A leggere oggi le parole di Rossignolo e quelle molto zuccherose sulle certezze di un buon successo della operazione che spende l’amministrazione, con una inedita spalla nel prof. Paoli, non ci si capisce gran che. Se non l’accorato appello del cronista a lavorare un pò nel week end. Anche perchè, per riprendere fnp, alle prossime elezioni ci potrà essere tutta la buona volonta di chi racconta le cose, ma non sarà possibile limitarsi a discutere di cosa succederà tra 10 anni senza parlare di cosa non è successo in questi cinque.
Quanto alla rendita che cresce sulle aree del Cantiere, ci sono valutazioni politiche, ma non solo. Se le regole del gioco cambiano strada facendo, determinando un effetto di questo tipo, non si tratta solo di politica. E credo sia più importante che l’intercettazione di una telefonata di raccomandazione da parte di Berlusconi.
Gianfranco Lamberti
Luglio 5, 2008 alle 12:23 pm
il riferimento alla pietosa strategia del nuovo Veltroni (ogni dieci giorni a dir tanto cambia) mi trova d’accordo. anche perchè: che dire allora delle telefonate-Unipol? dopo l’assoluzione della PM quelle telefonate tornano ad avere valore.
sui 9000 euro e mq è vero, non si tratta solo di politica. nel suo programma lo scrittore Lucarelli presentando un nuovo giallo inizia quasi sempre: “una brutta storia, una storia molto brutta”. questa assomiglia alle storie di Lucarelli, sotto vari aspetti.
Luglio 5, 2008 alle 2:32 pm
ricordo che gli esperti e i consulenti si schierano con chi li ingaggia o con chi pensano possa essere loro utile. un nome celebre: il Prof Bruno (il criminologo) può lavorare per la difesa o per l’accusa. per lui è indifferente. non è raro che chi aspira a ricevere l’incarico da una delle due parti si metta in mostra. è una cosa normale, nessuno deve offendersi, nè chi vede l’esperto schierarsi con qualcuno, e neppure l’esperto a cui magari piacerebbe essere al di sopra delle parti, ma che per necessità o per scelta accetta di schierarsi con una di esse.
ribadisco che non ho intenzioni polemiche, ho soltanto descritto ciò che avviene normalissimamente.
la Spil è uno dei centri di potere più forti in attività a Livorno. onestamente apprezzare le sue scelte e il modo in cui ha lavorato mi sembra un tantino discutibile. sarebbe interessante poter leggere un resoconto dell’avvenimento a cui ha partecipato steso dal Prof. Paoli per verificare se combacia con quello firmato dal cronista del Tirreno.
non so se proseguirò a commentare in questo blog. per adesso non intendo spiegare i motivi di questa mia perplessità. devo riflettere. preciso però che se mi sospenderò intensificherò il mio lavoro per Lamberti, se a lui la cosa interessa.
Luglio 5, 2008 alle 7:33 pm
voltaire ci mette di fronte a qualche dilemma, ma del resto si sta per aprire una stagione politica assolutamente imprevedibile ed inedita, in questa città.
Lo dicono un pò tutti, meglio quindi far sentire le nostre opinioni, se possibile ed in tutti i modi possibili. Non vale la pena meravigliarsi poi troppo se qualcuno tenta qualche normalizzazione, qui e là. penso che ne a vedremo ancora delle belle in questo senso. Ma il bello di voci libere e senza condizionamenti di nessun tipo è proprio questo. Non doversi barcamenare tra scelta e necessità. In fondo in democrazia conta certo vincere le battaglie, ma soprattutto conta farle e poter mettere davanti alla pubblica opinione tutto quanto è necessario a far comprendere personaggi e situazioni.
Non ci faremo mancare certo questa attesa opportunità.
Luglio 6, 2008 alle 6:35 pm
sto ancora riflettendo, ma sono giunto alla considerazione che mi piacerebbe dialogare con il prof. Paoli, anche in questo blog. gli spiegherei molto facilmente quanto poco secondo me vanno d’accordo le sue affermazioni riguardanti la Spil fatte nell’intervista pubblicata appena il 25 giugno scorso, non smentita, e quelle che gli vengono attribuite nell’articolo di De Majo del 4 luglio scorso, neanche esso smentito, per ora.
e poi gli vorrei dire che la sua visione del turismo è limitata. so anch’io che non si può competere con Pisa, Siena e Firenze per quanto riguarda il patrimonio artistico, ma Livorno ha grosse potenzialità in altri settori turistici, niente affatto marginali. settori che si basano su attrattive diverse dall’arte romanica e dalla pittura rinascimentale, ma che tengono in piedi moltissime località del mondo.
passino i complimenti che il prof. Paoli fa, a detta del Tirreno, al Comune per come esso ha utilizzato la Spil, è un’opinione che non condivido per niente, ma che rispetto, anche perchè non credo possa influire su nessuno. ma per carità non gli si dia ascolto quando stronca le prospettive turistiche di Livorno. Cosimi ha citato il turismo come uno dei tre pilastri che vede per l’economia della città? vada avanti e ne aggiunga un quarto: l’industria.
Luglio 7, 2008 alle 10:50 am
Voltaire mi consentirà, ma mi sembra che egli dia troppa importanza a qualche battuta di un docente universitario che cerca di commentare tutto e dappertutto, nella sintesi stringata del cronista. Certo che messa in quel modo sembra un inno al cerchiobottismo, ma non drammmatizzerei. Forse il principio per cui, succeda quel che succeda purchè non sia colpa di nessuno, e soprattutto non sia colpa della amministrazione, ma magari del governo Berlusconi, che ancor prima di insediarsi già faceva danni, si sta facendo strada. Ma si arriva secondi, ce n’è già uno che, lavandosene le mani è passato alla storia.
Magari non saranno d’accordo con questo andazzo quelli delle riparazioni o gli operai della Delphi, ma possono sempre andare a sentire un pò di musica sotto le stelle.
Luglio 7, 2008 alle 11:35 am
avevo iniziato a motivare il mio intervento precedente, ma ho visto che stava venendo fuori un pezzo troppo lungo, per cui lascio perdere per adesso.
ribadisco la mia esortazione a continuare a considerare il turismo (quello giusto per una città come la nostra) uno dei (non IL) settori su cui puntare; e quella di inserire l’attività industriale tra le leve da usare. mi è sembrato grave che Cosimi l’avesse omessa.
Luglio 7, 2008 alle 1:10 pm
caro voltaire, oramai i giochi sono fatti e irreversibili … l’industria è morta e quel poco che rimane è in coma profondo … una politica turistica dovrebbe partire dall’idea di rendere una città accogliente e disponibile e non considerare il turista un problema da gestire; la città non ha gran che da offrire e quel poco non viene offerto o viene offerto male … anche i giovani sono un problema e non una risorsa … insomma, come da decenni, mattone mattone e mattone!
ps. non mollare!