Siamo tutti d’accordo, ma lo avrebbe detto anche il vecchio Catalano ( cit. Quelli della domenica. Renzo Arbore ), che le primarie non sono un fine ma un mezzo. Eggià. Tuttavia per andare da qualche parte i mezzi contano, ci si può andare in treno regionale o con un superveloce, con un vecchio carretto oppure con un monopattino. Vai a sapere.
Ma forse , visto che i nipotini, i cugini, gli zii di Obama si moltiplicano, bastava rendere le cose semplici e praticabili, tali da consentire confronti veri e nuovi, alla luce del sole e non nei corridoi e nelle anticamere di questo e quello ( quelli sono sempre gli stessi, non preoccupatevi ).
A Livorno non avremo nè monopattini, nè eurostar. Il mezzo non conta e, dirà qualcuno, se nessuno si candida vuol dire che siamo i meglio del mondo. Oppure che nessuno è all’altezza, oppure che siamo una squadra fortissimi. Già forse è proprio così, siamo una squadra fortissimi.
Evviva checco zalone, aveva visto giusto, magari scherzando con la juve retrocessa. Come vedete niente è impossibile.
Ci scherzo e spero non mi scriva un avvocato ( quello di checco zalone ).
La politica, come Livorno, è una cosa seria e merita altro, così mi hanno insegnato. Lasciamola stare.
Dicembre 15, 2008 alle 10:56 am
VELTRONI oggi SUL CORRIERE DELLA SERA .
Veltroni si occupa di Penati: benedice la sua lista civica e il progetto che mira a «costruire un campo riformista e trasversale agli schieramenti attuali», come anticipa lo stesso presidente uscente e ricandidato. E così, evocando Obama, «possiamo vincere ancora».
Dicembre 15, 2008 alle 11:45 am
ma gli attributi per rispondere in un BLOG CE L’HANNO I CLIENTI DEGLI AVVOCATI oppure no ??????
O non ce l’hanno …oppure NON SANNO COSA RISPONDERE….di conseguenza ANDIAMO DALL’ AVVOCATO.
Tanta roba , gente seria .. coraggiosa.
Dicembre 15, 2008 alle 1:53 pm
le primare a Livorno si potrebbero paragonare ad un concorso di bellezza. ci sarebbe da sciegliere il più bel candidato,il più alto,quello con gli occhi azzurri o con un bel lato B…a cos’altro sennò?? quel che un Sindaco deve fare è già stabilito dal partito.
Dicembre 15, 2008 alle 1:59 pm
Francamente non ce lo vedo un fantasista come Lamberti ad annoiarsi all’Autorità Portuale.E’ vero che la rendita è gigantesca,ma un movimentista come Lui sono sicuro che ne soffrirebbe.Comunque è triste verificare che i nostri quotidiani scrivano ormai da mesi lo stesso articolo.Magari dando una sbirciatina a Senza Soste.Strano che il vulcanico Padovan (a proposito,complimenti per la discreta e impersonale civetta di domenica)non si sia reso conto di questo.Intervistare i sedicenti potenti è una cosa vecchia come il cucco.E poi,ma chi se ne frega della Massoneria.Un consiglio,cercate le logge coperte,non quelle dell’ormai depotenziato Bianchi.
Dicembre 15, 2008 alle 2:30 pm
aldo dice cose sacrosante.
le primarie per recitare uno spartito già scritto, lontaniu da periclosi personalismi, non potrebbero che giocarsi sulla qualita del lato B dei concorrenti, Non ci avevo mi pensato. Fa scoipa con il famoso c. di Sacchi, e poi di Prodi. Un fattore che si vede, nella nostra politica nazionale e locale, fa sempre presa.
quanto a pda, io continuo ad essere convinto che la stampa fotografa ( bene o male è un altro discorso ) quello che vede e se Livorno è in corso di normalizzazione, con produzione a raffica di incontri programmatici guardanti al 2020, ma senza disturbare troppo, non è colpa della stampa.
Dicembre 15, 2008 alle 2:34 pm
In effetti questo accanimento sulla Massoneria è inspiegabile.
Cambiano i Direttori ma l’errore editoriale è sempre lo stesso. Si sbagliano se pensano di vendere una copia in più credendo che un livornese corra in edicola a leggere di Bianchi e grembiulini.
A Livorno non ce ne frega niente !! Altro discorso e s efacessero un’inchiesta sui rapporti tra la Massoneria e la Politica cittadina . Guardando a sinistra , perchè a destra non fa più notizia.
Oppure capire perchè le Primarie del PD NON CI SONO mentre nel resto del mondo , da Obama fino a Fauglia ci riescono a farle….
Oppure cercare LA QUESTIONE MORALE a Livorno .
Il Folle accanimento edilizio in P.zza del Luogo PIO e sulla demolizione dell’Odeon .
Perchè un Gruppetto di Consiglieri comunali ha votato a favore di un Progetto contestato 1) dal QUARTIERE STESSO 2) dall’ Opposizione di Destra e di Sinistra INSIEME 3) Anche la REGIONE TOSCANA si è espressa contro !!!
Allora perchè?
Odeon: già pagati 6 MILIONI DI EURO PUBBLICI ad un Privato per demolire il cinema SENZA UN PIANO URBANISTICO E DEL TRAFFICO.
Perchè ?
Oppure , per 3 anni cosimi ha dichiarato di nozze e passi avanti con Rossignolo .
Alla fine ci saranno uomini e donne licenziati e il sindaco (dalla vergogna ???!!) NON SI PRESENTA NEMMENO IN FABBRICA quando convocato dai lavoratori.
Perchè non si fanno TITOLI su questi argomenti ???
Modesto suggerimento .
Dicembre 15, 2008 alle 3:15 pm
>Francamente non ce lo vedo un fantasista come Lamberti ad annoiarsi all’Autorità Portuale.
non è Diamanti..e non solo perchè gli manca il sinistro da Champions League. E poi un s’annoierebbe, vai tranquillo..
Dicembre 15, 2008 alle 3:30 pm
X una volta concordo con bleccheblocce : Non è Diamanti. Lo rivedo in qualciìuno che ha smesso da qualche anno.
Mettiamola così…. cosimi vale per Livorno quanto DANILEVICIUS per il Livorno.
anche se c’è da dire che Tomas non è ancora arrivato agli AUTOGOL………..
Dicembre 15, 2008 alle 3:31 pm
Anch’io penso che al livornese medio non glie ne freghi niente di grembiulini e/o muratorini. Anni fa, quando Bianchi era vicesindaco, si diceva di stare attenti quando si andava a fare la foto per la patente o la carta d’identità, perché c’era il rischio, tanto era il suo presenzialismo sui media, di ritrovarselo anche lì. Ora ha il Grande Oriente e ogni occasione è buona per parlarne. A proposito di lato B, se Bianchi fosse almeno Belem Rodriguez, saremmo contenti. Anche a ritrovarcela come sindaco, tanto più danni di quello che abbiamo visto fare, probabilmente, non farebbe…
Dicembre 16, 2008 alle 9:46 am
non cambio nulla del commento di ieri sulle primarie, quelle di Checco Zalone. Anzi dopo aver letto la stampa oggi mi sembra ancora più azzeccato.
A proposito, ieri un bel dibattito al Palazzo. Contati almeno centocinquanta presenti ( le sedie erano tutte piene ) e nessuno di loro era venuto ad ascoltare, anzi volevano tutti intervenire, davvero una cosa splendida!
Dicembre 16, 2008 alle 10:27 am
Per MARCO:altri 200.00 euro del Comune al fondo di dotazione della Fondazione Goldoni.E poi ti chiedi le ragioni del…boom.Facile fare teatro in regime di monopolio.Tanto poi paga Pantalone.Ma i prezzi?
Dicembre 16, 2008 alle 11:16 am
Spallate e macerie
di Massimo Franco
Il fatto che Antonio Di Pietro gioisca perché il suo partito ha quasi sestuplicato i voti ufficializza il cannibalismo in atto nel centrosinistra. È, almeno nelle sue intenzioni, l’inizio di una lunga spallata che dovrebbe avere come traguardo un riequilibrio col Pd alle europee di primavera. Nelle elezioni regionali in Abruzzo la scommessa non era tanto su chi avrebbe vinto fra i due schieramenti: il successo del centrodestra era previsto, anche per lo scandalo che a luglio aveva portato all’arresto del governatore Ottaviano Del Turco, del Pd. L’incognita riguardava i contraccolpi nel campo dei perdenti.
Il Partito democratico poco sopra al 20% e l’Idv intorno al 15 porterebbe a rispondere che la geografia dell’opposizione cambia: l’esercito di Veltroni si sta rapidamente logorando, e quello di Di Pietro ingrassando. Ma l’astensione che sfiora la metà del totale, quasi 30 punti meno delle politiche, allunga su tutto il sistema l’ombra della sconfitta: perfino sul Pdl berlusconiano che ha vinto. E rende la soddisfazione dipietrista vagamente autoconsolatoria. Dietro il trionfo del non voto non c’è soltanto un giudizio negativo sul malaffare nella regione, ma sull’insieme dei partiti.
Neppure il candidato preteso e ottenuto dall’Idv è riuscito a convincere i delusi; a mobilitarli e a portarli alle urne. La traduzione elettorale di una politica vista come una variante di «guardie e ladri» ha rivelato ancora una volta tutti i suoi limiti. Ridimensiona il centrosinistra; non gli evita un tracollo; drena una parte consistente del consenso del Pd, ma radicalizzandolo e dunque rendendolo meno spendibile. Insomma, Di Pietro canta vittoria su un panorama di macerie; e da oggi i suoi rapporti con gli alleati diventeranno, se possibile, ancora più avvelenati.
Ironizzare sui «ma anche » veltroniani ed esaltare la propria affermazione ai danni del Pd significa dichiarare la guerra dentro l’opposizione. Un simile atteggiamento dice che Di Pietro considera, o comunque vuole vedere la «sindrome abruzzese» come una tendenza non locale ma nazionale; e che ha una spietata determinazione ad approfittarne. Si candida come leader non solo dell’Idv ma anche degli spezzoni dell’estrema sinistra esclusi dal Parlamento, che hanno in odio il Pd; e come campione di un antiberlusconismo irriducibile.
Il sogno sempre meno nascosto è quello di trasformarsi in una sorta di Umberto Bossi del centrosinistra: il capo di una «Lega nazionale», pronta a succhiare voti alleati. Ma non sarebbe giusto additare l’ex pm di Mani pulite come la causa dei problemi del Pd. Semmai ne è il sintomo. Sottolinea ed esaspera l’identità indefinita della creatura veltroniana. E ripropone la domanda sui motivi veri che hanno indotto il Pd a sceglierlo come alleato.
Sono più comprensibili le ragioni per le quali Berlusconi lo ama come avversario: l’antiberlusconismo di Di Pietro infiamma i cuori di una parte dell’opposizione; e in parallelo contribuisce a farla perdere.
Dicembre 16, 2008 alle 11:24 am
Ma farsi umiliare cos’ da un DI PIETRO qualsiasi è normale ???
ma in questa Italia esisitono o no ancora dei veri COMUNISTI con le palle ??!!
Veltroni e DiPietro sono gli assassini della SINISTRA ITALIANA .
e poi, RUGGERI MARCO , molti livornesi del PD ti aspettano alle urne a giugno.
Nel Pd non sono tutti dalla tua parte e da quella del tuo capo cosimi, TI ASPETTIAMO con il tuo bel faccino ai confronti pubblici , davanti alla cittaà e non nei Circolini.
Vediamo quanto sarai preparato e coraggioso.
Ti aspettiamo.