Suv? un nome che mi ricorda qualcosa a proposito di cose buttate lì alla vigilia delle nozze, per raccogliere la battuta di Marco Sisi. Ognuno ha le sue pene. E’ vero, nessuno ne è convinto più di me. Basta non rassegnarsi. Anche a Napoli conosco tantissime persone eccellenti che certo non si rassegnano alla camorra e devono viaggiare scortati. I nostri problemi sarebbero un pò più semplici da risolvere e non dovrebbe nemmeno servire la scorta. A Livorno ci vuole meno coraggio che ad Islamabad, questo è certo.
Gianfranco Lamberti
(NdR: da un commento scritto in risposta a varie osservazioni di alcuni lettori in cui tra il serio e il faceto si segnala che le strade di Kabul e Islamabad sono tenute meglio di quelle di Livorno, e che gli amministratori di Napoli hanno a suo tempo deciso di puntare sulle attività di riparazioni navali, creando le premesse per l’attuale successo di questo settore dell’industria partenopea).
Agosto 23, 2008 alle 5:55 am
Buongiorno a tutti.
Credo sia doveroso fare gli auguri a Concita De Gregorio neo-direttore dell’Unità.
Agosto 23, 2008 alle 9:32 am
Buongiorno Marco, non faccio nessun augurio a Concita De Gregorio , questo perchè sarà una giornalista di parte . E per me l’informazione non lo deve essere.
W se sei il Direttore delUnità ….. cmq stimo la persona e la giornalista .
Caro
Agosto 23, 2008 alle 9:36 am
…caro Marco Marco e cari tutti , cosa ne pensate dell’intervista di Guido Guastalla di oggi sul Corriere di Livorno sul SINDACO GALLERISTA di famiglia !!) ???
Scusate , ma se quel che dice è vero, la Magistratura lavora solo quando fa politica un esponente di Forza Italia ??
che bello fare il Magistarto a Livorno……!!!!
Agosto 23, 2008 alle 9:52 am
Guastalla a proposito delle statue dice cose che ostinatamente e dettagliatamente avevo scritto in questo blog. il suo intervento più che altro è opportuno perchè evita che i livornesi pensino che sotto sotto l’operazione a lui non dispiace. e invece, come si può leggere, la trova inopportuna. giustamente.
Agosto 23, 2008 alle 11:16 am
Un contributo che spero utile e che porgo in veste di testimone neutrale (ero andato a fotografare). Alla Festa del PD ieri sera ho visto una partecipazione di gente davvero imponente. Di avvenimenti di massa ne ho visti tanti in vita mia e assicuro che iera sera alla Rotonda c’era un mare di gente. Analizzino altri se questo dipendeva dal caldo che invogliava a uscire di casa, dalle attrazioni, dalla possibilità di cenare fuori a prezzo modico…posso dire che alle 21.30 i botteghini vedevano ancora file di gente che aspettava si liberassero posti nel ristorante. Anche il tendone allestito per i dibattiti ha visto la presenza di un (come si dice) folto pubblico.
Ho apprezzato molto l’impostazione del discorso di Goffredo Bettini, indipendentemente dalle preferenze politiche che posso avere. Perchè è stato davvero concreto e non ha fatto nessuno sconto neanche al suo partito. Ha messo in guardia i suoi dirigenti, li ha esortati a non disperdersi nei meandri dei personalismi e delle combriccole; e a non perdere tempo in dibattitti autoreferenziali, ma a impegnarsi perchè il PD possa diventare un partito con un forte radicamento e concentrato unicamente sui problemi della società. Ha indicato tra i punti fondamentali del nuovo partito la trasparenza assoluta nel tessramento, per evitare che pacchetti di tessere fasulle possano deformarne la composizione e l’anima.
Ha esortato i dirigenti locali a non impiegare le energie e il tempo del partito a macchinare complessi e prudenti sistemi di posizionamento politico individuale, bensì a costruire e a trascinare gli altri.
Come ho scritto all’inizio non è importante quali siano le mie preferenze politiche: il discorso di Bettini mi è piaciuto perchè mi è sembrato contenesse le indicazioni che qualunque coordinatore di partito dovrebbe insegnare, prima delle quali: il partito va inteso come uno strumento per migliorare la società, e non come una scaletta per i suoi singoli dirigenti.
Chiedo scusa per essere intervenuto questa volta su un argomento non tecnico.
La Redazione
Agosto 23, 2008 alle 4:19 pm
Ringrazio della testimonianza, visto che sono fuori Livorno e non ho potuto seguire il dibattito alla festa.
L’intervento di Guastalla sul Corriere, che mi viene trasmesso, è molto impegnativo.
Ne viene fuori uno scenario particolare, sul quale occorrerebbero parole chiare ed urgenti della amministrazione, non si può lasciare a marcire una simile questione, è un danno per tutti. Livorno sta diventando davvero un caso particolare, al di là del merito delle questioni : alle domande si risponde e si fa chiarezza, se non si fa così si alimenta un clima imbarazzante.
Magari poi andiamo tutti alla festa del partito, cene e dibattiti, ma qui si parla non di un tesseramento fasullo, come teme Bettini, ma di questioni molto più grosse. Davvero non capisco perchè non si chiarisca subito cosa sta succedendo intorno a queste benedette statue. Del resto se addirittura vogliamo migliorare la società, partiamo dalle cose più semplici.
Agosto 23, 2008 alle 10:56 pm
Salve a tutti. Avrete notato che ho postato commenti di notte, dato che facevo quest’orario al montaggio del TG5. Oggi ho, giustamente credo, riposato un po’ e dedicato parte del tempo a lavoretti di bricolage. Non ho trovato traccia, sul sito del Corriere di Livorno, dell’intervento dello “zio del Sindaco”, anche questo me lo farò tenere da parte dai miei… A Rosso posso solo dire che, a parte il discorso dell’appartenere o pure no al PD, a parte, scusate il bisticcio, che per me è giusto che ci sia una stampa di parte (oltretutto l’Unità rimane “solo” un giornale fondato da Antonio Gramsci, credo che non sia più organo del PD, che infatti adesso ha abbandonato la denominazione Festa dell’Unità, tutt’al più sarà organo di Tiscali.it), fondamentalmente mi pareva opportuno augurare buon lavoro a una giornalista che, sia pure nata a Pisa, rimane “livornese” perché ha lavorato lungo tempo al Vernacoliere e al Tirreno. E’ una di noi di foravia, che abbiamo dovuto e voluto andarcene dalla città per poter crescere non solo anagraficamente.
Mi associo, inoltre, a quel che dice Gianfranco Lamberti, il partire dalle “piccole cose” è sempre stato un mio slogan, da quando mi sono affacciato a questo blog. Quanto alla Festa, del PD o dell’Unità che sia, purtroppo (per me, non per la Festa) mi ci affaccerò (se non sarà finita) dopo il 28, quando sarò tornato a Livorno. Spero che ci sia l’occasione per assistere a qualche dibattito, Statue o non statue, carne al fuoco potrebbe essercene parecchia e non mi riferisco certo al ristorante di questa o quella sezione.
Agosto 25, 2008 alle 11:49 am
Personale: qualcuno, estraneo a questo blog, incontrandomi, ha criticato la mia testimonianza di alcuni giorni fa dalla Festa del PD. Penso di avere diritto di replica. Chi vuole può leggerla qui