GOLDONI ODEON E SOLDI SPESI MALE

Edmondo Dantes scrive parole sagge ( anche Ghino di Tacco per la verità, seppure con toni un pò diversi e liberatori).

La storia del restauro del Goldoni e quella della demolizione dell’Odeon possono essere una cifra concreta e visibile di due diversi modi di operare.

Se poi il taglio , seguendo il percorso che propone il Tirreno, è quello dei soldi spesi male, gli effetti di quelli raccontati per le manutenzioni sono davvero modesti. Della serie, rapporto costo benefici.

Del resto Teresa Talarico, sul Tirreno,  dice cose che tutti pensano, riguardo alla rivitalizzazione del centro e non si può non essere d’accordo con lei.

Quanto alla necessità di mettere i programmi al centro di scelte future, come dice Trotta, e di cosa stiamo parlando da due anni? Certo ognuno bisogna che non perda la sua identità e, per quanto mi riguarda, io la mia non la perdo di certo. La conoscono tutti a Livorno  e non ho da dimostare niente a nessuno.

Mi interessa assai di più discutere di come si sono persi o guadagnati posti di lavoro e di come si è resistito o meno alla rendita. Ne discutemmo già alla Arena Astra a proposito di riparazioni navali, piani immobiliari consegnati a chissà chi e dell’uso del bacino. Vero Ghino di Tacco?

Una sinistra che parlasse solo di tattiche piccole piccole, mettendo al centro logiche di schieramento, di inseguimenti nemmeno tanto velati agli strateghi del non cambiar nulla e non di cose concrete  ed utili per il lavoro nella nostra città, sarebbe una vera sorpresa ( in negativo ). Un cupio dissolvi.

5 Risposte a “GOLDONI ODEON E SOLDI SPESI MALE”

  1. Marco Sisi Dice:

    Non dimentichiamoci che il Goldoni fu restaurato negli anni Settanta (ai tempi di Rocco Pompeo) e furono soldi buttati al vento. Mi ricordo che vedevo, dalla terrazza di Radio Flash, il tetto coperto da uno strato di rame. Altra roba rispetto al ripristino, meglio che nel progetto originale, del tetto mobile in vetro.

  2. Gianfranco Lamberti Dice:

    questa segnalazione è pertinente.
    La competenza e la determinazione operativa del restauro del goldoni sono state oggetto di elogi in tutta Italia, tuutora mi chiedono copie del volume che pubblicammo. Lo seguirono in molti, a partire da Dario Matteoni e la inaugurazione con Ciampi rappresenta una delle pagine più belle della storia recente di Livorno .

  3. Aldo Dice:

    Mi piace essere realista e vedere le cose come stanno, capisco che siamo in piena campagna elettorale ed ognuno si attribuisce i meriti che gli spettano e magari,denigra il fare degli altri.
    Il Goldoni lo si può definire “una cosa fatta bene” adesso che è finito,operante e nel pieno del suo fulgore architettonico recuperato dopo non poche peripezie e tempi biblici.
    Per arrivare anche al recupero del “valore culturale”, mi piacerebbe vedere un bel cartellone di Opere Liriche e Concerti di alto livello.

    Dell’Odeon, adesso si può solo dire che l’Amministrazione sta spendendo tanti soldi che forse potevano essere spesi meglio, che è stato dilapidato un patrimonio architettonico unico in Italia, che i lavori sono fermi,che si provocano danni ai palazzi vicini e più ne ha più ne metta.
    “L’operazione odeon” non è volta al recupero ma alla trasformazione di un edificio, criticabile quanto ci pare ma prima di esprimere un giudizio, forse conviene aspettare che, il parcheggio previsto, sia operante per vedere se funziona, se porta i benefici attesi, dopo di che potremo dire se i soldi sono stati spese bene o no, se è valso la pena aspettare e rinunciare ad un Cinema dalle caratteristiche uniche in Italia.
    A mio parere il progetto Luogo Pio è di gran lunga più devastante, ho visto il progetto e sono rabbrividito.

  4. corinna Dice:

    La storia della famiglia De Bischèri di Firenze.

    Diversi secoli fa la ricca famiglia De Bischèri a Firenze era proprietaria di palazzi e terreni nella zona dove il Granduca decise di costruire la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, demolendo ed ingrandendo quella di Santa Reparata edificata all’inizio del V Secolo.
    Il Granduca offrì alla famiglia un indennizzo per l’abbattimento dei loro beni nella zona dei cantieri, ma la famiglia non si accordò con l’Amministrazione granducale e pose in essere un contenzioso che durò molti anni.
    Un giorno un grande incendio, devastò tutti i beni della famiglia De Bischèri mettendoli sul lastrico. La famiglia fu costretta ad emigrare da Firenze e Il Granduca , finalmente mise in opera una delle cattedrali più belle del mondo, tutt’ora ammirata da milioni di turisti e fonte di guadagno dei cittadini fiorentini.
    Da questo fatto deriva la comune parola “Bischero”.
    Chissà perchè, questa mattina leggendo i gionali di Livorno a proposito della vicenda Lucarelli – Tirrenia – Autorità Portuale – Amministrazione Comunale – Ministro delle Infrastrutture etc. …….mi è venuta in mente questa storia toscana.

    Corinna

  5. Marco Sisi Dice:

    A me, invece, la storia dei De Bischèri ha fatto venire in mente l’Odeon. Ma può anche essere che l’associazione d’idee non sia necessariamente una.
    Quanto ad Aldo, vorrei precisare che, anche se mi dichiaro soddisfatto di come il restauro del Goldoni abbia riportato questa struttura a uno splendore forse migliore dell’originale, mi sembra innegabile che i tempi di realizzazione sono stati lentissimi, sforando ogni previsione come nella “miglior” tradizione livornese. L’Odeon non sta distaccandosi da tale consuetudine. Hanno raso al suolo il cinema in quattro e quattr’otto e poi tutto si è fermato. Secondo quanto a suo tempo annunciato (basta andare a rispolverare i giornali del 2005), il parcheggio avrebbe dovuto essere già pronto e operativo. Sei milioni di euro dilapidati, più tutti i danni causati dai ritardi, che incideranno comunque sul bilancio dell’intera operazione, perché, se inizi a incassare due o tre anni dopo, ovviamente, tutto ciò non è gratis.
    In ogni caso, ero e resto convinto che l’idea di costruire un autosilo dentro l’ex Odeon sarà un flop, uno dei più giganteschi flop che l’Italia ricordi.
    Sulla qualità della programmazione del Goldoni mi ripeterei.
    Ma aggiungo, senza voler fare il difensore d’ufficio della Fondazione e dell’affondatore di Odeon e Gran Guardia in essa cooptato, che probabilmente anche il pubblico livornese preferisce altri spettacoli. Il processo di “rieducazione”, se mai si vorrà tentare, sarà quanto mai lungo e complicato. Sono un po’ pessimista sui risultati, ma certamente è un dovere delle Istituzioni provarcisi. Per come la vedo io, i soldi sperperati nella demolizione dell’Odeon avrebbero dovuto essere impiegati anche a tale scopo. Ne sarebbero occorsi molti meno e i risultati sarebbero stati forse migliori. Se poi anche i privati avessero avuto voglia di fare il loro mestiere, non sarebbe stato male.

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