Inizia un anno che potrebbe riervare qualche sorpresa, nella nostra città.
Si tratta dell’anno delle elezioni amministrative e vedremo.
Io credo che bisognerebbe augurarsi una campagna elettorale fatta nell’interesse della città e dei problemi gravi che deve affrontare.
Probabilmente si sta chiudendo un ciclo su molti versanti, lo percepiscono in tanti.
La nascita di un nuovo partito, come il PD, ha cambiato molto lo scenario politico, ha destato molte attese, molti sono rimasti delusi e molti invece no. Ma è tutto il quadro politico ad essere in movimento, la cronaca lo registra quasi quotidianamente.
Comunque sia le prossime elezioni sono locali e non si giocheranno tra Veltroni e Berlusconi. I candidati attualmente in campo sono il sindaco uscente, come era del tutto prevedibile e, se ho ben capito, Marco Cannito. Certo non saranno solo loro e ci sarà tempo per capire che razza di campagna elettorale ci attende.
La nostra Associazione, secondo un metodo che si è data dalla nascita, cercherà di porre all’attenzione del dibattito cittadino e dei candidati che vorranno degnarci della loro attenzione temi concreti, idee e voglia di esserci. Cercheremo di farlo sollecitando il confronto serrato tra tutti coloro che non amano rinchiudersi comodamente nei propri recinti , ma che hanno la voglia ed il coraggio di mettersi davvero in gioco.
Insomma un pò di pepe nella minestra, quello che dà sapore a tutto.
Ed in una competizione democratica il sapore lo danno rendiconti veri e rigorosi, obiettivi precisi e concreti, una partita vera, di quelle che non hanno i risultati scontati .
Probabilmente sarebbe un buon risultato Livorno, che si gioverebbe di una situazione stimolante, piuttosto che di organigrammi futuri, veri presunti attesi o promessi , conditi da sogni non meglio identificati e programmi buoni per tutto e l’opposto di tutto. Insomma una partita vera, tosta e dall’esito incerto.
A questa partita potremo continuare a contribuire ponendo riflessioni e confronti aperti, senza che nessuno si impermalisca e senza preclusioni di sorta.
Se ci riusciremo , faremo certamente una cosa utile alla città.
Del resto, la situazione di Livorno , la cui complessità e delicatezza è evidente a tutti, non consente a nessuno di stare a guardare dalla finestra, tra una convention e l’altra, magari preparandosi solo a salire sul carro di questo o di quello, il giorno dopo.
I temi di cui stiamo dibattendo tenacemente su questo blog ne sono un esempio concreto. Non sono certo solo questi, ma parlar chiaro serve eccome.
Gennaio 2, 2009 alle 11:33 am
La vicenda Unicoop ha del tragicomico. Non aggiungo altro.
Gennaio 3, 2009 alle 1:11 pm
Se Fellini fosse ancora vivo……
Gennaio 3, 2009 alle 6:41 pm
Caro Aldo, ci stavo pensando anch’io proprio ieri sera al lavoro. Mi è capitato di fare una ricerca di un’immagine nel film “Ginger e Fred”, dove recitò il concittadino Mauro Misul (il quale ci manca moltissimo). Sarà stato proprio per via di questo richiamo livornese, ma ho pensato che Fellini si sarebbe divertito moltissimo a trattare un tema del genere. Lui che, forse non lo sanno in tanti, venne a Livorno nel 1947 per girare, assieme ad Alberto Lattuada, quel “Senza pietà” che è stato uno dei più importanti capolavori del nostro neorealismo. Aldo Santini, nel suo libro su Tombolo, dedica molto spazio alle vicende postbelliche, soffermandosi anche su quello che ora si chiamerebbe the making of. Questa è un’altra faccenda, ma abbastanza ingarbugliata pure lei.