Ma perchè non ci avete pensato prima ?

Oggi apprendiamo di una decisione della Giunta, per mettere mano ai parcheggi sostitutivi di quelli perduti sullo spartitraffico davanti all’Ospedale.
Poichè la repentina decisione di eliminarlo, dopo decenni e decenni di permanenza, deriva da un non meglio precisato invito della magistratuta, oggi il Tirreno segnala la altrettanto repentina messa in opera di parcheggi sostitutivi, magari tra alcuni mesi.
Continuo a ritenere che ci sia il gusto della ironia, magari involontaria.
Se poi si apprende che i parcheggi da fare sarebbero quelli che prevedeva un Piano del Traffico del 2000, dico duemila, senza alcuna segnalazione di nuovi piani approvati durante un intero mandato, si deve concludere che la percezione del senso del tempo che passa è sicuramente molto diversa da quella di un cittadino qualunque. Diversa certamente da quella di chi deve andare all’Ospedale a farsi curare od a lavorare.
Se poi si immagina di studiare meglio i presunti posti auto del Parco Pirelli, magari con la ASL, si arriva all’ancora più presunto nuovo mandato.
Per citare il nostro lettore “Voltaire”, mi sembrano cose un pò oscene. Anche perchè basterebbe rispondere alla domanda, ma perchè non ci avete pensato prima?
Ma ci vorrebbe qualcuno che quella domanda la ponesse, non è poi così complicato pensarci. Anche con il caldo di questi giorni, tra una festa e l’altra.

Gianfranco Lamberti

21 Risposte a “Ma perchè non ci avete pensato prima ?”

  1. Voltaire Dice:

    non mi era certo sfuggito che questo piano del giorno dei parcheggi è grottesco, come grottesco è il solito impegnarsi a mò di banditore dell’organo di stampa cittadino, la literaturnaja gazieta della costa toscana. ma fa veramente caldo e ho preferito tenermi leggero parlando di cose oscene della politica: per questo ho citato il dito alzato di Bossi e la penosa gestione del caso Alitalia, di Prodi-Padoa Schioppa prima, di Berlusconi oggi. fino a queste cose ci potevo arrivare, ma alle idee sui nuovi parcheggi e alla loro tempistica no davvero. non riesco più a tenere dietro al sindaco Cosimi e ai suoi stretti collaboratori. una capperata a settimana potrei gestirla, ma tante tutti i giorni non ce la faccio.
    v’immaginate se Berlusconi governasse con la stessa….limpidezza di idee che vediamo qui a Livorno? facendo le proporzioni, cosa ci toccherebbe sentire ai telegiornali? ma ve l’immaginate?

  2. Gianfranco Lamberti Dice:

    bisogna vedere se i livornesi reggono il ritmo, o mollano. In fondo il punto è lì.

  3. Voltaire Dice:

    secondo me reggono nel senso che…sono costretti a tirare avanti per cui, volenti o nolenti, continueranno a subire. nessuno può permettersi il lusso di mollare e di cambiare città. ma poi, Pravda o non Pravda, tireranno la somma e a molti di loro darà un numero negativo.
    le feste passano, i problemi restano. la gente se ci sono feste ben organizzate è contenta, ma ciò che gli interessa davvero è la soluzione dei problemi. dopo tanti anni di Berlusconi e berlusconismo e berlusconate, non è che facciano più tanto effetto i titoloni inneggianti di qualche giornale. e poi non ci sono più ideologie quasi di nessun tipo a fare da collante. contano i fatti oggi.

  4. marcosisi Dice:

    Detto tra noi, forse all’attuale Giunta, estendendo il ragionamento che fa Voltaire, servirebbe urgentemente (a proposito di Berlusconi) un esperto di comunicazione, uno che ad esempio, quando viene data la notizia della chiusura del parcheggio abusivo davanti all’Ospedale, o meglio, un po’ prima, annuncia subito che si sta lavorando per trovare qualche centinaio di parcheggi nelle strade adiacenti.
    Il Comune ha un Ufficio Stampa sono tutti bravissime persone, ma di solito si preoccupano più di raccogliere le notizie dei quotidiani per gli amministratori, che non di far circolare la voce di Palazzo Civico. E poi, torno a insistere sulle piccole sciocchezze che, secondo me, fanno la differenza. Effetto Venezia e Notte Bianca: il solito semaforo al termine degli Scali Manzoni, a mezzanotte, luce gialla lampeggiante. Un disgraziato diretto a sud doveva aspettare per minuti che si aprisse un varco nella fiumana di macchine. Il semaforo pedonale davanti al Cantiere, invece, funzionava regolarmente. Non è demenziale? Ora non mi dite che nel 2008 non è possibile modificare per una notte la procedura di funzionamento di un semaforo.
    Perciò concordo: bastava pensarci prima. Come in tantissime altre cose.

  5. marcosisi Dice:

    Scusatemi se prima non avevo salutato ma sono praticamente appena arrivato a Livorno e avevo altre cose urgenti da sbrigare. Buon sabato e buon weekend, nonché buon Effetto Venezia a tutti.
    Ci tenevo a sottolineare che, certo, la gente non è cogliona e inizia a tenere le distanze anche dal governo Berlusconi, come già fece col governo Prodi. Però, ai fini del buon funzionamento del nostro Stato, dobbiamo esser contenti di un elettorato che non sa far altro che dire “no”? Almeno la chiave interpretativa che dò a queste cose che stanno accadendo è questa. Sorvolando sul fatto che Sircana, oltre ad essere “beccato intanto che andava a trans”, scriveva poesie. Mi preoccupa di più il fatto che gli abbiano garantito un seggio in un collegio blindato, un seggio dove probabilmente la sciura Maria, se ci si fosse seduta, avrebbe combinato molto di più. E questo indipendentemente dal modo in cui l’ex portavoce di Prodi impiega il proprio tempo libero. Può scrivere poesie, andare a trans, frequentare pornoshop, guardare filmetti con Eva Henger e Cicciolina, giocare coi dildo, fare indigestione di Viagra… non me ne frega niente, basta che sia un bravo ed efficiente parlamentare della Repubblica. Invece ho il dannato sospetto che una brava casalinga di Voghera, abituata a far i conti per arrivare all’ormai mitica quarta settimana, probabilmente, combinerebbe di più. Ad avercene anche a Palazzo Civico, di casalinghe così…

    Ora, invece, butto lì una notiziola totalmente scollegata con quanto scritto sopra. Se, nel caldo estivo, non riuscite a prendere sonno, stanotte alle 1,25 su Raitre, c’è il mitico “Le notti bianche” di Luchino Visconti. Girato a Cinecittà in una fantasiosa ricostruzione di ambienti livornesi. Leone d’Argento a Venezia 1957, penso che almeno una volta nella vita sia giusto vederlo.
    Tra l’altro, quel film mi ricorda come, a Livorno, molto spesso i nostri amministratori amino mettere in funzione la lingua prima che il cervello sia collegato.
    Correva l’anno 1995, a “Effetto Venezia” molti livornesi ebbero modo di assistere alla proiezione delle “Notti bianche”, copia restaurata a cura del CSC (il Centro Sperimentale di Cinematografia). 1996, viene eletto Prodi presidente del Consiglio e il ministro Veltroni, fresco dell’aver farcito l’Unità colle cassette dei film (meritoria iniziativa, comunque, l’avvio di un’epoca), lancia la campagna “Adotta un film”. 1997, a Cefalù c’è la VII edizione delle “Città del Cinema”, dedicata -su mia proposta- a Livorno. Partecipa una delegazione di Regione Toscana, Provincia e Comune di Livorno. L’assessore alla Cultura della Provincia di Livorno, l’ineffabile Beppe Danesin, rilascia una dichiarazione che suona più o meno così: -La Provincia di Livorno aderisce ad “Adotta un film” finanziando il restauro delle “Notti bianche”. Ogni commento credo sia superfluo.

  6. Gianfranco Lamberti Dice:

    Dopo la festa, si legge di OLT e delle prese di posizione degli ambientalisti.
    Credo che su di una cosa potremo trovarci tutti d’accordo, vista le delicatezza della questione, le istituzioni dovrebbero dire parole più chiare ed esplicite sul merito della questione. Nell’ennesmo scaricabarile non si fa capire nulla di certo ( sono solo procedure e sanabili, o meno? ) , la questione non riguarda solo la società OLT, con tutta evidenza.
    Insomma sarebbe utile capirci di più. Se si sono sbagliate procedure è un conto, non ci fossero garanzie sufficienti per l’ambiente è un altro, In particolare, poi, sarebbe interessante capire se, come qualcuno scrive, era obbligatorio o meno un referendum popolare per arrivare ad approvare il progetto e se su questo il TAR si è espresso. Mi sembra la questione più significativa, anche se nutro fondati dubbi su di un obbligo del genere. Ma chi ha le carte in mano può spiegarlo.
    Quanto ai rischi ambientali, se ho ben capito, non sono stati oggetto di valutazione del TAR, ma questo è ovvio, non si tratta di un comitato di scienziati dell’ambiente. Mi sembra ovvio. Insomma la chiarezza aiuta tutti, la polvere sotto il tappeto non serve a niente. I nodi, si sa, prima o poi vengono al pettine.
    Quanto alla festa, non ci sono stato, ma vedo una grande partecipazione. Nonostante i semafori gialli. Un appuntamento ormai consolidato negli anni e vissuto ampiamente dalla città. Mi fa piacere.

  7. marcosisi Dice:

    Per Gianfranco Lamberti: naturalmente il fatto che ci sia una grande partecipazione popolare a Effetto Venezia, fuochi d’artificio oppure no, passerella degli amici del direttore oppure no, semafori lampeggianti oppure no, è un fatto positivo. Senza dubbio. Però, scusami se insisto, piccoli apparentemente insignificanti dettagli possono avere il loro peso e fare la differenza. Dire, a fine festa, che in fin dei conti tutto è andato bene, per come la vedo io, è sufficiente fino a un certo punto. Ricordiamoci gli anni scorsi e le polemiche per i prezzi esorbitanti praticati in alcuni dei locali pubblici. Ci hanno pensato a risolvere il problema dopo, ma magari si sarebbe potuto vigilare prima.
    Poi, per me, la cosa più importante è questa divisione incomprensibile fra il fatto che, appunto, ai livornesi piace vivere la propria città e le bellezze del centro “storico” e, invece, si creino porte a terra e a mare, si demoliscano o si chiudano i cinema, di fatto spopolando proprio le strade del centro dove sarebbe tanto bello passeggiare e divertirsi.

  8. Voltaire Dice:

    non so cosa piace ai livornesi. i livornesi sono anche (scusatemi) abbastanza pottaioni, per cui da sempre vanno nei luoghi più avanzati del mondo, da quando hanno smesso di andare in pellegrinaggio al mausoleo di Lenin. poi tornano e dicono: buoia, tu vedessi!! eccetera.
    quello che so è che a Livorno c’è un gruppo di persone che punta a conservare la situazione attuale. che risulta assai scadente e non può certo venire rimossa da un Effetto Venezia o Effetto Livorno qualsiasi.
    poi c’è un altro gruppo di persone che punta alla sostanza, al poter mangiare oggi-subito, ma anche al futuro.
    le maggiori simpatie sembra goderle il primo gruppo in questo momento. gode di buona stampa anche, fin troppo, a tal punto da farsi domandare se tutti i giornalisti sono dotati di obiettività e senso critico (anche durante il regno di Lamberti notavo questa particolarità, e non mi piaceva neanche allora, anche se mi sembrava meno accentuata di oggi).
    per fortuna del secondo gruppo fanno parte persone di tutti gli schieramenti. è già qualcosa.

  9. Voltaire Dice:

    PS
    tobarishi! molti di voi contestano ancora la costruzione di Porta a Terra e dicono che l’Ipercoop ha ucciso il commercio. la differenza che c’è tra oggi e i tempi in cui l’Ipercoop di Livorno non esisteva è che oggi se non altro i soldi dei livornesi vengono spesi a Livorno, mentre prima venivano disseminati ai Gigli e da altre parti. ogni sabato partiva per i centri commerciali dell’entroterra un fiume di macchine che a sera rientravano cariche di roba e alleggerite di soldi.
    era furbo lasciare che questo accadesse e nessun (o quasi) livornese ci recuperasse almeno almeno un posto di lavoro? secondo me no.

  10. Voltaire Dice:

    i lavori all’ex cinema Odeon non fanno un metro in avanti. la buca è sempre lì, come pure i ruderi dell’edificio. da un punto di vista politico è chiaro che questo espone Sindaco, Spil e altri soggetti da individuare a motivate contestazioni. questo è pacifico. mi chiedo se a questo punto il divario tra la rapidità con cui sono stati stanziati e versati i soldi per acquistare l’edificio da una parte, e la incredibile lentezza nell’avanzamento dei lavori (dovuta a quanto pare a non avere previsto ciò che era doveroso prevedere), non inizi a fare assumere all’operazione connotati difformi da quelli della regolarità. e quindi a iniziare a presentare elementi interessanti per chi deve vigilare.
    se infatti la forma (pratiche, documenti, ecc.) è stata rispettata, sta venendo offesa la sostanza, e cioè l’interesse della cittadinanza.
    questo non è un campo strettamente politico per cui si può dire “lasciatemi lavorare e rispettate chi è stato democraticamente eletto”. no, qui siamo in una materia tecnica. e anche molto importante, sia per l’operazione Odeon in se, sia per il livello di altre operazioni a cui il gestore del progetto-Odeon è abilitato.
    lasciare assoluta libertà di azione per nuove iniziative allo stesso soggetto che sta gestendo in questo modo la pratica Odeon mi sembra che non sia da raccomandare. può darsi che per giustificarsi il suddetto operatore dica: ma io ubbidivo, ubbidivo soltanto. in questo caso, se verrà provata tale affermazione, il cittadino saprà regolarsi.

  11. lettorecurioso Dice:

    Ma guarda che sei davvero odioso! Ma perchè sei fissato con questa storia dell’Odeon? E’ invidia forse?

  12. Voltaire Dice:

    invidia? e di cosa?

  13. marcosisi Dice:

    Caro lettore curioso, non intendo certo fare il difensore d’ufficio di Voltaire, che è adulto e capace di difendersi da solo. Però sarei curioso di sapere, come dice Tonino Di Pietro, che c’azzecca l’invidia con l’Odeon. A meno che non s’intenda di vedere che uno fa una capperata impunemente, e allora lo si invidia perché l’ha fatta franca.
    Se permetti, anch’io ambisco alla qualifica di odioso, perché anch’io sono uno di quelli che su questo scempio dell’Odeon non mollerò mai. Aspetto solo (sperando di vivere abbastanza) che i lavori vengano conclusi e che si veda che il parcheggio multipiano non servirà a un accidenti di niente.
    Non ho votato il centrosinistra per vedere questo disastro, non lo trovo assolutamente collegato con alcuna politica, industriale, culturale, né di mobilità, seguita fin qui dalle amministrazioni preesistenti, le quali appartenenvano alla medesima area politica dell’attuale.
    Poi, se hai la possibilità di dimostrarmi che sfasciare l’Odeon era giusto, doveroso e necessario, coraggio, datti da fare. Sono uno che sa riconoscere i propri errori, sai? Esattamente l’opposto degli invidiosi e di quelli che a Roma, dove passo molto del mio tempo lavorando, vengono amabilmente definiti puzzoni.

  14. marcosisi Dice:

    Perdonatemi per la consecutio massacrata nella foga di rispondere al precedente commento. Devesi intendere: sono uno di quelli che su questo scempio dell’Odeon non molleranno mai.
    Colgo l’occasione per associarmi all’intervento di Voltaire. Chiaro come il sole che a uno che mi combina casini come quello dell’Odeon (e, mi sia consentito, anche come quello del bombolone) non affiderei nemmeno cinquanta centesimi. Li vedrei meno sprecati dandoli a un briào che chi si compra un birrino, almeno saprei dove vànno a finì.
    Ripeto: l’Odeon trasformato in parcheggio e il rigassificatore non mi sembrano coerenti con la politica di centrosinistra, però può anche succedere che il sottoscritto e Cosimi, Guantini o chiunque svolga un ruolo di amministratore locale non siano d’accordo. Siamo individui, non molecole. Però, e questo mi sembra vitale, mi piacerebbe, anche nei lavori che a me non piacciono, veder rispettare la legge, la tempistica, le pratiche burocratiche e i principi della buona amministrazione. A leggere la stampa locale, anche quella “allineata” e “ossequiosa”, l’impressione è ben diversa. Ecco, questi brutti modi di fare li lascerei al centrodestra. Lì non avrei niente da stupirmi e non troverei nessuna incoerenza, dato che, a partire dal Cavaliere nostro premier, lo stile di vita è ben diverso.

  15. lettorecurioso Dice:

    Te caro Voltaire mi sa che sei uno che aveva fatto la bocca al posto di assessore e invece…niente, C’è troppa rabbia in quello che scrivi, non è possibile che non ti vada bene niente di quello che Cosimi fa. L’idea del parcheggio all’Odeon è buona. Può darsi che si creerà un pò di ingolfamento in centro, ma tanto a piedi o in autobus la gente non ci va. Anzi, se fosse per me si ridarebbe il via alle macchine anche in via Ricasoli e in via Magenta, oltre che in piazza Cavour, come opportunamente aveva pensato Cosimi. Al cinema non ci va più la gente di un tempo, stanno tutti incollati alla TV, a cosa serviva quel bussolone? Poi faceva la fine delle Terme del corallo. Vedrete che quando sarà pronto il archeggio tornerà un bel pò di vita in centro e allora forse forse anche la Gran Guardia potrebbe riaprire. Fossi Cosimi in previsione di questo non butterei via l’idea di Paolino.
    E così ho risposto anche a lei signor Sisi.

  16. Voltaire Dice:

    lei invece, signo lettorecurioso, di professione fa il concessionario di auto? che marche vende?

  17. lettorecurioso Dice:

    Concessionario d’auto una Makita 2704!

  18. Gianfranco Lamberti Dice:

    Mi inserisco con una riflessione. Nessuna decisione è immune da critiche. Figuratevi se non lo so. Ciò che lascia un pò perplessi è che non si va nè avanti , nè indietro e che si decide di fare un parcheggio, spendendo fior di soldi pubblici, senza sapere cme cvi arriveranno le macchine e senza che sia previsto da un piano approvato dal Consiglio Comunale, come sarebbe stato opportuno. La controprova è che per fare alcuni posti auto intorno all’ospedale l’amministrazione invoca un piano approvato nel 2000, ebbene quel piano non conteneva certo un parcheggio all’Odeon.
    Non mi perderei in polemiche, ma le cose sono queste e nessuno le ha mai smentite, in mesi e mesi. poi ognuno ha le sue opinini, per esempio io la vedo, sulla pota a terra, un pò diversamente da marco sisi, ci mancherebbe. Ma la porta a terra è partita ed è stata finita nei tempi previsti ed in modo soddisfacente. Partire, per non sapere dove andare e come, come è il caso Odeon, è un fatto assai discutibile. Se poi qualcuno, come Voltaire, pensa anche ad un bene architettonicamente pregevole, mi sembra che non faccia poi male. Nel rispetto delle opinioni di tutti, ma qui ( Odeon ) siamo ad una fase preliminare, il rispetto di elementari regole, almeno di buon senso. Poi può darsi che si riesca anche a trovare il modo di arrivarre al parcheggio e che funzioni pure, ma, ancora una volta, non ci si doveva pensare prima?

  19. marcosisi Dice:

    Buongiorno e buona domenica a tutti. Il lettore curioso mi sembra Tonino Guerra nella pubblicità dell’ottimismo. Troppo ottimista, però… Così come anche per le macchine in centro, secondo lui, in via Ricasoli e in via Magenta. Sarà curioso, il Nostro, ma mi sembra anche smemorato. Forse non si ricorda via Sardi e quella camera a gas che era diventata. Ecco, abitando a pochi metri dall’ingresso dell’Odeon non ho assolutamente voglia di riempirmi, ciò accadrà sia in caso di apertura del parcheggio e sia in caso di riapertura al traffico delle strade del centro, i polmoni di benzene. Naturalmente non parlo solo per me e per la mia compagna, ma anche per tutti gli abitanti della zona e per i frequentatori abituali e occasionali di uffici e negozi del centro.
    Avevo, a suo tempo, avanzato l’idea di un utilizzo un po’ più intelligente dell’Odeon, lasciandolo in qualche maniera collegato alla destinazione d’uso originaria.
    Breve precisazione anche per Gianfranco Lamberti. Non sono contrario alle Porte a Terra o a Mare in quanto tali, ma lamento il fatto che non si è intervenuti prontamente per correggere certi “effetti collaterali”: la chiusura dei cinema, le difficoltà nei confronti dei negozi del centro… Unica cosa quasi assolutamente indiscutibile, quella che almeno i soldi che i livornesi vanno a spendere all’Ipercoop rimangono più o meno in città, non a Navacchio o Pontedera. Dico “quasi” perché comunque molti negozi fanno parte di catene nazionali.

  20. Gianfranco Lamberti Dice:

    Effetti collaterali, dice Marco Sisi, da correggere ed ha ragione.
    Anche gli effetti grafici che vengono distribuiti alla stampa in questi giorni sono suggestivi, con simulazioni di presunte opere pubbliche, vedi Piazza del Luogo Pio, ma che a questo punto, dopo tanti anni, avrebbero dovuto essere un fatto concreto e non una simulazione.
    Un effetto collaterale , gli effetti grafici, della stagione politica di questi anni. Certo hanno fatto molti film sulla realtà virtuale nella quale alla fine sembra di vivere davvero. Forse l’attenzione rivolta ai registi presuppone la preparazione di un film del genere per le prssime scadenze. Certo bisognerebbe che i livornesi ci credessero davvero e la cosa mi sembra assai problematica. Meglio foto, che effetti grafici e su quelle casca l’asino.

  21. marcosisi Dice:

    Dimenticavo una cosa… Forse il lettorecurioso, avido di sapere com’è, non approfondisce la lettura di ciò che lo attrae. L’idea sulla Gran Guardia (ammesso che di idea si tratti) non è di Paolino (il quale, per chi non avesse familiarità, è Paolo Ruffini, front man dell’Associazione Cinematografica Nido del Cuculo), ma del sindaco Cosimi il quale, intervenendo come ospite a “Ma non è un talk show”, lo spettacolo condotto da Paolo alla Goldonetta, avanzò la proposta di un acquisto della Gran Guardia a un prezzo politico. La quale, detto per inciso, mi pare sia rimasta lì, senza risposta da parte dei proprietari del cinema e senza alcun successivo dibattito nelle sedi competenti.
    Diamo a Cesare quel che è di Cesare e ad Alessandro quel che è di Alessandro.
    Visto che per ora ha solo farfugliato, caro lettore curioso, io sto ancora aspettando la risposta. Ammesso che riesca a formularne una.
    PS La Makita 2704 è una sega elettrica. Mi fermo qui per decenza.

Lascia una Risposta