L’intervento di Ernesto (*) di ieri, sulla vicenda Delphi offre molti spunti interessanti. Varrebbe la pena di leggerli con attenzione. Forse le cronache sono deficitarie, ma nel dibattito che si è sviluppato in Consiglio non mi sembra che nessuno si sia misurato fino in fondo con queste problematiche.
ieri ho partecipato ad una iniziativa con Beppino Caldarola, organizzata dalla associazione Magna Cartha. Interessante, anche con interventi stimolanti.
Certo, tutto questo proliferare di associazioni, noi stessi abbiamo anticipato un pò questa tendenza, dimostra la debolezza del sistema dei partiti e la loro incapacità ad essere un momento di elaborazione e confronto.
Allo stato mi sembra proprio che servano solo a designare candidati qui e là, senza che si riesca a capire cosa pensano delle cose che davvero incidono sulle nostre comunità.
Ma se i partiti sono questo, lo slancio che aveva caratterizzato alcune recenti fasi politiche non potrà che esaurirsi del tutto. Lasciando spazi grandi da riempire, sempre che alla fine molti non finiscano con andarsene al mare e lasciar perdere. Ma spero di no.
Gianfranco Lamberti
(*) commentatore di questo blog
giugno 27, 2008 alle 11:52 am
Come sottolinea il Dott.Lamberti,
il fatto che nascano molti comitati,associazioni etc.
qualche riflessione dovrebbe farla nascere.
A mio parere,
la causa la si trova con estrema semplicita’,
non bisogna certo essere l’ispettore Colombo o Sartori,
nella dimostrata e reiterata inadeguatezza dell attuale guida cittadina;
il che da legittime speranze ed aspettative a chiunque.
Chiunque, anche fuori da percorsi professionali ad hoc,
o spessore culturale e politico,
si sente giustamente in grado di assolvere quelli alti uffici.
O meglio dovrebbero essere alti,
ma ad oggi sono piu’ bassi dei banchi del mercato ittico.
Non credo sia sempre stato cosi’ ,anzi,
ma al di la’ del dispiacere personale che qualcuno puo’ avere,
analizzando la situazione, e l accertata deriva,
credo sia un fatto estremamente positivo e di sicura apertura.
Saluti
giugno 27, 2008 alle 12:06 pm
nel caso poi della nuova associazione c’è anche da tenere presente che le due personalità citate dal Tirreno, Guido Guastalla (escludiamo pure se non ci piace il suo impegno politico nel CD) e il prof. Paoli, sono a dir poco due vulcani in perenne e benefica (per l’ambiente circostante) attività. che spazi hanno nei partiti le loro idee? interessa a qualcuno (sempre nei partiti) la loro energia? non mi pare. i casi sono due: o si mettono in pensione, oppure si danno da fare. hanno scelto di darsi da fare. questa parte era seria.
in questi giorni sono tutto impegnato nella costruzione della mia associazione “Sfasciare Livorno”. il notaio lì per lì aveva avuto da ridire sul nome, ma io gli ho chiesto di affacciarsi per un istante alla finestra e di guardare di sotto. lui l’ha fatto e ha detto che tutto sommato il nome può anche andare bene. anzi per la precisione ha detto “ce pò stà”.
giugno 27, 2008 alle 12:10 pm
Voltaire,
“sfasciare Livorno”
mi sembra un nome davvero azzeccato;
mi domando allora,
visto che le associazioni hanno quasi sempre soci onorari,
questa ha il Presidente Ciampi e l ex Minostro Chiti pe citarne due,
adicevo,
ma la tua associazione a chi elargirebbe tale onorificenze?
giugno 27, 2008 alle 12:21 pm
eheheh!! tutto a suo tempo, e ti assicuro che saranno nomi di qualità.in campagna elettorale (sia per le primarie che poi per le amministrative) valuteremo i progetti e poi sceglieremo. e daremo il nostro convinto e molto ben pubblicizzato sostegno al candidato che avremo scelto.
vorrei anche prepare una sorpresina, ma l’AMICO che dovrebbe darmi una mano si sta mostrando riottoso.
giugno 27, 2008 alle 12:32 pm
Fossi in te Voltaire,
promuoverei le consultazioni tipo le ultime primariette del Pd per le candidature al Parlamento.
sono molto efficaci,
e basta avere i padiglioni auricolari puliti.
Saluti
giugno 27, 2008 alle 12:33 pm
Il commento di Ernesto su Dephi è certamente interessante e ripropone in chiave imprenditoriale il modello “reindustrializzazione” di LIVORNO. Non so cosa abbia particolarmente colpito Lamberti, ma credo, come ho già detto, che Ernesto volesse dimostrare due cose: la prima è che l’operazione salvataggio Delphi è tutto a carico pubblico, comprese le relazioni bancarie, e la seconda è che la Spil, non ha niente a che vedere con la reindustrializzazione ma solo con l’edilizia! Non sono cose così sconvolgenti. La prima questione è stata trattata anche dal Prof. Paoli e sostanzialmente dice che la nostra classe politica non è preparata per affrontare i “marpioni” che si affacciano a casa nostra, i quali chiedono ostriche e chapagne e poi non solo non pagano il conto, ma di solito pretendono anche il “dopocena” … Del resto questa poca propensione al business della nostra classe politica si vede anche con le azioni di Spil, la quale, compra immobili (o industrie dismesse), le cementifica, e rivende gli immobile a imprenditori o privati … Per reindustrializzare, sarebbe invece necessaria, una partecipazione della stessa Spil ai progetti d’impresa, entrare nel capitale di rischio e, da azionista, controllare l’interesse pubblico … Ma forse è fantascienza per le nostre zone …
giugno 27, 2008 alle 2:36 pm
In questo clima sonnolento riflessioni come quelle di ernesto o fnp sono un filo di aria fresca. A me l’idea di istituzioni locale che si metono a comprare aree da affidare poi in comodato gratuito, a prescindere da un progetto industriale ( dichiarazioni sindacali ! ), con tutto quello che ha scritto Paoli e non solo lui, sembra una vera chicca. E poi se qualcuno ha una minima idea di cosa significhi bonificare un sito industriale, forse avrebbe qualche ulteriore dubbio.
Quanto al dopocena, la vicenda del bacino e delle riparazioni navali è esemplare.
Ma l’idea di Voltaire, l’associazione “sfasciare Livorno”, sembra geniale e spiritosa. nel mare delle associazioni mi sembra la più azzeccata con grandi possibilità di espansione.
giugno 27, 2008 alle 3:15 pm
tornando a questo blog, sottolineo anch’io l’intervento di fnp. purtroppo per correggere alcune distorsioni e ricondurre alcuni corsi d’acqua di questa città a scorrere in quello che sarebbe il loro alveo naturale, occorrerebbe agire in maniera incisiva sulla politica: farla tornare a essere il mezzo (non il fine) per governare la vita della comunità.