Lamberti se i due candidati di maggiore spicco dovessero andare al secondo turno?
- Che influenza avrà la posizione presa da alcune istituzioni sui Bacini dell’ex cantiere Orlando? ( Lo studio della CCIAA evidenzia una compatibilità dei bacini con il nuovo progetto immobiliare di Anzimut e immobiliare di Lega COOP, da qui la posizione del presidente della CCIAA e del presidente dell’Autorità Portuale che sembra lasciare a Cosimi il cerino in mano)
- Quale sarà il giudizio dell’elettorato su alcuni dati di fatto non controvertibili?, La giunta Cosimi si è limitata alla gestione ordinaria anche se porta motivi politici a questo fatto, in questi mesi i riparatori navali sono dovuti emigrare a Napaoli per svolgere il loro lavoro perdendo 14 milioni di euro di commesse a causa della non disponibilità dei bacini in parte dovuto al fatto che Anzimut non li rende disponibili, e in parte pare che Anzimut non abbia fatto la dovuta manutenzione rendendo di fatto non utilizzabili alcuni bacini ( almeno questo è ciò che emerge dalla stampa).
- Cosa non di poco conto per Livorno, sulla questine cantiere Rifondazione Comunista a preso una chiara posizione a favore delle ragioni dei riparatori navali, come influenzerà l’elettorato Livornese del quale non andrebbe mai dimenticato la sua particolare sensibilità ai temi del lavoro e dei lavoratori, elettorato che è stato in questi anni quello anche più egemone verso il partito ( e questa è una circostanza di fatto storica a favore di Cosimi).
- Se Cosimi non dovesse avere un buon risultato politico, sarebbe corretto mettere in discussione l’organico del PD locale come è stato fatto con Veltroni?
Buongiorno,
vedremo se queste ronde avranno effetti benefici sulla sicurezza cittadina.
Capitolo molto delicato.
Mi domando anche oggi
del perche’ il Tirreno dia spazio a certi soggetti tipo tal Migliacci,(ma chi e’?)
che si spertica
in un tanta accorata,
quanto ridicola analisi sulla vita politica e non
del Dott. Lamberti.
Se la campagna elettorale dei sostenitori di Cosimi,
sara’ questa,come e’ presumibile,
rendiconto zero,
e perche’ di una scelta decennale sempre a zero,
basata solo sulle calunnie,
frasi che indicano quozienti intellettivi da bambino delle elementari,
la corsa di Giugno credo allora possa divenire ancor piu’ vincente.
Quello che mi preme sottolineare,
e’ che anche il piu’ fantasioso e ridicolo supporter di questo “nuovo Stile di Governo”,
al massimo dell ispirazione e del coraggio,
puo’ denigrare e calunniare il Candidato Lamberti,
ma non trova mai,
e dico mai,
il tempo e lo spazio
per fornire un semplice perche’ i livornesi dovrebbe essere cosi’ stupidi,
e masochisti da rivotare Cosimi.
Si elargisca un motivo,dico uno,
e magari ci discutiamo sopra.
Parole al vento,
evidentemente stupide ed ordinate,
ed al limite della querela.
L unico deterrente alla polemica con soggetti di questo tipo ,
e’ che solo ad interagirci li hai gia’ improfumati e pettinati a festa.
Ma si sa,
il profumo sopra il sudicio,
crea un odore ancora piu’ nauseabondo.
Solito giochino,
ora e’ il tempo dei nani,
poi arriveranno le ballerine,
e aspetteremo impazienti tutti gli altri numeri di questo balordo Circo.
Saluti
…le ragioni del “lavoro” fanno i conti con quelle del “Mercato”. Tutto qui. E’ sintomatico che la Azimuth abbia appaltato le verniciature degli yacht ad aziende greche. Eppure non manca affatto l’ottima manodopera locale, per tradizione. Anzi.
Tutto si svolge in modo diverso. Non c’erano bacini da utilizzare, solo secchi di vernice, eppure…
Non si dia l’onere alla politica di dinamiche industriali non più locali.
In fondo, e voglio fare una domanda da verginella impenitente anche io, cosa c’entra la politica con la gestione di una SpA? Come può un’amministrazione locale influenzare la gestione di una Società? Ovvero, quale è il VERO ruolo della politica di fronte alla Produzione? P contro P. P vs P?
E l’Italia veleggia malissimo proprio perchè la prima P si occupa troppo della seconda P.
Se ci sono accordi urbanistici tra le due P, che vengano rispettati, se non è stato fatto, se non si è sorvegliato, male, peccato mortale, o interesse capitale o semplicemente accidia.
La Politica può solo dare indirizzi urbanistici e di sviluppo. Lo fa attraverso accordi tra le parti e i famigerati strumenti urbanistici. Dopodichè sono le SpA che devono gestirsi gli affari propri.
Se il porto non va bene, che c’entra l’Amministrazione? Forse non è andata incontro a esigenze evidenziate e richieste? Se è così, c’entra, altrimenti si dia al solito Cesare ciò che è suo, e smettiamo di confondere le cose private con quelle pubbliche pagate dai cittadini.
Evidentemente i verniciatori greci chiedono di meno. Semplice e terribile logica di mercato…
andiamo con ordine.
La campagna elettorale con gli argomenti ripresi e pubblicati oggi dal Tirreno tende alla provocazione personale. Inaccettabile, non tanto per chi se ne fa strumento, quanto per chi scrive gli spartiti. Il punto politico è lì e l’imbarbarimento della lotta politica livornese, che non avevo mai visto così fino a qualche anno fa.
Le domande di ernesto sono complesse e non rivolte a me. Sono curioso di leggere le risposte di Paolo Fontanelli. Così magari ernesto potrà farmele commentare, una specie di par condicio interessante per tutti. Io le mie risposte le ho chiare, ma le conoscono tutti ormai.
Quanto al rapporto tra l’amministrazione e l’impresa, o il mondo degli affari, non so se Danilo gioca un pò a fare l’ingenuo. poichè crdo proprio che sia così, la sua citazione di Cesare e quel che è di Cesare è assolutamente pertinente. Con la dovuta ironia. Ho pubblicamente denunciato sovrapposizioni di ruoli. Come spiegarsi altrimenti i ritardi quinquennali sulla Porta a Mare, uno dei tanti esempi per non riparlare dell’Odeon? L’ho fatto in pubblici dibattiti riportati dalla stampa ed in presenza degli interessati alla mia critica. Magari ernesto potrebbe chiedere a Fontanelli cosa ne pensa, visto che è stato un ottimo sindaco e sa come si deve fare in casi del genere.
Delegittimazione e demonizzazione, questo è quello che riserva questa città a chi non è funzionale al manteniminto della situazione stagnante dell’attuale status quo e si adopera per cambiarlo…. non è la verità che conta ma quello che può essere veritiero… e ci si specula grazie a cortigiani “omertosi e prezzolati”, con le lettere anonime o con nomi di fantasia, con la stampa (non tutta ora devo dire), con l’arroganza del potere…
La cosa positiva, Gianfranco e cari amici, è che sempre un numero maggiore di livornesi , secondo me spronati anche da questo blog, si stanno domandando il perchè del perpetrarsi di certe dituazioni clientelari e di comodo……. si stanno chiedendo se non sia il caso di saperne di più e di cambiare….
per il bene comune… avanti, avanti…
Gianfranco,perdonami i ripetuti consigli, ma rispondi colpo su colpo….
Si, a volte gioco a fare l’ingenuo e il folle, senza citare ancora Erasmo.
Il problema è che sulle monete non si sa più quale effige è incisa. Chi è il Cesare della Porta a Mare? Chi quello dell’Odeon, tanto per riprendere i due esempi citati sopra…Chi i Cesari delle risorse territoriali a Nord e Ovest. Chi i Cesari dei porti e chi dei turismi…
Se una Società investe in un’avventura (eh si, in Italia certe imprese sono ancora “avventure”) che preveda un accordo pubblico/privato, così, o per venirsi incontro sui costi o perchè oggi le cose vanno fatte così, il pubblico ha l’onere sia di osservare i propri impegni, sia di verificare che quelli privati siano onorati. L’onere del controllo, insomma, è pubblico perchè quella parte di pubblico che entra nell’avventura, generalmente minoritaria, è pur sempre una parte collettiva, denari di ognuno di noi, e non un capitale dogmatico sceso giù da qualche astronave. Ed è lì apposta a verificare che i benefit che l’imprenditore privato riceve siano effettivamente contrappesati dall’interesse pubblico dell’operazione.
In sostanza, se un progetto o un Patto, se un indirizzo programmatico non giungono a termine nei tempi dovuti, gli oneri, anche economici, visto che tanto nessuno lavora più con soldi propri ma prestati dalle banche, sono collettivi. Ne rimette in primis la collettività e dopo l’azienda privata.
L’ex sindaco pisano, di ben altra mentalità, almeno a livello imprenditoriale, sa bene come certi patti debbano essere onorati e controllati; e se il porto di Marina stenta a partire, e chi vi ha trascorso qualche tempo ad analizzarne le cose sa bene perchè, non è per suo disinteresse ma per evidenti inerzie della volontà privata. Non ci interessa Marina (anche se ci dovrebbe invece interessare per una sinergia e per un progetto più esteso Pisa-Livorno). Rimane il fatto che laddove l’azione imprenditoriale viene corrotta dal malaffare (o semplicemente dall’affaire) politico questa azione si riduce ad una mera distribuzione di risorse non proprie fino al collasso. Fino a diventare una nana bianca e poi un buco nero.
Quindi altrettanto “ingenuamente” chiedo a chi ne sa più di me: quanta P e quanta P ci sono tutt’oggi nell’intera economia della città di Livorno?
@ Danilo “fucsiaman” Verticelli
Ora capisco perchè siamo nel bel mezzo di una delle peggiori degli ultimi 80 anni.
La domanda è: cosa è un partito?
Datti la risposta e trovi la politica.
E siccome se dovessi spiegare a mio figlio cosa è la politica?
Gli direi che è quella attività umana che mette in atto concretamente molte cose diverse, si occupa in concreto di spazzare il marciapiede sotto casa e di dargli un mitra per mandarlo in guerra. NON MI SEMBRA UNA COSA DI POCO CONTO………….A CHI DELEGHIAMO QUESTI ATTI DI INTERESSE COSI VINCOLANTE PER LA VITA DI TUTTI NOI?
Zorro,
quello che tu descrivi,
e’gia stato posto in essere da Goebbels con la sua nefasta e famigerata propaganda nazista:
“calunniare,calunniare,
tanto qualcosa di questo rimarra’”.
Anche a lui finche’ gli e’ durata.
Dubito che una proposta politica che deve rendere conto di 5 anni di chiaro niente,
e MalAmministrazione,
possa basarsi solo su chiacchiere e vaneggiamenti
di questo infimo livello.
Saluti
Ernesto, abuso troppo di questo blog ma mi piace parlare perchè nel dialogo si nasconde spesso la verità o perlomeno il suo fantasma, così ti rispondo sperando di fare cosa utile anche a chi legge. Le mie domande sono ovviamente retoriche e “ingenue” perchè dialetticamente si instauri una ricerca delle cose che non sia la mera accettazione di esse in quanto “da tempo” è così. Una sorta di Decostruzione, metodo adottato dal filosofo francese Jacques Derrida. Prendiamole quindi come spunti e non come “sputi”. ;-)
Se mi do una risposta su cosa è un partito non trovo la Politica ma trovo la “partitica”. E questo è il grande problema della Politica italiana. Come vedi metto le iniziali maiuscole per significare qualcosa di alto, una categoria del Fare insomma.
La Politica deve occuparsi degli indirizzi da dare alle cose della Vita. E quindi fare in modo che questi si attuino. Fin qui nulla di nuovo, no?
Certamente esistono vari livelli di intervento. Per spazzare un marciapiede mi basta fare in modo che qualcuno, pagato, lo faccia. Non serve la Politica ma un imprenditore che organizzi il lavoro ed un dipendente che lo svolga. Sull’armare o no tuo figlio invece rientra la Politica, nelle sue peggiori conseguenze spesso. Quindi già da te, forse inconsciamente, hai dato una formidabile risposta alla differenza tra tipi di attività in cui è necessaria o no la Politica.
Ma qui in Italia, persino su certe misere (in senso imprenditoriale intendo) cose, rientra invece la Partitica (qui la maiuscola è intesa come dispregiativo) perchè ogni attività finisca per essere controllata e fonte di scambio. Cattedre universitarie, primariati medici, boiardi di partito, dirigenti delle municipalizzate, CdA vari, Fondazioni, Musei, porti, aeroporti, tram e bus ecc, la lottizzazione partitica (e non Politica) è oltremodo evidente e le testimonianze sarebbero ben più lunghe dei miei noiosi interventi.
Non invento nulla. Fidati. E’ storia risaputa e per nulla originale. Fin ai livelli più alti (Corte Costituzionale e Banca d’Italia) la Partitica agisce con meschina precisione per tutelare se stessa (ma non i cittadini). Evito accuratamente quindi di parlare di Mr. “Britannia” Draghi (Goldman Sachs)o del Dott. Fazio (Opus Dei?).
Ovvero, se la Politica perde il connotato di Servizio alla collettività per assumere quello di Servizio a se stessa, attraverso la Partitica, avrei forti problemi a spiegare questa cosa a tuo figlio e lascerei il legittimo compito a te, fugandomi in breve tempo attraverso l’ingresso secondario.
Se invece un partito (utopia) è l’organizzazione pratica del fare Politica, che poco deve avere a che fare con l’imprenditoria e quanto altro attiene al mercato se non altro perchè o certe regole (parlo di Mercato e del fallimento del Sistema puramente capitalista) le fanno tutti o grazie alla globalizzazione lo prendono in tasca i teorici e gli idealisti, beh se il partito è questo allora le due cose tendono a coincidere e sarebbe un bene.
Rimane da vedere se lo stampo sul terreno della teoria delle maiuscole non sia una scia sabbiosa in cui le iniziali smettono di percepirsi e si confondono con le dune. Per me, la Politica deve occuparsi delle grandi linee, lasciando fare le cose a chi le sa fare nella direzione in cui la Politica ha determinato.
Questa non è antiPolitica. E’ antiPartitica. E vale per la Sinistra quanto per la Destra.
E continuare non voler vedere che gli italiani sono stanchi dell’intromissione dei partiti nella propria vita vuol dire conservare una visione elitaria e snobistica, quanto ideale, di una Realtà invero ben più bassa e corrotta. Atteggiamento per alcuni versi ammirevole per la sua dolce purezza, ma non utile al miglioramento dello status quo irrimediabilmente degradato.
Caro Kinto …. con le debite proporzioni accade così…
Ed una città con enormi potenziali viene soffocata.
Niente di nuovo emerge perchè potrebbe sovvertire la situazione economica e di potere attuale…..
Perchè non si punta in maniera seria su uno sviluppo turistico reale della città….??
perchè in posti chiave si mettono personaggi di serie B o C o avolte addiritura improponibili ??? Pensi che Lamberti senatore sarebbe stato meno bravo dell’invisbile Filippi ? Perchè accade questo ??
Chiediamocelo ……
@ Danilo “fucsiaman” Verticelli
Danilo bello chiaro e scritto bene….. e senza astio ( cosa che invece mi aspettavo visto che mi ero intromesso).
Complimenti.
In sintesi tu affermi c’è ma quella che noi identifichiamo come politica è partitocrazia fine al mantenimento del proprio status quo (ho capito bene).
Non vorrei osare ma leggendoti mi è venuto in mente Noam Chomsky chissà perché……
Io ti confesso che sono più terra terra e da buon democratico vivo e convivo con le anomalie nel cercare di rendere i partiti meno partitocratici e più politici perchè l’impresa per pulire il marciapiede va pagata e per quel servizio poi mi chiedono le tasse per far funzionare il quel famoso patto sociale del quale volenti o nolenti tutti ci stiamo dentro…..
Grazie leggerti mi ha fatto piacere
su livorno:
una volta rifiugio di libertari e perseguitati, una volta protrettrice di libertà, la ns città è diventata maestra di maldicenza, cattiverie, delegittimazione, provincialismo. tipo quelli che dicevano “speriamo che il livorno retroceda..”, quelli che dicono a chi apre una sua attività “tanto tra poo chiude..” quelli che non vedono l’ora che la libreria edison chiuda i battenti. è il lato oscuro della città, quello totalitario e lazzarone, quello dei consensi plebiscitari a pnf prima e pci poi, quello dei “patrones” e del sottoproletariato “clientes”,armato dai primi.che fare?solo il confronto, il dibattito, la venuta di idee, teste e professioni diverse può cambiare qualcosa, solo la diffusione di cultura-benedetta edison!-
sulla campagna elettorale:
un consiglio, all’isnuslto rispondere con la richiesta di confronto e con l’incalzare su temi concreti.
rispondetemi perchè ad esempio,si prosegue con l’idea di fare strage della zona dell’impianti sportivi?avete visto che scempio in zona palasport vecchio? e via cattaneo?continuo a non capire perchè i terreni incolti di quella via non sono stati usati per alleggerire la zona stadio dalel auto in concomitanza delle partite facendonde dei parcheggi per auto e navette..
già navette, la zona dello stadio, campo scuola e impianti vari, è l’unica zona d’italia ad alta densità di frequentazione a non essere servita o quasi dal mezzo pubblico.
ma il sindaco in carica, deve impiegare 3 legislature per rivedere le linee?
Zorro,
concordo con te,e con i tuoi punti di domanda;
Credo che paragonare il valore politico dimostrato e futuribile del Dott. Lamberti,
con l eterna promessa, mai mantenuta, di Cosimi,
e figuriamoci col cavallo di Caligola-Filippi,
che non era buona nemmeno a far funzionare le telecamere Ztl,
e’ veramente un abominio.
Un offesa all intelligenza comune,
ed al pubblico pudore.
E’ un po’ come equiparare Edison,
ad un rivenditore abusivo di lampadine.
Ma scherziamo.
Saluti
“sia un vero abominio”
Grazie “ernesto”.
Astio? E perchè? Siamo tutti sulla stessa barca e la corrente è in una sola direzione, opposta. Quattro remi, due per lato. Che si fa?
Chomsky? Io non sono Noglobal. Sono “local” nell’accezione della rivalutazione delle incomparabili risorse italiane. Dopodichè penso al globalismo nei suoi valori positivi che sono: necessità di progresso tecnologico e ricerca, diffusione, aumento delle potenzialità, diminuzione dei costi. Il resto è un bel problema.
La Politica è una categoria che sta “sopra” la partitica. Essa sta alla partitica come Dio sta alla Religione. Sono le emanazioni dell’uomo che rovinano le grandi teorie. Ciò non toglie che ancora si possa cercare di metterle in pratica con un po’ di coscienza. Occorre pur avere fiducia in qualcosa.
Io intanto incomincerei
a controllare se i dipendenti comunali
quando si assentano dal lavoro timbrano il cartellino.Oppure se il pomeriggio dei rientri tornano alle 18.30 per timbrare.
Compresi quelli della palazzina in Venezia.
Ecco se fossi Sindaco inizierei da qui.
Ciao.
Non ho capito l’attacco di Migliacci sul Tirreno quando parla di Granducato Tv e di implicazioni varie.C’è odore di taglio redazionale in quel pezzo.Non si capisce il senso.D’altra parte,gli spazi televisivi sono a pagamento.Evidentemente a qualcuno piace il monoscopio televisivo del venerdi sera.Quello della chiacchierata pilotata con il Sindaco.
rispondo a Luca:
Oriana Fallaci nel suo ultimo libro “Un cappello pieno di ciliegie”, racconta la Livorno del ’700. A pagina 162 descrive la nomea che Livorno aveva in quegli anni.
Pietro Leopoldo sulle “Relazioni sul governo della Toscana” riveduto e corretto dalla Fallaci:”I forestieri non ci stanno che per interesse personale, senza alcun attaccamento al paese, e non hanno altra veduta che di far molti quattrini in forma lecita o illecita e poterli spendere in lusso o capricci o stabilirsi altrove con i guadagni. Regna fra di loro la discordia la malignità, lo spirito di partito, e ogni sistema è buono pur di far i quattrini presto: scritture false, conti simulati o alterati, lettere e calunnie per screditarsi reciprocamente…I procuratori, gli scritturali eccetera, ne imitano l’esempio. I preti sono ignoranti. Il popolo è ignorantissimo, punto religioso, superstizioso, fanatico, rissoso, dedito ai ferimenti, al furto, al gioco, al libertinaggio, e ha bisogno d’esser tenuto con grandissimo rigore”.
Corinna
Invito a Lamberti:
Il PD è come un vaso colmo di acqua inquinata da acidi, piano piano la corrosione è stata tale da frantumare anche la ceramica più resistente. Gli acidi corrodono tutto, anche quando il vaso è rotto. Per disinquinare occorre tempo, e sarà impegnativa la strada affinchè la sinistra possa bere acqua fresca.
Bene ha fatto Lamberti ad affrancarsi dalla rottura del vaso, anzi direi che ha avuto acume ed intelligenza politica.
Adesso, dovrà creare le condizioni per inventare una strada tutta sua! Può darsi che diventi un caso da copiare in altre realtà italiane: “il modello Lamberti”.Autorevoli politici hanno commentato favorevolmente la sua vicenda. Le auguro di riuscire a realizzare questa difficile impresa.
Corinna
Bentornata a Corinna.
e piango il GRANDE MIGUEL VITUALANO .
Vitulano , una bellissima figura di uomo…. dispiace veramente a tutti….
Mi associo a Vesper e Zorro,
nell affettuoso saluto
al grande Miguel Vitulano
Ancora non capisco la sua scesa in campo dott. Lamberti. Ho un modo di vedere molto spiccio le cose. Temo che sia soltanto una ripicca perchè “il partito” non le ha trovato giusta collocazione dopo il suo impegno precedente. Avrebbe potuto tornare a fare il medico semplicemente ma invece in questa città a rinunciare alla politica siamo stati in tre o quattro dal dopoguerra ad oggi.
Lei sa benissimo che il suo impegno politico mina la vittoria del centro-sinistra al primo turno, tutto qui. Non mi sembra un grande regalo alla Livorno che dice d’amare e che, mi scuso, mi sento di poter affermare che il sindaco attualmente in carica stia governando meglio di come è stato fatto sotto i suoi mandati.
Per il resto se c’è disponibilità a lavorare come molti di noi fanno ad un’alternativa al PD per com’è adesso, sia a livello locale che nazionale, ben venga. Ma la sua candidatura non mi piace affatto e dà voce a istinti dei quali sinceramente non sentivo il bisogno.
Detto questo in bocca al lupo per la tornata elettorale e mi auguro, qualora riuscisse nel suo intento, che riesca davvero a governare la città in maniera differente dai suoi precedenti mandati. Lo dico in sincerità e senza polemiche.
Benvenuto Klingo.
Potresti farmi capire il motivo per cui sostieni che Cosimi stia lavorando meglio dei mandati di Lamberti ?
Rispondimi in sincerità e senza polemiche.
Benvenuto Klingo,
m inquieta la quasi assonanza dei nostri nick;
volevo riprendere alcuni suoi passaggi senza polemica,
ma che sono rimasti un po’ nebulosi a mio avviso.
Il primo punto e’ che la Proposta politica di Lamberti e’ di fatto alternativa a quella di Cosimi.
lei dice “che l impegno politico mina la vittoria del cs”,
capisco poco l affermazione,
e penso che in realta’ l impegno politico di Lamberti miri,e non mini,
alla vittoria sempre di un Cs alternativo a questa deprimente e nefasta azione di Governo.
Noto poi,
che usa anche lei come il lettore di ieri sul Tirreno,
la parola
” dice di amare Livorno”,
ma cosa significa?
esiste un termometro dell amore,
che si basa solo sull appartenenza al Pd?
Cioe’ se sei tesserato Pd ami Livorno,
altrimenti no?
ma che discorso e’.
Chiudo chiedendo a Klingo alcuni esempi di buon Governo di Cosimi,
dove li ravvede,
e lo prego sinceramente,
darci esempi concreti.Giusto per capire
Ci dia degli esempi per favore.In 5 anni di lavoro ,non dovrebbero certo mancare.
Uno di giornata intanto lo fornisco Io ,
ovvero
i Paletti antisosta in Via Solferino.
Eliminati per la protesta di tre persone.
Credo questo faccio il paio
col mancato lutto cittadino dell anno scorso quando morirono i bambini a Coltano,
ma bastarono tre ristoratori di Effetto Venezia,
a minacciare con forchetta e coltello,
e una Citta’ per mano delle sue Istituzioni si piego’,
e butto’ a mare i valori piu’ basilari del comune vivere.
e’ questo il buon Governo di una citta’ al quale si riferisce?
Spero mi risponda,e mi dia esempi concreti.
Saluti
Vedi kinto, il problema non è tanto il paletto o un fatto di cronaca al quale sentirsi più o meno solidali.
Si, è vero. Poi la politica finisce per ri(con)dursi alle cose quotidiane perchè in fondo (in fondo) ciò che ci tocca immediatamente è molto più percepito delle cose lente e sedimentabili. Dei “trend”, si direbbe altrove.
Il paletto mancante determina il decadimento della qualità di vita di chi ne ha bisogno ed alla fine, paletto per paletto, il malumore delle “cose normali” supera quello necessario per le cose anormali.
Ma aldilà di ciò che ha fatto o non ha fatto la Giunta uscente, sulla quale devono per forza di cose esistere pareri discordanti, tanti quante sono le “politiche” attualmente rappresentate, come sempre, rimane un dato di fatto, nel pieno rispetto delle opinioni altrui che, ricordiamocelo sempre, rimangono opinioni, pareri, giudizi e non dogmi o assiomi: il dato di fatto è che oggettivamente, a parte derive di stampo postcomunista o ciecamente ideologiche, e quindi oligarchiche e snobistiche pur se fintamente populiste, oggettivamente dicevo, la situazione di questa città non è rosea. E non per i paletti.
La colpa, per assurdo, può anche non essere di questa Giunta come di quelle precedenti. La responsabilità si però. Esiste una certa differenza tra colpa e responsabilità. La prima presuppone anche una incoscienza delle cose; la seconda no: è frutto della ragione e delle scelte.
Quando manifestamente si assiste ad un declino dei maggiori parametri economici ed ad un aumento degli indicatori bancari relativi ai fallimenti, ai pignoramenti e quanto altro, quando questo succede è responsabilità di chi amministra, chiunque egli sia, prendere in mano la situazione almeno per capire, se non si hanno le carte per intervenire.
In realtà occorre anche domandarsi come una città di 180.000 abitanti non abbia soldi per mettere i paletti o per tappare le buche sulle strade trafficate. Solo per ritornare ai famosi paletti.
Questione di scelte, forse. O di non scelte. Forse solamente di ideologie e di feudi con la bandiera sopra, come sul Teatro San Marco, monumento nazionale, “privatizzato” da un partito politico da sempre.
Quindi fai bene a scendere sul particolare spicciolo. Ma vorrei che si guardasse ben più in là, alla mancanza endemica di prospettive per i giovani che saranno chiamati a votare ai quali forse sarà sì utile uscire dal garage col motorino più agevolmente per via di paletti ben sistemati, ma molto meno utile un territorio dove l’aspettativa maggiore è un posto come ponyexpress o come dipendente di un supermarket.
Finiranno per spedirsi le raccomandate tra di loro, i pony, giusto per conservarsi il posto. Spenderanno per lavorare, un miniracket autogestito. E quanti supermarket dovranno allora aprire per assicurare lavoro alle migliaia di giovani in attesa di occupazione? Dove vanno a finire le professionalità pur valenti che Livorno a volte offre? Chi lo sa che a Livorno c’è una delle (o forse la) più importanti aziende di produzione di camere iperbariche del mondo? Nessuno, eppure è la dimostrazione di come l’eccellenza, senza chiedere niente a nessuno, possa farsi spazio nel mondo produttivo, e assicurare un futuro a coloro che vi lavorano.
Capisci da te che di fronte a tali dinamiche, non basta esserci, ma è necessario “fare”.
Caro Klingo
il tuo modo di comprendere la politica come ” tifo calcistico ” è ciò che ha permesso a questo sistema di fare arrogantemente tutto quello che ha fatto e sopratutto non ha fatto in questi ultimi anni. Tanto tutto era politicamente ammesso e permesso in base ad atti fideistici da parte di noi cittadini compreso un colpevole atteggiamento di sottomissione verso quei poteri forti che pur di perpetrarsi e di durare loro, non si sono curati nè si curano del bene pubblico. Di tutti noi e dei nostri figli.
Sono anche io a chiederti in maniera serena di conoscere i concreti fatti positivi di questi ultimi 5 anni per cui non auspicarsi una alternativa a questa amministrazione della città (porto compreso).
Vedi Klingo, non sono gli “istinti” che regolano certi fenomeni di disaffezione (per essere soft) nei confronti di ci governa localmente, ma un “ragionamento” attivo, razionale , un bilancio con i piedi per terra della realtà.
Va do di fretta, e oggi probabilmente non mi sarà possibile collegarmi alla rete.
Ma devo dire che Danilo scrive cose interessanti nel suo stile mi sembra quasi di rileggere l’amico FNP ( ma visto che con gli accostamenti non ci prendo forse è solo una mia suggestione).
Eccellenza, qualità delle cose fatte bene che viaggiano da sole senza aiuti di nessuno ecc…ecc….
Danilo parla anche di risorse scarse per la gestione ordinaria ( i paletti o le buche), qui per Ernesto vige la famosa regola che il salvadenaio è unico e da li si scelgono le priorità si possono spendere denari per le buche o per il welfare come si possono spendere per le consulenze o per finanziare progetti incomprensibili (ma quiil problema non è solo Livornese).
L’unica cosa sul quale sono sempre stato scettico è sul fatto che politiche micro possano sostituirsi a politiche di tipo macro ( credo di più che sia l’inverso) certo c’è sempre una percentuale di eccezione che conferma la regola come l’esempio dell’azienda che produce camere iperbaliche. Ma vale anche il contrario come quell’azienda di Brescia che è una eccellenza nella produzione di termosifoni e prodotti per il riscaldamento ambientale che ha investito in tecnologia e ricerca e poi si vede soffiare il mercato dai Cinesi.
Perchè semplice nei paesi dell’est Europa non si guadagna a suficenza per potersi permettere un prodotto che incorpora non solo tecnologia e desing ma che inevitabilmente se prodotto in paesi come il nostro incorpora un costo del lavoro che include anche i costi di un welfare solidale.
Gli esempi delle grandi firme che dislocano all’estro ne è la prova non è un problema di margini ma e solo un problema di incremento dei profitti.
Un altro esempio classico e quello della Merloni che vuole andare in Polonia a fare lavatrici, non è che Merloni prevede nel lungo periodo un calo della domanda perché in Polonia produrrà un numero di superiore di lavatrici che in Italia; ci va solo per aumentare il suo margine di competizione rispetto ai suoi concorrenti e collocare il costo del prodotto su un targhet più ampio di clienti.
In sostanza la teoria dei vantaggi comparati del commercio internazionale di D.Ricardo andrebbe rivista alla luce di situazioni socioeconomiche diverse che hanno creato una legislazione diversa nel campo della tutela del lavoro.
Nella situazione attuale le democrazie mature ( i paesi maggiormente industrializzati) subiscono l’effetto dei vasi comunicanti e l’effetto è evidente come è evidente chi ne fa le spese.
Keynes sosteneva ” se i mercati sono aperti e liberi il capitale sarà libero di andare dove è meglio remunerato rispetto al suo antagonista principale il lavoro” ( sono andato a memoria ma il concetto è chiaro).
Quale soluzione?
Danilo,
condivido e trovo molto interessante anche lo spessore delle tue analisi.
Credo comunque che la prossima elezione ,
come le sono un po’ tutte quelle Ammistrative per l elezione a Sindaco,
si debba basare proprio sulla sommatoria precisa
di risposte concrete,veloci e percepibili,
alle relative urgenze ed esigenze.
Oltre ovviamente
alle precise denunce sul tanto nefasto quanto impercettibile lavoro svolto in questi 5 anni
ovvero
il rendiconto del Sindaco uscente.
Per esempio,
trovo da ridere quando leggo,
con la solita ed inspiegabile enfasi giornalistica,
che dalla Provincia inviano task Force a Bruxelles,
per occuparsi delle grandi questioni.
A me sembrano delle gite liceali,
e che produrranno il solito niente in termini di risultato.
Col Dott. Lamberti,
e che ne dica Migliacci,Klingo, Landi o chi per loro,
Livorno nella sua figura,
aveva la Vice Presidenza Delle Regioni Italiane a Bruxelles,
contava ed anche parecchio.
La tanto anelata dimensione Europea.
Oggi se varchi da politico livornese il confine italico,
ti trattano da paisa’,spaghetti baffi e mandolino.
Come al solito i fatti parlano,
e le chiacchiere dei prezzolati stanno a zero.
Saluti
Ernesto, non sono FNP.
Sono comunque perfettamente d’accordo con te.
Non esiste un Libero Mercato, perchè ogni Mercato è viziato dai due poteri di base, economico e politico, e quindi da chi li detiene.
Detto questo, nell’impossibilità di cambiare il mondo (non c’è riuscito Gesù Cristo con tutti i suoi Apostoli cosa potremmo fare noi?) e nell’attesa della catastrofe del 2012, dobbiamo pur fare i conti con questo Sistema che si basa proprio sugli squilibri del mercato.
La stessa crisi recente, ahi, tocco un tasto infinito, a mio avviso è un regolatore di conti interno a certe lobbies che detengono i mercati. Impensabile credere che il mondo consumi e produca un 30/40% in meno solo perchè alcuni ceti americani non sono riusciti a pagare il mutuo.
Il vero problema è che la produzione attuale di beni viene fatta in assenza dei capitali propri, ovvero prestati dalle banche che, come ben sappiamo, non li hanno neanche loro ma se li prestano virtualmente l’un l’altre senza averne controvalore in oro, abolito da qualche decennio persino negli USA. Il tutto genera interessi, attivi solo per le banche.
In sostanza, basandosi tutto sulle Borse (anche le banche sono quotate in Borsa), basta un battitino di farfallina su un oceanino per scatenare un’isteria collettiva con diminuzione del valore delle azioni (e quindi dei capitali virtuali disponibili) delle aziende quotate. In realtà non diminuisce niente. Tutto un bluff. Prima vi era un valore virtuale dell’azienda, dopo ne ha un altro, ma l’azienda rimane la stessa, i frigoriferi sono gli stessi, i muri gli stessi.
Il grande bluff del denaro e del valore. Succede lo stesso nel campo dell’Arte.
Soluzioni ce ne saranno quando il livello di vita (ed i diritti) dei cittadini degli stati dove oggi si va a delocalizzare, crescerà e quindi non potrà più esserci una sperequazione così alta con il costo del lavoro degli stati più progrediti. Già accade in parte.
Cercheranno sempre luoghi più arretrati dove la manodopera costa veramente poco. Ovviamente occorre sempre fare i conti con l’ignoranza, l’impreparazione, la scarsa dotazione di risorse di quei popoli.
Un’azienda di Mantova, leader nei rubinetti, di contro, appena tre anni fa non andava in Cina perchè le fusioni bronzee fatte lì non assicuravano la qualità del prodotto.
Non sempre è tutto delocalizzabile. Non sempre. L’eccellenza dell’artigianato italiano supera ogni velleità di fuga. E confrontare due prodotti realizzati in delega o direttamente, se si parla di alta qualità, mostra inevitabilmente le falle del prodotto delegato.
Ecco perché più che sull’industria, lo sviluppo deve vertere sulle peculiarità territoriali, il famoso “local” o genius loci, ovvero su ciò che solamente in Italia può essere concepito e reperito per caratteristiche proprie, cultura, attitudine. Il resto è produzione di bassa lega e di grandi numeri.
Non è una ricetta, ma dovere di un amministrazione non è il combattere contro i mulini a vento ideologicamente (magari pur avendo ragione) ma assecondare cinicamente le ragioni del Mercato perché il tessuto produttivo non soffra, perché le nostre vite (che non siamo Popolo ma somma di singole vite) non soffrano. La Vita è una, impossibile pensare di sacrificarla all’ideologia di gruppi di persone. Almeno non la mia. La mia vita è differente.
Capisco che sembri un’eresia. Ma l’alternativa è l’orgoglio gonfio e il portafoglio vuoto.
Il fraintendimento evidentemente è dovuto al fatto che io abbia detto, ed è un giudizio del tutto personale, che l’amministrazione Cosimi abbia lavorato meglio della precedente. Questo ha indotto a pensare che “klingo” è del PD. Niente di tutto ciò. Anzi… spero che le recenti vicissitudini nazionali regalino la possibilità a questa nazione di ridiscutere un ruolo della “sinistra” in questo paese. Resta fermo il mio impegno a criticare e chiedere cose specifiche anche all’altro candidato.
Il fatto che Lamberti si sia tirato indietro dalle primarie significa mio modo di vedere due cose:
1) si temeva di non avere la forza per vincere e ci si è tirati indietro, peccato…
2) non accedendo alle primarie si va allo scontro con Cosimi durante le elezioni. Il cannibalismo a sinistra continua e ne guadagnerà Taradash o chi per lui.
Tutto questo non interessa nè giova alla città. Ma lo dico sinceramente in un luogo in cui paio minoranza ma dove sono assime alla maggioranza silenziosa che osserva un po’ sdegnata.
Alle volte ci si può anche fare da parte e cercare di fare il bene di una città in una posizione defilata.
O anche invece proporsi ad oltranza perchè non si sa rinunciare ad un ruolo, qualsiasi esso sia.
Ma va bene così, fa parte del gioco, è soltanto un po’ triste, tutto qui.
p.s.: dimenticavo, ernesto, il salvadanaio ha tanti piccoli salvadanietti interni chiamati “sprechi” o gestione difettosa. Se rompi il primo vedrai quanti ne trovi con cui fare tutte le cose che non riesci se lo guardi da fuori intero…..
mi associo
al dolore per la perdita della grande bandiera
MIGUEL
Siceramente la tristezza,
non me ne volere,
la mette il tuo post LioKlingo;
E tutto l insieme di banalita’ che vieni proponendo,
ammantandola con toni quasi paternalistici.
Non voglio fare il censore ,
ma
“Su quel che giova o interessa alla citta’”,
come fai a dirlo,ed evidentemente,
attraversiamo marciapiedi e luoghi pubblici differenti .
Oltre a leggere giornali differenti.
“La maggioranza silenziosa assiste sdegnata”,ma chi? di chi parli e dove?
Sdegnata poi di cosa Kilingo?
di aver la possibilita’ di valutare e confrontare un ulteriore proposta politica e programmatica
portata avanti da un politico perbene e credibile?
Ci sei o ci fai?
Sono angolature prospettiche comunque.
Mi dici poi quali sono i motivi ,
fatti,
per i quali Cosimi e’ il miglior candidato possibile del Cs,
e su quali fatti basi il tuo positivo giudizio di di questi 5 anni?
non capisco la tristezza klingo. una competizione democratica come le elezioni amministrative , in una situazione a mio parere stagnante, politicamente asfittica e con scarsi risultati, è un momento di confronto di idee e persone. Una occasione da utilizzare al meglio. naturalmente ognuno vota chi gli pare e con le proprie motivazioni. Ovvio.
Quanto alle primarie, ormai credo sia un discorso che non serve più. Ciò che pensavo l’ho scritto e riscritto sui giornali. Se nel pd ritengono di aver fatto le cose nel modo più giusto, sul piano politico, contenti loro. Per quanto mi riguarda offro una possibilità in più all’elettore, che spero venga raccolta. Tutto qui. Sul blog troverà decine di motivi per farlo. E con allegria, per carità.
Le cose tristi sono altre, ovviamente.
Lasciamo Klingo alla sua tristezza e lavoriamo per mandarea lavorare sul serio Cosimi&ruggeri.
Danilo come non essere d’accordo con quanto da te scritto (non solo perché ti invidio la chiarezza della sintesi che non è cosa facile) compreso il salvadenaio a matrioska.
Realismo e pragmatismo è il tuo motto ( anche il mio per la verità).
Ma come puoi notare mi sono scelto un nikname e una foto che parlano anche di idealismo da perseguire giusto per non perdere la bussola ( un mio vecchio prof. diceva ” i valori ragazzi sono una cosa irraggiungibile ma non inutile, sono un puntino luminoso lungo il sentiero.Senza rischiate di andare fuori strada e vi perdete”).
Quindi pur consapevole che il povero Ernesto contribuisce al PIL ma non fa economia secondo la lente degli economisti. Intanto con questa crisi mi metto al riparo puntando sul Punto di pareggio (e ci sono vicino vicino già a Febbraio e questo mi consente di non licenziare nessuno), Giusto per continuare a guardare negli occhi quei ragazzi che il 10 di ogni mese vengono con la famiglia a riscuotere ciò che è frutto del loro lavoro.
E’ lasciamelo dire da buon Livornese sono anche un provocatore idealista e continuo a dire che bisogna aggiungere la D di democratici alla sigla del WTO che deve diventare WTOD ( nella speranza di accelerare quel processo di di democratizzazione dal basso che diventa una richiesta naturale in una società che a soddisfatto a pieno i bisogni primari.
Poi come fai intendere tu, il Capitalismo a 7 vite come i gatti ed è sempre alla ricerca di luoghi dove viene meglio remunerato.Ma nel frattempo se sappiamo in quale porto ormeggiare sarà passato un po di tempo e ci renderemo conto che pur con tutte le traversie di questo mondo abbiamo vissuto (“questa è la vita”sono state le parole di mio padre poco prima di andarsene, rispondendo ad una mia riflessione che facevo per le difficoltà che incontravo e che dovevo superare nel lavoro).
Ciao Ernesto
ernesto: io dico spesso “That’s All Folks”, che praticamente vuol dire la stessa cosa.
Siamo tutti idealisti. Gli italiani sono pieni di ideali, al contrario degli anglosassoni che da pragmatici quali sono riescono sempre nei loro obbiettivi.
Stiamo vivendo un’epoca (che a dire il vero comincia a durare un po’ troppo) governata dall’anglosassonismo, se vogliamo dirla così. Dai postumi delle vicende Tudor per passare al grande impero britannico ed allo Statunitismo, che è una diretta emanazione di certo spirito inglese.
Il mondo quindi, il WTO, parla pragmatico e si mette gli ideali laddove costa meno coprirsi.
Non so che attività tu svolga ma questa crisi, ripeto, virtuale, isterica, fantasma nelle cause e non nelle conseguenze, sta toccando troppo tutti. Molti ne approfittano per fare le pulizie di primavera.
Stiamo toccando temi troppo alti per quel che concerne queswto blog, non per la sua preparazione ma per il suo scopo.
Capisci bene come in tale mare di componenti così complesse e ridondanti occorra ben centellinare le persone che si prestano a fare da scudo agli infiniti problemi che deriveranno nei prossimi anni.
E questo è il fine ultimo, in fondo, dell’azione di questa associazione. Garantire almeno la serietà e certa professionalità a chi tutti i giorni combatte con il Mondo per la propria sopravvivenza. E non mi sembra un obbiettivo da poco…