Un ottimo articolo, di Claudio Passiatore sul Corriere, completa la brillante nota di ieri sul Tirreno che ho già commentato.
E’ una lettura utile davvero consigliabile, che consente di incominciare a capire un pò come stanno davvero le cose per le primarie nel pd. Al di là della presunta incertezza sulla ricandidatura, che non ci ha mai coinvolti, nè appassionati.
Ed anche sul senso di tante esternazioni recenti, di questo e di quello, altrimenti incomprensibili anche per i toni esasperati ed inaspettati.
Si potrebbe dire: è la campagna elettorale, bellezza!
ottobre 6, 2008 alle 9:21 am
….per avere un’informazione corretta bisogna leggere solo il Corrieredilivorno????
Ma il Tirreno si rende conto cosa è diventato ??
Bravo e coraggioso Passiatore !
ottobre 6, 2008 alle 1:00 pm
Beh,quella delle 107 sottoscrizioni da censire nel quadro dirigente del partito mi sembra un’autentica forca caudina.La valutazione di Passiatore non fa una grinza.
ottobre 6, 2008 alle 1:42 pm
caro Paolo …..in qualsiasi Partito del mondo, di destra o di sinistra… non esisteranno mai 106 persone su 356 che si dichiarerebbero contro un sindaco in carica (con possibilità di logiche ritorsioni ..) per lo più sostenuto dal Segretario del Partito (ma non doveva essere imparziale ???) !!!!
..senza parole.
ottobre 6, 2008 alle 1:43 pm
…che si dichiareranno …
ottobre 6, 2008 alle 2:25 pm
Blindatura piu’ che prevedibile,
ed anche in un contesto del genere,
abbiamo assistito a sceneggiate pittoresche,
con condimenti thrilling e davvero mozzafiato;
passando pure per i gobbi,
suggeriti e scritti da Direttori di giornali ed altri soggetti,
sospettosamente pervicaci nel chiedere ad altri cosa volessero fare o non fare.
Chiamatele ghigne.
Rimane il fatto pero’,che quando un Sindaco e’ cosi’ di valore,
quando ha lavorato cosi’ intensamente e bene,
come si puo’ anche solo pensare che non venga confermato dal “suo” partito.
Rimango sempre piu’ dell opinione ,
che se questo partito, che spegne la sua prima candelina,
avesse provato a candidare un giovane ,o un soggetto diverso,
o avesse anche regolato diversamente queste “forche caudine”
avrebbe guadagnato molti e molti voti.
Tempo fa si dibatteva sul candidato forte ,e su quello debole,
ecco io credo proprio che il ri-candidato sia ,
senza possibilita’ di smentita,
il peggiore candidato-ricandidato possibile della storia della sinistra livornese.
Saluti
ottobre 6, 2008 alle 2:58 pm
Mi sembra di poter affermare, senza possibilità di smentita, che queste “primarie”, sono la più blindata elezione di un sindaco dal dopoguerra ad oggi! Qualsiasi discussione nel merito dei fatti, è un non senso, visto le regole che non consentono a nessuno di candidarsi contro. Mentre i militanti del nuovo partito e la società civile chiedevano regole democratiche e trasparenti, i dirigenti del PD lavoravano per blindare la classe dirigente (chiaramente blindando il Sindaco si blinda anche tutto il resto) … alla faccia dei metodi Belrusconiani e dei bei discorsi di Veltroni …
ottobre 6, 2008 alle 3:51 pm
…e quella cosa dei genitori imbianchini (con tanto di benedizione roncagliana)come la vedete?non spetterebbe al Comune il minuto mantenimento degli edifici scolastici ‘poniamo il caso che uno dei genitori imbianchini si infortuni o si cosparga di vernice cancerogena.chi paga?trovo tutto questo pazzesco.
ottobre 6, 2008 alle 3:53 pm
Paghiamo oggi il conformismo da gregge che in questi decenni a strutturato i partiti.
E’ chiaro che la delusione per come vengono organizzate le primarie è grande, credono di essere furbi ma stanno portando il partito alla rovina, anche un fanciullo sa bene che così si da adito ai soliti giochi dove partecipano i soliti noti………
Tutto diventa nullo Veltroni alla Summer School a fatto una lezione con Carlo Carboni. per parlare di “Élite e classi dirigenti in Italia” CON QUALE CORAGGIO POI SUL TERRITORIO SI ADOTTANO CERTI METODI……..
per chi è interessato agli slide della Summer Scool li può scaricare a questo indirizzo.
http://globalelocale.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=files
ottobre 6, 2008 alle 4:09 pm
Saluti a Fnp.
E’ di tutta evidenza quello che scrivi,
e lo condivido ovviamente;,
Quello che diventa ogni giorno piu’ chiaro,
e dunque agghiacciante,
e’ che regolamentazioni e blindature di questo tipo,
sono piu’ da pre-caduta del Muro di Berlino,
che da un partito che a parole si apre alla societa’ civile,
piuttosto che ai suoi comuni votanti e militanti.fatti loro evidentemente.
Capisco meglio allora,
il post di un recente condivisore di blog,
che inneggiava alla Dittatura,
e che parlava di un “game over” laddove quella partita non ha mai conosciuto lo Start.
Allora si,
che in contesto del genere, si capisce perche’,
editoriali di un Direttore vengono letti nemmeno fossero la Bibbia,
si continua con gli anatemi,
e si arriva infine ai prematuri,patetici, e poco politicamente virtuosi
“dillo ora o taci per sempre”,
“o mangi la minestra o ti butti dalla finestra”,
ma scherziamo?
Sono certo,
ed il mio contributo in tal senso ci sara’ col voto a Giugno,
che questa “politica”attuata dalla dirigenza Pd,
paghera’ un dazio molto, ma molto salato a Livorno.
Tralasciando i sondaggi commissionati,con i quali si cerchera’ di convincere che c’e’ entusiasmo ed apprezzamento per chi guida la Citta’.
Praticamente,
ci troviamo di fronte ad una argomentazione politica per la ricandidatura di questo particolarissimo soggetto umano e politico di Cosimi,
che si manifesta in uno splendido:
“va bene lui e nessun altro”,
mentre credo,
che in una larghissima percentuale cittadina,
sia accresciuta la consapevolezza emergenziale
del
“chiunque tranne lui “.
Sono due sponde del fiume politico quanto mai distanti evidentemente.
Saluti
ottobre 6, 2008 alle 4:45 pm
difficile capire come si possa mettere insieme tutto e l’opposto di tutto.
Una strategia politica dovrebbe avere respiro ampio e forte apertura al rinnovamento, ad esempio come non rimanere vittime dei poteri forti della rendita e come tutelare sviluppo e lavoro. La politica, anche nell’ambito locale, dovrebbe essere in grado di dare risposte e di sottoporsi a veri processi di verifica sul proprio operato. Io per primo ritemgo che andrebbe data una lettura di quanto è accaduto e sta accadendo a Livorno fuori dai vecchi schemi e con il coraggio che da tempo chiede fnp.
Infatti se fosse come dice il nostro storico blogger, blindarne uno per blindare tutto a cascata, sarebbe una politica con il fiato davvero corto.
Quanto ai giudizi sulle persone, mi ostino a parlare di politica e di responsabilità personali in quel contesto.
ottobre 7, 2008 alle 8:02 am
Sig Lamberti cosa intende per poteri forti della rendita?
ottobre 7, 2008 alle 9:47 am
Buongiorno a tutti.
Raccomando vivamente la lettura di questo articolo dal Corriere di Livorno di oggi.
ottobre 7, 2008 alle 9:56 am
Dott. Lamberti , se non sbaglio è medico vero ? , oppure Marco , cosa vuol dire questa dichiarazione di cosimi ?
“Non credo si sia molto arrabbiato l’architetto futurista per quanto stiamo realizzando”.
ottobre 7, 2008 alle 11:00 am
Buongiorno Rosso,
una battuta tutta da capire,
ed al momento non sono ancora riuscito a decifrarla.
Certo e’ che demolire un patrimonio cittadino come l Odeon,
per erigere un Silos parcheggio,e’ piuttosto allucinante,
e di infelicissimo gusto amministrativo.
Tralasciando,
come gia’ piu’ volte sottolineato,e qualcuno mi corregga se sbaglio,
che non si ha ancora certezza sul piano di mobilita’-viabilita’ ad esso correlato.
Dunque sara’ bene prenotare navicelle spaziali ed abbonamenti mensili alla funicolari.
E quel “guardiamo avanti”
e’ di uno spessore filosofico che lascia davvero senza fiato.
Non sono un contabile,ma mi viene da pensare che,
se si fossero risparmiati i 6 milioni di euro cash ad un privato,
per questo scempio,
ammesso che sia la cifra finale, dubito fortemente,
avremmo quasi bello e risolto il contenzioso Attias,
e magari anche avviata la risoluzione per il parcheggio di Viale Alfieri.
Saluti
ottobre 7, 2008 alle 11:03 am
…dove sono i vari RUFFINI…VIRZI’ …… MIGONE…. e il buon VOLPI ??????
forse tra le macerie dell’Odeon ? martiri di un tale scempio ed esempi di coerenza politica .
Bravi.
ottobre 7, 2008 alle 11:34 am
Credo che abbiano trovato giusta,cercata,
e soddisfacente collocazione dentro e fuori ,
lo schermo del Medusa.
I nemici ed i mostri,mai nome fu piu’ azzeccato allora,
vengono spesso dipinti come tali solo perche’ fa gioco al proprio personaggio in quel preciso momento “storico”;
gli artisti poi si sa,
sono dignitari di illimitate licenze ,
e quando si evidenzia un incoerenza,
e’ solo una delle tante manifestazioni della propria fantasia.
Rimanendo sulla terra dei comuni mortali,
pero’,
questo e’ puro camaleontismo.
Saluti
ottobre 7, 2008 alle 11:58 am
ho trovato il modo per leggere qualcosa che dice la verità…vediamo ora cosa dicono i bugiardi di turno…Non ne azzeccate una!!!
http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/caso-matteoli-il-crack-dellinformazione-livornese.html
Circa quindici anni fa due teorici di punta della comunicazione politica americana, Dan Nimmo e James Combs, pubblicarono The political pundits. Si trattava di un testo che si focalizzava sul ruolo di potere che detenevano, e che ancora detengono, gli analisti dell’informazione politica (detti politica pundits, appunto). Un ruolo sia di decodifica dei messaggi che di indirizzo dell’informazione politica fatto sempre di concerto tra direzioni delle grandi testate e ben ramificati comitati di potere.
Uno dei rischi intravisti all’epoca da Nimmo e Combs, che si è rivelato un dato permanente dell’informazione non solo americana, era quello di un sistema dell’informazione politica dettato dalle ristrette esigenze di gestione del potere della comunicazione da parte dei political pundits piuttosto che da quelle di formazione di una opinione pubblica al servizio della popolazione.
Queste categorie, se applicate all’analisi del rigido sistema dell’informazione livornese, risultano devastanti anche se lette alla leggera. Se viste alla luce del caso Matteoli, la vicenda del ministro delle infrastrutture “livornese”, che è stato sistematicamente occultato in questi giorni in cui assume rilievo nazionale ci rivelano un sistema dell’informazione nel quale, per non sbagliare, non si dà lavoro nè agli analisti politici nè all’opinione pubblica. Si sceglie la strada del più completo silenzio inondando il territorio di telegiornali senza senso o di articoli dove la cronaca giudiziaria è spasmodicamente attenta a sbattere con cura in prima pagina autentici ladri di polli. Insomma, il sistema dell’informazione livornese non corre il rischio di formare nè una casta di analisti che lo orientano nè una opinione pubblica troppo vivace semplicemente perchè non è in grado di rappresentare le notizie importanti.
E si che la vicenda Matteoli è di quelle importanti per un sistema dell’informazione locale. Il ministro, per la sua vicenda, è stato citato ieri sera in apertura da Travaglio su Anno Zero. Prima regola dell’informazione locale di solito praticata: se un personaggio territoriale importante finisce ad una trasmissione importante, parlane perchè aumenterai la platea dei lettori. Invece stavolta zero, altro che Anno Zero. Altra questione: Matteoli, che si sta facendo fare una legge sull’immunità dal proprio avvocato Consolo, sta provando a far trasferire il proprio processo da Livorno a Roma. Altra regola dell’informazione locale sempre praticata: un importante processo a Livorno, che riguarda un importante esponente della politica livornese, rischia di essere trasferito a Roma per atto di imperio della politica nazionale. Notizia estremamente appetibile per le vendite e l’audience. Ma anche in presenza di questi requisiti, oltre che degli altri, il silenzio regna sovrano. Infine: il ministro delle infrastrutture è stato corteggiato, per adesso senza successo, dall’attuale sindaco pubblicamente e prima ancora che Matteoli diventasse titolare delle infrastrutture. L’avversario principale di Cosimi, Lamberti, ha invece portato Matteoli a Livorno in un hotel a cinque stelle parlando del futuro delle infrastrutture. E lo ha fatto nei giorni in cui si confezionava il progetto di immunità a Matteoli trasferendo il processo da Livorno a Roma. Nessuno dei due che abbia detto qualcosa, nessuno dei giornalisti che abbia fatto domande su questo argomento. E si che tra i protagonisti del fatto che ha portato al rinvio a giudizio Matteoli c’è il cugino dell’ex sindaco Lamberti che è stato giudice per le indagini preliminari a Livorno. E si che bloccare il processo a Matteoli è ritenuto cosi’ importante dal governo da rischiare l’incostituzionalità su questo nuovo lodo Alfano come sta accadendo per quello originario che riguarda il presidente del consiglio. Tutti temi, tutte questioni da analizzare e indagare per qualsiasi sistema dell’informazione. Per chiedere ai due maggiori protagonisti della vita politica livornese quali risvolti politici possa avere sul territorio tutta questa faccenda.
Invece non è stata data nemmeno loro l’occasione per il classico commento “lasciamo agli organi competenti il compito di appurare i fatti” che serve per evitare di entrare nei profondi dettagli politici della cosa. Nulla di nulla, la banalità del silenzio scorre sovrana e qui i fatti sono tre: o il sistema locale dell’informazione non è in grado di vedere
o ha capito che non gli è permesso di vedere o sono vere entrambe le ipotesi.
Tecnicamente si direbbe quindi che la notizia l’hanno mancata o “bucata” tutti. La verità politica è un’altra, nuda, tragica e priva di retorica: il sistema dell’informazione livornese è completamente inadatto a garantire i flussi di comunicazione necessari al funzionamento della democrazia reale sul territorio.
E qui le forze politiche della sinistra di opposizione del territorio, invece di fare petizioni sul nulla, preparare programmi elettorali che non leggeranno nemmeno loro, sperare di finire ripresi in qualche foto con un cartello al collo devono capire che questo genere di sistema è il bersaglio. Tre-quattro anni di lavoro continuo e concentrico sui nodi (si fa per dire) sensibili di questo sistema e il comitato d’affari chiamato PD crolla come un castello di carte privo dell’unica struttura di reale creazione del consenso. E così la città sarebbe restituita alla cittadinanza. Che poi la sinistra di opposizione e la cittadinanza siano in grado di fare tutto questo è un altro discorso. Ma la breccia c’è ed è persino divertente allargarla. Fino al crollo dell’edificio, fino all’ultimo mattone tirato giù dall’ultimo bandito.
Per Senza Soste, Nique la police
ottobre 7, 2008 alle 12:25 pm
Sinceramente la battuta di Alessandro Cosimi su Virgilio Marchi non l’ho capita nemmeno io. Sarebbe un po’ come dire, dopo i bombardamenti che distrussero piazza Grande e la costruzione del cosiddetto nobile interrompimento: “Di sicuro anche il Pieroni l’avrebbe preferita così”.
Ribadisco il concetto: Non l’aveva certo ordinato il dottore (ogni riferimento alla professione esercitata da sindaci passati, presenti e futuri è puramente casuale) di comprare l’Odeon, avendolo pagato sei milioni di euro, e buttarlo giù. Se Lippi era incapace di gestirlo, poteva chiudere bottega e lasciar tutto lì, in attesa di tempi migliori (o di migliori idee, ché quella del parcheggio è proprio demenziale). O almeno, mi sarebbe bastato che i lavori si fossero svolti e conclusi nei tempi previsti, sì da essere in grado di inviare il meritatissimo abbaione ai responsabili dello scempio, rivelatosi inutile e tutt’altro che redditizio,
ottobre 7, 2008 alle 12:27 pm
Quanto all’articolo di “Senza soste”, credo che sia la seconda o la terza volta che lo copiano&incollano. Trovo amaramente impagabile la frase: Che poi la sinistra di opposizione e la cittadinanza siano in grado di fare tutto questo è un altro discorso.
ottobre 7, 2008 alle 12:32 pm
a me sembra solo una battuta sbagliata e di cattivo gusto. Ma la foto di come è ridotto l’Odeon è stata davvero raccapricciante.
ottobre 7, 2008 alle 12:58 pm
il mensile , non il quotidiano.
ottobre 7, 2008 alle 4:23 pm
Anch’io condivido molte delle valutazioni circa il balletto, sconsiderato ed ipocrita, della blindatura alla riconferma di Cosimi a sindaco. Rabbrividisco a pensare che questa città sia nelle mani di un soggetto del genere per ancora una legislatura ma rabbrividisco ancor di più a pensare che un “giovane” alla Ruggeri sia così rotto alla politica delle fregature infischiandosi della città anzi sulla pelle di essa pur di assicurarsi una comoda candidatura alle prossime regionali. Certo al posto dell’uscente ci può andare anche Ruggeri, peggio di così non può andare! Ma perchè questo partito non fa seriamente il mestiere suo e cioè selezionare i migliori ed allora tanti giochetti andrebbero a fottersi. Come si fa seriamente a ricandidare Cosimi? Ciò significa che il parere della gente è tenuto in misera considerazione. Non maravigliatevi, e sopratutto non prendetevela con Berlusconi o qualche altro, se dalle urne verranno fuori responsi non graditi, qualche anno fa, non molti, a Bologna successe la stessa cosa. E il ruolo che gioca il Tirreno qual’è? Al suo direttore interessa soltanto come piazzare qualche portavoce nei vari enti oppure si dedica ad una seria ed obbiettiva analisi di che cosa sta accadendo nella nostra città ? Per fortuna c’è un altro quotidiano che sara destinato ad aumentare la tiratura grazie alla linea tenuta dal Tirreno. Mi auguro, Dott. Lamberti, che Lei rifiuti di partecipare a queste primarie farsa e presenti davvero la sua lista, per quanto mi riguarda, per quello che può interessare io sarò fra i suoi elettori.
ottobre 7, 2008 alle 5:01 pm
Cosimi. Ruggeri, Ruggeri, Cosimi ecc…ecc…sembra che nella situazione attuale questa cosa sia una priorità io onestamente vedendo quello che sta accadendo onestamente mi sembra tutto cosi piccolo e insignificante.
Leggendo il tirreno anche oggi si legge di fabbriche che mettono in cassa integrazione compresa la Lucchini di Piombino.
Se L’Europa non troverà una via certa per risolvere la crisi che ancora non sentiamo pienamente, non ci sarà nessun futuro roseo indipendentemente da chi sarà il sindaco di Livorno.
L’Italia campa a debito è il 104% il debito pubblico in rapporto al PIL.
SE la BCE toglie il patto di stabilità al 3% gli altri paesi Europei possono fare interventi aumentando la loro quota di debito che attualmente è in torno al 70% del PIL.
MA NOI COSA FAREMO?
Il welfare come lo manteniamo?
Se rallenta l’industria di base i servizi a chi li forniamo ( ammesso di essere competitivi nella situazione data nel fornirli) ?
Leggendo L’unità mi sembra che le soluzioni di Bersani siano da manuale Bignami, ma aspetto stasera a dare un giudizio definitivo, dopo che avrò letto il suo intervento per intero.
Nella speranza che non parli della teoria delle tre T applicata all’Italia, perché per il momento non ha funzionato nemmeno a Livorno.