Socio24, che è un nostro commentatore, usa oggi un termine efficace e molto livornese per stimolarci all’impegno teso a cambiare le cose, nella politica e nella amministrazione della città.
Non so proprio se sia io la persona più indicata, ma il fatto che bisognerebbe dirazzolare un pò la vedrei come una cosa utile a tutti.
Utile ai partiti ed alla città, soprattutto.
Oggi si legge di riparazioni navali e compatibilità possibili, dopo lo studio commisssionato dalla Camera di Commercio.
Se andate a rileggervi i nostri post di mesi orsono, vi ritroverete, magari a gratis e senza bisogno di aspettare lo studio, lo stesso concetto.
Non si tratta di discutere se è possibile far convivere riparazioni e porta a mare, ma di vedere come ciò sarebbe possibile. Come e non se.
Lo dicevamo anche alla luce delle rendite immobiliari che crescerebbero in modo spropositato e fuori dalle condizioni esistenti al momento della approvazione degli strumenti urbanistici. Tentai anche di spiegarlo senza successo all’Arena Astra, forse non fui convincente e chiaro. Chissà.
Oggi sappiamo dallo studio che il punto è esattamente quello. Meno male.
Vi domandate quanto tempo si è perduto per arrivare a queste conclusioni? E poi come si fa a non dare ragione al nostro commentatore dirazzolatore.
Dicembre 17, 2008 alle 12:41 pm
mi scuso il socio è 46 e non 24. ma non cambia la sostanza!
Dicembre 17, 2008 alle 2:14 pm
Caro LAMBERTI,
il problema della compatibilità esisteva già dal 2001 … solo sprovveduti o interessati potevano non vederlo e non capirlo (mi riferisco a talune forze politiche e non alle persone che considero in buona fede fino a prova contraria) …
ma ci siamo ripromessi di evitare polemiche sterili per il futuro della città … allora, guardando al futuro, è indispensabile che il bacino in muratura rimanga attivo e venga manutenzionato, come d’obbligo, dal concessionario o dall’A.P. a seconda del tipo di manutenzione. Il bacino galleggiante è solo un palliativo, nato per supportare il bacino grande non per sostituirlo! Da solo non sopporterebbe nessuna capacità produttiva per le riparazioni navali che eravamo abituati a fare. peraltro mancherebbero le banchine e i mezzi di sollevamento … Allora, se il punto rimane rendere compatibile la porta a mare e le riparazioni, il progetto va completamente rivisto … anche alle luce delle notizie poco rassicuranti sul gruppi che ne stanno portando avanti la realizzazione. Poco rassicuranti sul piano finanziario e industriale. La crisi è tangibile e gli effetti sulle grandi imprese sono a cascata … Pensate solo alle banche che (anche se si dice a mezza bocca) non hanno più la liquidità per fare investimenti visto che i crack finanziario americano, nord europeo ecc. (ci sono di mezzo anche banche dell’est ) ha coinvolto anche i nostri gruppi bancari che devono stare attenti alla loro reale capitalizzazione e non quella fittizia fatta di incroci di partecipazioni o surrettizie operazioni speculative. Insomma il momento è topico e davvero c’è bisogno di fermarsi, riflettere e evitare danni maggiori e irreversibili …
Dicembre 17, 2008 alle 3:33 pm
Buongiorno a tutti. Scusatemi se sono monotono, ma a volte cascano le braccia… Leggo che il problema della compatibilità esisteva già dal 2001 e comunque anche sulle pagine di questo blog, senza avere titoli accademici o esperienza professionale, sono stati in tanti ad esprimere preoccupazioni e perplessità rivelatesi più che fondate. Basterebbe il famoso buon senso, quel comportamento da buon padre di famiglia, e certi disastri si potrebbero evitare. Così come con la famosa rincorsa a concedere mutui e finanziamenti al consumo facili facili, anche in vista di una crisi, anche a gente che poteva presto rivelarsi insolvente. Così come, nel nostro piccolo, con l’Odeon (da qui la richiesta di scuse), oppure col famoso spartitraffico del viale Alfieri, e si potrebbe andare avanti all’infinito. Sai (impersonale) che non è il caso, ma vai avanti lo stesso. Allora delle due l’una: o sei str***o alla romana (cioè ottuso), o sei str***olo alla livornese, cioè crudele e testardo. Perdonate il francesismo, ma a volte le parolacce nascono spontanee. Ho già fatto una fatica cane ad autocensurarmi cogli asterischi.
Eppure bastava fermarsi un secondo a pensare.
Dicembre 17, 2008 alle 4:02 pm
Piu’ importante che abbiano riconfermato Nardi,una autentica stella polare del sistema economico-commerciale livornese.Povera Livorno,che brutta fine.
Dicembre 17, 2008 alle 4:20 pm
segnalo l’articolo di Massimo Paoli sul tirreno, a proposito della Delphi. Assolutamente condivisibile, in particolare per quanto riguarda Rossignolo e la sua storia. Se ci ricordiamo che eravamo alla vigilia delle nozze e quanto abbiamo scritto in proposito, si vede che anche questo, come le vicende della porta a mare o dell’Odeon, è un tema sul quale si possono fare riflessioni concrete.
Dicembre 17, 2008 alle 4:28 pm
fnp fa riflessioni che condivido per la prospettiva, anche se le previsioni urbanistiche dell’area erano contenute nel prg del 99. ma non è questo il punto, ora, semmai, e su questo sono in linea con lui, si tratta di gestire al meglio la situazione .
Mi domando quanto tempo si sia perso in questi anni, immobilismo dice qualcuno. E gli anni trascorsi invano si recuperano con diffcoltà , se poi ci si mette la crisi, i ritardi assumono una importanza maggiore.
Dicembre 17, 2008 alle 4:41 pm
le previsioni dell’area del ‘99 andavano benissimo … perchè non erano incompatibili con un progetto che prevedesse lo spostamento a mare delle costruzioni (Morosini) cosa che era stata fatta, mantenere le riparazioni dove erano, e nel mediceo e area attigua, un porto turistico atto al rimessaggio e alla manutenzione invernale degli yacht … quindi le previsioni urbanistiche, seppur non condivise da tutti, potevano andare … è quello che è successo dopo, che ha stravolto il tutto … il progetto presentato che ha snaturato le previsioni del 99 … chi ha fatto varianti a quel piano non si è accorto che le riparazioni morivano e che cresceva la rendita immobiliare? … (eufemismo)
Dicembre 17, 2008 alle 6:18 pm
>segnalo l’articolo di Massimo Paoli sul tirreno, a proposito della Delphi. Assolutamente >condivisibile
AHAHAHAHaH! ti garberebbe, come proposto da Paoli, una bella Authority di programmazione economica e incentivi allo sviluppo eh :-)?
Chissà quanti ce n’avresti di piazzare in un un posto del genere. E con tanto di fondi a disposizione, capace ringiovanisci anche oltre a ringalluzzire :-) Giù le mani sai..ormai la festa è finita :-)
Paoli sostiene che una simile Authority andava costituita già nel ‘92. Praticamente un anno dopo il tuo insediamento a sindaco, dopo il siluramento di Benvenuti (che era un inetto e infatti non ha lasciato traccia). All’epoca stavo ancora nel novero di quelli che non hanno toccato i trenta però già allora, anche alla mia generazione, era chiaro che ci voleva una istituzione del genere. Perchè in 13 anni di regno un c’hai pensato te? Colpa di Cosimi? Di” Magilla-Gorilla” Susini? Non è successo perchè vi siete buttati come piranha sul grande affare della rendita immobiliare. Politicamente ti ha detto male e ora fai l’alfiere della produzione.
Ma è finita anche in quel campo. Forse nessuno vuole ammetterlo ma il capitalismo si sta ritirando da Livorno. Non funzionano nè rendita nè produzione. E non sarà certo una Authority a invertire il corso degli eventi. Che, se non si ha il feticcio del capitalismo a tutti i costi, rappresentano una occasione per una svolta storica..
Dicembre 17, 2008 alle 8:20 pm
Mi sembra che il ping pong delle colpe credo che non abbia mai pagato. Ogni soluzione che possa portare fuori dall’immobilismo e dalla deindustrializzazione della citta’ credo debba essere la benvenuta. Il problema delle parti quando ci si trova a parlare di disastri è secondario. Tutti siamo bravi a porre il dito sui problemi, pochi sulle soluzioni. Non è detto che quello che non è stato fatto in un tot di anni non possa essere fatto adesso. Se lo spirito di collaborazione è smarrito, bene ritroviamolo e al piu’ presto, o non avremo piu’ nessuno spirito. Serve una lista bipartisan per lo sviluppo e la crescita della citta’. la Crisi è mondiale a tutti i livelli, 60.000 aziende chiudono in Cina. Non conta il tempo perso in nessun caso, è andato, quello che conta è rimboccarsi le maniche e lavorare per uscire dal tunnel, con quello spirito d’arrangiarsi che ha sempre contraddistinto i Livornesi. Il merito è un optional, quello che conta sono i risultati e per averli bisogna rischiare e lavorare uniti per Livorno.
Ciao Marco Sisi, vecchio amico dei tempi della 27, a volte è proprio il senso del padre di ‘famiglia’ che fa di ogni nuckleo un mondino tutto a parte, cercando di ignorare il resto fino a che non tocca quel nostro mondino. Buonasera Lamberti dal poeta del treno di Roma circa un anno fa’.
Dicembre 17, 2008 alle 8:30 pm
>Serve una lista bipartisan per lo sviluppo e la crescita della citta’
ora l’ultimo sacco di Livorno si chiama così :-)
Comunque più leggo più mi rendo conto che molti qui lo invocano lo sviluppo ma non si rendono conto, sempre credendo nella buona fede di chi interviene (ovvio che non ci credo ma la formula è questa), che lo sviluppo economico non garantisce più il benessere di un territorio. Quindi chi invoca lo sviluppo o non sa o fa finta di non sapere che questo non è per tutti e soprattutto non è nemmeno per molti. Quanto al bipartisan, meglio le liste partisan, almeno ruba un solo schieramento :-)
Dicembre 17, 2008 alle 8:36 pm
Ormai Rossignolo è argomento da Nido del Cuculo,singolare che Paoli intervenga cosi’ tardi.Piuttosto,lo trovo assolutorio nei confronti degli attuali amministratori,responsabili “solo di non avere predispostogli strumenti”.Ma come,prima denunci la non commerciabilità dei suv,e poi sollevi da ogni responsabilità politica chi ha architettato questa pagliacciata? A mio giudizio si tratta di un fallimento politico di dimensioni colossali. e forse anche Paoli si tiene pronto per una poltroncina. Forse proprio quella dell’Authority.
Dicembre 17, 2008 alle 11:46 pm
anche a mio parere il falimento politico di quella opearzione è evidente. quanto ad altri commenti, non credo sia una riflessione campata in aria quella di rivedere gli strumenti esistenti per il rilancio produttivo della città, ovviamente non condivido le affermazioni circa una specie di sacco cittadino in corso oggi come ieri. E’ un modo per non entare nel merito di nulla. invece oggi è necessario distinguere ,eccome se è necessario.