mi sembra che non siamo di fronte ad una situazione tragicomica, come dice Marco Sisi, ma ad una vera e propria tragedia. A proposito del porto e di Unicoop.
Una immagine desolante della nostra città, nel suo punto più importante e delicato.
Naturalmente ci sono coloro i quali stanno caldi caldi al riparo ed evitano di assumersi le proprie responsabilità, una costante, mentre si sta verificando una situazione mai vista prima.
Ieri parlavamo di volpi, agnelli e lupi. che farebbero bene a non giocare con centinaia di famiglie di lavoratori. Di una politica in evidente difficoltà e di una fase che si sta chiudendo, più chiaro di così. Con esercizi disperati di cerchiobottismo.
Quando si parla di declino di una città, questo ne è un esempio solare.
Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati,anche se ogni soluzione utile a salvare occupazione e prospettive può e deve essere tentata.
Ma se questo è il modo con cui inizia l’anno, non c’è da stare allegri. Anzi. Leggo solo ora i giornali dopo un lungo viaggio. Roba da non credere.
Gennaio 2, 2009 alle 4:37 pm
lego meglio, e non entro nel merito delle questioni giuridiche e contrattuali, ma se situazioni così vengono lasciate per una soluzione nelle mani degli avvocati, significa che siamo davvero messi male.
Gennaio 2, 2009 alle 8:38 pm
Il quadro è a dir poco kafkiano.Probabilmente Lamberti lo legge diversamente da me.Proprio perchè l’anomalia è assolutamente prismatica.E si presta a molteplici interpretazioni.Mi limito ad osservare che la “lettera di Piccini” (del 23.12) determina Tirrenia alla disdetta,quando pero’ Tirrenia stessa si era per cosi’ dire cautelata ritardando la rescissione di Ltm.(di un giorno!!).Quindi confidando nell’annullamento della medesima con relativa richiesta milionaria di risarcimento. Da parte sua Lucarelli M.chiede il riscarcimento del danno invocando la turbativa di trattativa commerciale (che in effetti non c’è mai stata;anzi,negando la circostanza delle tariffe ribassate).Probabilmente i lavoratori saranno distribuiti altrove,ma UnicoopImpresa (senza contratto)rischia di perdere i finanziamenti bancari.Non credo che Cristiano Lucarelli possa trasformarsi perun anno ancora in Banca Lucarelli.
Gennaio 3, 2009 alle 3:00 pm
io, per la verità, non ho letture particolari. Semmai ho l’impressione di una situazione lasciata andare, come tante altre cose. Insomma, cosa volete che sia, l’importante è che “non sia colpa mia”. Naturalmente ognuno scarica le sue colpe su qualcun altro. Oggi il gruppo consiliare pd reagisce e difende Piccini scaricando la responsabilità su Matteoli, poi magari qualcun altro difenderà il Comune, e poi il Governo e poi la sinistra cerchiobottista e poi la Provincia e poi e poi.. L’unica cosa che non si difende davvero è l’occupazione e le prospettive di sviluppo della città. Non quella che vedremo nel futuro remoto, ma quella del presente e dei suoi problemi veri, a parte le fontane che tornano eroicamente a zampillare. Addirittura. Ma vi domandate dove diventa una notizia una cosa del genere ?
Per questo la penso come PdA, che ciascuno pensa a tutelare se stesso e lasciare il cerino acceso nelle mani di qualcun altro. E’ lo stile di questi anni.
Altro che soluzioni, bastano le giustificazioni. E se poi zampillano le fontane siamo tutti contenti. Troppo facile l’ironia, ma questo è. Magari c’è anche Rossignolo a raccontarci scenari gratuiti, tanto chi verifica e chi paga?
Un quadro kafkiano. Appunto.
Se poi Cristiano rischia, ma cosa volete che sia. Anche se uno che rischia davvero qualcosa di suo,di questi tempi a Livorno, meriterebbe sostegno e tanta simpatia. Una specie in estinzione.