Abbiamo avviato questo blog all’insegna del motto fatti e non parole. Per questo, al di là di simulazioni e feste rimaniamo ancorati alle cose concrete che si riescono a fare per questa città, a partire dalle opportunità di sviluppo e di lavoro.
Faccio un esempio, per non parlare solo dell’Odeon. Abbiamo vissuto tante crisi industriali e le abbiamo risolte, in modi diversi, ma soddisfacenti. Difficile mettere ora nel dimenticatoio la vicenda Delphi (e SUV !), oppure quella dei riparatori navali che riguardano centinaia di lavoratori. Oppure pensare che la questione dell’energia o dell’Olt sia una questione da guardare con distacco, come se non significasse, comunque la si pensi, una questione che tocca il cuore delle nostre strategie di sviluppo, locale e nazionale. Ma è agosto e siamo in festa, e via dicendo. E poi cosa si dovrebbe fare di più, direbbe il nostro Lettore Curioso. Opinioni rispettabili. La mia, come cerco di argomentare da tempo, è che si dovrebbe fare molto, molto di più. E cerco di dirlo portando esempi concreti e verificabili. Una vecchia abitudine.
Gianfranco Lamberti
PS. Credo proprio che bisognerebbe fare una raccolta delle cose finite nel dimenticatoio, sarebbe divertente. A partire dall’inarrivabile nuovo stadio a Coltano. Magari potremmo lanciare un concorso a premi. GL
Agosto 4, 2008 alle 12:31 pm
“Dimenticatoio” è la parola magica che mi ha colpito nell’intervento di Gianfranco Lamberti. Ogni tanto (troppo spesso, in verità), io che sono un cultore della memoria, mi sembra che si tenda a lasciar risolvere certi problemi al cosiddetto “tempo galantuomo”. Cosa ci sia di galante nell’oblio, poi, non so proprio.
Piccolo esempio che mi coglie sul personale: in via Adua ignoti, nella notte, hanno dato fuoco a un gruppo di ciclomotori, motocicli e biciclette. Ormai sono passati svariati giorni e le carcasse sono lì, l’area non è stata ripulita da nessuno.
Agosto 4, 2008 alle 2:27 pm
O Marco, vuoi andare a trovare certi operai di certe aziende comunali
e partecipate???? Ma a Livorno lo sanno tutti…..sono ar barre!!!!!!!!
Brunetta non sarebbe male nemmeno a Livorno…..
Agosto 4, 2008 alle 4:29 pm
Credo proprio che bisognerebbe fare una raccolta delle cose finite nel dimenticatoio, sarebbe divertente. A partire dall’inarrivabile nuovo stadio a Coltano. Magari protemmo lanciare un concorso a premi.
Agosto 4, 2008 alle 4:35 pm
Per del sette gabriele: carissimo, vivo a Roma ma certe cose non mi rappresentano certo una novità. Sono sicuro che, appena un altro affezionato frequentatore del blog leggerà il tuo commento, si affretterà ad aggiungere una risposta su dirigenti e funzionari, altro che operai.
Per come la vedo io, sarebbe il caso che i cosiddetti fannulloni venissero castigati esemplarmente, senza bisogno di far venire lo spaventapasseri-Brunetta di turno.
Da un mercato del lavoro, in imprese pubbliche o private, orientato al riconoscimento di meriti o capacità, il sottoscritto non avrebbe che da guadagnarci.
Intanto, però, i rottami sono ancora lì (con eventuali rischi diossina o altro) e nessuna competente autorità muove un dito. Credo che nell’altra strada dove c’è stato un nuovo rogo, qualche giorno fa, la situazione sia la stessa. Dobbiamo aspettare la pioggia? Tempo addietro avevo scritto degli interventi che, in nome del decoro urbano, avevano eliminato un po’ di carcasse di bici e motorini. Era un’iniziativa una tantum?
Intanto, segnalo che sul “Tirreno” proseguono le lettere di cittadini esasperati dal pessimo stato del lungomare. Stamattina, alla Bellana, grandi pulizie della Cooplat.
Ci volevano queste proteste o è un caso che, finalmente, si è fatto qualcosa?
Per tornare sulle aziende comunali e partecipate: c’era una volta l’AAMPSS. Adesso gran parte del “lavoro sporco” lo fa la Cooplat. Perché il Comune ha esternalizzato? Conviene alla collettività? E i lavoratori? Precari, sempre più precari e con buste paga ridicole o persone ben retribuite e rispettate nei loro diritti elementari? Qualcuno dei nostri amici ha notizie?
Agosto 5, 2008 alle 9:36 am
Non ho conosciuto Laura Diaz, ma ho avuto un rapporto molto intenso con Furio, al cui lutto partecipo anche io.
Personaggi di una sinistra che ha fatto un pezzo di storia. La ricostruzione del paese e della città, dopo la guerra. Insomma, tempi in cui non si poteva vivacchiare, ma bisognava assumersi responsabilità e scelte, in mezzo a tante macerie.
Eventi che selezionavano una classe dirigente di alto profilo, e Diaz, non a caso, fu un sindaco giovanissimo e volitivo.
Allora c’era da ricostruire tutta Livorno, oggi basterebbe l’Odeon. Un pò più semplice per qualche giovane coraggioso, se c’è.