Non si può essere dialoganti sulle cose che non contano nulla e contare i numeri quando si decide qualcosa davvero

Oggi, nella breve cronaca sulle ricadute politiche della inedita e sconcertante conclusione consiliare della vicenda del Nuovo Centro (una cosa enorme e che condizionerà la vita livornese per lustri), si possono leggere tra le righe molte cose, tutte importanti.
Ma vorrei essere come la goccia che scava la roccia. Quali le scelte che erano in discussione e che non sono state, di fatto, discusse. A parte il dovuto, che è stato “quasi” sancito dai tribunali della repubblica e che andava onorato, ricordo: rapporto pubblico privato, qualità progettuale, ricadute occupazionali e di sviluppo, quantizzazione in indici e superfici cedute, quali iniziative per rivalersi su ministeri e regione e così via.

Domande senza risposte, che probabilmente una risposta ce l’hanno pure, ma che dovrebbe essere messa di fronte ai cittadini ed alle forze politiche con chiarezza. Trattate in modo esauriente e chiaro. Altrimenti rimangono dubbi che non sono nell’interesse di nessuno, ma soprattutto rimane un percorso che non ci ha messo nelle condizioni di capire davvero cosa è successo. Un percorso da addetti ai lavori. Questo senza entre nel merito di diritti acquisiti, che sono altra cosa e di cui tutto si sa. Certo si leggono bonarie ramanzine e penultimatum di qualcuno, ma ci siamo orami abituati.

Mentre non leggo un commento del partito principale. E dice il giusto Rifondazione Comunista, con cui pure mi sono confrontato per anni, che si tratta di una situazione senza precedenti (e penso anche a chi mi ha preceduto). Se il problema è avere la maggioranza e che gli altri non rompano, mi sembra si sia fuori stagione politica. Basta vedere Veltroni e Berlusconi.

Ma non si può essere dialoganti sulle cose che non contano nulla e contare i numeri quando si decide qualcosa davvero. Non serve innanzi tutto a chi governa ed ha il dovere di farlo al meglio, ma nemmeno alla città che deve poter capire cosa succede davvero.
Insomma , se si può approvare un PRG senza far uscire nessuno dall’aula, si potrà anche fare per un Piano Particolareggiato, che ne rappresenta una parte.
Naturalmente, l’ostruzionismo va ugualmente condannato e non può immobilizzare nessuno.

Problemi complessi da gestire, quindi. Ma che amministare fosse una cosa semplice non l’ha mai pensato nessuno. Almeno quando si deve passare dalle parole ai fatti.

Gianfranco Lamberti

18 Risposte a “Non si può essere dialoganti sulle cose che non contano nulla e contare i numeri quando si decide qualcosa davvero”

  1. ernestoscontento Dice:

    Visto che nel post precedente tutti inneggiano la riscossa Lambertina, e io sono per natura un provocatore vado fuori argomento e pongo una questione di carattere culturalpolitico.

    Lamberti e Cosimi, sono entrambi due personaggi politici dell’area di CS, i loro percorsi storici sono paralleli e attingono alla stessa cultura politica ( emtrambi sono ec : PCI – PDS- DS – PD).

    La differenza di età non mi sembra così enorme da far pensare a una formazione socioculturale diversa.

    Entrambi sono laureati e quindi possiamo dire che dispongono di un bagaglio culturale sopra la media Italiana ( passatemi questo paragone infelice).

    Entrambi si sono formati politicamente nella nostra città ( questo penso che valga anche per Lamberti venuto giovanissimo a Livorno).

    Eppure i loro modelli di concepire il ruolo di Amministratore pubblico sembra essere completamente diverso.

    Chi dei due è erede della tradizione politica da cui proviene ????
    mettere in pratica l’essere politico, chi rispecchia antropologicamente di più la la vecchia scuola delle Frattocchie……

  2. Voltaire Dice:

    se fossi romano ti chiederi: ma stai a scherzà!?

  3. fattinonparole Dice:

    caro Ernesto, il problema non è Cosimi o Lamberti … dentro il PD Livornese non farebbe nessuna differenza … la novità è il rompere con il tradizionale, 60ennale schema politico, le sue liturgie, le sue alleanze, i suoi scheletri … l’unica novità a Livorno è il tentativo di rompere questa catena e di costruire qualcosa di nuovo, anche con gli stessi uomini, ma senza la catena del ex forzato (ex PCI, PDS, DS, ecc.) … è l’unico reale tentativo degno di nota …

  4. marcosisi Dice:

    Scusate l’impertinenza. Non solo Cosimi e Lamberti sono laureati entrambi, ma svolgono la stessa professione.
    Detta la battutaccia, sottopongo alla vostra attenzione questo documento che sta girando via web ed è stato inviato anche a me. Non condivido il linguaggio, ma la questione è seria, specialmente per quanto riguarda il fatto che la Fortezza Nuova è davvero in pessime condizioni ed è innegabile che iniziative come la Sagra del Precario hanno permesso che qualcuno facesse almeno un po’ di pulizia. Senza tirare in ballo sceriffi etc., mi chiedo come sia possibile che la Fortezza sia lasciata marcire. Mancano le risorse? Secondo me manca la voglia.
    Di seguito il testo della mail che ho ricevuto. Prendo le distanze dalla forma, ma la sostanza è degna di rispetto.

    ——————————————————————————-

    Basta con l’arroganza di questa amministrazione!

    Due indagati dalla polizia municipale per la “Sagra del Precario”
    Il Comune chiude la Fortezza e si vendica trasformando i vigili in sceriffi

    All’indecenza non c’è limite. L’amministrazione comunale di Livorno da
    anni tiene in ostaggio la Fortezza con presunti lavori di manutenzione
    di cui non si vede la fine. Uno degli spazi potenzialmente più belli
    della città è lasciato all’incuria e all’abbandono. La “Sagra del
    Precario”, un’occasione di festa e riflessione nella quale confrontarsi
    sui temi della precarietà, ogni anno e con estrema difficoltà svolge
    all’interno degli spazi agibili della Fortezza le proprie iniziative.
    Gli organizzatori puntualmente chiedono e non ricevono l’autorizzazione
    e tanto meno risposte dall’amministrazione nel momento in cui questa
    viene interrogata sull’esistenza di spazi pubblici attrezzati dove
    un’associazione o un movimento può organizzare un’iniziativa pubblica
    partecipata. Negli anni scorsi l’amministrazione, riconoscendo forse la
    propria cronica incapacità di intervento su questo punto, ha sempre
    “tollerato” le iniziative in Fortezza. Quest’anno al contrario è
    arrivato il tentativo di non far neanche iniziare la “Sagra del
    Precario” con un decreto ad personam che ordinava, il giorno d’inizio
    manifestazione, la chiusura della Fortezza a tempo indeterminato.

    L’atteggiamento intimidatorio dell’amministrazione si è rivelato inutile
    e controproducente, perché l’iniziativa, la più partecipata di sempre,
    si è svolta ugualmente, permettendo alla città di godere di uno spazio
    pubblico liberato, pulito (innumerevoli rifiuti di ogni genere ogni anno
    vengono tolti grazie all’iniziativa della Sagra) e vivibile. Ma
    l’amministrazione non si è limitata a questa singolare delibera che
    blindava la fortezza, ha messo di fronte all’ingresso ad essa una
    schiera di vigili urbani cercando di ottenere in ogni modo lo scontro.
    L’ingresso alla fortezza c’è stato e nonostante le provocazioni non è
    successo praticamente niente a differenza di quanto raccontavano il
    giorno dopo i giornali. Un episodio in particolare deve essere
    immediatamente chiarito: lo svenimento della vigilessa (che si è fatta
    refertare) è stata una conseguenza dell’atteggiamento estremamente
    sceriffesco dei suoi colleghi in un momento in cui non ce n’era
    assolutamente bisogno. Atteggiamento dettato dal veloce adeguamento che
    il governo di questa città sta perseguendo verso “il nuovo modello di
    sicurezza”.

    Apprendiamo che due dei partecipanti all’iniziativa della Sagra sono
    stati denunciati, e forse non saranno i soli. Chiediamo a tutta la
    società civile di questa città se i valori essenziali della democrazia
    non siano messi in discussione da tali provvedimenti degni delle
    amministrazioni di destra.
    Riteniamo inaccettabile che in una città come Livorno si trovino mille
    impedimenti per poter realizzare un’iniziativa popolare sui temi della
    precarietà, che gli interlocutori politici non affrontino in prima
    persona le cause conflittuali derivate dalle complesse problematiche
    esistenti e preferiscano relegare importanti questioni sociali a
    dinamiche di ordine pubblico. La partecipazione dei giovani (e non) alla
    condivisione dei propri bisogni, alla ricerca di spazi e al
    coinvolgimento alla vita sociale e politica della città non può essere
    ostacolata, impedita o denunciata.

    I collettivi che si sono resi protagonisti di una quattro giorni
    all’insegna della socialità liberata dalla mercificazione, di momenti di
    dibattito e confronto sui temi della precarietà, vedendo la
    partecipazione di gran parte della cittadinanza, chiedono quindi la
    solidarietà attiva di tutti i soggetti, organizzati e non, di questa
    città per opporsi a questa nuova strategia di annichilimento del sano e
    necessario conflitto/confronto con chi ci governa.
    Per tutte queste ragioni chiedono dunque con forza il ritiro immediato
    delle denunce.

    Movimento antagonista livornese
    Gli organizzatori della III° edizione della Sagra del Precario

  5. kinto Dice:

    Ciao Marco,
    e comunque come tu stesso segnalasti se non sbaglio,
    dare l autorizzazione-accesso in Fortezza a Paolino Ruffini per il proprio matrimonio,
    e negarla ad una Sagra-iniziativa di giovani e precari oltretutto,
    mi sembra un atto certamente di destra ,non di sinistra.
    Sicuramente di malgoverno e discriminazione.
    Saluti

  6. fattinonparole Dice:

    La situazione della fortezza ha del vergognoso! ci ho fatto un giro pochi giorni fa ed è davvero in uno stato pietoso! i cunicoli di accesso hanno gli impianti elettrici devastati e pericolosi … chiunque, rivolgendosi ad un legale, può denunciare il mancato rispetto di elementari norme di sicurezza in un luogo pubblico …

  7. Rosso Dice:

    Marco ed Ernestoscontento, permettetemi , ma Cosimi e Lamberti vi sembrano dello stesso Partito ??

    vi sembrano 2 Amministrazioni delo stesso Partito ??

    Kinto, Ruffini cos’ha in più per l’Amministrazione Comunale dei Giovani Precari ??

  8. Voltaire Dice:

    Ruffini può portare voti (credono.ah ah…..Ruffini porta voti!! ahahah, questa si che fa ridere, l’unica cosa di Ruffini che mi fa ridere), i precari e gli antagonisti pulciosi e pidocchiosi (come alcuni li definiscono) li fanno scappare.

  9. Rosso Dice:

    Ruffini che porta voti fa morire dal ridere !!!

  10. Voltaire Dice:

    davvero!

  11. kinto Dice:

    Ma il Rimpasto di giunta?qualcuno ne ha piu’ sentito parlare?
    Sembrava dovesse tratttarsi della fusione a freddo,
    ed invece anche quello,dopo giornali e giornali,e’ divenuto un niente di niente;
    e nessun giornalista che dopo aver ,di propria mano, usato kili d inchiostro, chiede lumi.Ma?
    Di palo in frasca,ma che nessun rappresentante del Pd, con tutto il bailame politico in essere, ti apra bocca sulle pantomime del Consiglio Comunale e la forzatura antidemocratica sul Nuovo Centro,lo trovo davvero sconcertante.
    Si vede saranno tutti nei circolini a sentire i rumors,e quei nomi ,
    quelle rose di nomi,
    che il vento sospinge e fa udire solo alle orecchie piu’ ispirate,
    e che sanciranno democraticamente e meritoriamente(?)
    i prossimi candidati per Palazzo Civico,Regione ed Europarlamento.
    Saluti

  12. paolo de angelis Dice:

    Il ragionamento di LAMBERTI è condivisibile nel merito,ma purtroppo la “politica”si fa con i numeri e pur di avere “quei” numeri(e negare in radice la discussione) il Pd locale si è arrampicato sulla mozione d’ordine di un consigliere comunale Pd che ha invocato il rispetto cavilloso del regolamento rispetto alla presentazione di emendamenti (senza i quali,ovviamente,un testo di base non si puo’ correggere).Su questo atto formale il Pd ha ottenuto il si blindato delle forze di maggioranza,di quanto rimane dei Comunisti italiani commissariati e di Sinistra Democratica.Questo è il metodo e il quadro politico che ci accompagnerà fino alle elezioni e dal quale ,verosimilmente,scaturirà la candidatura di Cosimi.E’ in grado lamberti di proporre un quadro diverso (e dunque una candidatura diversa),oppure rimaniamo nell’alveo delle frasi convenzionali (senza sconti per nessuno,fatti,non parole,esiti non scontati?),buone per scaldare gli animi,ma prive di effetto politico?

  13. Voltaire Dice:

    varie esperienze di successo, anche recenti, dimostrano che quello che conta sono i numeri che si raggiungeranno, non quelli che si sono registrati in passato. i numeri futuri dipendono dalle idee che si è in grado di elaborare e dal modo in cui si riesce a farle conoscere.

  14. kinto Dice:

    Ottime domande di Pda,e credo che passata l Estate dovranno,volente o nolente avere delle risposte.
    Saluti

  15. marcosisi Dice:

    Forse sarebbe bene non aspettare l’estate…
    Anche perchè, volenti o nolenti, sia Cosimi che Lamberti fanno parte del PD.
    Non penso faccia bene a nessuno lasciare la situazione così, stagnante, fino a settembre. Alle elezioni ci si arriva in un lampo.
    E invece c’è da fare un po’ di chiarezza, esigere le primarie e tutto quanto possa servire a evitare delusioni amare.

  16. marcosisi Dice:

    In più, scusate se torno sul buon Paolino Ruffini… Va bene che abbiamo assistito a numerosi cambi di rotta – evoluzioni – rivoltamenti di gabbana, però mi pareva che il cosiddetto ambito politico di riferimento, matrimonio in Fortezza o no, per l’applaudito leader del Nido del Cuculo, non fosse esattamente il PD. Credo che qualsiasi persona sana di mente vorrà negare che il “successo” dei Democratici a Livorno sia dipeso da Paolo Ruffini.

  17. Voltaire Dice:

    cosa succederà lo vedremo. se ci riferiamo a cosa può fare Lamberti….mi sembra che lui abbia indicato che tutte le ossibilità restano aperte, compresa quella di limitarsi (limitarsi? ma sarebbe un miracolo!) a rinnovare la politica cittadina.
    sui tempi: nessuno meglio di lui può capire qual’è il momento giusto per fare una cosa. conosce tutto e tutti, e ha un fiuto politico pazzesco. anch’io qualche volta avrei voglia di mettermi a scalpitare, ma mi fido ciecamente di Lamberti. e poi non so cosa sta avvenendo negli ambienti politici. Lamberti giorni fa ha scritto che quello che si sta vedendo e leggendo è niente rispetto a ciò che sta covando sotto la cenere….
    fiducia, ottimismo e senso della realtà (ha ragione pda, i numero sono determinanti; ma ho ragione anch’io: è il futuro che conta, non il passato) possono portare a raggiungere buoni risultati.

    PS
    dimenticavo la tenacia. senza tenacia si va da poche parti.

  18. Gianfranco Lamberti Dice:

    Pda ci richiama alla concretezza. io ho posto al mio partito, a tutti i partiti ed alla città, per quello che può valere, un punto. L’attuale situazione è soddisfacente o no?
    Poi, ancora, si arriva alle candidature nel PD con il metodo delle primarie vere, o no?
    Poi ancora a tutte le forze politiche, oltre la mia, con particolare riguardo a chi si ispira a valori condivisibili, se intendono fare solo testimonianza, o no?
    Svolgeremo, per quanto ci riuscirà, iniziative tese a capire e suscitare dibattito ed interesse.
    Il contesto nel quale ci muoviamo è fondamentale per capire quale possa essere la giusta posizione e la giusta collocazione di ciascuno di noi.
    Mi dice pda se sono in grado di proporre alternative ad una riproposizione papale papale della attuale situazione.
    A parte il mio particolare impegno, il metodo delle primarie che tutti riconoscono valido ( almeno così sembra ) è un buon passo avanti. Naturalmente se ci saranno davvero fatte in modo serio. Quanto ai nomi di eventuali candidati, non credo proprio che Livorno sia una città in cui non ci possono essere alternative possibili per mancanza di materia prima. Saremmo un caso unico al mondo. Il mio auspicio è, come ho detto già, che si vada a candidature , quelle che siano, non perchè si è convinti che siano le migliori, ma perchè non c’è di meglio.
    Il tutto parte da un presupposto essenziale, che qualcuno cerca ancora di eludere, ossia la valutazione ed un giudizio sul lavoro di questo mandato. Il resto verrà di conseguenza.

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