Non è una scusa, ma sono sommerso dalle domande e dalla rincorsa di questa dimensione di candidato, che non è certo nuova per me , ma in questo modo così on the road assolutamente sì e travolgente.
Il blog mi propone una serie di domande cui voglio rispondere. Mi metto a farlo appena possibile e chiedo tempo a chi me le ha poste. Solo qualche ora.
Ma se la tastiera è scappata di mano a Ghino di Tacco, posso capirlo. Pensate alla questione dei riparatori navali che abbiamo sostenuto a viva forza anche qui, oltre che all’Arena Astra. Le riparazioni non sono un optional e stavano, eccome, dentro un progetto di Porta a Mare che io , Martini, Gianni Letta e Matteoli abbiamo condiviso, prima della scadenza del mio mandato.
Poi sono state annacquate e quasi cancellate, con un occhio alla rendita da posizione ( e mi fermo qui per carità di patria ).
Abbiamo gridato e siamo stati contestati per queste affermazioni. Oggi si riconosce che quel bacino va messo in funzione, dopo l’intervento della magistratura. E allora?
Ecco un tema, un caso da problem solving, in cui alcune forze politiche si sono gingillate e non hanno dato risposte adeguate.
Lavoro piuttosto che valorizzazione della rendita. Un caso pratico e concreto. Documentato, nel chiaro obiettivo di valorizzare oltre misura la rendita, anche sul web.
Ecco la politica che non c’è. Ed allora sono questi i vuoti che si riempiono. Anche senza giochi di prestigio. All’arguto e brillante articolo di Sergio Nieri ( la mia non è piaggeria, l’ho apprezzato anche altre volte e non mi ha mai fatto sconti ) sul Tirreno, potrei replicare così. Con questo quadro politico ( con le dovute eccezioni ) non servono giochi di prestigio, basta solo ragionare un pò e metterci un pò di coraggio a dire quello che tutti capiscono. o no? Una città afasica, giusto, può anche incominciare a gridare all’improvviso, a volte basta la prima nota ad innescare una orchestra.
Il Pd senza la tessera numero 1
(di Stefano Cappellini)
Era il novembre del 2005 quando l’ingegner Carlo De De Benedetti, nel corso di un pubblico convegno, si autoassegnava la «tessera numero uno del Pd», partito che allora era ancora un cantiere aperto.
Nella foto Carlo De Benedetti Sul significato di quell’uscita si è detto e scritto di tutto, e l’eco delle interpretazioni è arrivata sin qui, a colorire le cronache sulle dimissioni dell’Ingegnere dalle principali cariche del suo gruppo. Poco si è invece ricordato che la battuta di De Benedetti era servita in quell’occasione soprattutto ad assegnare le tessere numero due e tre del partito. (Continua)
In edicola sul Riformista del 28 gennaio 2009
Grazie Sig. Nieri è vero la “PARTITA DEL CONSENSO è SEMPRE APERTA” E MENO MALE.Le sembra poco ! Potrei dire che è alla base di un percorso democratico, dove niente è scontato, dove chi ha idee e capacità di darsi programmi – e dico programmi – seri e reali- con una tempistica troverà sicuramente il consenso. Un consenso basato sulla serietà, e sulla capacità di programmare e di riuscire a costruire qualcosa per la città. Costruire nel senso di guardare oltre, pr far sì che anche Livorno ce la faccia a risllevarsi da questo stto di stallo durato ben quattro anni e mezzo- con una conseguente perdita di lavoro pr i nostri giovani, perchè lei lo sa bene che chi si ferma resta di conseguenza indietro. L’amministrazione Cosimi ha fatto questo non ha ne’ programmato, ne’ tanto meno realizzato alcuna cosa significativa per la crescita della città. Non solo non siamo in grado di capire, anche perchè non ci sanno dire, che cosa hanno fatto in questi anni. Non capisco come i miei concittadini tutti ma in particolare quaelli del PD non chiedano di conto di cosa sia stato fatto e dei tempi occorsi per realizzare quei progetti – credo che siano molti che Lamberti gli ha lasciato in eredità.
In questo caso un’eredità buona di cui non parlano mai, si soffemano solo su eredità complicate quale le realtà delle aziende. Ma anche lì per vedere gli “ingenti lavori” fatti da Cosimi è necessario che escano fuori dati – ovviamnte reali – da cui sono partiti e a cui sono arrivati. Basta con gli annunci e con le insinuazioni. Le insinuazioni lasciamole a chi se non ltro non deve dar di conto del suo operato. Questo non è certamente il caso del Sindaco Cosimi.
LA LETTERA
Alla fine è tornato il prestigiatore
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Alla fine è tornato. Come un autentico cavallo di razza della politica politicante, eppure con un occhio strategico e pensoso al «problem solving», cioè alla politica che non si lascia illanguidire da appartenenze e scaramantiche pennellate di ideologia. Ma che, fatte le debite proporzioni con gli scenari nazionali e sovranazionali, centra la soluzione dei «problemi» infischiandosene di steccati e estenuanti mediazioni.
E’ il trionfo della «prossimità», quasi un prodromo culturale dell’approccio tutto leghista allo scioglimento di quelle enomi matasse che talvolta separano le burocrazie e lo stesso complesso sistema amministrativo dalla lettura dei cosiddetti bisogni della comunità locale. Oggi avvitati nelle reti quasi familistiche dei blog e di facebook, dove trovano l’ultimo frustrante riparo i naufraghi (o i transfughi) della democrazia reale. Quella che i Moro o i Berlinguer (padre spirituale della generazione lambertiana)cercarono, forse invano, di trasfondere in una lunga teoria di militanti e di applicatissimi amministratori. Non ho mai capito, da leale e oggettivo «osservatore» delle trasformazioni lambertiane, se la gestione della seconda parte dell’ultimo mandato del Nostro (2002/2004) fosse da attribuire a lui personalmente (in termini di volontà politica) o a quello che un commentatore sconosciuto ha definito «il gruppo di comando», cioè una sorta di consulta di esperti che ha profondamento caratterizzato il governo e la gestione dell’assetto del territorio facendo maturare aspettative e consolidare interessi che a tutt’oggi chiedono di essere rappresentate.
Dopo cinque anni di partite sospese (quelle che avrebbe lasciato irrisolte Lamberti) e di afasia istituzionale in quota Cosimi, non ho ancora capito chi fosse veramente al timone in quegli anni, ma certo Lamberti ha rivoluzionato l’ideal tipo «collegiale» dei vecchi sindaci comunisti. Inventando la «nuova» partecipazione (quella plebiscitaria e virtuale degli eventi sportivi, ad esempio, quale tramite per la legittimazione di alcune operazioni sul porto e sulla città) e mortificando quella «reale» (un precedente che ha comunque coinvolto il suo successore), così monotona e fastidiosa nella funzione austera e berlingueriana del «controllo» sulla gestione degli atti e l’amministrazione della spesa pubblica.
E’ sensazionale che dopo molti anni dal suo confinamento nel ruolo di oppositore del suo successore, il «prestigiatore» delle gloriose annate 2002/2004 (storica la sua battuta: «L’acquario? Ci mancano solo i pesci», oppure riferendosi alla Stradivari Holding – aspirante acquirente del Cantiere – «Io la Cmf sul Porto non ce la voglio») in moltissimi lo «rimpiangano». Ed è questo, obiettivamente, un suo merito; mentre altri riflettono un po’ tristemente sulla crisi della politica spegnendo i propri blog, lui reagisce condendo il suo ritorno con gli argomenti di sempre; autosufficienza politica e pragmatico municipalismo (il «riscatto» della città). Sognando l’ultimo colpo di teatro, dagli inferi del blog al grande risultato. La partita del consenso, cari signori, è aperta.
Sergio Nieri Sequenze cultura
un quesito di cui vorrei un parere………. evasione fiscale da parte della gestione Piccini della compagnia portuali ( vedi i giornali anche di oggi)………
Allora la Guardia di Finanza dice …. 11 milioni di euro …… l’agenzia delle entrate 3 milioni e si chiude tutto….
Ora ,o sono degli incompetenti colpevoli esagerati alla Guardia di Finanza , incapaci di fare i conteggi ( e non credo), e sono giusti ed equi all’agenzia delle entrate o al contrario…. la Guardia di Finanza ha detto il giusto e all’agenzia delle entrate sono rintontiti …( e francamente non credo neppure questo..).
O forse qualcuno racconta balle…. a noi, balle….. (e non posso credere nemmeno questo)
Non credete che sarebbe interessante saperne un pò di più ??
Corte dei conti ????? Ci sei ????
E se fosse tutta una bufala dei giornali…… ( e non credo neppure che sia così)
Insomma , c’è da farsi venire il mal di tasta…….. ma un pò di chiarezza non darebbe noia….. o no ???
Vabbè che è sempre stagione dei saldi….. ma …….
non so davvero rispondere sulla evasione fiscale, se non quello che si legge sui giornali.
A proposito, l’appello del Vescovo, sull’etica della politica nell’interesse della città e le sue belle parole che leggo sulla stampa, sono un messaggio importante e da raccogliere. Avremo modo di tornarci.
caro zorro,
io in questo blog ho sempre atto un po la parte dell’aziendalista e prova a darti una risposta: quello che che riporta la stampa può essere corretto. La gdf fa indagini fiscali ma dopo è l’ufficio delle entrate che quantifica il dovuto. Può essere benissimo che delle operazioni che venivano viste in un determinato modo dalla finanza siano poi dimostrate essere altre, dai consulenti della compagnia nel rapporto con l’ufficio delle entrate. Esiste poi una legge che consente l’accertamento con adesione, cioè, una volta accertato il reale ammontare dell’evasione, le parti si mettano d’accordo sul dovuto in una transazione tra le parti. se trovato l’accordo, questo consente di pagare 1/3 delle sanzioni + quanto evaso … insomma sembra che non ci sino misteri … la corte dei conti non c’entra perchè la c.l.p. è una azienda privata non pubblica … casomai c’è da dire che potrebbe aver inciso sulla riduzione della evasione, la situazione non florida della stessa clp … ma queste sono solo illazioni …
saluto
Caro Fattinonparole ti leggo e ti ringrazio per la risposta
Da quello che si legge sui giornali sembra che la finanza abbia trovato 8 di evasione + 3 di sanzioni = 11.
Comunque si giri che l’agenzia delle entrate riduca (giustamente senza dubbio) tutto a 2,8 /3 in totale mi sembra che evidenzi lo stesso una certa approssimazione da parte di qualcuno…..vuol dire che la guardia di finanza aveva sbagliato……
Comunque, detto fra noi, a me sembrano abbastanza anche tre milioni di euro.
Certo, hai ragione la Corte dei Conti non c’èntrava , è stato un lapsus o forse qualche altra cosa……
Buongiorno,
certo si puo’ dire di tutto tranne che la scesa in campo del Dott.Lamberti ,
non abbia movimentato le acque ultrastagnanti della politica cittadina.
La semplice analisi che faccio,sono sicuro che ne dibatteremo,
e’ che tutti danno per assodato che Lamberti prendera’ ed accrescera’ consensi,
e dunque voti cartacei e primaverili .
La sindrome NYMBY
“not in my backyard”
ha fatto il suo ingresso,welcome.
Come dire Lamberti ,
che tutti criticano,ma al quale riconosco fortissime potenzialita’ elettorali,
e’ un valore in se’,
un soggetto politico che valorizza e smotta gli spazi dela politica livornese,
e dunque serve ,
ed e’ ultra salutare,
pero’ “not in my backyard”.
i voti li prende,perche’ li prende,
ma non a me a gli altri.
Uhh,
che sicurezza e preciso polso dei propri elettori.magari chiederanno le impronte digitali al voto di Giugno,cosi’ ne saranno davvero sicuri.
Vedremo,
a me pare,
che di prevedibile ci sia poco o niente a 100 giorni dalle elezioni,
e che se l Amadio di AN parla e dice,
e l assonanza con Ruggeri Pd si fa squassante :
“e’ tale l offerta politica(ah si ? chi ?e dove ?)
che avrebbe dovuto farsi candidare da qualcuno un po’ piu’ credibile”.
mi domando che razza di analisi politca sia,
e cosa significhi nel mondo della reata’,sinceramente.
Certo che anche lei dovra’ rendere conto al proprio elettorato
della ridicola ed ammiccante opposizione che ha fatto per 5 anni a Cosimi;
piuttosto che Trotta,
che nonostante conosca bene il percorso di sinistra di Lamberti,
continua con la stantio riornello,un po’ patetico e retro’,
che Lamberti sarebbe
“piu’ vicino alla destra che alla sinistra”,
ecco un altro che elargisce patentini.
L elezione del primo cittadino,
e’ una partita a se stante,e tutti i soggetti in campo lo sanno bene,
le chiacchiere da barrino politico che vengono da certi esponenti oggi,e continueranno domani,
faranno solo guadagnare ancora piu’ voti a Lamberti.
Dia retta.
Avanti tutta.
Saluti
Ciao,Carla sono Ted oggi ho visto Pino…,piangeva.
Gli ho chiesto perchè piangi Pino cosa ti è sucesso.Mi ha detto…. Ted oggi nn ho niente da dire,la rabbia mi ha preso.
Nn riesco ha dire niente.Tutto mi sembra che sia già stato detto.Pino nn fermarti ti prego.Ti prego Pino …..vedrai… vedrai… vedrai… nessuo può essere se nn vuole essere,resisiti ,resisti, resisti.Carla tu come stai è bella l’America? Mi auguro di si Carla.Mi farò risentire.Ciao Carla
P.S. Saluti da Pino Carla.