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Lamberti: lodo Fremura, mai pensato di puntare a una transazione
Attenta al futuro come raccomanda giustamente il direttore del Tirreno. Per il primo aspetto. Non è esistita una amministrazione a Livorno, dal dopoguerra ad oggi, che non abbia trovato dalla precedente qualcosa da fare e da risolvere. A me hanno insegnato a rimboccarmi le maniche e lavorare sodo, senza piagnistei e scaricabarile, attento alla correttezza degli atti ed a trovare soluzioni nell’esclusivo interesse della città. Cosa che ho tentato di fare, insieme ai tanti che hanno collaborato con me. E non vi è stata una sola occasione in cui non abbia rivolto parole di assoluto rispetto nei confronti di chi mi aveva preceduto. Cosa naturale, ma ancor più doverosa se come nel mio caso, ma non solo nel mio, i miei predecessori mi avevano dato fiducia, scegliendomi nelle loro giunte ed io ne avevo condiviso pienamente tutte le decisioni. Un insegnamento che non sono stato capace di trasmettere e me ne dolgo.
Ma vediamo la sostanza. In merito ai bilanci ed ai conti da risanare. Figuriamoci chi non ne ha avuti e se non vi è stata sempre una gestione cristallina. Si è trattato di atti che hanno, di volta in volta, presentato alla giunta ed al consiglio amministratori eccellenti, del calibro di Valter Nebbiai e di Paola Bedarida e si può essere certi che non nascondessero nulla. Nemmeno un numero, compresi gli allegati relativi e tutti quelli che li hanno votati avevano la possibilità di conoscere, capire, valutare le situazioni. Atti votati senza problemi in Consiglio, dall’attuale sindaco in primis. Tanto per fare un solo esempio, tutti conoscevano il protocollo da me sottoscritto con il sindaco Pericu, oggetto perfino di una conferenza stampa, relativo all’impegno a rivedere la governance di Asa dopo sei mesi della nuova gestione. Protocollo dimenticato chissà dove, con i problemi di governance che sappiamo.
Oppure non si può non rilevare, l’ho fatto da tempo, che non mi era certo mai venuto in mente di comprare con denaro pubblico un cinema di pregio per demolirlo e farci un parcheggio, per di più annulandone la realizzazione di un altro, a spese di un privato vincitore di una gara pubblica e per di più in sotterranea, a pochi metri di distanza. Esempi dell’uso delle risorse disponibili.
Certo, ma non la faccio lunga, ci sono problemi che giungono inevitabilmente a soluzione dopo anni ed anni, ma solo per citare il citatissimo contenzioso Fremura, nessun membro di giunta o segretario di partito o consigliere comunale (l’attuale sindaco ha fatto tutte queste esperienze) mi aveva mai detto che fosse giusto fare transazioni, ed in quel modo, che anticipassero la prevista scadenza processuale. E non vi era una virgola che non fosse conosciuta di quel percorso. Ed allora di cosa si parla? Semmai per il Nuovo Centro avevamo attivato una procedura realizzativa che dava alla parte pubblica un ruolo decisivo, la Stu, annullata senza che ne abbia capito il motivo.
L’elenco è lunghissimo da fare, ci sarà tempo. Dico solo che sarebbe difficile parlare di politiche culturali e riqualificazione del centro a Livorno, tanto per parlare di cose concrete, se non si fosse restaurato il Goldoni. Un lavoro che ha attraversato molte difficoltà e diverse ammi-
nistrazioni lavorando, in tanti, alacremente e senza tante storie. Altro che baracche da rimettere in piedi.
Così come è avvenuto per il Palasport. Eredità pesantissima, anche quella? Forse. Non è una battuta e poiché sarà bene parlare di futuro, come sollecita giustamente Bruno Manfellotto, val la pena di partire da quel Palazzetto (il più bello d’Italia, mi disse Petrucci). Da esso si guarda, infatti, alle aree al di là della variante, a proposito di idee in pentola per il nuovo Prg. Aree che abbiamo rigorosamente vincolato e salvaguardato per anni, nonostante aspettative assai intense e pronunciate, anche se comprensibili. Il Tirreno le descrisse con dovizia di particolari in indimenticabili servizi. Abbiamo per questo posto vincoli connessi a quell’ambiente delicatissimo, definito pedecollinare, che proprio per questo ha mantenuto intatto il suo pregio. Forse le aspettative non si sono attenuate, molti sperano qualcosa, ma spero proprio non si attenui il vincolo, che molti degli attuali amministratori contribuirono a porre. Ma poi leggo del nuovo stadio previsto chissà dove.. Non voglio credere che si vada a cadere lì (ma guarda un po’..). Ed allora, piuttosto che litanie sul passato, bisogna stare assai attenti al futuro. In tutta Italia, basta rileggersi qualche libro di Marco Travaglio, che si trattasse di amministrazioni di destra o di sinistra, il modo con cui si è violato impropriamente delicati pezzi di territorio, è stato sempre quello. Una importante opera pubblica da realizzare, e via così. Del resto di stadio nuovo si parla con qualche problema anche altrove, mi sembra.
Opere che diventano veri e propri cavalli di Troia, al servizio, spesso, della rendita fondiaria. Ecco un tema che guarda al futuro, molto concreto e semplice da capire.
Così come tante altre questioni riguardanti la qualità degli interventi sul territorio, a partire da Piazza del Luogo Pio, da riqualificare certo, ma non a tutti i costi.
Se poi si parla di lavoro e si riparte da Rossignolo, qualche preoccupazione è legittima. E così via.
Cose concrete, concretissime. Per le quali non ci sono imprimatur da attendere per parlarne, ma anzi confronti serrati da proporre ed accettare, alla luce del sole e di fronte alla pubblica opinione.
Tutto quanto hanno fatto le mie amministrazioni, si può chiederlo a chi vi ha lavorato con entusiasmo, lealtà e dedizione – molti sono sempre lì basta chiederglielo – era ed è sotto gli occhi di tutti. Io continuerò a far sentire la mia voce, sulle cose concrete, cercando di essere ancora utile alla città,come sempre e senza rincorrere fantasmi. |
Dicembre 27, 2008 alle 4:11 pm
Poco da dire, quella del cinema è proprio un’impresa destinata a passare alla storia.
Dicembre 27, 2008 alle 4:27 pm
molti la identificano come un fatto simbolo di questo mandato. In effetti in essa si concentrano molte situazioni diverse e sconclusionate.
Dicembre 27, 2008 alle 6:30 pm
La questione della demolizione dell’Odeon che di recente campeggiava sulle pagine del Tirreno con una cronistoria spavaldamente sollecitata da soggetti evidentemente “interessati”, sembra riproporre un teatrino ormai tristemente noto da cinque anni (e non solo per questa vicenda, come abbiamo visto nella conferenza di fine anno) : la retroattiva quanto puerile responsabilizzazione della passata amministrazione.
Per quanto ancora i cittadini, ormai prossimi elettori, livornesi, dovranno essere tediati da questa litania?
Nessun ipotetico retroscena, nessuna ambigua interpretazione posticcia di atti precedenti, nessuna eventuale responsabilità personale dell’ieri, potrà attenuare l’onta di una demolizione a tutti gli effetti dapprima perseguita ostinatamente, quindi siglata nell’indignazione generale, infine difesa con vera sfacciataggine.
Ma, per chiunque conservi ancora un briciolo di ragionevolezza, niente risulta più lampante della diversa condotta delle due amministrazioni, quella passata e quella attuale: la prima contrassegnata dalla determinata, appassionata, rispettosa e lungimirante restituzione del teatro Goldoni in tutto il suo passato splendore; la seconda investita dal fumo della demolizione selvaggia di un capolavoro futurista che poche città in Italia possiedono.
Da una parte il ragionato percorso amministrativo che ha condotto al beneficio di un finanziamento pubblico erogato da Ministero per i Beni Culturali, Regione Toscana e Amministrazione Comunale, dall’altra un ingarbugliato procedimento burocratico che ha visto la Spil coinvolta per 6.000.000 di euro, a vantaggio di un privato che altro merito non aveva se non quello di avere disatteso il suo ruolo di imprenditore e ha preferito disfarsi di questo bene architettonico alle condizioni più vantaggiose.
Dicembre 27, 2008 alle 10:15 pm
Edmondo Dantès, idealmente ti stringo la mano. Non potevi esprimerti in maniera più chiara.
Dicembre 28, 2008 alle 11:48 am
avete letto il messaggio ai cittadini livornesi del sindaco Cosimi pubblicato dal Corriere di Livorno?
definirlo politichese è un’eufemismo, (lo definirei arabo cerchiobottista), il tutto per non dire nulla, chissa quanto lavoro nasconde il Cosimi pensiero frutto di profonde riflessioni e ricerca magari con la collaborazione di un qualificato staff.
Pensate che un lettore medio livornese abbia percepito il messaggio?
io che penso di essere un lettore medio, non posso che reagire così:
MA VAI CAGARE!!!!!!!
Dicembre 28, 2008 alle 11:50 am
SCUSATE MA LA RIGA FINALE E’ ERRATA MANCA UNA..A:
LEGGERE : MA VAI A CAGARE
Dicembre 28, 2008 alle 1:57 pm
E a proposito di cinema e teatri…. che ne pensate del Goldoni,
portato a nuovi fasti con megaspese…. e poi destinato con tutto
il rispetto ….. al vernacolo livornese…… ???? Ma a Livorno si riesce
a programare una decente stagione concertistica e teatrale????
Dicembre 28, 2008 alle 2:03 pm
Piu’ che il contenuto di quella lettera (piena di dinamiche e ricadute)stupisce l’asincronia (e l’asimmetria)della sua pubblicazione.Sul Corriere di Livorno si (anche se relegata nella pagina dei lettori)’,sul Tirreno no.Che Cosimi sia divenuto anacronistico per il Tirreno dopo il pensionamento del capo redattore?
Dicembre 29, 2008 alle 3:14 pm
Per Dott Del Sette Gabriele: il lavoro di restauro del Goldoni mi sembra pregevole (anche se i suoi tempi, come nella miglior tradizione livornese e non solo, si sono dilatati oltremisura). I contenuti delle stagioni, certo, non sono il massimo. Fino a che il Teatro si riempie di spettatori anche coi testi di Beppe Orlandi, confesso di esserne comunque contento. Il teatro vernacolare merita spazio e rispetto. Ma anche il pubblico. Che deve anche essere “educato”. Non mi sento di dire che i contenuti del cartellone 2008/2009 rispettano perfettamente questa esigenza. Del resto, la cooptazione dell’affondatore di Odeon e Gran Guardia, chissà, potrebbe non essere del tutto estranea a questo genere di conseguenze.
Io, non mi stancherò mai di dirlo, avrei preferito vedere due o tre teatri in città, a farsi concorrenza su livelli qualitativi alti e contenuti. Come sono felice di sapere che ci sono due giornali, due tv e così via. Il monopolio, quale che sia, è dal 1975 che lo combatto. E non ho molta voglia di lasciar perdere.
Dicembre 29, 2008 alle 5:05 pm
Il sole 24 h (che evidentemente adotta parametri diversi da Italia Oggi)ci colloca al 30 esimo posto della graduatoria nazionale sulla qualità della vita.con sei punti in piu’ rispetto alle rilevazioni di anno scorso.Sul sito del giornale ci sono le graduatorie.Detreminanti le pensioni (siamo decimi in Italia),il clima (ottavi) e un soprprendente miglioramento nella stima “affari e lavoro”. Confermato il flop nel settor dei servizi e dell’ambiente. (-18 posizioni).
Dicembre 30, 2008 alle 4:03 pm
- 18 posizioni su servizi ed ambiente sono un dato assai significativo. e credo che andrebbe approfondito. Dice bene PdA.
leggo poi di cose che faranno sul commercio, in replica a Tersa Talarico. e mi sembra una buona notizia. Certo che, a fine mandato, forse ci si sarebbe aspettati la descrizione delle cose che si sono fatte, più che su quelleche si faranno. Sui temi del commercio abbiamo dedicato due incontri al Palazzo e abbiamo capito molte cose
Dicembre 30, 2008 alle 4:05 pm
Soprattutto ho letto l’intervista di Santini sul Corriere di Livorno. I parcheggi come rinascita del centro. “Siamo intenzionati ad aprire l’Odeon”. A quanto pare, non si sta andando oltre alle intenzioni.
Dicembre 30, 2008 alle 4:10 pm
Il clima non è certo merito di una giunta (anche se a Roma, da quando c’è Alemanno sindaco, abbiamo avuto le catastrofi ambientali che conosciamo), le pensioni sono merito dell’INPS. Affari e lavoro, non mi pare ci sia un miglioramento. Io, almeno, devo lavorare a Roma perché nel mio caso “A Livorno ‘un c’è nulla”. Servizi o ambiente, basta guardarsi intorno. Ieri giravo per corso Mazzini e facevo lo slalom tra i “monumenti alla liberazione intestinale del cane”. Ora, che sia colpa dei cittadini-elettori o degli amministratori da essi espressi, mi pare inutile starne a discutere. Resta la realtà di una città brutta e sporca. Fino a quando?
Dicembre 30, 2008 alle 9:43 pm
un paio di settimane fa eravamo al 64° posto di una classifica, adesso siamo al 30° di un’altra……
se facessero una classifica sulla capacità di farsi prendere in giro…saremmo tra i primissimi!!