E’ un vizio antico, nel nostro paese. Ma a Livorno è diventato un ritornello: ci sono molti che sono ancorati al mantenimento strenuo di equilibri ed assetti di potere ormai vetusti, ma che si spacciano per illuminati rinnovatori, ma soprattutto cercano di esorcizzare in tutti i modi la volontà di cambiamento che si avverte in città, in modo prepotente.
ma anche i gattopardi più smaliziati non possono darla a bere a tutti e sempre. E Livorno non è una città credulona.
La rendita di posizione ( fondiaria, politica, e via e via ) non può essere eterna. Come meravigliarsi se poi ci sono situazioni impreviste.
E tante altre, io credo, ce ne saranno in questo anno che si sta aprendo.
Un anno elettorale. Ricordatevi sempre le due scarpe di Lauro. Sono un modello per tanti.
Per questo mi crea molta diffidenza la tattica degli annunci su variazioni di destinazioni di uso di pezzi del nostro territorio, magari oggetto di attenzioni passate e recenti.
Non sono per nulla d’accordo anzi , ricordo, quando assunsi l’incarico di assessore all’urbanistica, il mio predecessore, che era persona degnissima, mi raccomandò vivamente di evitarli. Avrebbero condizionato il mercato delle aree, mi disse giustamente. La buona politica spiegata semplice semplice.
Dicembre 24, 2008 alle 11:09 am
Le vicende della nostra città che meriterebbero un commento, sono tante e molto importanti … speriamo solo che si riesca, con un reale e non rituale confronto, a rimettere in moto una macchina oramai è con una “stilla” di carburante e mal messa anche di carrozzeria … mirabolanti idee dove, guarda il caso, sempre l’edilizia è in primo piano, rischiano di narcotizzare la città sui reali problemi da affrontare, il rilancio industriale e portuale, da sempre motori della nostra economia, senza dimenticare il commercio che soffre per carenza di iniziative realmente efficaci … ma avremo tempo per parlare; sono sicuro che “confronto” saprà aprire questo dibattito e trascinarci chi, invece, vuol continuare a vivere di rendita …
ma ho scritto questo post sopratutto per fare gli auguri di un sereno natale a tutti … dai “vecchi” kinto, voltaire, ernesto, e a tutti gli altri commentatori … aggiungo a tutti quelli che hanno avuto anche solo la bontà di leggere questo spazio. Mi auguro che l’anno nuovo porti davvero qualcosa di nuovo che spinga tutti quelli che hanno qualcosa da dare ad impegnarsi per il futuro di tutti noi …
di nuovo Auguri di buon natale e felice anno nuovo a tutti.
Dicembre 24, 2008 alle 12:39 pm
Auguri a tutti anche da parte mia.
Dicembre 24, 2008 alle 1:12 pm
Sinceri a tutti ,e grazie per l’ospitalità.PdA
Dicembre 24, 2008 alle 2:59 pm
Salvate i germogli dalla gelata.
Il Natale che stiamo per festeggiare ci vede preoccupati per via della crisi globale che sta mettendo in seria discussione il nostro benessere.
Siamo tutti preoccupati, perché non siamo in grado di prevedere la durezza, e la durata, che questa crisi avrà sul nostro vivere quotidiano.
Ma possiamo avere una certezza e una speranza.
La certezza: è che nel mondo tutto scorre, e anche questa crisi passerà.
La speranza: è nella politica che guarda alle cose reali, ed è fatta con sentimento e senza cinismo. Una politica che guardi all’uomo e che sappia ritrovare le sue radici. Radici che devono guardare alle cose del mondo reale.
Un mondo fatto di città a vocazione industriale. Dove uomini e donne lavorano e traggono il sostentamento per il mantenimento delle loro famiglie.
Oggi su Repubblica (nella sezione regionale della Toscana) un segretario di partito scrive un articolo che sarebbe sicuramente riduttivo chiamarlo tale perché sono le preoccupazioni di un uomo.
Il titolo è ”Le banche facciano uno sforzo di solidarietà”, e richiama i problemi economici che attanagliano imprese e famiglie.
Ma il suo pensiero va anche ai bimbi dell’asilo in lista di attesa, e conclude dicendo che non è il momento di parlare dei leader di partito ma è il momento di “salvare i germogli dalla gelata”.
C’è speranza che dopo questa crisi il mondo sia un mondo migliore?
Se ognuno di noi, farà il suo lavoro, con serenità impegno e responsabilità, SI.
Ma c’è bisogno anche di politici veri che non dimenticano da dove vengono, e nell’interesse di chi hanno ricevuto il mandato .
Buon Natale a tutti.
Dicembre 24, 2008 alle 5:10 pm
E’ tempo di bilanci
In una temperie pre-natalizia che ha visto incardinarsi insipide quanto logorroiche dispute cacciuccesche – pomposamente ospitate nelle austere sale istituzionali della Biblioteca di Villa Maria – e carrozzoni del ghiaccio targati periferia sovietica anno 0, il livello delle strategie culturali di questa giunta sta scendendo un crinale di inarrestabile vernacolo.
Sarebbe interessante forse, in prossimità del catacombale capannone allestito in Piazza della Repubblica, a totale disprezzo di ogni decoro urbano e con una inarrestabile quanto malaccorta fame di improbabili consensi, riflettere sull’attualità del dibattito relativo al futuro ruolo delle piazze pubbliche, mosso da Salvatore Settis qualche tempo addietro, e, al contempo, riprendere alcune azzardate e, tanto per insistere, cacciucchesche citazioni avanzate recentemente dall’assessore alla cultura nell’occasione di uno squallidissimo consiglio comunale dedicato alle ormai già decrepite, anche se non ancora realizzate, statue, malauguratamente concepite dall’attuale Amministrazione quale presunto decoro delle nostre sfortunatissime piazze.
Da una tediosa relazione fummo costretti ad apprendere che certi uffici del Comune furono improvvisamente assaliti da un tardivo rigurgito per il “nobile interrompimento” e improvvisamente concepirono il brillante tris di statue ‘a base Cascella’; ma tutto questo non basta, perché, di fronte alle devastanti polemiche che doverosamente hanno mobilitato l’opinione pubblica, altri solerti assessori sono arrivati in soccorso, ed ecco che ai mastodontici equivoci plastici concepiti dall’unità Museale, si sono aggiunte le installazioni dei giovani artisti e, udite udite, anche effimere costruzioni dedicate al pubblico infantile.
Dopo una prima scelta testardamente elitaria, improntata al coatto ed anomalo sposalizio con un partito scultoreo tra i più mercificati e storicizzati in ambito livornese, si è dunque virato bruscamente verso percorsi inevitabilmente allargati: i giovani artisti e ahimè, i sempre manipolati bambini, che forse invece dovrebbero finalmente godere di un rispetto e di un’attenzione meno demagogiche e pilotate.
Ci chiediamo allora se tanto i giovani artisti quanto i più ignari bambini si vogliano anche stavolta prestare a questa chiamata di serie C, sorta di staffetta che non nobilita purtroppo nessuno di coloro che verranno cooptati per puntellare tale insipido progetto: un progetto davvero ibrido dunque, quello del presunto abbellimento delle piazze livornesi, carico di ambiguità, di deviazioni, aggiunte, virate, sterzate, che sembra impossibilitato dalla nascita a mantenere una visione organica di arredo urbano, perché di volta in volta deve invece preoccuparsi di legittimare se stesso.
Ed ecco che nell’attesa dei molossi di pietra – non sappiamo ancora a tale proposito quale cifra sia stata stanziata dal Comune, dagli inziali 2.000.000 di euro declamati dal Sindaco ai primordi di tale bizzarra vicenda, fino ai 350.000 euro sussurrati dall’Assessore alla Cultura – e di tutta un’affastellata congerie di iniziative dettate dall’unico comune denominatore della demagogia e dell’improvvisazione, è saltata fuori la pista del ghiaccio, proprio mentre nelle Sale della Labronica lo stesso assessore si attupinava, insieme con alcuni emeriti esponeti del Tirreno e di certa editoria locale, sul cacciucco: tutto in linea con uno stile di governo improntato all’arroganza del burattinaio, che da una parte schiaffeggia le giuste polemiche avanzate dall’opinione pubblica livornese come “esagerazioni fondate sul nulla”, e dall’altra si rinchiude in una stanza di proprietà comunale con alcuni desaparecidos del cacciucco, a sfidarsi sulle questioni capitali della sorte di questo pur importante manicaretto.
Eppure anche oggi, nella boriosa e magniloquente paginata dedicata dal Tirreno alle “bravate” del Sindaco si deve ancora leggere qualche scioglilingua dell’Amministrazione sulle statue: contro i fiumi di polemiche, a detta del Sindaco, ovvero contro le oneste valutazioni di tanti cittadini e le responsabili riflessioni di tanti addetti ai lavori.
Allora forse dovremo chiederci se si tratta di un Sindaco con il flip della Bulgaria, per il quale valutazioni e riflessioni sono solo inutili polemiche? O anche, purtroppo, con una anomala tendenza berlusconiana? Visto che di recente si è scagliato anche contro le opposizioni e contro il loro appello alla magistratura?
Un panorama di valori e di reazioni davvero impazzito, di cui negli anni sarà arduo ritessere le fila nel tentativo di ritrovare giusti equilibri, lecite urgenze, inevitabili priorità ed anche, mi sia consentito, una doverosa serietà di linguaggio politico e di impostazione strategica degli eventi culturali.
Nel frattempo occorrerà stordirsi, come sembra recitare in ogni occasione questa autorevole Giunta comunale, con il mottetto del “che fare”, mottetto che tanto autorevolmente ha presieduto e continua a presiedere l’iniziativa del Cisternino, presa ad esempio dall’assessore Guantini anche per il fatidico progetto delle statue: saremmo dunque costretti, anziché a godere di una congrua riqualificazione dei luoghi d’arte e degli storici quartieri urbani, ad assistere al vieto proliferare, ad ogni angolo di strada o di piazza, di monumentali cartelli sul “che fare?”.
Dicembre 24, 2008 alle 6:06 pm
Salve a tutti.
Buon Natale e un sereno 2009. Visto com’è andato il 2008, non ci resta che sperare che il nuovo anno sia migliore di questo. Non dovrebbe essere difficile…
Dicembre 24, 2008 alle 7:20 pm
Auguro Serenità e Feicità per tutti, ne abbiamo bisogno…
Buon Natale
Dicembre 26, 2008 alle 7:41 pm
Brava Francesca Cagianelli, condivido pienamente ciò che scrive ma voglio fare una riflessione su piazza della repubblica. E’ vero che quel tendone da circo deturpa una bella piazza, ma è sicuro che al massimo rimarra per un mese al più due, mentre la città si presenta ai livornesi e non come una città sporca, disadorna, con strade e giardini in abbandono e stretta nella morsa di un traffico anarchico che oramai appare incontrollabile.
Pensiamo pertanto a cosa fare in futuro anche, lo spero, con il Suo autorevole contributo ed allora potremo si riparlare della riqualificazione delle piazze cittadine, ma dopo aver pensato seriamente alla nostra città. Grazie ed auguri a tutti. aldo