Un saluto all’ottimo Ghino di Tacco. Delphi, Stanic, rigassificatore e via dicendo.
Una Livorno declinante e festaiola, Che investe molto sull’immagine, ma che alla fine lascia un pò tutti con un pò di amaro in bocca. Non mi sembra un gran momento.
Questa non è vita, dice Ghino,ma quando c’è la voglia di battersi senza chinare la schiena e ci si accorge che a volerlo fare sono più di quanti non penseresti, l’aria si fa un pò più fresca. Forza Ghino!
Favori e privilegi, non so. Quanto ai principi l’unico che mi ha sempre attratto è stato il principe De Curtis, gli altri non li ho mai sopportati, per nulla. Anzi mi hanno sempre fatto venire la voglia di un pernacchio alla napoletana, magari mi alleno un pò. Ma la redazione lo censurerebbe, forse.
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Allegato a cura della redazione:
lezione di pernacchio alla napoletana di Eduardo De Filippo
Agosto 7, 2008 alle 9:46 pm
La Redazione non potrebbe mai censurare un pernacchio di buona qualità e soprattutto prodotto con cuore e passione. Non potrebbe sia perchè il pernacchio obiettivamente è la sintesi di quanto di meglio la satira può esprimere, sia perchè nostro padre, persona da tutti ritenuta signorile ed elegante, ci ha fatti crescere nel culto di Totò, anche dandoci dimostrazioni pratiche di gestualità e sonorità decurtisiane. Attendiamo ansiosi sue interpretazioni e le ospiteremo molto volentieri nel blog (che poi, a dire la verità, non è nostro, ma suo dottor Lamberti).
Agosto 7, 2008 alle 11:11 pm
mitico! tra l’altro un pernacchio, e non una pernacchia, del grande Eduardo è un monumento alla saggezza italiana e partenopea in particolare. Quanto a mie interpretazioni, non reggerei il confronto con il maestro.
Agosto 8, 2008 alle 9:58 am
Buongiorno,
leggo sul Corriere ,
che per molti,
anche Effetto Venezia e’ un vero flop.
Tralasciando che Flop risulta la parola piu’ associata ad ogni evento -manifestazione che vede il Comune co-protagonista,
pare che alcune questioni qui sollevate,
soprattutto sulla singolarita’ di affidare nei secoli dei secoli,
e sulla validita’ del contributo culturale del Direttore Artististico,
sig Ricci,
trovino molti riscontri tra la gente comune.
Sarebbe curioso sapere visto che a bilancio Cosimi ha messo 2 milioni di euro per consulenze esterne,
quanto ci costa il Sig.Ricci,
e sarebbe altresi’ curioso sapere se anche Virzi’ ed altri uomini della cultura-spettacolo,
per le grandiose gesta cerimoniali,
e chiare manifestazioni d appartenenza al Palazzo,
prendono i “gettoni”.
Ho letto sul Tirreno invece l intervento di Vittori sulla situazione generale e politica livornese,
Buongiornooo,
e’ sempre li’ dopo 5 anni che va a braccetto con Cosimi ,
e strizza e mira gli occhi su poltrone e rimpasti,
a chiedere confronti,dibattiti ed incontri col Pd per discutere di questioni amministrative e politche.
Alla buon ora,
e complimenti per un intervista che anno dopo anno
2005-06-07-08,
e’ sempre identica.
si vede il Tirreno conserva l originale,poi modifica tre parole,e vuala’,
la ripropone.
E visto che il giochino l hanno capito anche i bimbini dell asilo,
organizzassero Vittori e Cosimi la prima riunone politica
a luglio dell anno prossimo.
con l augurio che possano in quei tempi non dibattere piu’ di politica,
ma di come si sta bene l Estate ai bagni Peiani.
Ao’
Saluti
Agosto 8, 2008 alle 11:01 am
l’impressione che un profano come me può avere è che Cosimi sia politicamente disperato e che ingaggi chiunque lo convince di potergli far avere un ritorno di immagine formidabile. il guaio è che non deve intendersi molto di comunicazione, spettacolo e via dicendo, e allora si affida a….aggettivi omessi per non irritare la redazione….i risultati visibili di tanto lavoro sono sotto gli occhi di tutti: fiaschi veri e propri. e d ogni punto di vista.
poi, a parte i mercenari pardon professionisti vari, come queli che state citando, ci sono gli amici veri, ch gratuitamente cavalcano a fianco di Cosimi, anche se i loro cavalli e ronzini ormai hanno poco fiato a causa dell’età avanzata. amici come Vittori. l’amicizia vera non guarda al tempo che passa e al mondo che cambia, è fedele e basta, nel bene e nel male, nella cattiva e nella buon sorte. dovremmo tutti prendere esempio da questo nostro concittadino.
Agosto 8, 2008 alle 11:17 am
La miglior vendetta è il pernacchio (Marcello Marchesi)
Agosto 8, 2008 alle 11:17 am
Ricci Michelangelo cod.F1 (F sta per fancazzista) E.35.000 capitolo Welfare
Virzi Paolo cod.F2 E. capitolo spese Sindaco
Agosto 8, 2008 alle 11:27 am
“Mancano gli spettacoli? Sono discorsi a dir poco ridicoli – commenta Ricci – Quest’anno abbiamo messo in piedi più di 100 eventi per tutti i gusti e sono tutti eventi di dimensioni internazionali. Mi sembra che ci sia un’attenzione fuorviante rispetto a Effetto Venezia. Ogni sera riusciamo a offrire luci e spettacoli a decine di migliaia di persone. Gli esercenti protestano? Che pensino loro ad adeguare l’offerta con prezzi più bassi e per tutti. Io organizzo cultura per il popolo e non passa giorno che la gente non mi ringrazi per quello che la manifestazione offre”.
Cito dall’articolo pubblicato dal Corriere di Livorno. Chiaramente 1 euro e 50 per una bottiglietta d’acqua minerale da mezzo litro si commenta da sé, ma non credo che il Nostro si riferisca a questo. Anche perché, in quanto a prezzi (vedasi precedente commento di paolo de angelis), viene voglia di gridare: “Da che pulpito”. Quanto agli eventi e al loro livello, puoi far venire anche Frank Sinatra e Sammy Davis jr. resuscitati, ma se si esibiscono in un posto dove non li vede nessuno, caro Ricci, è chiaro come il sole che viene naturale parlare di flop.
Agosto 8, 2008 alle 11:33 am
Caro Voltaire,
per alcuni soggetti nemmeno il talento di Spielberg ausiliato da i piu’ fantascientifici
ed avveneristici mezzi tecnologici ,
sarebbe in grado di migliorarne l immagine,
e la percezione che arriva al popolo.
Scherzando un po’ sull immagine,
ma non troppo,
credo che lo charme,il gusto,lo stile ed il susseguente ,e magari anche superficiale, gradimento,
o ce l hai o non ce l hai,hai voglia a provarci;
Parlando sempre in generale ovviamente,
se poi si hanno strutture fisiche a forma di gavitelloni d annata,
neanche le diete possono produrre risultati,anzi fanno peggio.
Tornando alla fisiognomica invece,
mi sembra che ben pochi risultati in termini di gradimento e fascinazione,
si riescono ad ottenere,
laddove e qualora
si fosse in possesso di una ghigna a meta’ tra un falco argentino
ed un piccione di piazza grande,
magari con tre peli sulla testa,
e
con in piu’
denti ed occhi sempre a disegnare un perfido e poco benevolo ghigno.
Saluti
Agosto 8, 2008 alle 11:41 am
Pda,
ma cod.F1- F2 sono veri,o e’ una battuta?
Scusa la domanda diretta,
perche’ se il Ricci prende per 10 giorni di “cultura per il popolo”
70 milioni di vecchie lire,
magari il diritto alla critica pare il minino,
e magari un concorso con giuria esterna giudicante
per l assegnazione del coordinamento Artistico di Effetto Venezia sarebbe buona cosa.sicuramente di merito e trasparenza.
Quanto a Virzi’ sarebbe molto interessante parlare di cifre se ci sono.
Giusto per chiamare ogni cosa col proprio nome.
Saluti
Agosto 8, 2008 alle 11:50 am
Sottoscrivo in pieno quanto dice kinto. Anche perché, detto tra noi, non si capisce perché la nostra città debba vivere in regime di monopolio. Anche per questo, ad esempio, sostenevo che la Gran Guardia non doveva chiudere. Anzi, se pure il Lazzeri fosse rinato come teatro non sarebbe stato un male. Invece, solo il Goldoni e… non disturbare il manovratore. Effetto Venezia in mano a una sola persona, ogni anno i “soliti” Monni, Cambi, Faggella. Stimabilissimi artisti, per carità, ma non ci sono solo loro!
Per amor di precisione dovrei dire che in effetti c’è anche il Teatro del Porto, dove il direttore artistico di Effetto Venezia imperversa nei restanti mesi dell’anno, ma… mi pare che i risultati non siano il massimo. O sbaglio? Sempre pronto a chiedere scusa in caso mi sbagliassi, naturalmente.
Agosto 8, 2008 alle 11:50 am
è un discorso serio, molto serio. il paragone, più che con i falchi e i gavitelli, lo farei con tutti quei regimi che hanno bruciato capitali immensi per inculcare la fede nel loro capo. fatte le porporzioni, spettacoli insulsi come il Wave e l’attuale Effetto Venezia (sig. Ricci, lei si è mai spinto oltre Guasticce? l’aggetivo internazionale, sa, dice tutto e nulla. via sign Ricci, non tutti a Livorno oprtiamo l’anello al naso), il blog del sindaco, il libro ricavato dal blog del sindaco, sparate urbanistiche varie, ecc. corrispondono ai faccioni di quel piccolo desposta in quella piccola repubblica dell’Asia centrale, o a quelle orribile statue erette nelle piazze di quel piccolo stato dell’Africa euatoriale.
la mentalità è la stessa e identico è lo spreco di denato. si stratta di spreco, perchè l’obiettivo che si cerca di raggiungere spendendo non è fare cose utili, ma richiamare continuamente l’attenzione della gente sul faccione e sulla voce del capo.
il piano di solito viene completato addomesticando i mezzi di informazione. anche questo a livorno sta avvenendo.
ciò che di grave sta avvenendo al Tirreno che questo giornale non deve avere minimamente percepito l’instabilità della situazione politica cittadina. mi sembra incredibile che giornalisti navigati non fiutino le nuove brezze che stanno spirando dalle nostre parti. brezze che stanno già soffiano decisamente in direzione contraria a quelle voluta dagli emiridel PD. e che in alcuni momenti si uniscono, acquistando forza.
davvero, mi chiedo come chi per mestiere osserva e ascolta la città non stia vedendo tutto questo.
Agosto 8, 2008 alle 11:52 am
Piccola divagazione… se i soldi di Ricci vengono dal welfare, ciò può significare che qualche disagio sofferto da bambini o anziani in asili nido o RSA può essere imputabile a quei 35.000 euri?
Sempre pronto a chiedere…
Agosto 8, 2008 alle 11:55 am
si Marco, c’è anche il Teatro del Porto. andrebbe ripensata tutta l’attività “teatrale”, razionalizzandola, in modo da risparmiare tanti soldi e produrre cose migliori. guarda che ci sono più sale teatrali a Livorno che a New York, nonostante la chiusura di Gran Guardia, Metropolitan, ecc.
il guaio è che assorbono soldi e non producono abbastanza. esattamente come quei musei con 200/300 visitatori l’anno. del tutto inutili non sono, ma costano troppo. a noi dei vari signori Ricci o delle varie dottoresse non c’interessa così tanto da accettare che una struttura venga tenuta in piedi quasi soltanto per sistemarli. giusto?
Agosto 8, 2008 alle 12:05 pm
personalemnte, per precisare, non chiedo nè chiusure nè rimozioni. chiedo riorganizzazione: puntale su una gestione razionale delle varie sale, convolgendo con pari dignità i gestori privati (associazioni, parrocchie) in modo da ottenere un arricchimento quantitativo e qualitativo del cartellone cittadino.
danza, lirica, teatro clasicco, musica da camera, corali, jazz, le nuove tendenze musicali, poetiche, teatrali, saggi scolastici……si potrebbe offrire di tutto per tutti i gusti, e soprattutto dare grandissimo spazi ai giovani. poi naturalmente c’è Il Goldoni, che va valorizzato. e il Palapuppa che andrebbe rianimato.
avrei alcune idee da sottoporvi ma non le espongo perchè non voglio vengano scippate.
Agosto 8, 2008 alle 12:14 pm
Voltaire col Palapuppa mi hai fatto piegare in due. Comunque sono d’accordo con te. Si potrebbero fare un sacco di belle cose, organizzando tutto per bene.
Agosto 8, 2008 alle 12:19 pm
per onestà: il problema della eccessiva frantumazione delle attività legate all’arte e alla cultura è noto all’ass. Guantini. l’anno scorso lo sentii si dichiararsi fiero del fatto che a Livorno c’è grande vivacità (numero di associazioni), ma anche invitare gli interessati a qualificare il loro lavoro. il Comune, disse, è lieto di collaborare (nei limiti rappresentati dai pochi soldi disponibili e senza nessuno limitare la libertà altrui) con chi propone progetti validi, ma devono essere validi.
mi sembra una posizione seria.
Agosto 8, 2008 alle 12:20 pm
Tra parentesi,
mi stupisce e mi auto”faggello”,
nonostante sia nato e viva a Livorno da piu’ di tre decenni,
di non aver mai sentito nominare,
e di non avere la benche’ minima idea di chi siano molti soggetti sopracitati,
che risultano nei fatti ,
i catalizzatori e fornitori unici “della cultura per il popolo”.
Saluti
Agosto 8, 2008 alle 12:23 pm
il Palapuppa, con quel nome e quella forma è strepitoso per organizzare sexy shows di livello internazionale! e poi si può proporre a Christo di farci una installazione senzazionale: il reggipettone. Livorno andrebbe su tutti i giornali e su tutte le TV del mondo.
costo? niente. Christo fa tuttoa sue spese. quello che chiede sono soltanto le autorizzazioni e la protezione del cantiere. poi lui guadagna vendondo poster, filmati e pezzi dell’opera.
Agosto 8, 2008 alle 12:27 pm
Fantastico il video di Eduardo de Filippo.
Non lo avevo mai visto,e mi ha fatto ridere parecchio.
Complimenti Redazione,sei esagerata come al solito.
Saluti
Agosto 8, 2008 alle 12:36 pm
kinto, spesso si tratta di soggettini che svolgono opera anche meritevole, ma che non riescono a riversare niente sulla città.
non catalizzano niente e non intendono proporre cultura prefabbricata. semplicemente si dedicano a qualcosa che a loro sembra interessante; poi chi vuole va a sentirli, e chi non vuole non ci va.
questo è l’elenco delle associazioni riconosciute dal Comune di Livorno. l’elenco è aggiornato al 2004 e c’è di tutto: dai gatti, ai funghi alla musica
Agosto 8, 2008 alle 12:36 pm
Grazie messer Kinto.
Agosto 8, 2008 alle 12:41 pm
Rispondo a Kinto;i dati sono autentici.Al momento non è possibile accertare l’emolumento F2 perchè lo stanziamento del gabinetto del Sindaco (dove dovrebbe annidarsi anche la sovvenzione stagionale per F3 -cioè Rondelli Roberto detto Bobo)non è stato dichiarato.Quindi i due milioni di euro conglobati devono essere valutati al netto di quella spesa,destinata a gonfiarsi come la panna montata.Quanto ad F1 e alla sua cultura del popolo,forse è meglio lasciare pietosamente perdere.Soprattutto quando si intascano soldi pubblici acrivendoli alla sicurezza sociale.Ma Effetto Venezia cos’è,un ospedale da campo?Spiace vedere tanti validi uomini di battuta e di spettacolo cadere tutti gli anni in questa misrevole trappole per due righe sul giornale.Che squallore.
Agosto 8, 2008 alle 12:49 pm
Per fare il reggipettone, però, occorrerebbe un secondo Palapuppa.
Agosto 8, 2008 alle 12:56 pm
paolo de angelis grazie per le precisazioni.
Su F1 concordo, su F2 e F3 stiamo a vedere. In fin dei conti i due mi sembrano capaci di darsi da fare e procurarsi la pagnotta anche senza l’intervento del Comune di Livorno (a differenza di F1, che mi sembra proprio “apporpato” stabilmente e non autosufficiente secondo quanto comunemente si intende con tale termine). Lo sono anch’io e, quando capita che mi arriva una proposta di lavoro da un Ente Locale, comunque, non è che rifiuto… Perché il pane è buono, ma il companatico ci sta bene!
Agosto 8, 2008 alle 1:10 pm
Il video di Eduardo è una cosa splendida, mi è rivenuto in mente leggendo di chi si impegna a fornire cultura per il popolo. Non so voi, ma è un modo di parlare che è un pò inquietante e Voltaire ha avuto le mie stesse sensazioni.
Sulla battuta della cultura per il popolo , Eduardo è d’obbligo.
Quanto agli interventi di Vittori, magari non sono molto dissimili nel tempo, come dice kinto, ma hanno, comunque la dignità di una scelta politica molto esplicita e tenace, anche se molto opinabile, come sempre accade per tutti. Non ho capito bene come risolverebbe la questione OLT, ma sull’argomento avremo modo di tornarci.
Quanto alle primarie, di cui parla anche Giorgia Beltramme sul Corriere, consiglierei la lettura delle pagine regionali di repubblica, per capire come la questione sia un pò più complessa di come viene trattata. Mi sembra che la questione non sia così pacifica. Ma anche su questo ci torneremo, eccome. Comunque sia primarie vere , presunte o chissà cosa, il punto politico, per una amministrazione uscente, è sempre quello del rendiconto del proprio operato. Una piccola differenza rispetto ad un sindaco che si candida per la prima volta. Mi sembra, anzi, una differenza enorme, sul piano politico e sul piano delle valutazioni che i cittadini daranno nelle urne, che sono poi le valutazioni che contano davvero. Come dice anche Manciulli, sfiorando l’ovvietà. E non mi ficco nel dibattito quasi filosofico tra primarie di partito o di coalizione, c’è sempre Eduoardo pronto a colpire.
Agosto 8, 2008 alle 1:11 pm
F2 e F3 sono due casi tipologicamente diversi,come puoi ben capire.Direi che il primo è un impegno di spesa strategico,il secondo ha una natura complessa,che mixa spettacolo e assistenza.Una specie di tassa estiva,di cui la collettività si deve fare carico.Comunque c’è una rassegna stampa mica male,ricorda il conflitto interetnico di Viale Italia:residenti che espongono alla Procura per il rumore eccessivo,commercianti che lamentano la carenza di spettacoli,F1,imbarazzante,che con la spocchia di un biennalista anni 70 evoca la cultura del popolo e interventi simbolici sulla fisicità della sofferenza sociale.Ora capisco il nesso con il Welfare.Non lo contesto a priori.Deve pure mangiare.Ma ripetere per il quarto anno consecutivo le stesse cose è francamente una presa in giro che alla fine annoia.
Agosto 8, 2008 alle 1:13 pm
no Marco. una coppa prende il palapuppa, l’altra è abbandonata sul piazzale, soltanto leggermente staccata da terra in modo che le persone ci possano entrare. lì si terranno concerti, happening e altri tipi di performance. Tinto Brass potrebbe dirigere la parte degli spettacoli.
Agosto 8, 2008 alle 1:15 pm
non avevo letto pda. F1 ed F2 potranno essere documenatti e letti opportunamente a conclusione dell’evento. Credo che sarà interesse innanzi tutto della amministrazione divulgare tempestivamente il dettaglio delel spese sostenute per questa estate festosa.
Il popolo, quello oggetto della cultura per il popolo, vuole sapere come vengono spesi i suoi soldi. E’ un diritto che abbiamo acquisito molti anni fa, dopo i tempi dei ministeri dedicati alla cultura popolare, non credo sia una cosa complicata avere tempestivamente quei dati. Quello che sia il capitolo dove sono allocati.
Agosto 8, 2008 alle 1:19 pm
Grazie PdA.
Mi auguro e chiedo, Io con piccola voce,
sicuramente una richiesta di chiarezza in tal senso del Dott.Lamberti,
avrebbe piu’ peso ed ascolto,
che gli emolumenti del Gabinetto del Sindaco
fossero resi pubblici dal primo all ultimo.
Punto primo perche’ non sono soldi di Cosimi Alessandro,
ma di Livorno,
punto secondo che completa il primo,
perche’ non siamo di fronte ad un Conte o Marchese
che con i propri nobili soldi
puo’ farne cio’ che vuole e nel silenzio o disinteresse generale,
ma siamo di fronte ad un pubblico ufficiale ( pubblico,ed allora si pubblichi il pubblico),
e punto terzo,
perche’ quando magari si leggono intervistone a tutta pagina,
oramai il Tirreno e’ 4 mesi di filata,
dei vari Virzi’,Ruffini,Ricci e magari anche il Sig.Giannini e compagnia cantanti
riusciremmo noi livornesi a contestualizzarli in maniera piu’ appropriata,
e potremmo anche togliere dalle mani a lor signori
quei cazzo di patentini ,che si sentono in pectore,
sulla livornesita’ doc ,
forti della loro supremazia intelletuale e culturale
indipendente,popolana e cosi’ lontana dai Palazzi.Ao’.
Ribadisco
cultura in-dipendente o dipendente ?
Saluti
Agosto 8, 2008 alle 2:38 pm
Io so’ io e voi nun siete un ca**o (Il Marchese del Grillo)
Agosto 8, 2008 alle 2:39 pm
ma ti stai dando le arie e stai offendendo noi, Marco?
Agosto 8, 2008 alle 2:41 pm
Voltaire per favore non fare uscite inutili come questa. Ovvia!
Agosto 8, 2008 alle 2:44 pm
e dai, scherzavo!
Agosto 8, 2008 alle 2:49 pm
Per Voltaire: naturalmente la citazione cinematografica dall’ottimo film con Alberto Sordi si riferiva all’intervento di kinto, la parte dove compare “…non siamo di fronte a (…) un Marchese che con i propri nobili soldi…”. L’ottimo Roberto Malfatti c’è arrivato subito, tu hai avuto bisogno di un aiutino…
Agosto 8, 2008 alle 3:24 pm
Saluti a tutto il blog,alla Redazione, ed al Dott.Lamberti.
il buon Kinto va in vacanza,meritata direi,
e non avra’ forse modo di collegarsi per diversi giorni.
dunque tenete duro e vigilate a dovere.
Buona continuazione
Agosto 8, 2008 alle 3:33 pm
oh Marco, c’ero arrivato almeno almeno qualche ora prima della redazione. guarda che alla redazione gli sfilo i calzini senza neanche slacciargli le scarpe!
Agosto 8, 2008 alle 3:35 pm
Carissimi saluti Kinto! Ti auguro una splendida vacanza!
Agosto 8, 2008 alle 3:36 pm
Signor Voltaire, avrei bisogno di parlarle a quattr’occhi. Mi chiami, la prego.
Agosto 8, 2008 alle 3:44 pm
Buone vacanze kinto.
Quanto a Voltaire, occhio che mi sa che è per questo che Roberto gira coi sandali.
Agosto 8, 2008 alle 10:35 pm
conosco Ricci da oltre vent’anni e devo dire che la mia stima artistica nei suoi confronti è sempre stata pari a zero. Meno male per me che non lavoro nell’ambito dello spettacolo perchè mi farebbe una certa tristezza veder lavorare uno che ..diciamo mostra maggiori capacità di diplomazia che talento artistico.
Non ricordo però che Ricci sia un prodotto di Cosimi, diciamo che l’ha ereditato. Il punto è che Ricci può saltare, rinnovare il contratto, può cambiare la giunta ma i metodi di assegnazione dei finanziamenti e di programmazione degli eventi rischiano di rimanere immutati anche per i prossimi decenni. Finchè il potere di decidere sui finanziamenti e sugli artisti sarà in ultima istanza dell’amministrazione di Ricci ne vedremo più che sugli scogli. Poi c’è chi ha il mito del mercato che seleziona gli artisti validi per il pubblico e glielo lasciamo. E’ vero che a Livorno c’è un certo tessuto associanistico a mio avviso più vivace che in altre città toscane. Ma deve prendersi potere e risorse, indebolendo la capacità del comune di intervenire nelle scelte artistiche. Se si rafforza la società anche gli spettacoli saranno più socievoli e socializzanti.
Agosto 8, 2008 alle 11:52 pm
di questo signor Ricci non so niente, quindi mi astengo dall’esprimere opinioni. esprimo invece totale accordo con quanto hans castorp afferma nel finale del suo valido intervento.
Agosto 9, 2008 alle 12:35 pm
Gentile Hans,
qui non si contesta a MR(F1) quello che fa(spetterebbe semmai ad una critica che non c’è per il terrore di disturbare il manovratore),ma il fatto che sul pacchetto di Effetto Venezia si investa cosi’ tanto e male.Da valutarsi nel famoso rendiconto ci sono dunque anche il compenso a MR(imputato al Welfare) e l’impegno finanziario complessivo della manifestazione (intorno ai 300.000 Euro piu’ il ritorno del “pizzo” chiesto in via amministrativa ai commercianti per l’occupazione di suolo-850 Euro cadauno)) Dopo 24 anni ancora non si è capito quale funzione debba assolvere EF.Se di acchiappa fritturisti o di stimolo per una inziativa culturale di ampio e pluralistico respiro che coinvolga ovviamente anche operatori privati e soggetti associativi.Basta girare un po’ per l’Italia per rendersi conto che il modello organizzativo è cambiato e che soltanto da noi si continua con questo mix tra la fiera,il fritto e la discutibile ostentazione della diversità e della sofferenza sui cosiddetti palchi sociali.Con costi prevalemtemente pubblici ela sovraesposizione del Comune con i suoi giullari di corte.La vera scommessa sarebbe quella di far vivere la Venezia almeno quattro mesi all’anno e integrare le diversità ottimizzando i servizi.(360 giorni all’anno)senza il bisogno di ostentarle.E poi attrarre risorse per finalizzarle alla cultura.Che è prima di tutto conoscenza.
Agosto 9, 2008 alle 12:38 pm
mi convice quello che scrive Paolo.
Agosto 9, 2008 alle 6:44 pm
Gentile Paolo,
siamo tutte persone di mondo e non credo che debba scandalizzre il fatto che Ricci, del quale come ho detto non nutro alcuna stima artistica, sia pagato tramite una posta di finanziamento definibile come impropria. La politica è fatta, come tutti gli adulti sanno, di queste cose. Si trova un accordo e poi una posta di bilancio adatta a soddisfarlo.
Il punto è che Ricci è un residuo di un sistema clientelare, un reticolato di amicizie nel quale si redistribuiscono fondi che non è all’interno di alcuna rete di promozione di un quartiere nè tantomeno di sviluppo della cultura cittadina. Naturalmente è luogo comune oggi pensare che mettendo insieme un pò di imprenditori, qualche associazione, un pò di parrocchie e facendo marketing tutti questi compiti che oggi Ricci & C. non assolvono possono invece essere assolti. Io penso invece che le cose siano più complicate. E’ tutto.
Agosto 9, 2008 alle 7:21 pm
nel governo, di una citt, regione e nazione, niente è facile. compito della politica è proprio quella di analizzare la realtà, elaborare soluzioni per migliorarla e controllare che tutto si svolga come voluto.
prima ancora di sapere se Ricci è meglio di un altro, se Effetto Venezia va fatto in un modo o in uno diverso, occorre capire come si vuole che sia la città. cos’è che vogliamo ottenere, o per lo meno cercare di ottenere? una qualità di vita buona per poche centinaia di persone, alle quali si daranno le migliori opportunità (è la soluzione che da qualche anno sta venendo portata avanti, secondo me); oppure si privilegia chi ha avuto ben poco in questi anni, la stragrande maggioranza della popolazione, cercando di offrire loro buoni servizi, un ambiente cittadino decoroso, un clima disteso, una collaborazione e integrazione tra tutti i soggetti che nei molteplici campi possono dare un contributo?
una città che cerca di dare impulso a tutti i settori di attività perchè venga creato il maggior numero possibile di posti di lavoro (dipendenti e autonomi), oppure che ne sceglie soltanto qualcuno (per pigrizia o per interesse)?
una città che tenta di farsi notare nel mondo e che cerca tutte le collaborazioni utili possibili? oppure una città che erige muraglioni e non permette a nessuno di ficcare il naso nelle sue cose?
non avremo mai nessun Effetto Venezia degno di interesse, e nessun’altra cosa a cui si vorrà dare vita, se prima non progetteremo la città. se prima non ci chiariremo dove potranno passare le macchine e dove si parcheggeranno. se non disegnamo, insieme ai soggetti di più alto livello interessati, e non otteniamo la viabilità portuale (stradale e ferroviaria). se non fissiamo un obiettivo di reindustrializzazione da cercare di centrare.
se non si darà ai cittadini la percezione che la città è migliorata nel giro dei sei mesi, un anno. se misurando vari parametri non si sarà riusciti a farli salire di livello.
di tutto questo nella gestione Cosimi non c’è neppure la più piccola ombra. ed è proprio qui il vero guaio.
l’incapacità si tenta di nasconderla ingaggiando tizio o caio, e si ottiene come unico risultato di avere sprecato soldi.
ha ragione hans castorp: levando Ricci ma non cambiando lo scenario in cui Ricci opera, si continuerà ad avere poco di buono da presentare.
è lo scenario che va cambiato.
Agosto 9, 2008 alle 8:07 pm
Anche io penso che la formula di Effetto Venezia sia un pò usurata, per usare un eufemismo e che bisognerebbe ripensare lo scenario. Anzi andrebbe cambiato lo scenario. Peraltro, la nascita di effetto venezia coincise, all’epoca, con la partenza del progetto di riqualificazione urbana del quartiere, poi vi sono state molte sperimentazioni ed evoluzioni. Ed il progetto di riqualificazione si è impallato su Piazza del Luogo Pio, ora si pensa ai concorsi di idee per il mercato del pesce da trasferire, sì ma come dove e con quali soldi? E’ tutto un fuoco di artificio di idee che partono e non arrivano da nessuna parte. poichè il rendiconto è assai vicino, ne faremo una lista lunga e gustosa, condita da commenti eduardiani. Ormai siamo ad effetto Livorno. Finiremo con effetto e basta, ognuno ci metterà quello che gli pare e ci berrà su una bella birra. Alè. Io poi non amo il fritto misto, sarà per il colesterolo. Le proposte di questa estate mi sembrano tanto un fritto misto senza capo nè coda. Hans pone questioni serie, così come pda, a quelle di Voltaire ci siamo abituati, sono davvero doc.
Agosto 9, 2008 alle 8:33 pm
Caro Voltaire,
sai che per cambiare lo scenario occorrono sforzi sovrumani(specialmente in questa città) e una grande immaginazione.Tuttavia apprezzo questa vostra determinazione.Io personalmente ritengo che per cambiare veramente si debba partire dall’osservazione di cio’ che è improprio(specie se riferito ad una prassi amministrativa) e che nel conformismo generale si dà per scontato che sia cosa buona e giusta.Si sa poi che nel sonno generale la questione Luogo Pio cade nel dimenticatoio (salvo essere ripresa a metà settembre dal Tirreno)o i vari spostamenti (del mercatino di piazza xx o addirirttura del Palazzo del Ghiaccio )vengono azionati in modo stagionale secondo l’opportunità de momento e con modalità discutibili.
Agosto 9, 2008 alle 9:29 pm
caro Paolo, tu dici: “….per cambiare veramente si debba partire dall’osservazione di cio’ che è improprio”. beh, secondo me già per fare questo occorre cambiare lo scenario (qui e nel mio precedente intervento inteso come scenario politico, era chiaro spero).
concordo con te sul fatto che occorrerebbero sforzi sovrumani per riuscirci. ma il fatto che oggi quelli sforzi appaiano sovrumani non deve impedire di tentarci. se ci si scoraggia in partenza e non si fa niente…si lascia il campo libero all’avversario e tutto sommato gli si da ragione.
gli sforzi, esclusa la rivoluzione armata, non possono che consistere nel dialogare con la città in ogni modo e in ogni occasione, come Lamberti e Confronto hanno fatto in questi due anni. esprimere critiche, chiedere chiarimenti, dibattere, domandare le opinioni altrui e permettere ai cittadini che vogliono seguire di farsi un’idea tra varie ricette di governo.
può darsi che anche svolgendo bene questo lavoro non si sia in grado di scalzare dalla sella il cattivo cavaliere. ma se non ci si prova neppure, quello resterà lì a vita. provandoci invece si aumentano di molto le probabilità di modificare lo scenario attuale e di contribuire a crearne uno assai più favorevole allo sviluppo e alla ricivilizzazione della nostra città. le penso così.